La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: cronaca

Quello che il fango non deve nascondere: l’alluvione a Genova

Non parlare di quanto accaduto a Genova, sarebbe una grave mancanza. Ci sono catastrofi che non possono essere ignorate dall’informazione locale, ma che anzi devono servire da monito, che devono…

Non parlare di quanto accaduto a Genova, sarebbe una grave mancanza. Ci sono catastrofi che non possono essere ignorate dall’informazione locale, ma che anzi devono servire da monito, che devono ricordare che l’Italia è un territorio molto complesso, ma anche fragile, da un punto di vista idrogeologico. E come tale andrebbe trattato, prendendo precauzioni e non aspettando che arrivino le piene, i morti, la distruzione.  Abbiamo parlato di Parma, adesso ci sembra giusto coinvolgere in prima persona i genovesi che hanno assistito a una seconda alluvione nel giro di tre anni.

Ecco il contributo di una nostra lettrice, Laura Liliana Allori, che a nostro avviso, ha scritto una sacrosanta (e sentita) verità su quanto accaduto a Genova.

Venerdì 3 ottobre, sudando e ansimando, salgo lungo via Fereggiano per recarmi in Largo Merlo. Mia madre mi accompagna e ha voluto fare il lato “al sole” per vedere le condizioni del torrente, tristemente noto per i fatti del 4/11/2011. Io brontolando (sono vestita di blu e ci saranno 27°) obbedisco e mi fermo ad un certo punto, notando che i lavori di ristrutturazione dell’argine sono finanziati da “Nostra Signora del Rifugio …”. Come? Le suore? Ebbene sì, quei pochi lavori fatti sono stati finanziati non dal Comune, ma da un ordine di suore che ha un piccolo asilo nido a pagamento e un’enorme mensa per i poveri, dove danno da mangiare due volte il giorno.

Nel commentare il tutto, tra un arbusto di tre metri e l’altro, ci fermiamo a vedere le papere o anatre, o altri animali, sguazzare in pochi centimetri d’acqua e tanto, troppo verde misto a rifiuti, non molti, a dire il vero, ma abbastanza da diventare un tappo in caso di pioggia. Tornando indietro, questa volta all’ombra, notiamo che in un punto, dove nessuna delle due ricordava cosa ci fosse, c’è una piccola edicola con una Madonna e il ricordo delle sei vittime dell’alluvione maledetta. Mi è passato il caldo: mi si è gelato il sangue ripensando che la più anziana la conoscevo; alle lacrime versate al funerale della mamma mia coetanea che si è sacrificata per salvare il figlio; a quelle due bambine e la loro madre, rammento che una maestra di mia figlia abita nello stabile dove viveva quella famiglia di cui era rimasto solo il padre, il marito e mi raccontò le urla di dolore di quell’uomo, quel giorno e quelli a seguire.
Poi ripenso a quante cose non ci sono più. Io sono stata chiusa in casa per quasi due anni e, pochi mesi fa, sono tornata a uscire in una Genova che non riconosco. Da tre anni non ci sono più i sottopassi memorabili, con storici negozi, il megastore di via XX; così chiamiamo “amichevolmente” la nostra arteria più nota, il “centro” della città che porta alla piazza del Teatro Carlo Felice, del Palazzo Ducale, dei Musei dell’Accademia: piazza De Ferrari o “Deffe” da sempre. Insomma, avevo appena fatto in tempo a ritrovare i pezzi della città, che mi ero persa per la mia malattia che, ecco, una nuova tragedia me la riporta via e non c’è più via Venti e con lei le vie limitrofe, i negozi, il Museo di Storia Naturale. Non c’è più niente. Così, come al Borgo Incrociati, sempre a bagno, (nel 1992, 1993, 2010, 2011, 2014), sempre a pezzi, sempre di nuovo in piedi.

10636870_10204494157021293_7068776625838867747_oAl mattino di giovedì 9 ottobre resto senza luce in casa per una ventina di minuti, mi appello alla batteria del cellulare e cerco notizie sul sito dell’Arpal per capire se è il caso di andare a recuperare mia figlia a scuola in anticipo: allerta 2. Mando anche un sms con il link a mio marito . Torna la luce, accendo Primocanale, la tv locale più osannata dell’ultima settimana perché sempre in prima linea (a volte la si chiama anche tele tragedia…) e sento che non c’è da preoccuparsi, siamo ben lontani dal 2011. Nemmeno dodici ore dopo c’era un morto e la mia città era solo fango, macerie e rabbia. Ma la tv in prima linea sì, con i suoi insulti, celati dal microfono del cronista e le lamentele dalla gente.

La notte successiva sembrava di essere in guerra, tra tuoni, acqua e grandine non si vedeva ad un metro dal balcone: la tv (in prima linea!), in streaming sul cellulare perché senza luce, trasmetteva repliche.
Chi è il responsabile? Il sindaco? Lui se ne lava le mani (non ne ha bisogno, non se l’è sporcate di fango), sbologniamo la colpa all’Arpal, agli immigrati, al destino, al Karma a Dio, ma mai a chi si è intascato i soldi (50 milioni di euro solo dalla CEI nel 2011, 100 milioni ora, più un conto corrente dedicato, raccolte fondi, vendita di magliette “non c’è fango che tenga i genovesi” ancora addosso ai ragazzi, e anche a qualche ragazzone cresciuto …), dove sono? Nei giorni a venire, da quel maledetto giovedì notte, escono fuori mille ipotesi, ma intanto un uomo è morto (eh beh, non son sei, ho anche sentito e letto!), gente che ha appena ricevuto 500, 200 euro di risarcimento di tre anni fa (dalla Croce Rossa) dopo aver denunciato chi 50.000, chi anche di più. Sembra una beffa, è una beffa. Ma c’è la morte, di quell’uomo di cui si fa pure fatica a trovarne il nome, c’è la morte delle aziende, dei negozi: la morte nel cuore di ogni genovese danneggiato e non, angelo del fango o no eccetto dei responsabili che se ne stanno a teatro a mandarsi Tweet tra loro.
Genova in tre giorni è tornata quasi in piedi grazie a tanti nomi di persone di buona volontà, ai pompieri, ai dipendenti dell’Amiu che han fatto doppi turni, agli autisti degli autobus in giro con l’allerta 2 ma col coraggio e la consapevolezza di essere l’unico mezzo per molti.

Lo so sembra che voglio fare apologia cristiana, io da vecchia catto-comunista della prima generazione, quella che da’ a Cesare e a Dio, mi rendo conto che da Cesare cui ho pagato molto, ho ricevuto ben poco. Le cifre parlano chiaro, i fatti parlano chiaro (“non c’è fango che tenga” è partito come progetto dalla Parrocchia di Marassi, quella molto vicina a via Fereggiano!), i cartelli parlano chiaro: sono le suore che pagano.

Cartelli, messaggi, display, sirene, allarmi, televisioni sempre in prima linea: tutto il giorno dopo. Posso ancora riconoscere la mia Genova, la Superba: dalla faccia della sua gente, dei commercianti, dei baristi, degli “spazzini”, dei genoani e sampdoriani, e che da un po’ ha preso il colore del centro America, del nord e del centro più nero dell’Africa, dal volto dei ragazzi con la pala in mano: Matteo, Andrea, Filippo, Lorenzo. Angelica, Anna, Selene, Aurora, Stefano….. e tutti gli altri. Tanti colori tra il marrone del fango. I colori della speranza.

Non meno pungente è la testimonianza di Daniele, sempre di Genova, a cui ho chiesto un commento su quanto fatto dall’amministrazione e a cui ho chiesto di descrivere la sua zona:

In tutti questi anni, dall’alluvione del 1970, nessuno ha mai fatto niente per porre rimedi al dissesto idrogeologico, al fatto che il Fereggiano e il Bisagno, corrono praticamente sotto al centro abitato e non hanno un alveo atto a contenerli.

10668887_10204513656108758_1510135432274608438_oPer come la vedo io, su quanto accaduto la sera dell’alluvione, le cose stanno così: posto che il Sindaco sia andato a teatro per adempire a “obblighi istituzionali” come ha asserito poi e che alle 20,30 quando vi si è recato, era ancora tutto tranquillo… Ciò che non è ammissibile è che verso le 22,30, quando si stava scatenando l’inferno con la pioggia torrenziale (bomba d’acqua), nessuno si sia preso la briga di: primo, avvisare e reperire il sindaco; secondo, quelli dell’Arpal avrebbero dovuto rendersi conto che non sarebbe finita tanto presto, e, diramando subito lo stato di allerta, a stretto contatto con sindaco e protezione civile, avrebbero potuto sicuramente coordinare un piano di emergenza, disponendo l’invio sul territorio dei vigili del fuoco e dei mezzi della Protezione Civile. Contrariamente a tutto ciò, c’è stata un’immobilità sconvolgente e il sindaco, invece di prendere le redini della situazione in mano, se l’è tranquillamente presa con comodo. Sono quasi certo che il Comune non disponga nemmeno di un’unità di crisi da approntare in queste, ahimè, reiterate situazioni. E così siamo arrivati alla seconda alluvione in tre anni, a causa di uno scolmatore fermo con i lavori e a un gioco dello scaricabarile da parte delle varie autorità competenti. Grazie a tutto questo, ci sono persone che hanno perso la casa, prima ancora ci sono quelle che hanno perso la vita. E ci sono centinaia e centinaia di attività commerciali che non si rialzeranno più, sommerse da debiti, in attesa ancora di risarcimenti danni mai avuti, e pensa dove siamo arrivati: alcuni di coloro che hanno ricevuto un misero risarcimento danni (meno di un decimo di ciò che hanno perso), ebbene a queste persone, lo Stato ha considerato “reddito” questo risarcimento, e di conseguenza, sono stati tassati su questi soldi avuti. Questo, grosso modo, è il quadro della situazione.

La mia zona è stretta a tutti gli effetti tra il Fereggiano e il Bisagno, è la zona di Marassi, e molte attività commerciali nei fondi, ma non solo loro, sono state letteralmente distrutte dalla furia dell’acqua fuoriuscita dal Fereggiano. In questa seconda alluvione, molti più danni sono stati subiti da strade tipo Corso Torino e vie adiacenti, Piazza Colombo, alle spalle della centralissima via XX Settembre, la stessa via XX Settembre, viale Brigate Partigiane, molti negozi di Piazza della Vittoria e tutte le attività commerciali di Borgo Incrociati, che si trovano a 20 metri dal letto del Bisagno, ma ahimè, quasi sotto il suo livello. Un plauso assoluto va agli angeli del fango, senza di loro, sarebbe stato un dramma senza fine.

Foto a cura di Daniele. 

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Sventati numerosi furti dalla Polizia di Stato

È stato l’intuito di un poliziotto a scongiurare una serie di furti nel territorio dei comuni di Chiusi e Chianciano Terme ad opera di alcuni malviventi. Sono infatti le 20.30 della…

È stato l’intuito di un poliziotto a scongiurare una serie di furti nel territorio dei comuni di Chiusi e Chianciano Terme ad opera di alcuni malviventi.

Sono infatti le 20.30 della sera di qualche giorno fa quando un Ispettore della Polizia di Stato, in servizio presso il Commissariato P.S. di Chiusi, ove nella mattina aveva svolto il proprio turno di lavoro, mentre stava passeggiando, nota due individui sospetti che nei pressi della sua abitazione.

L’atteggiamento dei due, unito al fatto che non fossero conosciuti nella zona, ha insospettito il poliziotto che li ha pedinati per un certo tratto di strada, e dopo averli visti salire su un’autovettura BMW scura, ha immediatamente avvisato il Commissariato P.S. di Chiusi perché fossero al più presto intercettati ed identificati.

La Volante, portatasi immediatamente nella zona, attuava meticolose ricerche e, dopo pochi minuti, individuava l’autovettura,che poi risultava rubata a Pescara lo scorso settembre, intercettandola sulla provinciale 146.

Dopo un breve inseguimento ad alta velocità gli occupanti, in tutto 5 persone, fermavano improvvisamente l’auto sulla quale viaggiavano e, a piedi, si dileguavano nelle campagne scomparendo nel buio e riuscendo a far perdere le loro tracce grazie all’oscurità.

Nel portabagagli della BMW sono stati scoperti due piedi di porco, una cesoia ed una mazza di grosse dimensioni oltre a due fucili, questi ultimi provento di furti perpetrati poco prima a Fabro (VT).

Le ricerche dei fuggitivi scattavano immediatamente; veniva avviata una vasta battuta nelle campagne e nelle vie adiacenti il luogo di fuga, proseguita fino al giorno seguente, quando è stato rinvenuto un terzo fucile, anch’esso oggetto del furto avvenuto a Fabro.

L’operazione di Polizia ed i controlli che ne sono seguiti, protrattisi per molte ore, hanno così interrotto nella zona un raid di furti da parte di un gruppo criminale che, grazie anche agli scrupolosi accertamenti della Polizia Scientifica sul materiale sequestrato e sull’autovettura utilizzata ancora in corso, si è fiduciosi di assicurare presto alla giustizia.

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Furto in ferramenta, arrestato grazie alla videosorveglianza

Noto pregiudicato ruba in negozio di ferramenta a Siena: la Polizia lo incastra grazie al sistema di videosorveglianza Aveva rubato alcuni strumenti all’interno di un negozio di ferramenta a Siena,…

Noto pregiudicato ruba in negozio di ferramenta a Siena: la Polizia lo incastra grazie al sistema di videosorveglianza

Aveva rubato alcuni strumenti all’interno di un negozio di ferramenta a Siena, ma è stato scoperto e rintracciato grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza visionate dalla Polizia di Stato. Pochi giorni fa la titolare dell’esercizio si è presentata in Questura per sporgere denuncia di furto.

Nel mese di luglio, infatti, al momento di chiudere il negozio a fine serata, la titolare si era accorta della sparizione una saldatrice elettrica e di un carrello porta attrezzi entrambi esposti per la vendita. Da lì sono scattate le indagini che in pochi giorni portano a dare un volto ed un nome all’autore.

Si tratta di un senese di 50 anni, conosciuto alle forze di polizia per i suoi molteplici precedenti penali, che è stato riconosciuto dalla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza interno all’esercizio, oltre che da alcuni testimoni.

Dagli accertamenti svolti nell’immediatezza dai poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico è emerso, infatti, che durante l’acquisto di merce da lavoro da parte di un cliente, l’uomo ha rubato quegli strumenti approfittando della distrazione della commessa, intenta a fatturare gli acquisti, portandoli immediatamente all’esterno della ferramenta. Il ladro è stato quindi denunciato per furto aggravato.

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Carabinieri di Arezzo: cronaca delle ultime attività

Intensificati i servizi di controllo del territorio della Compagnia Carabinieri di Arezzo: dieci persone denunciate in stato di libertà per vari reati. Inoltre, 21 contravvenzioni sono state rilevate ai sensi…

Intensificati i servizi di controllo del territorio della Compagnia Carabinieri di Arezzo: dieci persone denunciate in stato di libertà per vari reati.

Inoltre, 21 contravvenzioni sono state rilevate ai sensi dell’Ordinanza Comunale Antiprostituzione

 

Negli ultimi giorni i Carabinieri della Compagnia di Arezzo hanno ulteriormente intensificato i servizi preventivi di controllo del territorio. Tali controlli hanno consentito di pervenire alla denuncia di varie persone per furto o tentato furto, una per coltivazione di canapa indiana, quattro per guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e una per possesso di coltello di genere proibito.

Altri casi di cronaca avvenuti sono stati:

Un ragazzo di 23 anni, di nazionalità rumena e senza fissa dimora, è stato denunciato in stato di libertà per avere rubato capi di abbigliamento per un valore di 500 euro presso un negozio nel centro di Arezzo. L’uomo è stato identificato e la refurtiva recuperata e restituita agli aventi diritto.

Un ragazzo di 20 anni, marocchino residente in Valdichiana, è stato denunciato per avere tentato di rubare due paia di scarpe presso un grande supermercato di Arezzo. Anche in questo caso la refurtiva veniva recuperata e restituita al responsabile dell’esercizio pubblico.

Un uomo di 52 anni, rumeno, senza fissa dimora, è stato denunciato per tentato furto perché sorpreso mentre tentava di rubare della merce presso un supermercato nel centro di Arezzo.

Un uomo di 49 anni, del Casentino, è stato denunciato per coltivazione di canapa indiana. Nel terrazzo della sua abitazione i Carabinieri hanno rinvenuto 9 piante di canapa indiana, che sono state sequestrate e inviate al laboratorio di analisi di Firenze per i necessari accertamenti.

Nell’ambito dei servizi di controllo della circolazione stradale sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza alcolica quattro persone: un 47enne dello Sri Lanka, un 41enne e una 33enne campani, residenti in Valdichiana e un 41enne residente in provincia di Perugia.

Ad un altro posto di controllo è stato invece denunciato per guida sotto l’effetto di stupefacenti un 42enne della provincia di Perugia.

Un uomo di 42 anni, romano, residente in Valdichiana, è stato fermato dai Carabinieri alla guida della propria autovettura e trovato in possesso di un pugnale di genere proibito, che veniva posto sotto sequestro, per poi essere depositato all’ufficio corpi di reato. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà.

Intensa anche l’attività svolta dai Carabinieri di Arezzo per contrastare il fenomeno della prostituzione su strada:

15 prostitute e 6 clienti, che si erano fermati sul bordo della strada per contrattare la prestazione, sono stati multati ai sensi dell’art. 19 del regolamento della Polizia Urbana del Comune di Arezzo, per un importo totale di 3.600 euro.

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Truffa da 150mila euro per l’acquisto di 556 suini: tre denunciati

Nuovo caso di cronaca: truffa ai danni di un allevatore della Valdichiana. Tre uomini sono risultati colpevoli di aver acquistato dei maiali pagando con assegni scoperti. Hanno acquistato oltre 550 suini…

Nuovo caso di cronaca: truffa ai danni di un allevatore della Valdichiana. Tre uomini sono risultati colpevoli di aver acquistato dei maiali pagando con assegni scoperti.

Hanno acquistato oltre 550 suini da un agricoltore della Valdichiana, ma il pagamento è risultato nullo e privo di copertura. Una truffa ben architettata da tre persone, che però sono state rintracciate e denunciate dai Carabinieri di Cortona per truffa e associazione a delinquere.

La vicenda risale alla fine del 2013, quando i tre –  un 49enne, un 40enne della provincia di Salerno e un 75enne proveniente dal territorio della Valdichiana – si sono rivolti ad un allevatore della Valdichiana per comprare il bestiame. In tutto hanno acquistato 556 suini, per un valore di 150mila euro. Hanno pagato tutto con assegni che poi sono risultati scoperti. Una volta scoperta l’impossibilità di ottenere il denaro, l’allevatore si è rivolto ai Carabinieri. Le indagini sono subito incominciate.

I tre sono stati rintracciati e denunciati: i militari dell’Arma sono riusciti ad accertare che i tre uomini avevano commesso analoghi reati a danno di altri allevatori di Perugia e Siena.

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Comando provinciale carabinieri di Arezzo: nucleo informativo

Compagnia  carabinieri di Cortona: 43enne albanese arrestato I carabinieri della stazione di Terontola hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato, un 43enne albanese senza fissa dimora, per rapina impropria…

Compagnia  carabinieri di Cortona:

43enne albanese arrestato

I carabinieri della stazione di Terontola hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato, un 43enne albanese senza fissa dimora, per rapina impropria aggravata.

Ieri pomeriggio, dopo aver rotto la finestra di un esercizio pubblico, l’uomo si era introdotto all’interno prelevando dal registratore di cassa 340 euro.

Dopo essere stato scoperto dal titolare, è riuscito a guadagnarsi la via di fuga. I carabinieri, attivata dalla centrale operativa, lo hanno intercettato, perquisito, e quindi trovato in possesso della somma di denaro.

Dopo aver restituito la refurtiva, il 43enne è stato arrestato presso la casa circondariale di Arezzo.

Denunciato in stato di libertà un 52enne campano per falsificazione

Sabato scorso, i carabinieri della stazione di Monte San Savino hanno denunciato in stato di libertà un 52enne campano per indebito utilizzo, falsificazione o alterazione di carte di credito.

I militari, a conclusione delle attività di indagine, e a seguito di una querela fatta da un 37enne proveniente dalla Valdichiana, hanno accertato che il 52enne aveva usato i codici di una Postepay intestata al denunciante per effettuare pagamenti online.

34enne denunciato per furto

Sempre i carabinieri della stazione di Monte San Savino hanno denunciato in stato di libertà un 34enne del Valdarno, per furto.

I milotari, a seguito delle attività di indagine, hanno accertato che il 10 marzo l’uomo aveva rubato monili in oro per un valore complessivo di 800 euro circa, mentre eseguiva lavori di manutenzione presso l’abitazione di una 43enne, residente in Valdichiana.

 Compagnia carabinieri di S.G. Valdarno:

37enne marocchino arrestato

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di San Giovanni Valdarno, insieme a quelli delle stazioni di Levane e Montevarchi, hanno arrestato un marocchino di 37 anni, residente a Figline Valdarno, per furto e resistenza a pubblico ufficiale.

L’uomo, verso le ore 11.00 di sabato scorso è stato individuato come autore del furto effettuato all’interno dell’ospedale del Valdarno, che ha visto la sottrazione di denaro per un valore di 50 euro, documenti ed effetti personali ai danni di una impiegata della struttura di 37 anni.

L’uomo era sprovvisto di documenti al momento dell’arresto e ha opposto resistenza.

 Compagnia carabinieri di Arezzo:

tre denunce per furto e tentato incendio

I carabinieri della Stazione di Anghiari hanno denunciato in stato di libertà un ragazzo di 22 anni, uno di 21 e uno di 18, residenti in Valtiberina, per furto aggravato e tentato incendio.

Nella notte del 19, i giovani hanno rubato una tanica con 20 litri di gasolio di proprietà di un uomo di 60 anni. Dopo, hanno cercato di dare fuoco a una catasta di legno situata vicino a un’area boschiva.

Fortunatamente, sono stati fermati in tempo a causa di un malfunzionamento dell’innesco.

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La scuola più bella del mondo: nuovo film girato a Radicofani

Il film uscirà a novembre e si gira in gran parte all’ombra della fortezza Christian De sica, Rocco Papaleo, Angela Finocchiaro e Miriam Leone si aggirano nelle vie di Radicofani,…

Il film uscirà a novembre e si gira in gran parte all’ombra della fortezza

Christian De sica, Rocco Papaleo, Angela Finocchiaro e Miriam Leone si aggirano nelle vie di Radicofani, da alcuni giorni, assieme al cast dell’ultimo film di Luca Miniero La scuola più bella del mondo. Per il borgo si tratta di un grande riconoscimento.

«Ci hanno scelti – osserva il sindaco Francesco Fabbrizzi – per la suggestione e la bellezza dei nostri luoghi, del centro storico. Quanto abbiamo fatto per valorizzarlo, a partire dal rifacimento dei marciapiedi e delle strade, rappresenta dunque un valore. Poi ci sono i nostri panorami, la bellezza della Posta medicea, delle chiese con le Robbiane, e naturalmente la fortezza. Queste caratteristiche – aggiunge Fabbrizi – sono sufficienti, evidentemente, a rappresentare un borgo toscano ideale, persino al cinema».

La trama ruota, come suggerisce il titolo, intorno a una scuola. E il caso vuole che a Radicofani presto partano i lavori di costruzione di un nuovo edificio scolastico che, forse, non sarà il più bello del mondo, ma sicuramente realizzato per dare il massimo per l’istruzione e la sicurezza dei ragazzi. Quanto alla finzione cinematografica, tutto nasce dall’idea di Filippo Brogi (Christian De Sica), preside puntiglioso di una scuola media toscana, che cerca di organizzare un gemellaggio con studenti di Accra, Ghana, per vincere il concorso della Scuola dell’anno. Non tutto però sembra corrispondere al programma: il maldestro bidello della scuola – con l’aiuto della tecnologia- invece di mandare la richiesta a Accra la invia… ad Acerra, Napoli!

Brogi, insieme alla giovane professoressa Margherita Rivolta (Miriam Leone), si trova così ad accogliere con lo striscione “Benvenuta Africa” una classe di ragazzini napoletani scatenati, accompagnati dall’eccentrico professore Gerardo Gergale (Rocco Papaleo) e dalla collega Wanda Pacini (Angela Finocchiaro). A volte la tecnologia inganna. Anziché semplificare la vita genera equivoci e confusione. Sarà questo il motivo conduttore di una commedia divertente, che vede Radicofani sullo sfondo.

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Misericordia di Radicofani: nuova sede. La cerimonia il 25 luglio

Appuntamento venerdì alle ore 18, con il sindaco Fabbrizzi La Misericordia di Radicofani inaugura una sede ampia ed efficiente, lungo la strada provinciale, e un nuovo carro funebre. La cerimonia…

Appuntamento venerdì alle ore 18, con il sindaco Fabbrizzi

La Misericordia di Radicofani inaugura una sede ampia ed efficiente, lungo la strada provinciale, e un nuovo carro funebre. La cerimonia inizia alle 18 di venerdì 25 luglio con una messa alla chiesina della Madonna del Roccheto. Quindi, intorno alle 19, l’inaugurazione della sede, da parte del presidente della confraternita Alessandro Nutarelli e del sindaco di Radicofani Francesco Fabbrizzi.

Per la Misericordia si tratta di un bel traguardo. Ora può contare su ampi spazi, ricavati da una vecchia officina, che forniscono un ampio garage per i mezzi, sale di ritrovo e con servizi per i volontari, che sono particolarmetne numerosi: 25 quelli effettivi, rispetto a un centinaio di soci. Non poco, per una realtà di circa 800 abitanti. L’associazione ha compiuto un grande sforzo per ristrutturare l’edificio della sede, e per dotarsi di mezzi efficenti, a partire dal novo carro funebre.

Ma ciò che più conta è che la Misericordia sia un punto di riferimento per i servizi sanitari, ma anche per risolvere piccoli e grandi problemi delle fasce di popolazione che hanno più disagi, a partire dagli anziani. Attività come queste contribuiscono a elevare la qualità della vita di un piccolo comune. Lo dimostrano le due signore di Radicofani che, nei giorni scorsi, hanno raggiunto in buona salute i cento anni di età.

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Palla a 21: nuova edizione del torneo a Scalvaia il 26 e 27 luglio

Sabato 26 e domenica 27 luglio si svolge l’atteso torneo di palla a 21 di Scalvaia, nel Comune di Monticiano, nel cuore della Val di Farma. Si tratta trentaseiesima edizione, con…

Sabato 26 e domenica 27 luglio si svolge l’atteso torneo di palla a 21 di Scalvaia, nel Comune di Monticiano, nel cuore della Val di Farma. Si tratta trentaseiesima edizione, con due intense giornate che prevedono le fasi finali e, domenica, semifinali e finali. E alla sera, sagra della panzanella e discoteca, all’insegna dei buoni cibi, in un ambiente incontaminato.

Questo gioco (una variante dell’antica palla al bracciale, in gran voga prima dell’arrivo del calcio in tutta Italia) coinvolge i borghi della Val di Merse, ed è praticato anche a Ciciano (Chiusdino) e a Torniella e Piloni (Roccastrada), Vetulonia e Tirli (Castiglione della Pescaia) nella provincia di Grosseto.

A Scalvaia, Piloni e Torniella il gioco prende il nome “palla a 21” riferendosi al punteggio utilizzato, mentre negli altri borghi è denominato “palla eh!” dal grido “eh!” del mandatore al momento della battuta. Il torneo viene disputato in piazza fra le squadre dei borghi sopra elencati, di fronte a una comunità coinvolta a tifare, commentare, dare suggerimenti. Un grande momento di aggregazione, che si conclude degnamente intorno a una tavola.

Le due giornate iniziano sabato 26 luglio (dalle ore 14) con l’inizio della fase eliminatoria. Si andrà avanti fino a sera. Dalle 20 inizia la cena alla sagra. L’indomani, domenica 27 luglio, fin dalla mattina (a partire dalle 10) avranno luogo le semifinali. La finale (alle 18) chiude questa edizione del torneo di palla a 21. A seguire cena e premiazione.

L’evento di Scalvaia esprime una tradizione che riesce ad essere sempre attiva, grazie alla passione trasmessa di generazione in generazione. Inoltre, il torneo è una bella occasione per riscoprire la vita di un piccolo centro, ospitale e immerso nel verde dei castagneti.

Per informazioni sul gioco: www.attivarti.org.

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A Siena controlli straordinari della Polizia

Un servizio straordinario di controllo del territorio è stato svolto a Siena dalla Polizia. In coincidenza con il mercato settimanale, ad aggiungersi al Camper della Questura nei pressi della statua…

Un servizio straordinario di controllo del territorio è stato svolto a Siena dalla Polizia. In coincidenza con il mercato settimanale, ad aggiungersi al Camper della Questura nei pressi della statua di Santa Caterina, con servizio di ricezione denunce a bordo, e alle pattuglie appiedate dei Poliziotti di Quartiere e degli uffici investigativi, sono stati ben quattro equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Toscana giunti da Firenze, affiancati dalle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

I controlli, coordinati da un Ispettore dell’UPGSP, sono stati concentrati, quindi, nella zona di San Prospero prima, ma anche nei quartieri del Petriccio e dell’Acquacalda, dove talvolta, approfittando del notevole afflusso di persone nella nostra città in vista del mercato settimanale, sono stati registrati tentativi di furto o raggiri, per strada e nelle abitazioni.

Il bilancio è di 95 persone identificate, 34 delle quali di nazionalità straniera, e di 44 veicoli sottoposti a verifica. Nell’ambito del servizio sono stati controllati anche due locali pubblici, all’interno dei quali sono stati identificati gli avventori, nel viale Vittorio Emanuele e in Via Cavour, senza riscontrare particolari irregolarità. Nessuna infrazione al codice della strada è stata inoltre rilevata dalla Polizia.

Le attività di controllo del territorio straordinarie, finalizzate soprattutto alla prevenzione dei reati, specie quelli contro il patrimonio, proseguiranno anche nelle prossime settimane con il coordinamento della Questura.

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