ANPI Valdichiana in lutto per la scomparsa di Aristeo Biancolini, classe 1924, storico partigiano del nostro territorio e Sindaco di Chianciano Terme. Questo il ricordo dell’associazione:

Oggi ci ha lasciato Aristeo Biancolini, che tanti di noi ha cresciuto come amico, guida ed esempio. Aristeo ha lottato fino alla fine, come ha fatto in ogni momento della sua vita, con generosità estrema, passione ed umiltà. Aristeo era il presidente onorario del Comitato Provinciale dell’ANPI e del circolo di Chianciano Terme, ma non amava e non ha mai amato distintivi, titoli, riconoscimenti, volendo sempre essere considerato come il più semplice dei militanti, degli attivisti, nelle tante battaglie in cui si è sempre distinto.

Il suo impegno si è esteso per quasi un secolo: nato nel 1924 da una famiglia di antifascisti chiancianesi, arrivò a 19 anni alla scelta consapevole di entrare nella Resistenza per opporsi al nazi-fascismo; dopo una rocambolesca fuga dalla Fortezza da Basso di Firenze, fu partigiano con la formazione Spartaco Lavagnini sul Monte Amiata; allora e sempre, a guidare le sue azioni fu il motto “Noi non saremo mai come loro”, che il padre gli disse prima della partenza per la clandestinità: “Noi non siamo e non saremo mai come loro. Non tornare se avete fatto le cose che hanno fatto loro”. Aristeo odiava la violenza e ciò che raccontava con partecipazione del suo periodo resistenziale alle tante classi di studenti che nel corso degli anni ha incontrato è che lui era orgoglioso non tanto dell’eroismo militare, ma di altro: delle vite salvate, dell’umanità nei confronti dei prigionieri, della capacità di non permettersi mai di far guidare le proprie azioni dall’odio o dalla rabbia cieca.

Dopo la Liberazione, si occupò di organizzare la difficile gestione degli approvvigionamenti alimentari per il Comune di Chianciano Terme, cittadina della quale fu poi eletto Sindaco, a soli 27 anni, nel 1951. Tutta la sua lunga e appassionata attività sociale e politica, è stata sempre all’insegna di un genuino rigore morale basato sullo spirito di servizio: fu dirigente del PSI, del PSIUP e del PDUP, poi di DP, a livello provinciale e regionale, scegliendo ogni volta in base all’ideale e mai in base alle convenienze. Dal ’73 al ’78 fu consigliere comunale a Siena. Aveva fatto dell’idea della partecipazione dal basso uno dei suoi fari guida e questo lo portò anche, con naturalezza, ad incontrare sul suo cammino moltissimi compagni di viaggio, come anche ad impegnarsi, nel corso degli anni, in tanti comitati pubblici, per la salute, per le Terme della sua cittadina di origine. In ciascuna occasione dette prova di grandi capacità organizzative e di uno spirito di coinvolgimento unici.

La sua apertura agli altri era anche e specialmente verso i più giovani: come ANPI Valdichiana non riusciamo a ricordare il numero di incontri che con lui abbiamo svolto nelle classi, come nella sua amata base partigiana di Pietraporciana. Con umanità e dolcezza, con acume e originalità, Aristeo aveva la capacità unica di entrare in sintonia con le persone più giovani, di risvegliare in loro gli ideali di solidarietà, equità, giustizia sociale che animano la nostra Costituzione.

Per noi tutti, poi, è sempre stato un faro per la perspicacia delle sue analisi sul presente, per la costante analisi teorica, mai dogmatica, sempre in aggiornamento, sostenuta spesso anche da un’ironia garbata che era un suo tratto distintivo. Sempre sorprendenti furono il suo interesse per quello che avveniva nel resto del mondo, nelle lotte per l’emancipazione del lavoro e contro lo sfruttamento, come la sua naturale sensibilità per i temi ambientali, legati alla sua visione del diritto alla salute e all’equità.

Ci mancherai, Aristeo, e ti ringraziamo per tutto quello che ci hai dato, sei stato un amico e una guida: il tempo che abbiamo passato con te è stato prezioso e felice, un tesoro di cui cercheremo di onorare la memoria.

Che la terra ti sia lieve

Per chi volesse approfondire la storia di Aristeo Biancolini, consigliamo il libro “Noi non saremo mai come loro”, a cura di Monica Tozzi e Andrea Fantacci, edizioni Effigi, 2015.

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