Sabato 26 novembre presso l’Hotel Villa Ricci a Chianciano Terme si è tenuta la XXVIII edizione del Premio Chianciano  del Lions Club Chianciano Terme

È consuetudine del Club istituire ogni anno due premi per gli studenti dell’ultimo anno di corso delle scuole secondarie di secondo grado del Comprensorio di Chianciano Terme e Montepulciano. Il premio, che viene conferito agli studenti che si sono distinti nello svolgimento di un elaborato scelto da un’apposita commissione, consta di due borse di studio di 500 € ciascuna assegnate ai primi due classificati.

I vincitori della XXVIII edizione del premio sono Giacomo Nanni, diplomatosi al liceo delle Scienze Applicate e Mariasole Gori, diplomatasi al Liceo Linguistico, entrambi del comprensorio dei Licei Poliziani. 

Fanno parte della commissione giudicatrice Alfonso Caruso, provveditore emerito agli studi, i presidi delle scuole Luigi Mancini, Vito Cozzi Lepri e Marco Mosconi, e il socio del Club delegato al Premio, affiancati dal segretario stabile del premio Marcello Paolucci e dal Presidente di turno Franco Butteri. A collaborare al premio sono le professoresse Lara Pieri, Daniela Faltoni, Silvia Gennari e Paola Aretini, autrici delle tracce sulle quali la Commissione formula il titolo dell’elaborato proposto ai concorrenti. 

Ad aprire la cerimonia il discorso del professor Loriano Zurli:

Un fiore ha bisogno di essere coltivato, anche il fiore nel cui stelo scorre una linfa rigogliosa va coltivato e preservato dagli accidenti esterni che possono tranciarlo.[…] Così è stato negli ultimi due anni (2020/2021) per il Premio Chianciano, rinomato fiore del Lions Club Chianciano Terme, investito, anch’esso, dalla pandemia che ha sconvolto il mondo, e  che ora prova a rialzarsi su impulso del Club promotore con la partecipazione solidale id tutti i suoi attori.[…] Prova a rialzarsi in un momento non facile […] ma lo fa perché è radicato profondamente e tenace il legame tra il Lions Club chiancianese e il tessuto sociale di pertinenza rappresentato nell’occasione dall’istituzione scolastica del territoriale.

Questo è il Premio Chianciano Terme e il fatto che stasera siamo qui a celebrarne la XXVIII edizione dice quanto sia viva e vitale l’esigenza, avvertita dal nostro Club e dalla Scuola superiore locale, di lavorare assieme, gomito a gomito, all’intento comune di valorizzare le migliori forze giovanili del territorio

Durante il suo intervento il professor Zurli ha esplicato anche le modalità di assegnazione del Premio Chianciano. Il Premio viene assegnato tramite due borse a due studenti che hanno conseguito nell’anno solare in corso la maturità con una votazione non inferiore a 80/100. Non solo, gli studenti vengono infatti sottoposti a a valutazione del loro elaborato scritto (effettuata secondo regole identiche a quelle dei concorsi pubblici ordinari) e successivo colloquio, riservato agli autori degli elaborati giudicati migliori.

Una prova non facile soprattutto se si tiene conto della traccia che, come detto dal professor Zurli, rispecchia i tempi che viviamo ed è quindi molto impegnativa.

L’argumentum di quest’anno era il seguente:

Crisi esistenziale giovanile e relatività dei valori. Il filosofo Nietzsche scrisse a proposito del nichilismo: “Manca il fine, manca la risposta al perché. Che cosa significa nichilismo? Che i valori supremi perdono ogni valore”: Ma i valori supremi nel pensiero di Nietzsche e nell’Ottocento non sono rimasti gli stessi nel corso del Novecento e nel primo ventennio del Duemila. Quali sono oggi, se ve ne sono, i valori veri e irrinunciabili nei quali ciascuno di voi crede e perché?”

Una traccia che i due giovani Giacomo e Mariasole hanno saputo elaborare magistralmente meritandosi così il premio Chianciano.

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Chiara Cacace

Diplomata alle Scienze Umane senza neanche essersene resa conto, ha necessitato di un anno sabbatico durante il quale ha scoperto che non può fare nulla per placare la sua volontà di scegliere sempre la via meno praticabile. Per questo aspira a fare parte del mondo dei giornalisti poiché scrivere è l’unica cosa giusta che pensa di sapere fare, ma neanche lei ci giurerebbe, quindi non illudetevi.

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