La celebre opera shakesperiana Amleto arriva al Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena, in una versione inedita, frutto di un adattamento a cura della Compagnia Juniores del corso di alta formazione professionale del Teatro Golden di Roma, guidata dalla regia di Loredana Scaramella. Il prossimo 18 gennaio, la messa in scena di questo spettacolo segna l’esito di uno studio condotto dai giovani attori sul testo di Shakespeare, proprio sotto la supervisione di Loredana Scaramella, loro insegnante, oltre che nome ben noto nel panorama teatrale e televisivo per le attività non solo di recitazione, ma anche di regia, casting e scrittura.
È stata lei a presentare Amleto. Uno studio.

A cosa si deve il progetto di affrontare un classico della drammaturgia come Amleto?

«Dopo un lungo lavoro svolto sui sonetti, è arrivato dagli attori il proposito di misurarsi con un testo compiuto di Shakespeare. L’approfondimento su un’opera tragica del calibro di Amleto è un’idea ambiziosa ma opportuna per chi vuole intraprendere una carriera nella recitazione. E poi c’è da dire che un’opera del genere si può affrontare solo con l’incoscienza dei giovani o con tanti anni di esperienza alle spalle».

L’adattamento in Amleto. Uno studio che tipo di modifiche ha richiesto rispetto all’opera originale?

«Questo spettacolo risulta da una riduzione del testo: sono stati sacrificati i dettagli sul contesto politico che fa da sfondo alla vicenda, mentre è stata data attenzione ai rapporti umani che intercorrono tra i personaggi. Gli attori sono stati coinvolti in un lavoro di scrittura a cui hanno partecipato ricercando fonti iconografiche e bibliografiche, su cui costruire le relazioni personali presenti nella trama».

In che modo oggi può rivelarsi attuale Amleto?

«Il tema centrale dell’opera, dal quale si snodano le azioni dei personaggi, è la vendetta, un piano che tuttavia non trova compimento in quanto interviene la riflessione. L’uomo che pensa, che si interroga, viene frenato nell’azione dalla potenza del dubbio, e per questo alla fine non riesce a muoversi dallo stallo in cui si trova. In questo sta l’affinità con l’uomo dell’era moderna. In un tale stato di sospensione dell’animo, anche l’impalcatura su cui corrono le scene e che caratterizza ogni singolo personaggio assume la duplicità di uno schema binario: in Amleto coesiste la nobile statura dell’eroe tragico e il ruolo del foux, il folle a cui, solo, nella società è consentito di dire ciò che nessuno può rivelare. Il suo progetto di vendetta non realizza il culmine della tragedia, ma allo stesso tempo le allusioni alla sfera di imperfezione e finitezza che circonda Amleto si esprime in chiave umoristica».

Quali elementi completano le azioni sul palcoscenico?

«Senza dubbio le musiche, in parte originali e in parte basate su adattamenti, definiscono le ambientazioni attraverso la loro forza evocativa, così come i movimenti scenici, perfezionati da Alberto Bellandi e Laura Ruocco, costituiscono nella loro caratteristica intermittenza non solo una scelta stilistica di astrazione ma anche un espediente narrativo utile alla rappresentazione delle sequenze».

Cosa risulta dunque come esito di questo lavoro?

«Amleto. Uno studio è una favola nera velata di umorismo, interpretata da attori che hanno fatto della loro età un valore aggiunto nel vestire i panni dei personaggi più giovani e una connotazione di freschezza e vivacità per quanto riguarda i ruoli più maturi. Una destinazione raggiunta sul palco al termine di un percorso di crescita e studio, approfondimento e ricerca, portato avanti dagli studenti, per cui merita senz’altro una menzione Andrea Maia, produttore e direttore artistico del Teatro Golden, che pur nell’ambito di un teatro privato ha deciso di investire nel futuro degli allievi della scuola».

Amleto. Uno studio è in scena al Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena sabato 18 gennaio 2020, doppio appuntamento alle ore 19 e alle ore 21.15. Tutte le informazioni sulla stagione teatrale a questo link.

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