La storia che si vuole raccontare oggi, non è una storia a lieto fine. Ma è la storia di un amore eterno, che deve essere raccontata a prescindere da tutto, affinché non se ne perda il messaggio di amore profondo che è alla base di tutta la vicenda, un sentimento fortissimo che ha sostenuto i due anni di lotta del piccolo Alessandro Maria Zancan contro una grave e rara forma di leucemia, la linfoblastica acuta di tipo T (LLA-T). Due anni dove la famiglia Zancan ha ricevuto splendide manifestazioni d’affetto, da parte di parenti e amici, e dove la Fede ha avuto un ruolo via via sempre più significativo, che ha portato Alessandro a Lourdes, da Papa Francesco nei momenti più difficili della sua battaglia.

Alessandro se n’è andato il 28 Aprile 2014 all’età di dieci anni. Ma non per questo lo si deve considerare uno sconfitto, e non per questo la sua lotta è stata vana. In ogni vicenda umana, quale che sia l’epilogo, si nasconde un grandissimo messaggio di forza e amore, che sta a noi raccogliere e portare avanti, nel nome di chi non ce l’ha fatta e nel nome di chi rimane e di chi sta soffrendo nella malattia. Un messaggio che è giusto che i genitori, Luisa e Giorgio, e la sorellina Sofia portino avanti con la Fondazione Alessandro Maria Zancan ONLUS, fondata per sostenere i bambini malati e per garantire alle famiglie un futuro più felice (o “sognare un futuro più felice” – come sostiene il motto della Fondazione). Una Fondazione che ha già avuto un grandissimo sostegno, sin dall’evento inaugurale dello scorso 8 novembre, e che ha raccolto in quell’evento circa 15.000 €, cifra che è andata raddoppiando nei giorni successivi. I fondi raccolti serviranno per parecchi progetti, che sono stati riassunti in cinque “piccoli passi” dalla Fondazione: il sostegno dell’animatrice di reparto al San Gerardo di Monza; la sistemazione delle tombe dei bambini del Cimitero Maggiore di Milano (dove riposa Alessandro); la creazione di un gruppo di psicologi in reparto, a sostegno dei bambini malati e dei genitori; la predisposizione del Fondo “GrandeAle” per le famiglie disagiate e in difficoltà; non ultimo, sostegno pluriennale verso la ricerca riguardante la LLA-T, che colpisce il 10-15% dei bambini malati di leucemia. Purtroppo, per le forme recidive, le cure sono ancora molto limitate e c’è anche la necessità di trovare farmaci meno tossici.

La raccolta fondi può essere sostenuta tramite libere donazioni, oppure tramite l’acquisto del ciondolo-simbolo della Fondazione, o del libro “Alessandro Maria: una storia di un amore eterno”. 

Qualche parola sul libro è doveroso spenderla. Ciascuno può scegliere come raccontare il proprio dolore, soprattutto può scegliere se raccontarlo. Non esiste “giusto” o “sbagliato” in casi come questi – ma la scelta della famiglia Zancan di raccontare due anni di dolore, ma anche di speranza e amore, è una scelta coraggiosa, non da tutti, ed è degna di stima e di rispetto ora più che mai. Il raccontare una storia vuol dire anche passare un testimone, un messaggio. E fintanto che una persona rimane nel cuore di chi resta, fintanto che la sua storia sarà raccontata, fintanto che il testimone sarà passato di mano in mano, non morirà mai.

Il libro è strutturato come un lungo diario, dove sono stati pubblicati gli scambi, a cadenza quasi quotidiana, di messaggi tra mamma Luisa e gli amici e i parenti della famiglia, che hanno sostenuto sin da subito il loro amatissimo “Grande Ale”. In quel libro è presente un ampissimo spettro di sentimenti: ci sono il dolore, lo sconforto, il travaglio e la sofferenza, gli alti e bassi che traspaiono dalla scrittura a volte abbondante, a volte stringata e piena di dolore di mamma Luisa, nella quale si rispecchiano anche la sofferenza di papà Giorgio e della sorellina Sofia; ma l’aspetto che vale la pena di ricordare più di ogni altra cosa è quello dell’amore che ha unito tutti indistintamente, per aiutare Alessandro; la Fede e la speranza che sono cresciute – anziché affievolirsi – man mano che la sofferenza del bambino si faceva più acuta e lasciava sempre meno possibilità di guarigione. Non è stato come contemplare un cielo buio e basta, questo libro ha fatto vedere che è nel buio che si intravedono le stelle luminose, e che è grazie a quelle che si continua a camminare nella vita… E Alessandro continuerà a guidare la sua famiglia con amore, proprio dal cielo, come una piccola grande stella polare. Questo libro è molto più che una banale cronistoria, è un difficile percorso fisico e spirituale di più persone, un percorso che non può non essere raccontato e che è, nel suo piccolo, un racconto da cui se ne esce cambiati e con il cuore pieno di amore, commozione e speranza.

Grazie, piccolo Grande Ale!

www.grandealeonlus.org

NdR: l’immagine di copertina vuole essere un omaggio al quadro che Alessandro Maria aveva regalato ai genitori, durante la sua battaglia. 

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