Raccontare un territorio significa soprattutto cercare di dare voce a chi una voce non ce l’ha. Significa approfondire, emozionare, coinvolgere, vivere. Il ruolo di una testata locale come “La Valdichiana”, che negli anni si è ritagliata uno spazio sempre maggiore nel nostro territorio, orientandosi sempre più sull’approfondimento piuttosto che sulla diffusione di comunicati stampa, non può prescindere dall’approccio narrativo: il desiderio di raccontare è il carburante del nostro motore. È questo l’approccio che ci ha spinto a realizzare i reportage sui migranti di Torrita, sulla raccolta fondi al Lago di Montepulciano, le analisi economiche, le interviste, i dietro le quinte degli spettacoli teatrali.

Il ruolo dell’editoria e del giornalismo, e quello dei professionisti della comunicazione in senso più generale, vive in questi anni un periodo di grandi mutamenti e si trova di fronte a un futuro incerto. Ma noi crediamo fortemente che sia finita l’epoca in cui il lettore era soltanto un utente passivo. È finita l’epoca in cui soltanto un giornalista poteva diffondere una notizia, soltanto uno scrittore poteva raccontare una storia, soltanto un editore poteva decidere cosa pubblicare; un sistema che era in crisi ancor prima dell’avvento dei social network e dell’user-generated content.

Nell’attuale panorama, dove alcune testate giornalistiche neppure hanno una strategia di presenza sui social network, noi vogliamo osare di più: pensiamo che i social network non siano una piattaforma di distribuzione (come ci insegnano i professionisti del settore), ma che siano uno strumento per migliorare il rapporto con i nostri lettori, per costruire una relazione di fiducia, seria e duratura. Perché “La Valdichiana” è prima di tutto una community, una comunità virtuale che si fonde a una comunità reale che vive in questo territorio, con tutte le sue identità e le sue storie da raccontare.

Impatto Zero

Impatto Zero

Tutto questo per spiegare che il nostro obiettivo è quello di contribuire al racconto del nostro territorio, dialogando con la nostra comunità; evitando però il rapporto unidirezionale dei media tradizionali, con l’asimmetria di potere tipica della televisione o dei quotidiani. Noi vogliamo raccontare le vostre storie, vogliamo aiutarvi a farvele narrare e a farvene conoscere di nuove. Non per appropriarci indebitamente dei vostri contenuti, bensì per costruire assieme un progetto editoriale e valorizzarci a vicenda. Se ci pensate, era questo il vecchio ruolo dell’editoria, sacrificato con il passare del tempo sull’altare del dio Denaro.

Se i nostri lettori hanno storie sul territorio, noi siamo qui per loro. Parliamone assieme, lavoriamoci assieme; facciamole funzionare, facciamoci coinvolgere. Dei passi in avanti in questa direzione sono stati già compiuti, basta osservare le nostre ultime pubblicazioni, gli eventi che abbiamo organizzato e le rubriche che abbiamo lanciato; ma stavolta vogliamo fare ancora di più, fornendo ai nostri lettori tutta la nostra professionalità e la nostra capacità di dialogare.

Inaugureremo il nuovo corso con due storie, che comprendono reportage multimediali ed eventi dal vivo, che riguardano dei giovani artisti del nostro territorio. Aspiranti musicisti, che si impegnano per il salto di qualità dall’impegno amatoriale a quello professionale, e che hanno tanto da raccontare: i Toscana Sud, crew di giovani rapper della Valdichiana che già da un anno porta avanti il contest di freestyle Spit Fix, e gli Impatto Zero, gruppo alternative rock di Trequanda che sta per pubblicare il primo disco.

Toscana Sud

Toscana Sud

Vogliamo raccontare le loro storie, non per pubblicizzare le loro opere, ma per comprendere i loro sogni, le loro speranze, le loro aspirazioni. Vogliamo raccontare le loro esperienze musicali, le loro autoproduzioni, la loro fatica e la loro gioia, i successi e gli insuccessi, perché attraverso di essi possiamo raccontare il fermento del nostro territorio e della nostra epoca. Vogliamo dare gli strumenti a chi volesse imitarli, oppure contattarli per collaborare, per migliorarsi vicendevolmente. Vogliamo aiutare il territorio ad essere sempre più in relazione, a trovare connessioni positive, tutti parte di narrazioni condivise e non più unilaterali.

Noi ci metteremo tutta la nostra passione e la nostra professionalità. Voi non dovrete soltanto leggerci o ascoltarci, voi siete parti di tutto questo. Costruite, scrivete, proponete, partecipate: il potere è nelle vostre mani. Le nostre storie sono le vostre: raccontiamole assieme!

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