L’evento sinfonico-corale che saluta la nuova stagione è in agenda a Montepulciano per domenica 3 aprile, alle 17:30. Si rinnova quindi l’appuntamento con il Concerto di Primavera che torna in presenza con la partecipazione dell’Orchestra Poliziana, della Corale Poliziana diretta da Judy Diodato e dell’Insieme Vocale Orophonia guidato da Patrizio Paoli. Sono 90 i musicisti riuniti sotto la bacchetta di Alessio Tiezzi che sarà sul podio della Chiesa del SS. Nome di Gesù (Via di Voltaia nel Corso), tra le architetture concepite nel 1700 da Andrea Pozzo.

Il programma vuole proporre una rappresentazione musicale del conflitto attualmente in atto. Dapprima sarà infatti eseguita la Sinfonia n. 100 di Haydn detta “Militare” per il suo incedere marziale. È invece un’invocazione spirituale alla pace il Regina Coeli di Mozart per soprano, coro e orchestra che impegna nella parte solista le coloriture vocali di Gaia Matteini. E infine c’è una pagina vivida che Beethoven volle dedicare al personaggio di Egmont, il condottiero che si immolò per la sua patria, lanciando un appello alla lotta per l’indipendenza: dall’opera omonima, sarà eseguita la celebre ouverture che esala i lamenti delle vittime attraverso gli strumenti a fiato, fino all’apoteosi trionfale che rende omaggio all’orgoglio ribelle di Egmont. Si ripristina così la consuetudine di anticipare nel Concerto di Primavera una proposta musicale che sarà poi programmata in luglio per il Cantiere Internazionale d’Arte: si tratta stavolta proprio del brano di Beethoven. 

In questo caso l’incasso del concerto sarà devoluto a organizzazioni benefiche che operano nei contesti di guerra, per testimoniare il ruolo sociale e culturale che la musica può e deve esercitare soprattutto nei momenti più complessi.

Ed è proprio il direttore Alessio Tiezzi a motivare le scelte del programma musicale: “Adesso più che mai sentiamo il bisogno di sottolineare lo straordinario potere unificante della musica, un’arte che per sua natura avvicina le persone e facilita il dialogo; solo attraverso la cultura possiamo formare nuove generazioni che credano fortemente nella condivisione e nella pace. Del resto abbiamo imparato dalla grande letteratura che dove il mondo fallisce, parla la musica”.

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