La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

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La gioiosa macchina post-punk del Lars Rock Fest. Intervista ad Alessandro Sambucari

Quando si entra nell’ampio parco dei giardini pubblici di Chiusi Scalo, trasfigurato in occasione del Lars Rock Fest 2017, il palco centrale si trova in un’area nascosta. Lo stage si…

Quando si entra nell’ampio parco dei giardini pubblici di Chiusi Scalo, trasfigurato in occasione del Lars Rock Fest 2017, il palco centrale si trova in un’area nascosta. Lo stage si scorge infatti nel bassopiano circolare, perimetrato da latifogli – dalla parte opposta dell’ingresso da via Oslavia – per il quale la dorsale erbosa del parco va a configurarsi come una vera e propria tribuna naturale. È proprio da lì che mi trovo ad assistere allo splendido live dei Public Service Broadcasting la sera dell’8 luglio: probabilmente una delle rivelazioni più felici del rock britannico negli ultimi anni, capace di coniugare l’afflato del suono chitarristico secco, cui ci hanno abituato gli ultimi quindici anni di indie rock inglese, a componenti elettroniche, campionamenti, formule pluridimensionali di resa sonora – il chitarrista tiene di fronte a sé un Nord Lead capace di buttare, in diffusione, suoni di cui le nostre orecchie nemmeno credevano possibile l’esistenza – nonché una capacità visuale di gestione del palco formidabile, con visual che si dimostrano parti integranti dello show.

La serata segue quella che ha visto come headliner i Gang of Four, storica band di quella koinè New Wave della città di Leeds che ha prodotto, negli stessi anni, da una parte i Soft Cell e dall’altra i Sister of Mercy – quindi capace di smarcare i toni lugubri del post-punk à la Ian Curtis e rivolgersi anche al funky, alla disco e agli spunti goth rock che venivano da oltreoceano – e non a caso, di recente, ha regalato al mondo Kaiser Chiefs e Alt-J.

Precede invece quella che ha visto esibirsi i canadesi Austra, ribadendo i canoni del synthrock contemporaneo, con in apertura il nostro wrongonyou, rivelazione assoluta della musica italiana nel 2016, continua a girare l’Europa con il suo dream pop acustico, toccando anche Chiusi. C’è quindi – è evidente – una forte coerenza interna nelle scelte musicali, ed è una delle cifre di qualità che il Lars mantiene costantemente viva nelle sue attività.

 

 

La musica però, proprio come la collocazione dello spazio live, è un dato ambientale, un motivo complementare che va ad intersecarsi con le altre anime del festival, coloratissime, vive, dinamiche. Nel percorso che attraversa il parco infatti si incappa in Rumore, la mostra fotografica curata da Flashati Cinefotoclub, in cui sono catturate le espressioni in primo piano di soggetti nel momento in cui le frequenze musicali entrano nelle loro orecchie; le stampe di Lucetipo e i disegni di Creative Label, concretizzati con la tecnica della cianotipia; lo spazio di This Is Not A Love Song, artisti dal multiforme ingegno che in nome della nostalgia vaporwave, e del cult alternativo canonizzato degli anni ’80, modellano e personalizzano cassette tape, VHS, poster e tutte le piattaforme possibili.

Un pannello bianco orizzontale, al lato della birreria, vede un affollamento di artisti figurativi volatili, partecipanti alla performance di tre giorni che vede sfidarsi Mynameisbri, This Is Not A Love Song e Lucetipo, al colorismo di rese in live painting, piacevolmente disturbati dagli avventori.

 

 

Ho incontrato il direttore artistico del festival, Alessandro Sambucari, che – concedendomi tempo prezioso alle centinaia di incombenze sovrapposte nei giorni del festival – ha risposto ad alcune mie domande.

Quale è stato il percorso dietro la Line-up di quest’anno?

Per il taglio che abbiamo deciso di dare alle proposte musicali, ormai da qualche anno, il percorso che porta alla definizione della line-up assomiglia molto ad una via crucis. Il nostro tentativo è avere sul palco band straniere che abbiano un livello di interesse internazionale, compatibilmente con il nostro budget, che difficilmente passano in questa parte d’Italia. Possibilmente con un album nuovo in promozione. Già questo basterebbe a rendere le cose complicate: se poi ci metti la collocazione geografica sfavorevole dell’Italia in generale rispetto all’Europa – e di Chiusi a livello nazionale – puoi capire facilmente che incastrare tutto è sempre difficile. Per non parlare dei compensi nei festival europei rispetto ai nostri… ad ogni modo, speriamo e crediamo di essere riusciti anche quest’anno a proporre una line-up che tocchi tutti i generi musicali a noi cari – post-punk, psych-rock, electro-pop, etc – guardando sia al futuro – e mi riferisco agli Austra ed ai Public Service Broadcasting – che al glorioso passato, che tanto passato non è: i Gang Of Four in esclusiva nazionale. Senza dimenticare di dare spazio alle band italiane che a nostro parere sono fra le più interessanti in circolazione. Ah, tutto, come sempre, gratuito.

 

Rispetto agli altri festival del territorio, quale identità artistica ha secondo te in particolare Lars?

Come in parte ho già detto , ciò che ricerchiamo è esattamente trasmettere di anno in anno una identità precisa al pubblico presente. Lasciare la certezza che l’anno successivo, tornando al Lars Rock Fest, ci si possa ritrovare nello stesso clima di festa. Questo certamente passa anche dalle scelte artistiche che mirano volutamente ad un certo target di pubblico e che facciamo di tutto per mantenere coerenti senza stravolgimenti nelle varie edizioni. Personalmente non sono un grande sostenitore di festival piccoli che da un anno all’altro, o addirittura all’interno di una line-up, mischiano il metal col jazz, il blues con l’elettronica, senza un filo logico che colleghi il tutto. Cerchiamo di essere coerenti con lo spirito che si è venuto a formare nelle ultime edizioni. Oltre alle scelti musicali però, almeno per noi, hanno fondamentale importanza tutte le situazioni collaterali che tentiamo di mettere in piedi come associazione ( il Gruppo Effetti Collaterali ndr) e che richiedono un impegno costante ed elevato. Quest’anno, per esempio, abbiamo un laboratorio di riciclo creativo per bambini dai sei agli undici anni, letture con musica live per bambini dai zero ai sei anni, lezioni di yoga, presentazioni di libri, un team di disegnatori, illustratori e fumettisti che nel corso delle serate realizzano un murales di venti metri quadri ed interagiscono con altri artisti ospiti (Mynameisbri per la serigrafia, Lucetipo per la cianotipia e This Is Not A Love Song per le musicassette illustrate), una mostra fotografica multisensoriale. Anche tutte queste attività saranno proposte gratuitamente.

 

Ogni festival locale ha un rapporto diverso con i residenti che circondano le aree concerti: che rapporto hanno i chiusini con Lars, specie quelli più distanti dalle poetiche r’n’r?

Per la mia esperienza: il Lars con gli abitanti di Chiusi ha più o meno lo stesso rapporto di tantissime altre situazioni simili. Nel tempo siamo riusciti a coinvolgere oltre cento volontari nell’organizzazione e già questo, per un paese abbastanza piccolo come Chiusi, credo sia sintomatico di un certo apprezzamento. Le ottime affluenze degli anni passati lasciano intendere che a molti abitanti venire a fare due passi ai giardini, ascoltare un po’ di musica e bere una birra non dispiace. Fondamentale, poi, è anche il rapporto con i negozianti, sempre disponibili nel trovare nuove forme di cooperazione, come per esempio, dedicare le proprie vetrine alla musica nel periodo del festival. È certamente innegabile che, come in ogni manifestazione musicale che porti un buon numero di persone in paese, ci siano anche delle lamentele e delle problematiche, che da parte nostra ascoltiamo e facciamo di tutto perché non si ripetano. Siamo consapevoli che tutto sia migliorabile.

Quali sono state le novità di quest’anno?

La principale è il passaggio dai due giorni classici ai tre giorni di festival. Un incremento considerevole di impegno richiesto, sia nella tre giorni che durante i mesi precedenti. Abbiamo poi un dj-set al tramonto, dalle 19 alle 21, in zona relax con possibilità di stendersi sul prato, bere una birra o un cocktail ed ascoltare le selezioni musicali dei dj mentre si attendono i live o di andare a cena. Altra novità è, dopo la fine del concerto degli headliner, un “palco” secondario chiamato campfire stage e dislocato su una collinetta dei giardini pubblici che fa da anfiteatro naturale ai tre musicisti che si esibiranno in versione completamente unplugged, quindi senza alcuna amplificazione, per concludere la serata così come è iniziata, in totale relax, stesi in mezzo al verde con una birra in mano. Abbiamo per il secondo anno un servizio di navetta gratuita che collegherà il Lars alla stazione, al centro storico ed al campeggio al lago di Chiusi.

 

Della città di Chiusi, negli ultimi due mesi, si è parlato in modi diversi, tra polemiche e marette, scivoloni e riscatti a più riprese. Nonostante tutto, i tre giorni di Lars, sono stati un’occasione di approfondimento, di pluralità e di confronto; dimostrazione di capacità reattiva e simultaneità collettiva. Quella progettualità educativa, fondata sulla formazione – umana più che umanistica – degli individui, volta alla fruizione culturale, di cui la Fondazione Orizzonti dovrebbe essere garante, ha trovato in quest’edizione di Lars un canale di rafforzamento. Un festival che sia musica di qualità, ma anche arte, letteratura (GEC&Book), fotografia, laboratori per bambini ed espressioni del corpo (come i workshop Yoga&Natura di Eleonora Cosner), ricopre esattamente quello che politiche giovanili e culturali dovrebbero sostenere quanto più possibile in ogni luogo: l’essere costantemente in confronto con la creatività propria e quella altrui, con le possibilità pratiche che scopriamo di possedere e quelle che riusciamo a scorgere negli altri; affinare sensi critici e sensibilità creativa; riuscire a riconoscere il bello in noi stessi e nelle persone che ci circondano; divenire, quindi, esseri umani sempre più consapevoli di un benessere collettivo per cui la diversità e la contaminazione non rappresentino mai un allarme.

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La Fuzz Orchestra arriva al GB 20 Club

La Fuzz Orchestra, originaria di Milano, è una delle band più attive del panorama underground italiano: a breve si esibirà anche in Valdichiana, dove porterà il suo originale mix tra…

La Fuzz Orchestra, originaria di Milano, è una delle band più attive del panorama underground italiano: a breve si esibirà anche in Valdichiana, dove porterà il suo originale mix tra musiche heavy rock e soundtrack in una performance live al Gb20 Club. Nata nel 2006, la band può vantare quattro album e centinaia di concerti tra Italia, Europa, Stati Uniti e Giappone. Le composizioni sono molto particolari: il sound è infatti basato su batteria e chitarra, su cui si innestano flussi noise e audio samples tratti da filme documentari.

L’album di esordio è del 2007, chiamato proprio “Fuzz Orchestra”, edito da Wallace Records e Bar La Muerte: 30 minuti di musiche istintive e taglienti, tra i Black Sabbath ed Ennio Morricone, in cui si innestano narrazioni di temi della storia italiana come la Resistenza o lo stragismo. Nel 2009 segue l’album “Comunicato n°2”, con un sound più oscuro e brutale, che ripercorre tematiche relative a momenti di rivolta verso il potere che hanno attraverso la seconda metà del Novecento italiano.

Il punto di svolta avviene nel 2011, quando alla coppia iniziale composta da Luca Ciffo (chitarra) e Fabio Ferrario (audio samples e noise) si unisce il batterista Paolo Mongardi, grazie al quale la Fuzz Orchestra arricchisce il materiale iniziale con nuove sonorità heavy rock anni ’70. Dalla nuova formazione scaturisce l’album “Morire per la patria”, edito da Wallace Records: un disco complesso e dai toni cupi, che affronta i temi che più stanno cari alla band, con la collaborazione di musicisti come Enrico Gabrielli, Xabier Iriondo, Dario Ciffo ed Edoardo Ricci. Nel 2014 la Fuzz Orchestra partecipa alla riedizione dell’album “Hai paura del buio?” degli Afterhours, collaborando al rifacimento del brano “Questo pazzo pazzo mondo di tasse”.

L’ultima fatica della band è “Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi”, pubblicato da Woordworm records nel 2016. Un disco che esemplifica lo spirito della Fuzz Orchestra e chi si interroga sul dramma sociale dell’uomo, che ritorna a farsi domande esistenziali concentrandosi su temi come l’apocalisse, la morte e il giudizio divino.

La Fuzz Orchestra si esibirà al Gb20, in piazza Savonarola a Montepulciano, sabato 20 maggio; l’ingresso è libero con tessera Cat 2017, il costo della tessera è 10 euro con validità annuale e ottenibile sul luogo la sera stessa dell’evento.

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Il rock visionario dei Mother Island al Gb20

Da Vicenza a Montepulciano il passo non è affatto breve: ma le distanze spaziali non sembrano spaventare i Mother Island, così come le distanze temporali. Si tratta infatti di una…

Da Vicenza a Montepulciano il passo non è affatto breve: ma le distanze spaziali non sembrano spaventare i Mother Island, così come le distanze temporali. Si tratta infatti di una band che attinge a piene mani dal rock visionario degli anni ’60, dai Jefferson Airplane ai Velvet Underground e dalla tradizione psichedelica che ha edificato le fondamenta della musica contemporanea.

I cinque membri dei Mother Island, uniti da questo filo conduttore che li porta a reinterpretare il rock visionario, provengono da diverse esperienze musicali: Diego Pianalto, Nicola Bottene, Niola Tamiozzo e Nicolò De Franceschi ruotano attorno alla cantante Anita Formilian, voce d’altri tempi che ricorda i timbri di Amy Winehouse e Martina Topley Bird. L’unione delle diverse esperienze ha portato alla formazione di un sound che è stato definito come “il caldo torrido della psichedelia westcostiana filtrato da una lisergica nebbia britannica”.

I Mother Island hanno registrato il loro primo album nel 2014, dal titolo “Cosmic Pyre”: 12 tracce registrate interamente in analogico e rilasciate su vinile da Go Down Records. La maturità artistica arriva con il secondo LP, “Wet Moon”, uscito nel 2016: un album sofisticato e completo che permette alla band vicentina di consacrare il proprio stile, tra atmosfere surreali al chiaro di luna. L’album può essere ascoltato nella loro pagina su Bandcamp.

Con questo secondo album si realizza pienamente il combo project che ha unito i membri della realtà vicentina come The Secret, Whales and Aurora, Oslow , CSCH , Godless Crusade e Vertical. “Wet Moon” riesce a sintetizzare l’energia che scaturisce dai concerti dei Mother Island, capaci di evocare atmosfere malinconiche, e le sonorità psichedeliche e sensuali che caratterizzano la vocazione artistica della band. Un quintetto che trova la sua forza musicale nel reinterpretare la tradizione degli anni ’60 e renderla pienamente attuale.

I Mother Island si esibiranno al Gb20, in piazza Savonarola a Montepulciano, sabato 25 marzo; l’ingresso è libero con tessera Cat 2017, il costo della tessera è 10 euro con validità annuale ed ottenibile sul luogo la sera stessa dell’evento.

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Valdichiana Live 2016

Non è mai semplice, per gli appassionati di musica, assistere a concerti di artisti famosi fuori dal contesto delle grandi città: eppure, il Valdichiana Outlet Village riesce ogni anno a…

Non è mai semplice, per gli appassionati di musica, assistere a concerti di artisti famosi fuori dal contesto delle grandi città: eppure, il Valdichiana Outlet Village riesce ogni anno a organizzare un evento gratuito in cui si alternano in una passerella di emozioni grandi nomi della musica leggera italiana: un’occasione per tutti gli appassionati del territorio di poter incontrare di persona i loro beniamini e vederli esibire dal vivo, per una serata indimenticabile.

Il “Valdichiana Live” è un concerto gratuito giunto quest’anno alla sua undicesima edizione, che vuole essere una festa della musica in onore di tutti i frequentatori del Valdichiana Outlet Village e la dimostrazione di un radicamento nel territorio di un centro commerciale diventato in poco tempo un punto di riferimento. Il grande concerto a ingresso gratuito, organizzato in collaborazione con Radio Cuore, ha portato anche quest’anno artisti musicale di grande fama nazionale, vincitori di talent show e celebrità del web, dai più affermati agli esordienti: Noemi, Arisa, Giuliano Palma, Marco Carta, Elodie, Antonino Spadaccino, Irama, Briga, Rocco Hunt, Giosada e i Ciuffi Rossi.

La giornata di sabato 16 luglio è iniziata con le migliori aspettative, con i fan che hanno cominciato ad attendere i loro artisti preferiti già dal primo pomeriggio; mentre sul palco della piazza centrale venivano effettuati i soundcheck per preparare al meglio lo spettacolo serale, nelle vie laterali sono stati organizzati dei punti di “Meet&Greet” per permettere ai sostenitori di incontrare direttamente gli artisti. Alla novità di quest’edizione, particolarmente apprezzata da tutti gli appassionati in fila all’ingresso per farsi autografare i dischi, hanno partecipato Antonino, Irama, Elodie e Marco Carta.

Dalle ore 20 in poi è arrivato il momento tanto atteso: il grande concerto del Valdichiana Live, che per quasi tre ore ha intrattenuto la folla festante radunata nella piazza centrale dell’outlet. I cantanti si sono succeduti sul palco, in un crescendo di emozioni, esibendosi ciascuno con alcuni dei pezzi più famosi, fino alla chiusura del concerto affidata a Noemi. Dopo il concerto, la festa è continuata fin dopo mezzanotte grazie ai Dj Set in piazza e nelle vie laterali, mentre i negozi aperti fino a tarda notte hanno permesso a tutti gli appassionati di alternare la musica allo shopping.

Le migliaia di visitatori che hanno affollato il Valdichiana Outlet Village durante la giornata hanno decretato nuovamente la bontà dell’iniziativa, diventata ormai un appuntamento fisso nell’estate della Valdichiana, attirando sia il pubblico locale che gli appassionati degli artisti giunti da altre regioni italiane. Le prospettive di sviluppo e il forte legame con il territorio, ribadito dalla società di gestione Multi, che controlla altri quattro outlet in tutta Italia, fanno ben sperare per la prossima edizione. Appuntamento quindi all’estate 2017, per un’altra emozionante edizione del Valdichiana Live!


Gallery fotografica: le emozioni della giornata


Le interviste audio agli artisti del Valdichiana Live 2016


Le video-interviste in diretta streaming







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I SAMCRO e la necessità che diventa virtù

Il 22 gennaio 2015, a Bettolle sono iniziati i concerti itineranti del collettivo La Frontiera, in attesa del festival che si terrà dal 30 aprile al 3 maggio 2015. Il…

Il 22 gennaio 2015, a Bettolle sono iniziati i concerti itineranti del collettivo La Frontiera, in attesa del festival che si terrà dal 30 aprile al 3 maggio 2015. Il format “Frontiera Mobile” si pone l’obiettivo di portare la musica dal vivo in spazi finora inesplorati dall’espressione musicale, terreni nuovi da battere per lasciare impronte espressive in Valdichiana.
I primi ospiti che hanno presentato i loro lavori sono stati gli aretini SAMCRO; duo potentissimo formato da Mario Caruso e Nicola Cigolini, che dopo anni di sale prove della provincia, hanno trovato il loro habitat in una formazione minimale, chitarra e batteria, che li ha portati prima a suonare sui palchi di Arezzo Wave, del festival del Mengo e del Karemaski, e poi in tutta Italia.

Li ho incontrati prima della loro esibizione al Frontiera Mobile. Ragazzi, assistiamo ad un’ondata di “duo”, chitarra e batteria, sia a livello indie e che a livello mainstream.

A cosa si deve questa esplosione, questo nuovo interesse per una tipologia così atipica?

– N; La musica ha fatto di necessità virtù. In un periodo storico dove la musica dal vivo fatica, l’essere in due aiuta a spostarsi, con cachet ridotti, possibilità di suonare in spazi più piccoli. La cosa buona di questa necessità è stata la conseguenza della ristrettezza; è venuto fuori un vero e proprio movimento, nuovo. Si è scoperto, suonando in band senza frequenze basse (la maggior parte infatti sono solo chitarra e batteria). Si riesce a fare molto più di quello che si pensi. Abbiamo adottato in musica il less is more di Van der Rohe. La scaristà di mezzi ti fornisce molte più libertà di quanto si immagini.
– M; questa cosa ha scaturito uno studio maggiore dei musicisti, dal punto di vista dei suoni. Non puoi pretendere di fare un duo con un set up semplice. Devi organizzare le masse sonore, le frequenze. Il fulcro del duo è questo. Approfondisci, studi e impari molto di più.

Da che tipologia di progetti venite?

– N; Veniamo da vari progetti. Sono 15 anni che suoniamo. È proprio questo peregrinare che ci ha portato a dire “mettiamo su qualcosa di originale”. Quello che facciamo infatti è un blues prettamente statunitense, molto nero, abbiamo cercato di ricreare quell’esperienza black dei campi di cotone, del disagio dell’oppressione dei ghetti.
– M ; Noi non siamo però i Bud Spencer Blues Explosion che sono a nostro parere “spuri”, si spostano dall’originalità del blues americano. Sono sì particolari, ma con il nostro tipo di ricerca non ci azzeccano nulla. O anche i Cyborgs, che sono bravi, ma adottano un unione del blues con l’elettronica, l’utilizzo dei synth e cose del genere…
– N; Molti duo sono “fasulli”; I Black Keys non sono un duo. Nelle foto sono in due. Ma quando li vedi suonare dal vivo sono in cinque. Il duo è un’altra cosa. È viscerale. Significa studiare di più lo strumento per ottenere forza maggiore dalla tua singolarità. Molti duo, poi, esauriscono le idee in poco tempo. In realtà è veramente stimolante orientarsi in questo “far west” della musica, questa scelta che ci porta a scoprire cose nuove su noi stessi e sul nostro strumento.

Dal punto di vista dei settaggi come sopperite all’assenza di basse frequenze?

-M; io uso un Octaver con due uscite; una dry e un’altra che attacco ad un ampli da basso. Così si crea un muro sonoro dal corpo molto vibrante. Io in più suono con il fingerpicking, con il pollice pizzico sempre le corde basse. È una tecnica che ha le sue radici proprio nel blues archetipico americano. Io comunque l’ho approfondita dandogli accenti originali per renderla unica.
– N; È questo che ha significato cercare nuovi modi di esprimere. Il duo è veramente lo step di ricerca dello strumento e del suono è ideale.

Siete di Arezzo ma avete suonato in tutta Italia. Che rapporto avete avuto con il vostro territorio e come è conseguito l’uscire dal vostro spazio per fronteggiare platee di sconosciuti?

– M; La cosa più controproducente per una band è suonare in casa. Non sei mai profeta in patria. Toglie una delle cose più belle; suonare id fronte a sconosciuti è il banco di prova perfetto per vedere quanto i tuoi pezzi arrivano, quanto sei capace di esprimere la tua arte. Noi dopo molti live ci siamo ritrovati a parlare per ore con gente nuova,
– N; è la cosa più bella avere amicizie in tutte le città in cui hai suonati. Ci sentiamo con persone con cui siamo andati a suonare mesi fa. Il ballo di girare è conoscere più gente possibile. I live in casa devono essere mirati in cose giuste. Arezzo Wave, il Mengo, il Karemaski. Abbiamo suonato in situazioni giuste in cui non c’erano solamente gli amici a vederci, ma anche persone sconosciuti sui quali era possibile notare l’effetto della nostra musica.

Cosa ne pensate della scena musicale della provincia aretina?

– N: Ad Arezzo ci sono stati quindici anni di marette, odi, guerre fra poveri. L’idea che si muoveva tra i musicisti era; “se io vengo a vedere te sembra che tu sia più bravo”. Tantissimi locali hanno chiuso o non fanno più musica dal vivo. Se i musicisti non vanno a vedere concerti in primis, come è possibile che ci venga a vedere gente che della musica non gliene frega niente? Queste piccole malignità hanno paralizzato la scena, che comunque adesso comincia a riprendere movimento.

– M: Comunque tutto il mondo è paese poi. Roma ad esempio non c’è il fermento che ci aspettavamo. Molti locali puntano tutto sui dj-set, incentrano le serate sui dischi.

– N: i dj set, la follia dei concerti che iniziano alle due di notte, i locali che si adeguano alle maleducazioni del pubblico che esce di casa a mezzanotte e mezza, è un modo per diseducare le persone alla musica, per distruggere la “scena”. Qui non si tratta di assecondare i clienti, perché in ballo c’è la produzione artistica di un territorio, e non darle spazio e importanza è il peggiore dei peccati.

I SAMCRO hanno all’attivo un bellissimo disco intitolato “Terrestre”. Nella loro pagina face book (nella loro pagina facebook) potete trovare tutte le informazioni utili sul progetto.

Il 26 febbraio 2015 una nuova tappa del Frontiera Mobile ospiterà un’altra band toscana, “Tutte le Cose Inutili”, da Prato.

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La Filarmonica di Chiusi saluta il nuovo anno con un concerto

La Città di Chiusi si prepara a festeggiare nel migliore dei modi la fine del 2014 e l’inizio del 2015. Per dare il benvenuto all’anno nuovo, di fronte al palazzo…

La Città di Chiusi si prepara a festeggiare nel migliore dei modi la fine del 2014 e l’inizio del 2015. Per dare il benvenuto all’anno nuovo, di fronte al palazzo comunale, sarà accesa una imponente pira di fuoco. Gli operai del Comune hanno lavoranto affinchè tutto si possa svolgere in allegria ma anche in sicurezza, per questo è stata realizzata una struttura in mattoni che svolgerà le veci di un bracere e conterrà le fiamme. Allo scoccare della mezzanotte chi vorrà potrà dunque brindare e fare i propositi per il nuovo anno riscaldato dal calore del fuoco.

Il primo giorno del nuovo anno sarà salutato dalla musica della Filarmonica Città di Chiusi che, come da tradizione, augurerà a tutta la città un buon inizio con un concerto, che si svolgerà in Duomo alle ore 17.00 circa.

“Non ci sarà modo più bello – dichiara il sindaco Stefano Scaramelli – per iniziare l’anno di quello di andare a vedere il concerto della nostra Filarmonica, orgoglio vero della nostra città. Anche la scelta di eseguire il concerto in Duomo arricchirà sicuramente l’esibizione di una scenografia d’eccezione. Sono certo che sarà un grande concerto e che nulla avrà da invidiare a quelli più noti che festeggiano l’inizio dell’anno. Per Chiusi avere una Filarmonica è veramente importante e sono contento che spesso sia ambasciatrice della città nelle piazze di tutta Italia.”

Gli eventi proseguiranno poi nei giorni seguenti con un calendario ricco che coinvolgerà tutta la città in particolare nei giorni dell’epifania.

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Al via i mercatini di Natale a Torrita di Siena

Sabato 13 e domenica 14 dicembre si svolgeranno a Torrita di Siena i Mercatini di Natale, occasione che proietterà tutti i torritesi e non solo nella classica atmosfera delle feste….

Sabato 13 e domenica 14 dicembre si svolgeranno a Torrita di Siena i Mercatini di Natale, occasione che proietterà tutti i torritesi e non solo nella classica atmosfera delle feste. Dolci, vin brulè, musica, giochi popolari, passeggiate sui pony e letture animate renderanno questa atmosfera ancora più magica.

albero torritaSabato 13 alle 21:30 si svolgerà il concerto di Natale della Misericordia al teatro degli Oscuri: “Babbo Natale Rock” (concerto di Natale con raccolta fondi a favore di Telethon) con brani selezionati, arrangiati ed eseguiti da Nicola Andreoni ed i suoi ragazzi a cura della Confraternita della Misericordia di Torrita di Siena.

Domenica 14 dicembre alle 15:30 arriverà Babbo Natale in Piazza Matteotti, mentre alle 17:00 ci sarà “Blues Christmas” a cura della Contrada Porta Nova in collaborazione con Associazione Torrita Blues. In entrambi i giorni verranno esposte le foto del Concorso fotografico “Turisti per Torrita” nei locali dell’Associazione Sagra San Giuseppe (Porta a Sole) e i presepi per i vicoli del centro storico a cura delle Contrade della Sagra San Giuseppe.

Torrita, reduce dal successo della sagra enogastronomica “Lo gradireste un goccio di Vinsanato?” svolta lo scorso fine settimana a Montefollonico, si prepara a vivere un altro fine settimana all’insegna del divertimento e di tanti appuntamenti.

“La manifestazione a Montefollonico – commenta il sindaco Giacomo Grazi – è cresciuta, sia per il numero dei visitatori che per la qualità degli eventi proposti e realizzati. Sono stati giorni belli ed intensi, nel corso dei quali abbiamo inaugurato anche il nuovo spazio espositivo di Montefollonico dove sono presenti reperti romanici che rimarranno in mostra per l’intero periodo delle festività natalizie”.

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I numeri della 15° ed. della Festa della Musica di Chianciano Terme

Quasi 10 mila persone nei primi 4 giorni di programmazione. 15 concerti con ospiti di caratura nazionale e internazionale, 140 volontari impiegati nell’organizzazione, 100.000 utenti raggiunti su facebook, l’attenzione della…

Quasi 10 mila persone nei primi 4 giorni di programmazione. 15 concerti con ospiti di caratura nazionale e internazionale, 140 volontari impiegati nell’organizzazione, 100.000 utenti raggiunti su facebook, l’attenzione della stampa web e cartacea, 1000 euro raccolti tramite il crowdfunding, oltre 1000 pasti serviti dal ristorante a km zero dell’associazione, la presenza sul oltre 40 siti specializzati su musica e tempo libero, il sostegno di numerosi piccoli sponsor privati locali e il coinvolgimento di tutta la comunità locale in un’età compresa tra i 16 e i 70 anni. Questi i numeri della Festa della Musica 2014.

“Una quindicesima edizione piena di emozioni” – afferma Carlo Beligni, Presidente dell’associazione Culturale Collettivo Fabrica, alla quale spetta il merito di aver organizzato la manifestazione, “la preoccupazione per il meteo: non tanto sul fronte concerti, ma per tutti gli stand. L’Area ristoro immersa nella pineta del Parco Fucoli, i viali con il Market del Festival e l’Area Pizzeria nella suggestiva zona della mescita dell’acqua termale. La paura che tutto fosse compromesso sia sotto il profilo logistico sia sotto il profilo della sostenibilità economica del Festival. Il Festival ha invece strizzato l’occhio al cielo e tutto lo staff adesso può sorridere onorando questo regalo con un’organizzazione impeccabile.”

“Dopo un allestimento durato settimane il Parco era davvero un gioiello. Persino il tempo ha voluto bene alla Festa della Musica e ieri notte vedere gli Asian Dub Foundation uscire dai camerini pregando il cielo poco prima del concerto ha rafforzato le nostre buone vibrazioni. Indimenticabile il concerto stellato delle Luci della Centrale Elettrica così come quello dei i talentuosi Mellow Mood e la “sorpresa” Sycamore Age. La serata dedicata agli artisti locali ha reso omaggio all’Istituto Musicale Bonaventura Somma di Chianciano Terme portando sul Palco il giorno successivo lo stile e la personalità di The Bad Mexican, a cui a nostro avviso, manca soltanto una degna promozione. Ieri una notte magica, il Groove di Appaloosa [nel loro rider nessuna richiesta particolare, ma soltanto quella di tenere il volume alto sul palco. Richiesta accolta visto l’orario].”

Festa della Musica 2014 - Alcuni volontari - Foto di Emiliano Migliorucci“La classe di M+A ha poi lasciato spazio alla carica degli Asian Dub Foundation: schegge impazzite, un continuo salire pezzo dopo pezzo, suonando la carica per 90 minuti con un gran finale che manda il pubblico in visibilio. Lo stupore e i complimenti di ogni singolo artista, di ogni tour manager inorgoglisce lo Staff backstage. Alla Festa della Musica l’accoglienza ad artisti e tecnici è la prima cosa, il nostro marchio di fabbrica. Così come la produzione e l’allestimento tecnico audio e luci, degno dei migliori Festival italiani e stranieri [come hanno dichiarato giovedì serà sul palco i Mellow Mood]. Il tutto arricchito e documentato da un press office e da una squadra di fotografi e videomakers di assoluto livello per un risultato che unisce professionalità e passione e che offre un servizio sempre attuale e soprattutto istantaneo. Più di 100 artisti, 40 artigiani, un allestimento e una location unici e poi stand multimediali con il virtual tour del festival e laboratori musicali per bambini.”

“Il ringraziamento quindi va a tutto lo Staff. 140 volontari, un gruppo importante di giovanissimi, da Chianciano e dai paesi vicini [altro segnale importantissimo], che hanno senza dubbio risvegliato i cuori dei “veterani” lavorando al Festival con una scioltezza sconcertante. Il gruppo dell’allestimento che rende concreta l’idea non ha paragoni. Alla Festa della Musica la gran parte degli stand è marchiata Collettivo Fabrica, come ad esempio la Birreria (Uno stand in legno di 14 mt x 4 è interamente progettata e realizzata dalle squadre di montaggio). La cornice di un Parco unico fa il resto. Incontenibile l’entusiasmo dello Staff dell’area Ristoro con il servizio Buffet curato in ogni dettaglio e il menù degustazione a base di Birra, non quella commerciale, ma quel piccolo miracolo tutto locale di un Birrificio della Valdorcia. Il servizio Pizzeria a cura di un staff nato tutto a fine anni ’90 completa l’offerta che Collettivo Fabrica propone al proprio pubblico.”

“Un ringraziamento forte a chi ci sostiene e, su tutti, ogni singolo commerciante, ogni albergatore, ogni piccola azienda che crede in questo progetto culturale e a chi dedica il proprio tempo, i propri mezzi e si spende per la Festa della Musica. Al Comune di Chianciano Terme e alla Società di Gestione di Terme Spa per la collaborazione. E’ il Festival dei 140 volontari: la vitalità giovanile tutta al servizio della propria Città, per diffondere musica, partecipazione, sorrisi e condivisione.”

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Chianciano: alla Festa della Musica arrivano gli Asian Dub Foundation

Alla XV edizione della Festa della Musica di Chianciano Terme arrivano gli Asian Dub Foundation Quarta giornata di programmazione della Festa della Musica di Chianciano Terme. Sabato 26 luglio 2014 ad…

Alla XV edizione della Festa della Musica di Chianciano Terme arrivano gli Asian Dub Foundation

Quarta giornata di programmazione della Festa della Musica di Chianciano Terme. Sabato 26 luglio 2014 ad infiammare il dancefloor del Parco Fucoli ci penseranno gli Asian Dub Foundation, dal vivo in formazione “Sound System”. Jungle, drum&bass, reggae e suoni asiatici sono gli ingredienti delle selezioni, proposte in maniera fresca e coinvolgente da John Pandit, aka Pandit G, e potenziate dagli mc e dai musicisti nel tipico rituale del sound system.

Fondatore originale del gruppo insieme al bassista Dr Das nel 1993, il dj Pandit G è uno fra i protagonisti più importanti nella storia della bass music e delle culture alternative degli ultimi 20 anni nel Regno Unito e in Europa. Altri componenti del sound system sono l’mc Aktivator (attuale frontman della band e membro di ADF sin da ragazzino), il cantante LSK e Navigator MC. Questa particolare formazione ha sempre accompagnato la storia degli ADF sin dalle origini, e rappresenta quindi un grande occasione per riascoltare remix inediti del repertorio ADF vecchio e nuovo, creati appositamente per questo show.

A fare da apripista nella quarta giornata di programmazione del Festival ci penseranno gli Appaloosa, band livornese già nota alle cronache musicali per il suo sound possente e psichedelico e gli M+A, realtà talentuosa dell’electro pop italiano sul palco del prestigioso Glastombury Festival nel 2013. L’inizio dei concerti, ad ingresso completamente completamente gratuito è previsto per le 21:30, l’apertura degli stand gastronomici per le 19:30. I concerti si svolgeranno anche in caso di pioggia grazie ad una tensostruttura che copre quasi completamente l’area del festival.
Per maggiori informazioni: www.collettivofabrica.org

SABATO 26 LUGLIO

Appaloosa
M+A
ASIAN DUB FOUNDATION

DOMENICA 27 LUGLIO

Nosober
Twolo
DEAD SHRIMP
Spaghetti Criminals

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Il “freddo” concerto di Antonello Venditti a Siena

La nostra lettrice Roberta Pelligrini, venerdì 11 luglio, ha assistito al concerto di Antonello Venditti a Siena, nella suggestiva Piazza del Campo. Di seguito i suoi pensieri e la sua…

La nostra lettrice Roberta Pelligrini, venerdì 11 luglio, ha assistito al concerto di Antonello Venditti a Siena, nella suggestiva Piazza del Campo. Di seguito i suoi pensieri e la sua recensione al concerto.

“Spesso le decisioni si prendono all’ultimo minuto e all’ultimo minuto abbiamo deciso io e la mia amica Sandra di andare al concertone di Venditti. Partenza da Torrita alle 8,00. Arrivate in una imposteggiabile Siena abbiamo seguito la fiumara umana che sfociava in Piazza del Campo, ferme al palo davanti alle scaline dell’Onda.

Ce n’era di gente, di tutte le età, i nostalgici e i ragazzi, c’era una luna che illuminava quella meraviglia di Palazzo Comunale, sembrava di far parte di una cartolina e stranamente c’era anche un po di caldo, dato le temperature autunnali di questa estate diversa.

Venditti, eccolo, lui e il pianoforte, forse a volte un po’ polemico, ha tentato un feeling con il pubblico, ma vuoi per i personaggi ingessati posti sulle seggioline rosse davanti al palco, protetti da energumeni ragazzi del servizio di sicurezza, vuoi perchè quando parlava e raccontava la sua vita l’audio non collaborava affatto, la piazza è rimasta un pò freddina come la temperatura.

Nella prima parte lui e il pianoforte mi hanno fatto chiedere, ma perchè son qui e come me tanti altri; in molti hanno abbandonato il posto in piedi duramente conquistato, poi poi… il palco si è animato di musicisti e di ricordi di vita adolescenziale..

Struggente l’interpretazione di Lilly così attuale con tutti i suoi anni, cantava la piazza “Sara”, si alzavano i toni con “Sotto il segno dei pesci”, un nodo di nostalgia con “Ci vorrebbe un amico” dedicata al suo e nostro grande Lucio Dalla,ci stringevamo forte sulle note di ”Ricordati di me” urlavamo a squarciagola il must più must attualissimo per il periodo “Notte prima degli esami” personalmente anche per la recente scomparsa di Faletti (a cui una dedica si stava come il cacio sui maccheroni) rimanevamo un po allibiti quando il Venditti nazionale scendeva nei meandri di una sinistra degli anni 70 con i suoi raffronti all’odierna politica per poi riempirci il cuore e l’anima con “Settembre” con quel sax che avvolgeva Piazza del Campo di un’atmosfera irreale.

E allora, e allora all’una di notte con la piazza che andava via via diradandosi ero in attesa si in attesa di sentirla quella canzone che ha traghettato una generazione di adolescenti in una generazione di adulti, quella canzone che quando la senti ti prende nell’anima e ti trasporta in un mondo magico..sarei venuta anche a piedi per sentire quel sax, quelle parole, quei ricordi..e allora niente Venditti è sceso dal Palco i musicisti hanno iniziato a riporre gli strumenti, gli ingessati si son alzati dalle seggioline rosse, io Sandra ci siamo avvicinate al palco nella speranza che l’artista riscaldasse per un altro istante la notte senese, ma Alta Marea l’ho sentita da un cd”.

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Giardini in Festa: cocktail esplosivo di gusto e musica

Metti come location dei giardini immersi nella tranquillità di Abbadia di Montepulciano. Unisci fiumi di birra. Aggiungi un menù ricco di gustosi piatti tipici chianini… Di quei piatti che solo…

Metti come location dei giardini immersi nella tranquillità di Abbadia di Montepulciano. Unisci fiumi di birra. Aggiungi un menù ricco di gustosi piatti tipici chianini… Di quei piatti che solo a leggere il nome ti viene l’acquolina in bocca. Poi, immagina una band come i Camillocromo. Shakera il tutto. Ecco servito il cocktail esclusivo che mi sono gustata venerdì sera ai “Giardini in Festa” in compagnia di Alessia.

Non potevano mancare fiumi di birra ai Giardini in Festa!

Quando arriviamo al tramonto, gli ultimi raggi giallo-arancione del sole, illuminano dolcemente le bancarelle disposte ai lati della strada. Ci godiamo le borse e i portachiavi artigianali in esposizione, le collane e gli orecchini dai colori sgargianti fatti a mano, mentre nell’aria s’intreccia il forte odore dell’incenso a quello pungente delle spezie e delle più svariate varietà di tè.

Come potrebbe mai andare storta una serata che inizia con una cena a dir poco deliziosa? Un piatto di pici al sugo di nana (dove nana = anatra) eccezionale. Anche perché i pici sono fatti a mano, e non esiste cosa più goduriosa dei pici fatti a mano con un sugo sapientemente cucinato. Ma “il meglio deve ancora venire”… Immaginatevi due donne, alias me e Alessia, davanti a una lista di hamburger. Riflettete sul fatto che le due donne in questione, rigorosamente, non sono a dieta. Ed ecco fatto! La scelta cade casualmente su un hamburger con 180 gr di pura carne chianina, condito con pomodori freschi, insalata, una salsa squisita e cipolle in agrodolce. Ah sì, e patate fritte.


Una bomba di cena, ma di cui il palato ha gioito in una maniera incredibile. Una cena strepitosa, consigliata agli amanti della buona cucina.

 

Camillocromo

I Camillocromo: Circus Swing Orchestra

Tenete conto che poi la serata non finisce qui, perché lo stand della birra inizia a riempire a ruota bicchieri di birra, mentre la piazzetta allestita per lo spettacolo si riempie di gente, e sul palco salgono 7 personaggi incredibili con un look po’ bohémien: i Camillocromo. Con loro, è amore a prima nota. Se non li hai mai ascoltati, già a metà della prima canzone sei immerso nel loro strano mondo musicale. Appena torni a casa da un loro concerto, che siano le 11 di sera, le 5 di mattina o le 3 di pomeriggio, non puoi fare altro che correre su You Tube per cercare le loro canzoni per continuare a far suonare nella tua testa le loro insolite melodie.

Nello sguardo di ognuna delle persone del “Terzo Millennio“, coloro che sono riusciti a mettere in piedi un evento simile, leggi tanta forza di volontà e la passione di migliorare di anno in anno, questo evento che merita di diventare un appuntamento di rilievo annuale. Un appuntamento di alto livello, sia sul piano musicale che sul piano culinario.

Staff Terzo Millennio

Complimenti a tutto lo staff del Terzo Millennio: continuate così!

Un ringraziamento speciale va a tutto lo staff del Terzo Millennio e agli organizzatori dei “Giardini in Festa“, che unisce persone di tutte le età e che rappresenta un mezzo di aggregazione per la comunità di Abbadia di Montepulciano. Andate avanti così che siete forti!

 #GIF14 – Giardini in Festa 2014 – La foto gallery della serata – L’hamburger di chianina!

 

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Presentato a Roma il 39° Cantiere Internazionale d’Arte

Più di 50 eventi a Montepulciano e in tutta la Valdichiana, dal 18 luglio al 2 agosto 2014. Il 39° Cantiere Internazionale d’Arte è stato presentato a Roma, rivelando un…

Più di 50 eventi a Montepulciano e in tutta la Valdichiana, dal 18 luglio al 2 agosto 2014. Il 39° Cantiere Internazionale d’Arte è stato presentato a Roma, rivelando un cartellone ricco di iniziative, ispirato al tema dell’aria; il manifesto ufficiale della festival estivo è stato firmato dall’artista Pablo Echaurren. Inoltre, il concerto di chiusura della 39esima edizione del Cantiere Internazionale d’Arte raddoppia: dopo l’esecuzione di Montepulciano, verrà concluso a Siena, in Piazza Duomo, per sostenere la candidatura Capitale Europea della Cultura.

La presentazione ufficiale della nuova edizione si è svolta presso l’Enoteca Costantini di Roma, lo scorso giovedì 5 giugno. La manifestazione ideata da Hans Werner Henze rinnova l’incontro tra artisti celebri e giovani talenti, nell’ambito di una residenza che non prevede compensi, ma una completa ospitalità in grado di promuovere lo scambio di esperienze costruite su una prospettiva internazionale. Le principali novità di quest’anno sono la dimensione territoriale della rassegna che coinvolge sempre di più l’intero territorio della Valdichiana e soprattutto la collaborazione ancora più solida con Siena2019. Sono più di 50 gli appuntamenti previsti in tutto il territorio degli 8 Comuni che aderiscono della Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte (Montepulciano, Cetona, Chianciano Terme, San Casciano, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda).

Il manifesto ufficiale, firmato da Pablo Echaurren

Il programma si muove tra opera lirica, concerti sinfonici, musica da camera, musica elettronica, teatro, danza e visual art, per garantire una proposta culturale ampia e versatile. L’edizione del 2014 completa quindi la trilogia guidata dal direttore artistico Vincent Monteil e dal direttore musicale Roland Böer con un programma legato all’aria, elemento vitale che attiene all’inspirazione e all’ispirazione.

Il festival si apre con il nuovo allestimento di un’opera lirica particolarmente significativa per il repertorio classico: è “Orfeo ed Euridice” di Christoph Willibald Gluck il capolavoro settecentesco che sarà presentato in tre repliche al Teatro Poliziano (18-20 luglio) con un organico formato secondo le peculiarità del Cantiere Internazionale d’Arte; l’Orchestra Poliziana, composta da giovani musicisti toscani, sarà guidata dal maestro Roland Böer, direttore che vanta una notorietà internazionale, mentre i due protagonisti sono cantanti selezionati in ambito europeo, con la regia di Stefano Simone Pintor.

Nel centenario della Prima Guerra mondiale, il Cantiere mette in scena l’opera da camera “Storia del soldato” di Igor Stravinskij (25-29 luglio), pensata qui con una forma itinerante che si muoverà sulle piazze dei Comuni partecipanti alla Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte, grazie ad una coproduzione che coinvolge la C&D le lab di Bordeaux, con il patrocinio dell’Institut Français e della fondazione Stravinsky.

C’è poi un’opera multimediale che vuole rinnovare il concetto del teatro lirico: si tratta di una prima assoluta commissionata dal festival al compositore francese Pierre Thilloy; “I falsari” è il titolo dell’allestimento ispirato al celeberrimo romanzo di André Gide. Sarà il direttore artistico Vincent Monteil a dirigere l’Ensemble Kords, in un progetto che coniuga sonorità elettroniche e un quartetto d’archi (24 luglio). La coproduzione patrocinata da Fondation Catherin Gide, è realizzata insieme a Comédie de l’Est-Centre dramatique National d’Alsace e a Kords (Mulhose).

Nei tre concerti sinfonici in agenda, il maestro Roland Böer conduce l’orchestra del Royal Northern College of Music di Manchester, formazione residente della manifestazione. Il Concerto di Chiusura quest’anno raddoppia con due esecuzioni: la prima in Piazza Grande a Montepulciano (1 agosto) e poi l’epilogo del 2 agosto che si svolge straordinariamente a Siena, a sostegno della candidatura a città capitale europea della cultura 2019. Per la prima volta nella sua storia, il Cantiere Internazionale d’Arte offre un’esecuzione al capoluogo di provincia mettendo a disposizione un organico di circa 200 elementi diretti da Roland Böer. L’evento a ingresso gratuito, che già si preannuncia memorabile anche in virtù del suo valore istituzionale, prevede un programma che si muove tra il repertorio più popolare e i brani più originali: dal “Guglielmo Tell” di Rossini alla Sinfonia n. 7 di Beethoven, fino alla prima assoluta del “Te Deum” scritto nell’800 dal compositore sinalunghese Ciro Pinsuti ed elaborato per l’occasione in forma moderna dall’autore tedesco Detlev Glanert. In programma anche iniziative di approfondimento sulla figura di Hans Werner Henze e concerti di mezzogiorno dedicati agli strumenti a fiato.

[button link=”http://www.fondazionecantiere.it/it/component/k2/item/60-scopri-qui-il-programma-ufficiale” preset=”green”]PROGRAMMA COMPLETO[/button]

Per maggiori informazioni: Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte

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