Era il 22 Settembre 2004 quando sulla ABC andò in onda la prima puntata di Lost, serie creata da J.J. Abrams che in poco tempo cambiò totalmente l’universo delle produzioni per il piccolo schermo, diventando un fenomeno culturale. Ecco quali sono i motivi per cui, secondo me, dopo 10 anni dall’inizio e oltre 4 e mezzo dalla fine, non c’è nessun’altra serie che ha avuto un impatto simile.

– NO SPOILER –

Tematiche e stile. Quando il volo 815 della Oceanic Airlines proveniente da Sidney e diretto a Los Angeles il 22 settembre si schiantò sull’isola nessuno avrebbe mai immaginato verso quali confini si sarebbe spinta la serie. Lost fece capire sin da subito che non si trattava della banale storia di un gruppo di sopravvissuti che cerca in tutti modi di ritornare a casa. Intrecciando molti stili, dal thriller, al sentimentale, dal drammatico, alla fantascienza, aggiungendo alcuni spunti di comedy, i produttori e sceneggiatori Carlton Cuse e Damon Lindeof sono riusciti a trattare abilmente temi delicati come la fede, l’amore, l’abbandono, il riscatto, la vita, la morte e l’aldilà, come mai nessuno aveva fatto fino ad allora. Sono continui i riferimenti alla letteratura, alla fisica alla filosofia, alla religione, accompagnati da citazioni più o meno velate. Lost è rimasto impresso alla critica per uno stile di narrazione obbligatoriamente non lineare, talmente ricco di salti temporali, flashback e flashforward da farne un punto chiave dell’intera storia, in special modo nelle ultime due stagioni.

Attori e personaggi. Anche la scelta degli attori in Lost non è sembrata per niente casuale, sia Cuse che Lindeof hanno smussato e ritagliato ogni personaggio alle caratteristiche di ogni attore. La maggior parte di loro era sconosciuta al grande pubblico, proprio questo sembrava funzionare allo scopo di far risaltare il personaggio rispetto a chi lo interpreta. Infatti ognuno di loro, pur avendo lavorato prima della serie in produzioni importanti, come ad esempio Dominic Monaghan nel Signore Degli Anelli e Naveen Andrew nel Paziente inglese, rimarrà impresso nell’immaginario collettivo ancora per molto tempo per il proprio personaggio nella serie. Infatti ad eccezione di  Michael Emerson in Person of interest, e Daniel Dae Kim in Hawaii Five-o, dopo Lost la maggior parte del cast non ha lavorato più in serie tv di successo, sembra uno scherzo del destino, ma anche loro sono rimasti sull’isola.

Fare la storia della Tv. Lost ha cambiato molte cose nel panorama televisivo sia negli Usa ma anche in Italia. Mai nessuna serie è stata così seguita dall’inizio alla fine. L’ABC che nel 2004 non se la passava molto bene, non era ancora molto sicura del successo del progetto visto che il primo episodio di Lost è ancora il più costoso pilota nella storia della rete. Gli ascolti, oltre 16 milioni di media per la prima stagione, e la critica positiva fecero sciogliere qualsiasi dubbio, nel giro di pochi anni sarebbe stata la serie più venduta all’estero della Abc. Inoltre, proprio mentre i servizi di streaming si predisponevano, Lost contribuì a far sviluppare il servizio ottenendo il record nel 2009 per serie più visioni online. Ovviamente la serie è passata alla storia anche nel campo della pirateria, diventando una delle serie più scaricate, tanto è vero che, secondo TorrentFreak, il record di torrent scaricati per l’ultima stagione (quasi 6 milioni) non è stato spodestato nemmeno da Breaking Bad e Game of Thrones.

Comunità e merchandising. L’impatto culturale di Lost è stato enorme. Oltre ai siti e alle pagine ufficiali, si sono generate sin dai primi anni decine e decine di fan page, community dove si discuteva dei vari sviluppi della trama, dei misteri svelati, di quelli che via via si generavano, dei significati, delle citazioni. Talmente era vasto il materiale di cui si poteva parlare che nel 2005 venne creata Lostpedia una pagina wiki tradotta in 16 lingue con oltre 7 mila articoli, che diventò ben presto la principale fonte di risposte (generate dagli utenti) alle tante domande degli spettatori. Non fu solo un successo televisivo, Lost segnò un record anche nelle vendite di dvd; il cofanetto dell’ultima stagione balzò al primo posto di vendite sin dalla prima settimana dall’uscita. Infine la serie in poco tempo, inondò ebay ed amazon di merchandising ufficiale e non: magliette della Dharma, dell’Oceanic, video orientativi delle stazio, videogiochi, libri ed action figures.

Misteri irrisolti e finale. L’episodio finale che doveva rispondere alle tantissime domande e misteri generati nel corso delle 6 stagioni, come succede quasi sempre per le serie tv di successo, divise l’opinione pubblica. A molte domande non fu data una risposta, o almeno ritenuta da parecchi non fu ritenuta esaustiva. Il flame generato dal finale si affievolì (per i più arrendevoli) soltanto dopo molti mesi. La community rispose ad alcune questioni, gli extra del dvd compreso il finale extra di 12 minuti “The Man in Charge” ad altre. Molti hanno accostato la reazione al finale di Lost con quello di  How Met Your Mother, anche se le due cose non sono comparabili visto che il primo per alcuni non aveva solo bisogno di un finale diverso. L’intera serie aveva bisogno di una interpretazione ulteriore; questo era talmente avvertito dall’opinione pubblica che a marzo di quest’anno Cuse e Lindeof, ad un festival, pressati dalle domande hanno dovuto spiegare il finale.

L’ingrediente segreto. Alcune cose dietro al successo di Lost, possono essere spiegate come ho cercato di fare io, alcune non trovano un motivo. Molte serie hanno tentato di imitare alcuni aspetti tentando di capire quale fosse l’ingrediente segreto, fallendo però miserevolmente: Flashforward, Alcatraz, The Event, Zero Hour, The Last Resort, e molte altre. Forse a prenderne le redini sarà The Leftovers, promettente serie creata dallo stesso Lindeof, in onda alla prima stagione sulla Hbo. Lost rimane e rimarrà (forse) per molto tempo ancora come la serie che ha cambiato le carte in tavola, facendo da apripista a quella che definirei “l’Era d’oro delle serie tv”, che ci ha regalato Breaking Bad, Mad Men, Game of Thrones, True Detective, House of Cards, e tante altre ancora. Personalmente rimarrò sempre legato moltissimo a Lost, forse perché è stata quella che mi ha fatto innamorare all’universo delle serie tv, forse per il significato profondo che porta in sé o forse per altre ragioni che non sto qui a spiegarvi. Rimane il fatto che almeno una volta nella vita tutti dovrebbero guardarla.

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Matteo Biagi

Nato a Montepulciano nel 1987, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. è attualmente specializzando all’Università di Siena nel corso di laurea in Pubbliche Amministrazioni e Organizzazioni Complesse, curriculum in Amministrazione Economia ed Impresa. Per La Valdichiana si occupa del settore commerciale, oltre alla sua più grande passione: le serie televisive. Ma l’impegno più gravoso è certamente quello di tenere in riga gli altri membri della redazione!

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