Forte coesione ed identità di vedute sui valori ambientali dell’agricoltura. Pronti a presentare le osservazioni: obiettivo comune, la tutela del paesaggio

“Le campagne senesi, da sempre cartolina della Toscana nel mondo, sono anzitutto il risultato della mano dell’uomo che nei secoli le ha plasmate con cura e pazienza. Per questo va respinta e sradicata una visione eccessivamente punitiva nei confronti dell’imprenditoria agricola che si riscontra nel Pit, il Piano di indirizzo territoriale presentato dalla Regione Toscana”.

Così Andrea Rossi, Presidente dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, ha introdotto l’argomento – di grande attualità – alle associazioni di categoria del mondo agricolo ed al Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, riuniti a Montepulciano per valutare la situazione e mettere a punto un strategia condivisa.

L’impostazione ha trovato il consenso unanime dei Comuni dell’area e dei soggetti privati che, sempre in maniera compatta, hanno espresso parere negativo sull’impostazione attribuita dalla Regione al piano.

“Il vino è il paesaggio della provincia di Siena. Respingiamo una visione punitiva del lavoro dell’uomo che è il primo artefice della bellezza e della tutela di queste terre” ha sottolineato Rossi che ha anche invocato un ritorno alla realtà, respingendo un’impostazione troppo accademica della tematica e calata dall’alto. “In provincia di Siena e in Toscana, il connubio tra vino e campagna significa bellezza e ricchezza. Per questo – ha affermato il Presidente dei Comuni uniti –è bene che gli enti locali, assieme ai produttori, ed alle associazioni che vogliono bene al territorio, presentino le osservazioni. Senza creare allarmismi, ma entrando nel merito di quello che c’è da correggere nelle schede di ambito che stanno ingenerando un panico eccessivo del quale sinceramente, non sentivamo il bisogno”.

“Certo apprezziamo lo sforzo della Giunta Regionale di dotare la nostra regione di un Piano paesaggistico, e quindi di fornire uno strumento in più per la tutela del paesaggio. Così come valutiamo positivamente le aperture al dialogo che in queste ora sono venute del Presidente Enrico Rossi, che ha toccato con mano di recente la ricchezza produttiva delle aziende agricole della provincia di Siena e che ha apprezzato la grande cura nell’inserire produzioni di qualità integrandole in modo sostenibile con il paesaggio della Valdichiana, della Valdorcia o del Chianti”.

“Ma il territorio non si preserva mettendolo sotto una cappa di vetro, immobilizzandolo” rilancia Rossi. “E’ un corpo vivo, che deve avere la possibilità di crescere, certo con le dovute tutele. Per questo non possiamo accettare così com’è il Piano paesaggistico, con quelle prescrizioni alle colture intensive che invece vanno governate e guidate”.

“Le terre di Siena sono l’espressione più compiuta e riuscita di una natura modificata dalla mano dell’uomo, e per questo bellissima. Siamo una terra che porta in giro per il mondo l’iconografia più classica della Toscana, spesso legata all’immagine di vigneti, ulivi, calanchi, perfettamente integrati in un paesaggio unico ed armonioso. Siamo noi, enti locali, aziende e cittadini che vivono il territorio quotidianamente, i primi custodi di questa bellezza invidiata in tutto il mondo”.

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