Il Bravìo delle Botti di Montepulciano è una manifestazione storica per il comune poliziano, che da oltre quarant’anni unisce tradizione, sport, intrattenimento e spettacolo. Il nucleo dell’evento è caratterizzato dalla gara tra le otto contrade dell’ultima domenica di Agosto, in cui una coppia di spingitori per ogni contrada deve far rotolare una botte di oltre 80kg lungo le vie cittadine, per un percorso di circa 1 km e 600 metri, dalla Colonna del Marzocco fino al sagrato del Duomo.

Uno sforzo atletico così notevole non potrebbe essere possibile senza un adeguato allenamento: gli spingitori non si limitano a fare le prove con la botte durante i giorni precedenti alla gara, ma in molti casi ci troviamo di fronte ad atleti che si allenano tutto l’anno. A parte la corsa, la resistenza e la velocità, una parte importante degli allenamenti è caratterizzata dalla spinta della botte: ma come fanno gli spingitori ad allenarsi, se le botti ufficiali vengono consegnate soltanto la domenica della gara?

Ogni contrada possiede alcune botti da allenamento, simili a quelle che verranno poi utilizzate la domenica del Bravìo, con cui gli spingitori si allenano per tutto l’anno. E queste botti, se non sono custodite nelle sedi delle rispettive contrade, spesso e volentieri si possono trovare nella cantina della signora Felicia Laverde, che si è guadagnata il soprannome di “Custode delle botti”.

custode botti 4

Uno dei luoghi in cui gli spingitori preferiscono allenarsi è la strada che da Montepulciano conduce a Monticchiello: una via asfaltata circondata da splendidi panorami, poco trafficata e disseminata di poderi agricoli. Uno di questi poderi è proprio quello della signora Felicia, in cui molti spingitori lasciano le loro botti prima e dopo gli allenamenti per evitare di doverle trasportare ogni volta dalla sede della contrada. Nei mesi precedenti alla gara, il gruppo degli spingitori è solito ritrovarsi lungo la strada per Monticchiello verso il tramonto, per allenarsi nella corsa o nella spinta della botte.

“Sono tanti anni ormai che gli spingitori lasciano qui le botti – racconta la signora Felicia – Nei primi anni custodivo soltanto la botte di Talosa; quando sono venuta ad abitare qui, nel 1976, c’era solo Talosa, almeno fino al 2000. Poi ogni volta che gli spingitori cambiavano contrada, lasciavano le botti qui, allora piano piano sono venuti in tanti. Adesso ci sono anche le contrade di Gracciano, Poggiolo, Collazzi e Voltaia. Altre due utilizzano il podere sopra al nostro per gli allenamenti.”

Il podere della signora Felicia è un edificio rustico circondato dai campi coltivati, proprio sul ciglio della strada per Monticchiello. Tra le balle di fieno e gli annessi agricoli, gli spingitori parcheggiano le loro auto e si preparano agli allenamenti. Le botti vengono custodite nel magazzino, una accanto all’altra: gli spingitori prendono la propria botte, fanno le loro prove su strada, poi la riportano in magazzino e ripartono.

“Io le custodisco ma non le controllo! – ci tiene a precisare – Se ne manca qualcuno e mi chiedono chi l’ha presa, io non lo so! Nel corso degli anni sono passate tante persone. Mi ci vorrebbe un quaderno per scriverle tutte. Però si comportano bene, sono carini e gentili. Se vengono qui significa che si trovano bene, che li ho trattati bene!”

La signora Felicia non tifa per nessuna contrada in particolare, ma tratta tutti gli spingitori con affetto, come se fossero i suoi nipoti. Nel podere abita con il marito, alleva gli animali domestici e cura la casa: sono soltanto in due, quindi gli spingitori fanno loro compagnia per tante sere d’estate. E in tutti questi anni passati a custodire le botti, sicuramente ha tante storie da raccontare!

“Una volta mi hanno fatto sistemare la cannellina dell’acqua. – racconta, indicando un rubinetto fuori dal magazzino – Quando abbiamo ristrutturato il bagno, il rubinetto rimase dentro, e allora eravamo preoccupati perché gli spingitori non sapevano dove prendere l’acqua. Così con mio marito abbiamo spostato tutto e lo abbiamo messo fuori, così possono usare l’acqua fresca, è più pratico e sono tutti contenti.”

La signora Felicia ricorda con piacere tanti ragazzi che sono passati per il podere nel corso degli anni: dagli spingitori titolari agli allenatori, a quelli che accompagnano in auto. Tante facce e tanti ricordi, che si concentrano soprattutto nei mesi estivi.

“Qualche volta succede che si rubano le botti a vicenda. Magari arrivano prima gli spingitori di una contrada, prendono la botte di un’altra, partono lungo la strada e via. Quelli dopo non trovano la botte e si lamentano con me! Ma io mica tengo il registro, se le portano via non è mica colpa mia.”

Nel magazzino vengono custodite le botti di allenamento, non quelle vere che vengono usate in gara. La signora Felicia aiuta i ragazzi nella manutenzione, ad esempio mettendo un po’ d’acqua sopra le botti durante i periodi di inattività, per evitare di farle asciugare troppo e di farle sfasciare durante il rotolamento. Gli spingitori sanno riconoscere le proprie botti: per via della posizione, dei numeri marchiati nella parte superiore, se non addirittura per un affetto particolare nei loro confronti.

“Nel corso degli anni le cose sono cambiate – racconta – perché i primi tempi, quand’erano ancora gli anni ’70, gli spingitori magari venivano a fine Aprile, portavano la botte e si allenavano ogni tanto. Ora invece si allenano tutto l’anno, anche a settembre dopo la gara. C’è chi lo fa una volta al mese, chi si allena durante le feste, in poche parole non smettono mai. Di solito vengono al tramonto, ma qualcuno anche a mezzogiorno, quando viene comodo. Qui ci trovano sempre, anche se non hanno un orario preciso!”

Da quasi quarant’anni la signora Felicia custodisce le botti di allenamento degli spingitori, quindi può ben considerarsi parte integrante di questa storica manifestazione: a questo punto la salutiamo e ci auguriamo che le contrade possano organizzare una cena di festeggiamento in suo onore, tra le lunghe giornate di prove negli splendidi paesaggi tra Montepulciano e Monticchiello.

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