Sabato 17 gennaio a Montepulciano, doppio appuntamento con l’autore che ha saputo segnare la storia recente del teatro italiano, una serata-evento dedicata al celebre regista Ugo Chiti.

Alle ore 18.30, al Caffè Poliziano, è in programma “Ugo Chiti racconta”: l’autore sarà infatti presente per un confronto aperto con i giovani teatranti Laura Fatini, Gabriele Valentini e Martina Belvisi, introdotto e curato da Francesca Fenati.

Alle 21.30, al Teatro Poliziano, va poi in scena “Il malato immaginario”, commedia di Molière annoverata tra i capolavori assoluti nella storia del teatro, con la nuova interpretazione della prestigiosa compagnia Arca Azzurra Teatri, guidata proprio da Ugo Chiti. Il titolo è ormai divenuto qualcosa di più che un classico, di fronte a personaggi diventati veri e propri archetipi anche nella vita quotidiana. La vicenda è tanto divertente quanto attuale, nell’ossessione ipocondriaca di Argante, nella sua fame di medicinali che è un atteggiamento contemporaneo, come del resto la sua ingenuità di fronte ai raggiri degli esperti e dei dottori che sono senza dubbio caratteristica della nostra società dove abbondano millantatori e maghi, ma dove i rimedi sono spesso peggiori dei mali.

Ugo Chiti incanta il teatro italiano da 30 anni, grazie alla semplicità della sua eleganza formale; al cinema ha lavorato con personaggi come Francesco Nuti e Alessandro Benvenuti, conquistando anche il David di Donatello. Tra i suo successi più clamorosi, spicca la sceneggiatura della serie tv “Gomorra” ispirata al best seller di Roberto Saviano.

Forte di tali esperienze, Chiti affronta questa nuova sfida teatrale con la sua consueta lucidità artistica:

“Questa commedia – spiega il regista – è intrisa di realismo, con i personaggi che si muovono sulla ritmica dell’intreccio comico, alludono alla commedia dell’arte, senza tralasciare una seconda lettura che lascia intuire la natura più sinistra di figure inquiete; caratteri teatrali che sfiorano il tragico con un ghigno divertito di maschere comiche.”

Adattamento e regia, secondo Chiti, cercano questa doppia lettura necessaria in un testo contaminato da molteplici segni teatrali, dove convivono pantomime metafisiche e riflessioni sulla natura dell’uomo. “Il Malato immaginario” spariglia il gioco: è una commedia sulla delusione medica ma forse, ancora più presente è la disamina sull’uomo vinto dalle illusioni.

Foto copertina di A.Botticelli

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