“Il compito degli uomini della Resistenza non è finito. Bisogna che essa sia ancora in piedi”

Piero Calamandrei

La resistenza intesa come tale a oggi può sembrare inutile, priva di motivi validi per esistere, perché magari non si pensa più alla possibilità di altre guerre. Tuttavia negli articoli di Chiara & Civica ci siamo resi conto di come il tema ricorrente sia la lotta. Non una lotta fatta di svilimenti, dedita solo alla vittoria, ma una lotta volta all’eguaglianza, alla conquista dei diritti, alla vittoria di tutti. Chi l’ha fatta questa guerra magari non c’è più, ma ci ha lasciato armi per combattere, che anche noi giovani possiamo usare: la principale è sicuramente l’arma del voto.

Come si vota? Prima di procedere dobbiamo capire il funzionamento del voto elettorale. Ecco che entra in gioco la nuova uscita della nostra rubrica, facendo chiarezza e ripercorrendo un po’ di storia.

Storia del diritto di voto in Italia

Nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, il voto e l’eleggibilità erano estesi solo ai cittadini di genere maschile che superavano i 25 anni d’età e che provenivano da una classe sociale elevata. Nel 1881 fu ammessa al voto anche la classe media e il limite d’età fu abbassato a 21 anni.

Giovanni Giolitti nel 1912 propose al Parlamento l’estensione del diritto di voto a tutti i cittadini maschi a partire dai 21 anni d’età che avessero superato con buon esito l’esame di scuola elementare e tutti i cittadini di età superiore ai trenta anni, indipendentemente dal loro grado di istruzione. Il suffragio universale maschile vero e proprio è stato introdotto nel 1918: includeva tutti coloro che avessero superato i 21 anni d’età e tutti coloro che nonostante i 18 anni avevano partecipato alla Prima Guerra Mondiale. 

Nel 1945 furono ammesse tutte le donne a partire dai 21 anni d’età e il 2 giugno 1946 si ebbe il primo suffragio universale. Nel 1975 il limite di età fu spostato dai 21 ai 18 anni.

Il voto nella Costituzione

L’articolo 48 della Costituzione cita:

“Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”

Il nostro infatti è un ordinamento democratico rappresentativo e il voto è il mezzo attraverso il quale i cittadini possono decidere chi li andrà a rappresentare. Ma andiamo ad analizzare gli aggettivi con i quali viene definito il voto:

  • Personale: l’espressione della propria volontà politica non può essere delegata a terzi;
  • Eguale: tutti i voti espressi dai cittadini hanno la stessa rilevanza, il mio voto incide nell’andamento politico quanto il tuo, non importa chi io sia;
  • Libero: l’esercizio del voto deve accadere nella massima libertà politica dell’elettore, non possono esistere elementi come minacce, pressioni o ricatti;
  • Segreto: la segretezza rappresenta l’effettiva garanzia della libertà, nessuno è tenuto a dire la propria preferenza.

IL VOTO COME DOVERE CIVICO

Nell’articolo 48 il voto viene espresso come un dovere civico, ma cosa significa? In quanto cittadino sono quindi obbligato a votare?

Facciamo chiarezza: tale definizione nasce da un compromesso ottenuto dai costituenti. L’assemblea durante la stesura di questo articolo si divise in due: alcuni volevano che il voto fosse un dovere, o descritto come tale, per incentivare i cittadini. Altri credevano che limitare il voto a un dovere non permettesse ai cittadini di esercitare la propria volontà nel massimo della libertà. Il compromesso consiste quindi nell’intendere la parola “dovere” come una garanzia contenuta all’interno della Costituzione: nessuno può privare il cittadino del voto in quanto dovere e in quanto garanzia della democraticità dello Stato Italiano.

QUANTI TIPI DI CONSULTAZIONE ELETTORALI (ELEZIONI) CI SONO IN ITALIA?

Esistono attualmente nel nostro ordinamento quattro tipologie di elezioni:

  1. Politiche: servono a rinnovare la composizione del Parlamento;
  2. Amministrative: rinnovano la composizione degli organi dei Comuni;
  3. Regionali: rinnovano la composizione degli organi regionali;
  4. Europee: servono ad eleggere la quota italiana dei deputati del Parlamento Europeo.
COME SI VOTA?

Votare è semplice, o perlomeno si crede sia così. Chi non l’ha mai fatto però spesso si trova in situazioni di ansia o di disagio perché non sa come fare, quali documenti portare o come segnare la propria preferenza. Per aiutare chi ne ha bisogno proveremo a simulare una giornata di votazioni.

1. Munirsi della tessera elettorale

La tessera elettorale è il documento ufficiale rilasciato ai maggiorenni tramite il quale i cittadini dello Stato italiano possono partecipare al diritto di voto.

Perché devo portare la tessere elettorale con me? Senza non puoi esercitare il tuo diritto di voto, in quanto essa attesta la regolare iscrizione nelle liste elettorali del comune di residenza.

Cosa c’è scritto nella tessera elettorale? Essa contiene i tuoi dati anagrafici, il numero e la sede della sezione di assegnazione e sarà testimone di tutte le tue votazioni. Ogni volta che viene effettuato il voto, uno scrutatore certificherà l’avvenuta partecipazione alla votazione mediante apposizione della data dell’elezione del bollo della sezione.

2. Portare un documento di identità

La tessera elettorale non vale come documento di identità: porta con te un documento valido per essere riconosciuto nel seggio elettorale.

3. Recarsi alla sede

Come faccio a sapere a quale sezione devo recarmi? Nella tessera elettorale, sotto i propri dati anagrafici, troverai scritto l’indirizzo della sezione in cui recarti.

4. Ok, ho fatto tutto. E adesso, come si vota?

La votazione cambia a seconda del tipo di elezione alla quale si è chiamati a votare.

ELEZIONI POLITICHE

COME SI VOTA:

Possono votare tutti coloro che hanno compiuto i 18 anni d’età per la Camera e da giovedì 8 luglio 2021 anche per il Senato. Infatti fino alla scorsa tornata elettorale, dalle votazioni per il Senato erano esclusi i giovani compresi fra i 18 e i 24 anni d’età. Le schede saranno quindi due per tutti: una di colore rosa per l’elezione della Camera e una di colore giallo per il Senato.

Il voto può essere espresso in varie modalità:

  1. tracciando un segno sul contrassegno della lista che varrà anche per il candidato uninominale collegato, e viceversa (nero);
  2. tracciando un segno sul nome del candidato uninominale collegato a più liste in coalizione, il quale verrà ripartito tra le liste in proporzione ai voti ottenuti nel collegio (rosso);
  3. con un segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato del collegio uninominale e un segno sul sottostante rettangolo contenente il contrassegno della lista nonché i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale (azzurro);
  4. tracciando un segno sul contrassegno e un segno sulla lista di candidati nel collegio plurinominale della lista medesima (verde).
ELEZIONI AMMINISTRATIVE

COME SI VOTA:

  • Per i Comuni sotto i 15.000 abitanti, ciascun elettore ha diritto di votare per un candidato a Sindaco e per la lista corrispondente. Il voto può essere espresso tracciando un segno:
  1. sul nome del candidato sindaco;
  2. sul contrassegno di lista;
  3. sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata alla medesima candidatura.

Ciascun elettore può esprimere anche un voto per un candidato alla carica di consigliere comunale: due preferenze, se si rispetta l’alternanza di genere. Le due preferenze devono essere comprese nella lista collegata al candidato alla carica di Sindaco prescelto, scrivendo il Cognome (Cognome e Nome nel caso ci siano due candidati omonimi), nella riga stampata sotto il medesimo contrassegno.

  • Per i Comuni sopra i 15.000 abitanti, si potrà invecere votare:
  1. attraverso un segno da tracciare solo sul candidato alla carica di sindaco;
  2. tracciando un segno solo su una delle liste collegate al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che su una delle liste collegate al medesimo candidato sindaco;
  3. con un segno sul candidato sindaco ed un altro segno su una lista non collegata (voto disgiunto).
ELEZIONI EUROPEE

COME SI VOTA:

L’elettore può esprimere il suo voto in una scheda di colore diverso a seconda della propria circoscrizione elettorale, tracciando un segno sul simbolo della lista prescelta.

Per chi vive in Toscana, quindi nella Circoscrizione III° (Italia centrale) la scheda elettorale è di colore rosso.

È possibile esprimere fino a un massimo di tre preferenze, scrivendo il nome e il cognome o solo il cognome nelle apposite righe poste a fianco del rettangolo che contiene il contrassegno della lista votata, (cognome e nome nel caso ci siano candidati omonimi). Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza. Non è ammessa l’espressione del voto con indicazioni numeriche.

Esempi di voti validi

Ultimo passaggio:

Si piega la scheda elettorale seguendo le linee e si mette all’interno dell’apposita urna, ricordandosi che nulla di personale o segreto deve essere esposto nelle facce superficiali della scheda. Ecco fatto, hai votato!

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Chiara Cacace

Diplomata alle Scienze Umane senza neanche essersene resa conto, ha necessitato di un anno sabbatico durante il quale ha scoperto che non può fare nulla per placare la sua volontà di scegliere sempre la via meno praticabile. Per questo aspira a fare parte del mondo dei giornalisti poiché scrivere è l’unica cosa giusta che pensa di sapere fare, ma neanche lei ci giurerebbe, quindi non illudetevi.

1 thought on “Chiara & Civica- Come si vota? Storia e funzionamento del voto elettorale

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