Nelle scorse settimane La Valdichiana si è occupata dell’olivicoltura e alla difficile situazione che sta vivendo in questo momento il settore. Raccolti in quantità esigue o quasi assenti, quest’anno la mosca olearia ha causato gravi danni a tutti i produttori di olio, frantoi e persone che vivono in funzione alla raccolta delle olive. Un clima umido e temperato sono state le cause principali per lo sviluppo dell’insetto che ha distrutto interi raccolti, senza contare poi delle muffe che hanno attaccato conseguentemente gli ulivi già martoriati.

Oltre a questi problemi si va ad aggiungere la notizia di questi giorni, del sequestro, da parte della forestale, di oli provenienti dalla Puglia ma privi di rintracciabilità. Purtroppo l’import di oli stranieri in Italia c’è sempre stato, e quest’anno ci sarà molto di più, visto che le nostre esigenze quotidiane di olio non sono cambiate, mentre la quantità a disposizione è letteralmente diminuita.

Di questo e di altri argomenti ne abbiamo parlato con Giulio Bisaccioni presidente di AICOO, Associazione Italia conoscere l’olio d’oliva, ospite ad Agrietour di Arezzo il 14-16 novembre 2014.

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Presidente AICOO Giulio Bisaccioni e Valentina

Buonasera Giulio, ci spiega di cosa si occupa AICOO?

“Dunque, AICOO è una associazione italiana che si occupa della conoscenza e della cultura dell’olio extravergine d’oliva di qualità. Sull’olio, oggi, c’è ancora poca conoscenza e i consumatori sono abituati ad acquistare olio a buon prezzo o con prezzi convenienti, ma non sanno che se un olio costa di più è perchè dietro una bottiglia c’è tanto lavoro, sudore e questi sono aspetti di cui bisogna tenere di conto quando compriamo questo prodotto.

L’AICOO ricorda che l’olio è un prodotto buono e che fa bene, è un grande contenitore di energia e soprattutto un apportatore di benessere, è ottimo per curare e prevenire molte malattie. E’ inutile ribadire che chi usa olio extravergine di oliva ha una vita più snella, è l’alimento che è alla base della dieta mediterranea. Grazie all’olio d’oliva, alla frutta, alle verdure e a molti altri alimenti la dieta mediterranea è portata ad esempio come modello di vita in molti altri Paesi.”

Quali caratteristiche deve avere un olio per essere considerato buono?

Prima di tutto va assaggiato senza cibo, lo dobbiamo degustare da solo e sottoporlo al nostro olfatto. Quando viene messo sotto le nostre papille gustative deve sapere di oliva, di natura e di erba appena tagliata, si deve sentire l’odore di vegetale. Se non ha queste caratteristiche olfattive l’olio ha delle problematiche e in questo caso si tratta di oli difettati.

Vista la riduzione della produzione di olio che si è registrata quest’anno, c’è pericolo che venga importato olio straniero in maggiori quantità rispetto agli altri anni?

L’olio straniero, purtroppo, viene importato tutti gli anni, ma quest’anno c’è ancora più paura perché verrà importato in maggiori quantità, in quanto il consumo d’olio sufficente per il nostro fabbisogno non è cambiato, ma la quantità a disposizione quest’anno è minore. Tale problema si va a sommare a quelli già noti, ovvero la mosca olearia e le muffe, al clima che quest’anno ha sconvolto il naturale ciclo dell’olivo, la pianta non ha avuto il fermo naturale e la quantità l’olio, per i pochi che sono riusciti a farlo, non è stato quello di un annata normale. Le importazioni purtroppo ci sono sempre state, tocca a noi ad essere bravi nel riconoscere un olio italiano da uno straniero.

Come si fa a riconoscere un olio italiano da uno straniero?

E’ fondamentale leggere sempre l’etichetta per sapere da dove proviene un olio, questo vale anche per tutti gli altri prodotti, ovviamente le etichette devono essere veritiere e non dichiarare il falso. Inoltre c’è da dire che l’olio buono è quello extravergine d’oliva, invece, molti consumatori prendono olio d’oliva credendo che sia la massima espressione e invece non è altro che un rettificato di un olio lampante, e questo in etichetta c’è scritto. State attenti! – raccomanda Giulio

Recentemente AICOO ha reso più fruibile e interattivo il proprio sito, di questo restyling e delle novità funzionali apportate ne parliamo con l’Ing. Nicola Impallomeni, responsabile del progetto. Nicola ci vuole spiegare le novità che avete apportato al sito di AICOO?

aicoo2Dunque abbiamo ampliato i contenuti e soprattutto abbiamo inserito uno strumento che raccoglie tutti i nomi dei ristoranti, agriturismi ed enoteche che usano oli certificati provenienti dal territorio. Le strutture che decideranno di aderire potranno essere dotati di una vetrofania con scritto “Locale consigliato AICOO”, e questo riconosicmento, meglio definirlo così, serve come garanzia che l’olio usato all’interno della struttura è un olio proveniente dalla nostra zona. Tutto questo l’abbiamo fatto per dare maggiore trasparenza e per tutelare ulteriormente i nostri prodotti.

Come funziona, e una struttura come può ottenere la “Certificazione” AICOO?

Prendi un turista che arriva da noi, appassionato d’olio, che vuole degustare olio del nostro territorio, basta collegarsi al sito, andare sulla sezione “certificazione locale AICOO” e lì può trovare tutti i locali di zona che usano gli oli del territorio. Questo riconoscimento viene assegnato ogni anno e le analisi vengono fatte organoletticamente da un panel di assaggio AICOO, la certificazione è gratuita, non ha fini commerciali e serve per il riconoscimento di qualità a tutela dell’ambiente.

Giulio, ha qualche consiglio da dare a tutti i consumatori d’olio?

Certo, prima di conclude aggiungo che alla Camera, proprio in questi giorni, è passata una Legge, che dice che i locali pubblici devono usare delle bottiglie antirabbocco, questo perché raboccando la bottiglia, l’olio si degrada, in quanto è un alimento che si ossida molto velocemente se va in contatto con l’aria e quindi perde buona parte delle sue sostanze nutritive.

Tutte le informazioni sulla certificazione AICOO sono sul sito www.aicoo.it

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