– Servizio a cura di Tomas Nomade –


Come ogni anno i quattro cantieri di Foiano hanno dato vita a vere e proprie opere in cartapesta, ognuna delle quali si presenta con uno specifico messaggio. Si parte con il cantiere degli Azzurri che quest’anno porta in scena “Fuori dall’incubo”, un carro che racconta come i social network abbiano cambiato radicalmente il nostro modo di vivere. Una comodità sì, recita il carro, ma attenzione a non isolarsi e divenire “burattini” di questo fenomeno perdendo in personalità. Il cantiere di Bombolo realizza “Leoni e pecore” ripercorrendo la storia dell’ultimo viaggio dell’esercito del “Leone Nero” che si ritrovò con l’esercito di leoni trasformati in pecore. La brama e la cupidigia sono al centro del racconto come una sorta di allegoria del periodo storico che viviamo tra indifferenza e inadeguatezza della politica. I Nottambuli presentano “Vinti dalla Fortuna”, volendo puntare i riflettori sul gioco vissuto oggi come una necessità e non come un divertimento fine a se stesso, un male sociale che non sta trovando soluzioni. Il cantiere dei Rustici arriva con “Non sarà l’ultimo ballo, questo apoca-twist”. I Cavalieri dell’Apocalisse sono in viaggio verso la terra, convinti che sia la fine del mondo che visto dall’alto sembra allo sfacelo. L’intervento dell’Aldilà riuscirà a salvare la Terra da questa invasione?

Non sono tante le informazioni che conosciamo a proposito dell’origine e delle vicende storiche vissute nell’arco dei decenni dai quattro cantieri appartenenti all’epoca più moderna di un Carnevale tanto celebre quanto antico come quello di Foiano della Chiana. I protagonisti della goliardica competizione sono ovviamente i carri allegorici costruiti appunto dai cantieri dei quali abbiamo intervistato gli attuali presidenti, proprio per ottenere ulteriori informazioni su questo e su tanti altri temi. Si comincia con il presidente del Cantiere Rustici Giorgio Gervasi che ha risposto così alle nostre domande:

Quali sono le informazioni che sappiamo sulle vicende di fondazione del cantiere? E perchè si decise di assegnargli proprio questo nome, questi colori e questo simbolo?

 “Il Carnevale di Foiano ha più di 400 anni ma la costruzione dei carri mascherati risale al 1934. Il Cantiere Rustici, da me rappresentato, ha come colori il bianco e il celeste e come simbolo un elefante, dovuto al fatto che una delle prime costruzioni rappresentava un elefante. Il nome Rustici sembra che sia stato attribuito dagli altri cantieri perchè vedevano il nostro cantiere popolato da persone poco propense al dialogo. A Foiano i cantieri non rappresentano una zona ma sono scelti per simpatia. Inizialmente la scelta invece era dovuta alla questione sociale, il Cantiere Rustici rappresentava il ceto medio”.

In che modo, all’epoca, il cantiere riusciva a gestire il lavoro di realizzazione di un carro allegorico? Le modalità sono cambiate in tempi più moderni?

“Inizialmente i carri venivano costruiti in dei garage dato le piccole dimensioni, oggi ci sono i capannoni comunali perchè un carro chiuso raggiunge le dimensioni di 16,50 metri di lunghezza, 4,80 di larghezza e 11 di altezza. Queste misure aumentano notevolmente a carro aperto”.

In passato, quali tematiche e quali personaggi venivano rappresentati con più frequenza da questo cantiere nelle proprie opere d’arte fatte di cartapesta? Tutto ciò, che tipo di evoluzione ha subito nel corso dei decenni?

“Inizialmente, negli anni ’30 venivano rappresentate le canzoni di moda dell’epoca, negli anni ’60 soprattutto vita contadina, oggi i temi riguardano più la società anche se in modo allegorico”.

Quando è stato il momento di maggiori difficoltà nel competere ad alti livelli che il cantiere ha vissuto nell’arco della sua storia? Quando invece ha raggiunto il momento migliore ed ha ottenuto i suoi più grandi successi?

“Per quanto ci riguarda quasi mai anche perchè noi da soli abbiamo vinto quasi come gli altri tre messi insieme. I problemi ci sono stati per tutti quando ci fu una sospensione del Carnevale, non come manifestazione ma come costruzione dei carri da parte dei cantieristi. In quel periodo che va dal 1969 al 1985 i carri venivano costruiti da privati. Vorrei infine ricordare che nel nostro palmares troviamo anche il primo posto assoluto come vittorie della mascherata e che per ben due volte abbiamo vinto per tre anni consecutivi”.

 

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