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Carnevale di Foiano 2018 – Intervista a Francesco Capecchi, presidente del Cantiere Bombolo

Servizio a cura di Tomas Nomade Ancora poco più di una settimana e la 479esima edizione del Carnevale di Foiano avrà il suo vincitore e finalmente sapremo chi tra i…

Servizio a cura di Tomas Nomade


Ancora poco più di una settimana e la 479esima edizione del Carnevale di Foiano avrà il suo vincitore e finalmente sapremo chi tra i cantieri Azzurri, Bombolo, Nottambuli e Rustici si aggiudicherà il primo premio. Quest’anno il cantiere degli Azzurri ha portato in piazza “Fuori dall’incubo”, un carro che racconta come i social network abbiano cambiato radicalmente il nostro modo di vivere. Una comodità sì, recita il carro, ma attenzione a non isolarsi e divenire “burattini” di questo fenomeno perdendo in personalità. Il cantiere di Bombolo realizza “Leoni e pecore” ripercorrendo la storia dell’ultimo viaggio dell’esercito del “Leone Nero” che si ritrovò con l’esercito di leoni trasformati in pecore. I Nottambuli presentano “Vinti dalla Fortuna”, volendo puntare i riflettori sul gioco vissuto oggi come una necessità e non come un divertimento fine a se stesso, un male sociale che non sta trovando soluzioni. Il cantiere dei Rustici arriva con “Non sarà l’ultimo ballo, questo apoca-twist”. I Cavalieri dell’Apocalisse sono in viaggio verso la terra, convinti che sia la fine del mondo che visto dall’alto sembra allo sfacelo.

Non sono tante le informazioni che conosciamo a proposito dell’origine e delle vicende storiche vissute nell’arco dei decenni dai quattro cantieri appartenenti all’epoca più moderna di un Carnevale tanto celebre quanto antico come quello di Foiano della Chiana. Dopo aver già parlato dei cantieri Rustici, Nottambuli e Azzurri, la nostra redazione ha incontrato il presidente del Cantiere Bombolo Francesco Capecchi:

Quali sono le informazioni che sappiamo sulle vicende di fondazione del cantiere? E perchè si decise di assegnargli proprio questo nome, questi colori e questo simbolo?

Bombolo è stato fondato nel 1934 e porta questo nome perchè il primo carro che è stato fatto era un Bombolo, ovvero un uomo grande e c’è anche una canzone che dice: <<Era alto così, era grosso così, lo chiamavan Bombolo>>. I colori sono stati dati dal corpetto che aveva che era bianco e rosso e da lì è nata la storia di Bombolo, il quale porta sempre con orgoglio e si vanta del fatto di essere la tribù di Foiano, cioè il cantiere con più tesserati. Inoltre ha 13 vittorie, purtroppo poche, non tante, però ha avuto anche molte gioie e ora sta viaggiando in una situazione stabile, alla ricerca della vittoria che manca da otto anni: speriamo prima o poi di riuscire ad arrivare a questa vittoria”.

In che modo, all’epoca, il cantiere riusciva a gestire il lavoro di realizzazione di un carro allegorico? Le modalità sono cambiate in tempi più moderni?

“In passato i carri venivano fatti in dei garage, successivamente gli ultimi carri sono stati fatti nei vecchi cantieri e sono stati portati nei nuovi cantieri, dove siamo venuti nel gennaio del 1990, una settimana prima dell’uscita”.

In passato, quali tematiche e quali personaggi venivano rappresentati con più frequenza da questo cantiere nelle proprie opere d’arte fatte di cartapesta? Tutto ciò, che tipo di evoluzione ha subito nel corso dei decenni?

I temi dei carri sono più o meno sempre quelli, simili tra i quattro cantieri, cioè ci concentriamo tutti su un certo aspetto da rappresentare”.

Quando è stato il momento di maggiori difficoltà nel competere ad alti livelli che il cantiere ha vissuto nell’arco della sua storia? Quando invece ha raggiunto il momento migliore ed ha ottenuto i suoi più grandi successi?

Per noi il miglior momento sono stati i primi anni ’90, poi siamo stati un po’ discontinui, non siamo un cantiere che vince spesso. Tuttavia gli anni peggiori sono stati gli anni in cui abbiamo perso fisicamente delle persone a cui tenevamo dentro al cantiere: quelli sono stati veramente anni brutti, dove perdi amici, giovani, purtroppo siamo stati un cantiere un po’ sfortunato riguardo a questa cosa. Poi, a livello di Carnevale il bello e il brutto non c’è, puoi vincere o puoi perdere però alla fine è sempre Carnevale, cioè quando non ci sono le disgrazie bisogna sempre arrivare a fine Carnevale. Comunque gli anni più belli sono stati gli anni ’90 – certamente ogni vittoria ha la sua bellezza – però, da parte del nostro cantiere, il 1990 è stato l’anno più bello per quelli che al momento erano nel cantiere, perchè erano tanti anni che non vincevamo ed era una vittoria che tutti aspettavano: per noi è stata la vittoria più bella in assoluto”.

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Carnevale di Foiano 2018 – Intervista a Massimo Ciccarelli, presidente del Cantiere Azzurri

Sevizio a cura di Tomas Nomade La 479esima edizione del Carnevale più antico d’Italia entra nel vivo: mascherete, sfilate, cene nei cantieri e tanto divertimento fanno da contorno alla gara…

Sevizio a cura di Tomas Nomade


La 479esima edizione del Carnevale più antico d’Italia entra nel vivo: mascherete, sfilate, cene nei cantieri e tanto divertimento fanno da contorno alla gara tra i carri realizzati dai quattro cantieri di Foiano della Chiana.  Il cantiere degli Azzurri ha portato in piazza “Fuori dall’incubo”, un carro che racconta come i social network abbiano cambiato radicalmente il nostro modo di vivere. Una comodità sì, recita il carro, ma attenzione a non isolarsi e divenire “burattini” di questo fenomeno perdendo in personalità. Il cantiere di Bombolo realizza “Leoni e pecore” ripercorrendo la storia dell’ultimo viaggio dell’esercito del “Leone Nero” che si ritrovò con l’esercito di leoni trasformati in pecore. I Nottambuli presentano “Vinti dalla Fortuna”, volendo puntare i riflettori sul gioco vissuto oggi come una necessità e non come un divertimento fine a se stesso, un male sociale che non sta trovando soluzioni. Il cantiere dei Rustici arriva con “Non sarà l’ultimo ballo, questo apoca-twist”. I Cavalieri dell’Apocalisse sono in viaggio verso la terra, convinti che sia la fine del mondo che visto dall’alto sembra allo sfacelo.

Non sono tante le informazioni che conosciamo a proposito dell’origine e delle vicende storiche vissute nell’arco dei decenni dai quattro cantieri appartenenti all’epoca più moderna del Carnevale di Foiano della Chiana. I protagonisti della goliardica competizione sono ovviamente i carri allegorici costruiti appunto dai cantieri dei quali abbiamo intervistato gli attuali presidenti, proprio per ottenere ulteriori informazioni su questo e su tanti altri temi. Dopo avervi fatto conoscere la storia dei cantieri Rustici e Nottambuli, la nostra redazione ha incontrato il presidente del Cantiere Azzurri Massimo Ciccarelli.

Quali sono le informazioni che sappiamo sulle vicende di fondazione del cantiere? E perchè si decise di assegnargli proprio questo nome, questi colori e questo simbolo?

“Il Cantiere Azzurri è stato fondato nel 1933 e il suo nome deriva proprio dal colore della bandiera che era azzurra, anche perchè a quei tempi non esistevano molte tinte ed è rimasto così da allora. Il primo carro che fu costruito è stato ‘Lo Scarpino’. La nostra storia conta 13 Coppe e parecchi secondi posti, una storia bella attiva e piena di tutto, sia di gioie che di dolori”.

In che modo, all’epoca, il cantiere riusciva a gestire il lavoro di realizzazione di un carro allegorico? Le modalità sono cambiate in tempi più moderni?

“Da allora le tecniche sono cambiate enormemente: una volta si parlava di telai in legno, filo di ferro, non esisteva il cartongesso o la creta, materiali che sono stati introdotti dagli anni ’80, prima era tutto molto più artigianale. Per quanto riguarda l’organizzazione, ognuno lavoravava nel proprio ramo di competenza, c’erano più falegnami perchè a quei tempi anche il ferro non si recuperava facilmente. I primi carri non venivano fatti nemmeno nei cantieri ma nelle capanne o nei garage della gente, poi ci furono i vecchi cantieri e successivamente, dal 1990 il Comune ci ha dotato di questi capannoni e da allora siamo sempre rimasti qui”.

In passato, quali tematiche e quali personaggi venivano rappresentati con più frequenza da questo cantiere nelle proprie opere d’arte fatte di cartapesta? Tutto ciò, che tipo di evoluzione ha subito nel corso dei decenni?

“Il mio cantiere, come poi tutti e quattro più o meno nella loro storia, ha sempre trattato delle tematiche che vanno dal sociale all’amore o alla polemica, sono stati affrontati un po’ tutti i temi anche riguardo la natura e il bene e il male. I carri danno modo di spaziare in qualsiasi genere, magari ci sono dei periodi in cui un po’ tutti ci indirizziamo su qualcosa in particolare ma spesso andiamo ad ondate: siamo poco differenziati da quel punto di vista”.

Quando è stato il momento di maggiori difficoltà nel competere ad alti livelli che il cantiere ha vissuto nell’arco della sua storia? Quando invece ha raggiunto il momento migliore ed ha ottenuto i suoi più grandi successi?

“Il livello economico non è mai stato alto poiché queste sono associazioni che in definitiva vivono su sé stesse, basate esclusivamente sul volontariato e utilizzando solo materiale recuperato; nonostante ci sia un grande impegno del Comitato bisogna comunque recepire dei fondi anche all’esterno, tramite sponsorizzazioni, donazioni, tesseramenti e amicizie, cercando di arrangiarsi il più possibile. Il momento più brutto di questo cantiere è stato nel 1996 quando bruciò: quello fu un dramma per molti di noi e da allora qualcuno non è mai più rientrato in cantiere. Da allora ha subito una rifondazione e c’è stata una crescita costante arrivata fino ai giorni nostri che, negli ultimi anni, ci ha portato ad essere abbastanza competitivi: abbiamo vinto per due volte consecutive e attualmente siamo arrivati secondi per tre anni e stiamo provando ad arrivare primi. Tutto sommato il momento non è male in questi anni, l’ambiente è sereno e il gruppo è solido e stabile. Sicuramente abbiamo avuto momenti peggiori”.

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Carnevale di Foiano 2018 – Intervista a Paolo Vespi, presidente del Cantiere Nottambuli

– Servizio a cura di Tomas Nomade – Mentre a Foiano della Chiana è in pieno svolgimento la 479esima edizione del Carnevale più antico d’Italia, la nostra redazione prosegue con…

– Servizio a cura di Tomas Nomade –


Mentre a Foiano della Chiana è in pieno svolgimento la 479esima edizione del Carnevale più antico d’Italia, la nostra redazione prosegue con le interviste ai presidenti dei quattro cantieri foianesi che ogni anno danno vita a vere e proprie opere in cartapesta, ognuna delle quali si presenta con uno specifico messaggio. Il cantiere degli Azzurri quest’anno hanno portato in piazza “Fuori dall’incubo”, un carro che racconta come i social network abbiano cambiato radicalmente il nostro modo di vivere. Una comodità sì, recita il carro, ma attenzione a non isolarsi e divenire “burattini” di questo fenomeno perdendo in personalità. Il cantiere di Bombolo realizza “Leoni e pecore” ripercorrendo la storia dell’ultimo viaggio dell’esercito del “Leone Nero” che si ritrovò con l’esercito di leoni trasformati in pecore. I Nottambuli presentano “Vinti dalla Fortuna”, volendo puntare i riflettori sul gioco vissuto oggi come una necessità e non come un divertimento fine a se stesso, un male sociale che non sta trovando soluzioni. Il cantiere dei Rustici arriva con “Non sarà l’ultimo ballo, questo apoca-twist”. I Cavalieri dell’Apocalisse sono in viaggio verso la terra, convinti che sia la fine del mondo che visto dall’alto sembra allo sfacelo.

Non sono tante le informazioni che conosciamo a proposito dell’origine e delle vicende storiche vissute nell’arco dei decenni dai quattro cantieri appartenenti all’epoca più moderna di un Carnevale tanto celebre quanto antico come quello di Foiano della Chiana. I protagonisti della goliardica competizione sono ovviamente i carri allegorici costruiti appunto dai cantieri dei quali abbiamo intervistato gli attuali presidenti, proprio per ottenere ulteriori informazioni su questo e su tanti altri temi.  Dopo l’intervista al presidente del Cantiere dei Rustici, oggi incontriamo il presidente del Cantiere Nottambuli Paolo Vespi che ha risposto così alle nostre domande:

Quali sono le informazioni che sappiamo sulle vicende di fondazione del cantiere? E perchè si decise di assegnargli proprio questo nome, questi colori e questo simbolo?

“Dopo la costruzione di piccoli carri, con il nome di ‘Cuccioli’ e ‘Vitelloni’, nasce nel 1961 il Cantiere dei Nottambuli. Per i Nottambuli il cantiere è gioco di squadra, passione, amore, immaginazione, entusiasmo, fantasia, colore, allegria, scherzo, burla, sberleffo, gioie, lacrime e arrabbiature e per finire fatica e lavoro! Ognuno, nel suo piccolo, forte o debole che sia, è fondamentale per la realizzazione del carro. I colori sociali sono il nero e il giallo e simboleggiano la notte e l’alba, accompagnati dall’emblema del pipistrello”.

In che modo, all’epoca, il cantiere riusciva a gestire il lavoro di realizzazione di un carro allegorico? Le modalità sono cambiate in tempi più moderni?

“All’epoca i lavori venivano gestiti in modo hobbistico con ritrovo nei ‘vecchi’ cantieri le sere dopo cena, fase in cui i cantieristi si trovavano decidendo sera per sera cosa costruire senza un progetto ben definito, poi prima negli anni ottanta e ancor di più ad inizio anni novanta si cominciò ad avere un progetto già a settembre prima dell’inizio della costruzione e ancor di più oggi il progetto viene studiato nei minimi particolari già in estate e quando si parte con i lavori ognuno sa cosa deve fare per portare a compimento l’opera scelta dal cantiere”.

In passato, quali tematiche e quali personaggi venivano rappresentati con più frequenza da questo cantiere nelle proprie opere d’arte fatte di cartapesta? Tutto ciò, che tipo di evoluzione ha subito nel corso dei decenni?

“Il Cantiere dei Nottambuli ha avuto come importante tradizione la rappresentazione di carri sul tema ‘Chianino’ negli anni ottanta per poi spostarsi su satira politica negli anni novanta, fino ad essere i primi all’inizio degli anni duemila a far crescere a livello artistico il Carnevale di Foiano realizzando delle vere e proprie opere d’arte alle quali gli altri cantieri non sono mai riusciti ad avvicinarsi”.

Quando è stato il momento di maggiori difficoltà nel competere ad alti livelli che il cantiere ha vissuto nell’arco della sua storia? Quando invece ha raggiunto il momento migliore ed ha ottenuto i suoi più grandi successi?

 “Il periodo più difficile per i Nottambuli è stato a fine anni ottanta quando fu vietata per regolamento la realizzazione dei carri sul tema ‘Chianino’ altrimenti gli altri cantieri non riuscivano a competere e questo portò ad un periodo in cui il cantiere si rinnovò fino poi negli anni novanta a realizzare carri allegorici sulla satira politica e sociale che portarono a grandi soddisfazioni con vittorie nel 1993, 1997 e 2001. Negli anni 2003, 2004 e 2005 il cantiere arrivò a vincere per tre anni consecutivi fino a realizzare il record dei punti in una sola manifestazione, ovvero 25 nel 2010. Per finire, lo scorso anno i Nottambuli sono tornati alla vittoria con una rappresentazione goliardica delle problematiche sociali di tutti i giorni e sicuramente è stato l’inizio di un nuovo importante ciclo”.

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Carnevale di Foiano 2018 – Intervista a Giorgio Gervasi, presidente del Cantiere Rustici

– Servizio a cura di Tomas Nomade – Come ogni anno i quattro cantieri di Foiano hanno dato vita a vere e proprie opere in cartapesta, ognuna delle quali si…

– Servizio a cura di Tomas Nomade –


Come ogni anno i quattro cantieri di Foiano hanno dato vita a vere e proprie opere in cartapesta, ognuna delle quali si presenta con uno specifico messaggio. Si parte con il cantiere degli Azzurri che quest’anno porta in scena “Fuori dall’incubo”, un carro che racconta come i social network abbiano cambiato radicalmente il nostro modo di vivere. Una comodità sì, recita il carro, ma attenzione a non isolarsi e divenire “burattini” di questo fenomeno perdendo in personalità. Il cantiere di Bombolo realizza “Leoni e pecore” ripercorrendo la storia dell’ultimo viaggio dell’esercito del “Leone Nero” che si ritrovò con l’esercito di leoni trasformati in pecore. La brama e la cupidigia sono al centro del racconto come una sorta di allegoria del periodo storico che viviamo tra indifferenza e inadeguatezza della politica. I Nottambuli presentano “Vinti dalla Fortuna”, volendo puntare i riflettori sul gioco vissuto oggi come una necessità e non come un divertimento fine a se stesso, un male sociale che non sta trovando soluzioni. Il cantiere dei Rustici arriva con “Non sarà l’ultimo ballo, questo apoca-twist”. I Cavalieri dell’Apocalisse sono in viaggio verso la terra, convinti che sia la fine del mondo che visto dall’alto sembra allo sfacelo. L’intervento dell’Aldilà riuscirà a salvare la Terra da questa invasione?

Non sono tante le informazioni che conosciamo a proposito dell’origine e delle vicende storiche vissute nell’arco dei decenni dai quattro cantieri appartenenti all’epoca più moderna di un Carnevale tanto celebre quanto antico come quello di Foiano della Chiana. I protagonisti della goliardica competizione sono ovviamente i carri allegorici costruiti appunto dai cantieri dei quali abbiamo intervistato gli attuali presidenti, proprio per ottenere ulteriori informazioni su questo e su tanti altri temi. Si comincia con il presidente del Cantiere Rustici Giorgio Gervasi che ha risposto così alle nostre domande:

Quali sono le informazioni che sappiamo sulle vicende di fondazione del cantiere? E perchè si decise di assegnargli proprio questo nome, questi colori e questo simbolo?

 “Il Carnevale di Foiano ha più di 400 anni ma la costruzione dei carri mascherati risale al 1934. Il Cantiere Rustici, da me rappresentato, ha come colori il bianco e il celeste e come simbolo un elefante, dovuto al fatto che una delle prime costruzioni rappresentava un elefante. Il nome Rustici sembra che sia stato attribuito dagli altri cantieri perchè vedevano il nostro cantiere popolato da persone poco propense al dialogo. A Foiano i cantieri non rappresentano una zona ma sono scelti per simpatia. Inizialmente la scelta invece era dovuta alla questione sociale, il Cantiere Rustici rappresentava il ceto medio”.

In che modo, all’epoca, il cantiere riusciva a gestire il lavoro di realizzazione di un carro allegorico? Le modalità sono cambiate in tempi più moderni?

“Inizialmente i carri venivano costruiti in dei garage dato le piccole dimensioni, oggi ci sono i capannoni comunali perchè un carro chiuso raggiunge le dimensioni di 16,50 metri di lunghezza, 4,80 di larghezza e 11 di altezza. Queste misure aumentano notevolmente a carro aperto”.

In passato, quali tematiche e quali personaggi venivano rappresentati con più frequenza da questo cantiere nelle proprie opere d’arte fatte di cartapesta? Tutto ciò, che tipo di evoluzione ha subito nel corso dei decenni?

“Inizialmente, negli anni ’30 venivano rappresentate le canzoni di moda dell’epoca, negli anni ’60 soprattutto vita contadina, oggi i temi riguardano più la società anche se in modo allegorico”.

Quando è stato il momento di maggiori difficoltà nel competere ad alti livelli che il cantiere ha vissuto nell’arco della sua storia? Quando invece ha raggiunto il momento migliore ed ha ottenuto i suoi più grandi successi?

“Per quanto ci riguarda quasi mai anche perchè noi da soli abbiamo vinto quasi come gli altri tre messi insieme. I problemi ci sono stati per tutti quando ci fu una sospensione del Carnevale, non come manifestazione ma come costruzione dei carri da parte dei cantieristi. In quel periodo che va dal 1969 al 1985 i carri venivano costruiti da privati. Vorrei infine ricordare che nel nostro palmares troviamo anche il primo posto assoluto come vittorie della mascherata e che per ben due volte abbiamo vinto per tre anni consecutivi”.

 

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La Vecchia di mezza Quaresima

A molti sarà capitato di assistere a uno spettacolo del “Sega la Vecchia”, nella sua antica forma contadina o nella sua versione più attuale: si tratta infatti di una tradizione…

A molti sarà capitato di assistere a uno spettacolo del “Sega la Vecchia”, nella sua antica forma contadina o nella sua versione più attuale: si tratta infatti di una tradizione ancora viva nel nostro territorio, collegata alla Vecchia di mezza Quaresima, una figura molto importante nel folclore italiano. Ma quali sono le origini di questa tradizione e quali sono i significati che si nascondono in questa rappresentazione?

Storia e folclore.

La figura della Vecchia è strettamente legata alla festa di Quaresima, ovvero il periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua. La Quaresima è una delle principali ricorrenze della religione cristiana, un periodo di digiuno, preghiera e penitenza che prepara alla Pasqua e alla resurrezione. Ma la Quaresima è anche una festività fortemente legata al calendario agrario e al mondo contadino: è infatti il periodo in cui termina l’inverno, la terra si prepara alla primavera e alla rinascita delle messi. È quindi l’ultimo periodo di digiuno e di scarsità iniziato con le festività natalizie (con tutti i riti legati al ceppo e alla fine dell’anno) ed è fortemente intrecciato alle tematiche del Carnevale.

Il “Rogo della Vecia” a Bergamo

In questo contesto si inserisce la Vecchia, che rappresenta l’inverno, il digiuno, l’anno vecchio da scacciare e da “uccidere” simbolicamente per permettere l’arrivo della nuova primavera e far rinascere le messi, nel ciclo delle stagioni che consente la crescita dei nuovi raccolti. La Vecchia poteva essere un fantoccio con sembianze umane oppure un tronco di quercia (ecco un altro legame con il ceppo di Natale e con la Befana) e l’atto della sua sconfitta era celebrato con varie tipologie di cerimonie che comprendevano il segare, il bruciare, l’annegare e altre azioni simili. Un rituale magico, quindi, per scacciare la cattiva stagione e invocare la primavera, che è il fulcro del mondo agricolo (e la Pasqua, che è il l’evento principale della tradizione cristiana).

Diffusione e sopravvivenze.

Per via dello stretto legame con il mondo agricolo e con la Pasqua cristiana, la Vecchia gode di una vasta diffusione in tutta Italia. Dalla Lombardia alla Campania, la Vecchia poteva essere portata in trionfo, segata durante una cerimonia, spaccata oppure bruciata in un falò. L’atto del segare si svolge tendenzialmente a metà della Quaresima, dimezzando simbolicamente il periodo di digiuno e il periodo di attesa per l’arrivo della primavera.

Nel territorio della Valdichiana, la Vecchia è una tradizione documentata almeno per tutto l’XIX secolo: un fantoccio vestito da Vecchia veniva portato in trionfo e in processione per le vie cittadine, accompagnato da folle chiassose, scampanate e baldorie (ecco un altro legame con il Carnevale). Con il tempo è sopravvissuta nella forma di spettacoli itineranti, in sintonia con altre tradizioni simili come il Bruscello e il Calendimaggio; in tali spettacoli, i giovani si spostavano di podere in podere e portavano il fantoccio nelle aie per mettere in scena il “Sega la Vecchia”, ricevendo in regalo uova, vino e altri prodotti agricoli.

Dagli spettacoli itineranti agli spettacoli teatrali il passo è breve: la Vecchia è una tradizione che sopravvive tuttora in forme di teatro contadino, la cui eredità è raccolta e portata in scena da compagnie popolari anche nel nostro territorio.

Per approfondire:

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Il Carnevale “fai da te” di Bettolle

Nella Domenica del 22 Febbraio Bettolle ha risvegliato gli animi giovanili della popolazione vestita in maschera per festeggiare il Carnevale. I travestimenti, sia di adulti che di bambini, che hanno…

Nella Domenica del 22 Febbraio Bettolle ha risvegliato gli animi giovanili della popolazione vestita in maschera per festeggiare il Carnevale. I travestimenti, sia di adulti che di bambini, che hanno allietato Piazza Garibaldi, purtroppo travolta dal forte vento di tramontana, sono stati numerosi e di grande rilevanza, pur non raggiungendo gli alti picchi dei Carnevali di fine anni ’90, quando la manifestazione bettolina coinvolgeva interamente il paese e anche le zone circostanti.

Dietro ogni maschera vi era impegno e tante ore di lavoro, e gli sforzi non sono stati vani : i risultati sono stati di una intrigante creatività, che ha positivamente impressionato il pubblico, il quale ha calorosamente accolto ogni forma espressiva dell’arte della travestimento.
Non solo singoli, ma anche gruppi hanno fatto il giro della piazza esibendo i loro lavori, tre quelli di notevole considerazione.

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I Transformers

Vi ricordate i giocattoli che la Hasbro mise in produzione nel 1984? Bene, allora sareste rimasti più che affascinati dal gruppo Transformers, macchine da guerra che nel tempo libero assumono anche funzione di semplici veicoli. L’ambientazione italica e contemporanea ha reso possibile che un corriere Bartolini si trasformasse in un pericoloso calciatore di nome Nicola Bizzi, oppure una macchina della polizia mutasse nella cuoca provetta e giurista in divenire Camilla Roghi.

Un veicolo vero e proprio, poi, è veramente entrato in piazza. Si tratta di un carro armato di dimensioni reali costruito interamente con del cartone e poi colorato per assumere effettivamente le fattezze di una delle più grandi macchine di distruzione mai realizzate. Il messaggio, però, non era di guerra, bensì di pace. Dal cannone del carro armato non escono bombe, ma un mazzo di fiori, a simboleggiare la pace che sovrasta la guerra.

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Gioconda Alterntiva – Nico Farsi

Per ultimi ad esibire la propria vena fantasiosa sono stati quelli de “Se i quadri fossero vivi.”. Prendendo spunto da una nota pagina facebook e dall’autore Caparezza (Mica Van Gogh la canzone di entrata), i ragazzi hanno impersonato ben 8 quadri tra i più famosi. La costumista Adua Panichi ha reso possibile che Alessandro Mozzini e Antonio Ugolini fossero rispettivamente “Il figlio dell’uomo” di Magritte e “Ragazza con l’orecchino di perla” di Jan Vermeer; mentre la sceneggiatrice Chiara Corsano ha realizzato tutte le cornici impreziosendo così l’idea. A capitanare la formazione l’autoritratto del fu Van Gogh, messo in opera da Andrea Ravagni.

Tra i più piccoli merito ad alcune bambine che strappano sorrisi mascherandosi da giocatori del Milan, portando a galla ricordi fastosi grazie alle maglie dei grandi dei tempi passati come ad esempio Manuel Rui Costa.

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La Geisha – Renzo Capitani

Infine un plauso anche per Renzo Capitani, che porta a Bettolle una vera aria d’oriente divenendo una geisha giapponese.

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A Foiano della Chiana torna il carnevale più antico d’Italia

Dal 1 febbraio al 1 marzo 2015 torna la 476 esima edizione del più antico carnevale d’Italia, quello di Foiano della Chiana. Tante le novità in programma per intrattenere e…

Dal 1 febbraio al 1 marzo 2015 torna la 476 esima edizione del più antico carnevale d’Italia, quello di Foiano della Chiana. Tante le novità in programma per intrattenere e far passare qualche ora in allegria a bambini e adulti

I quattro cantieri, dove i mastri cartapestai stanno dando vita ai mastodontici carri allegorici protagonisti dell’edizione 2015 del Carnevale di Foiano della Chiana, sono già in fermento.

Cinque domeniche di festa, dal 1 al 22 febbraio e l’1 marzo, durante le quali le vie del paese saranno teatro dei festeggiamenti in onore di Re Giocondo, il patrono della manifestazione, e in attesa del verdetto finale per decretare il vincitore tra i quattro cantieri in gara con vere e proprie opere di cartapesta.

Quattro i carri allegorici in gara rispettivamente realizzati dai quattro “cantieri” che dalla prima domenica daranno vita a veri e propri spettacoli che avranno come palcoscenico le piccole vie del centro storico di Foiano. Azzurri, Bombolo, Nottambuli e Rustici: questi i nomi delle quattro fazioni che da secoli ormai si sfidano ogni anno a colpi di coriandoli e cartapesta realizzando imponenti opere artistiche apprezzate in tutto il mondo. Attesa, da parte del pubblico, per scoprire quali saranno i colori e i soggetti rappresentati in forma allegorica da veri e propri maestri della cartapesta e della meccanica.

Molte le novità per questa nuova edizione, proposte dal giovane Comitato dei festeggiamenti. La prima è sul costo del biglietto: gli adulti che accompagneranno i bambini al carnevale pagheranno il biglietto a metà. Tante anche le attività collaterali che animeranno le vie del borgo, il 15 febbraio è atteso un grande raduno di Cosplay da tutta Italia con photo contest, dj set, area tematica. Per i più piccoli invece la grande parata con i personaggi della Disney (saranno circa 60 maschere), inoltre animazioni, gonfiabili, piccoli carri e treni del carnevale. Il 22 febbraio partirà la seconda edizione della CorRe Giocondo in collaborazione con la Podistica Avis: una corsa competitiva e non in maschera con premi per la migliore maschera e il miglior gruppo mascherato. La Galleria Furio del Furia (sede espositiva) e l’ affascinante Sala della Carbonaia ospiteranno nelle cinque domeniche alcune mostre d’arte varia. Torna per la nona edizione la Biennale di pittura. Il Premio Biennale Nazionale di Pittura, quest’anno incentrato sul tema “L’arte tra suoni, colori e allegria”, si svolgerà, come sempre, in concomitanza con il Carnevale di Foiano. I termini per le iscrizioni e l’invio di opere sono fissati per il 22 gennaio.

Il programma completo della manifestazione e altre informazioni sul sito www.carnevaledifoiano.it

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A Chiusi Scalo, torna Sbottegando e il Carnevale dei ragazzi

Una splendida giornata di sole, tantissimi bambini e ragazzi mascherati, grandi carri di carta pesta, musica e, per le vie centrali, tanti banchetti dove comprare prodotti delle migliori marche a…

Una splendida giornata di sole, tantissimi bambini e ragazzi mascherati, grandi carri di carta pesta, musica e, per le vie centrali, tanti banchetti dove comprare prodotti delle migliori marche a prezzi eccezionali. Sono stati questi gli ingredienti che hanno trasformato domenica 2 marzo in una giornata da ricordare per Chiusi Scalo. La prima sfilata della 62° edizione del Carnevale dei ragazzi di Chiusi e l’ultima giornata della XII edizione dello Sbottegando del centro commerciale naturale di Chiusi Scalo sono state veramente un successo e hanno visto tanta partecipazione di cittadini di Chiusi ma anche di persone dei paesi vicini, attirati probabilmente anche dalla sinergia tra i due eventi.

La festa non finisce però qui perché il Carnevale dei ragazzi di Chiusi torna come da programma oggi, 4 marzo, alle ore 15, con la sfilata a Chiusi Città e il veglioncino al Teatro Mascagni e domenica 9 con la sfilata a Montallese e la festa al campo sportivo. Ma anche lo Sbottegando si ripeterà, sabato 8 e domenica 9 marzo, dalle 9.30 alle 20. Non tutto il finesettimana che si è appena concluso è stato infatti caratterizzato dal bel tempo e le prime due giornate dello Sbottegando (venerdì 28 febbraio e sabato 1 marzo) sono state molto penalizzate dal freddo e dall’acqua, al punto che in particolare sabato i commercianti del centro commerciale naturale hanno deciso di ‘sbottegare’ con i tipici banchetti della manifestazione all’interno dei negozi e gli spettacoli sono stati annullati. “Pur essendoci stata comunque una buona affluenza – spiega Maria Gliatta, presidente del CCN di Chiusi Scalo – nelle prime due giornate lo Sbottegando è stato penalizzando dal meteo e per questo, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione comunale di Chiusi e delle associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio che ci hanno dato il permesso e al sostegno della Banca Valdichiana, abbiamo deciso di ripetere lo Sbottegando anche il prossimo finesettimana”.

Tante occasioni di divertimento e shopping quindi ancora a Chiusi. Con il Carnevale che, – promosso dalla Pro Loco insieme con gruppo Carneval Porsenna, il sostegno della BCC e la collaborazione di tante associazioni come Auser Ada Avis, Contrade e ASD Montallese – tornerà a Chiusi Città. Protagonisti della sfilata saranno ancora una volta: la mascotte Carneval Porsenna, i grandi carri colorati – dalla macchina dei Blues Brothers, al Gabibbo di Striscia lo stadio, la Peppa Pig e il grande Smile – la Filarmonica Città di Chiusi trasformata in squadra di calciatori e soprattutto i tanti bambini e ragazzi delle scuole di Chiusi e in particolare quelli della “Young band”, l’orchestra della scuola media che animerà anche il veglioncino al Teatro Mascagni con musiche e balli. Tante occasioni di acquisto a prezzi eccezionali inoltre con l’edizione straordinaria dello Sbottegando che dà a tutti appuntamento con i suoi banchetti e tanto intrattenimento al prossimo finesettimana.

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A Chiusi, “Sbottegando” e “Carnevale”, un fine settimana ricco di appuntamenti

Si svolgerà dal 28 febbraio al 2 marzo l’iniziativa di fine saldi di Chiusinvetrina che nell’ultima giornata coinciderà con il “Carnevale dei ragazzi”, dando vita ad un pomeriggio di grande…

Si svolgerà dal 28 febbraio al 2 marzo l’iniziativa di fine saldi di Chiusinvetrina che nell’ultima giornata coinciderà con il “Carnevale dei ragazzi”, dando vita ad un pomeriggio di grande divertimento con la sfilata di carri e la festa in piazza Garibaldi, animata dalla “Young Band”, l’orchestra della Scuola media.

Un lungo fine settimana all’insegna del divertimento, delle opportunità di acquisto e della collaborazione, quello che la città di Chiusi vivrà da venerdì 28 febbraio a martedì 4 marzo, grazie alla coincidenza e alla sinergia tra due manifestazioni dalla tradizione molto lunga come lo “Sbottegando” e il “Carnevale dei ragazzi”.

La prima manifestazione a partire sarà lo “Sbottegando”, l’iniziativa promossa dal Centro commerciale naturale Chiusinvetrina, che, giunta alla XII edizione, vedrà come sempre, in occasione degli ultimi giorni dei saldi, da venerdì 28 febbraio a domenica 2 marzo, i negozi di Chiusi Scalo scendere in strada dalle 9:30 alle 20, per vendere su speciali banchetti, i loro prodotti delle migliori e più note marche, a prezzi veramente eccezionali. Un’opportunità da non perdere per la grande varietà merceologica che il centro commerciale naturale di Chiusi Scalo offre – dall’abbigliamento all’oreficeria, dall’ottica ai prodotti dell’enogastronomia locale – come in un grande “centro commerciale a cielo aperto” che sta crescendo sempre più, come dimostrano le aperture di nuove attività degli ultimi mesi. Lo “Sbottegando” darà inoltre l’avvio alla presentazione delle nuove collezioni moda dei negozi di Chiusi Scalo, dando la possibilità di scoprire i nuovi trends della prossima stagione. Come sempre poi, accanto alle opportunità di shopping, è previsto tanto intrattenimento con la presenza, sabato 1 marzo, delle ragazze degli “Archi Mossi”. Saranno presenti poi alcune società sportive come la squadra dei Canottieri D’Aloja Chiusi e la Scuola di Ciclismo Polisportiva Albergo Oliveto – Montallese.

Realizzazione Carro "Carnevale dei ragazzi"

Realizzazione Carro “Carnevale dei ragazzi”

La giornata più importante sarà però per Chiusi Scalo domenica 2 marzo quando, l’ultimo appuntamento con lo “Sbottegando” coinciderà anche con la prima giornata della 62° edizione del “Carnevale dei ragazzi” che vedrà, a partire dalle 15, una sfilata di carri allegorici attraversare il centro, senza toccare però via Leonardo Da Vinci e via Pasubio dove proseguirà lo “Sbottegando”, e una festa per i bambini, che quest’anno si svolgerà non al teatro ma a Chiusi Scalo, in piazza Garibaldi, con l’animazione dei ragazzi della “Young Band”.
Diversi i carri allegorici in cartapesta che sfileranno per il “Carnevale dei ragazzi”, realizzati dal gruppo di volontari che si è costituito per portare avanti la lunga tradizione di questa manifestazione a Chiusi. Dietro ad ogni carro saranno presenti gruppi mascherati animati dai bambini delle scuole– infanzia, primaria e secondaria di primo grado – e dal gruppo dell’Auser. Ad aprire la sfilata, la Filarmonica Città di Chiusi, seguita dalla mascotte del carnevale, “Carneval Porsenna” che quest’anno sarà su una biga e darà vita al carro della scuola Primaria “Carneval Porsenna e i suoi tesori”; seguirà poi il carro della scuola dell’Infanzia e della Scuola Sacro Cuore “Un sorriso al mondo”; quello della scuola media “The Blues Brothers” e “La Peppa Pig” dell’Auser”.

La coincidenza tra lo “Sbottegando” e il “Carnevale” trasformerà il cuore di Chiusi Scalo in una grande festa che proseguirà dopo la conclusione della sfilata in Piazza Garibaldi, dove i ragazzi della “Young Band” della Scuola secondaria di primo grado “Galilei” faranno intrattenimento per i più piccoli, con musiche e balli.

Dopo la giornata di domenica, il “Carnevale dei ragazzi” tornerà martedì 4 marzo a Chiusi Città con la sfilata di carri a partire dalle 15 cui seguirà questa volta il veglioncino al Teatro Mascagni, animato ancora una volta dai ragazzi della “Young Band”. La festa non sarà però conclusa perché il “Carnevale dei ragazzi”tornerà domenica 9 marzo a Montallese, ancora con una sfilata per le vie della frazione e una festa al campo sportivo.
Il lungo finesettimana di festa e shopping sarà frutto delle sinergie tra le due manifestazioni e quindi tra il Centro commerciale naturale di Chiusi Scalo e il gruppo del “Carnevale dei ragazzi”, con il patrocinio del Comune di Chiusi e il sostegno di Banca Valdichiana.

Ma sarà anche merito della collaborazione e disponibilità delle tante associazioni che collaboreranno; in particolare il Carnevale dei ragazzi è realizzato grazie alla Pro loco di Chiusi e all’impegno volontario di molte persone che per mesi hanno lavorato alla progettazione e realizzazione dei carri. La perfetta riuscita della sfilata sarà inoltre garantita dalla collaborazione delle Contrade di Chiusi Scalo; Auser, Ada e Avis offriranno anche crogetti durante le sfilate e ASD Montallese collaborerà per la festa del 9 marzo.

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Carnevale di Sarteano: “A far l’amore comincia tu”

“A far l’amore comincia tu”: Raffaella Carrà, la televisione anni ’80 e il corteo delle maschere. Questo il tema per il Carnevale di Sarteano 2014, che prevede la partecipazione di…

“A far l’amore comincia tu”: Raffaella Carrà, la televisione anni ’80 e il corteo delle maschere. Questo il tema per il Carnevale di Sarteano 2014, che prevede la partecipazione di 18 associazioni nella strutturazione e realizzazione di attività e iniziative da svolgersi in Piazza XXIV Giugno nella giornata di domenica 2 Marzo.

L’evento, promosso dall’associazione culturale L’Ombrico, intende trasformare Sarteano nel paese del gioco e dello spettacolo, nel perfetto stile anni ’80. Giochi, spettacoli, cortei in maschera e tanto altro. Per partecipare alle varie iniziative del Carnevale di Sarteano saranno necessari i Tallurini Sarteanesi, la moneta corrente del Carnevale. Questa valuta, che è possibile ritirare dalle casse della banca Sarteanese posta in piazza tramite una semplice offerta, serve per giocare e divertirsi nelle varie attività e iniziative proposte. Ogni gioco ha un suo “costo” e il giocatore per accedervi deve pagare con la valuta del Tallurino.

Questo il programma dell’evento:

  • Carnevale itinerante per le vie del paesealle 14.30, in piazza Domenico Bargagli, prenderà il via un corteo dai mille colori e maschere che sfilerà per le vie del paese in modo da chiamare a raccolta la cittadinanza e “accompagnarla” direttamente alla Piazza XXIV Giugno, dove sarà possibile partecipare a numerosi giochi e assistere a vari spettacoli.
  • Carnevale fisso all’interno della piazza: l’entrata in Piazza del Corteo darà il via alla festa di piazza e di strada del Carnevale di Sarteano 2014 che ospiterà un ricco palinsesto ininterrotto di spettacoli, giochi, eventi musicali e ospiti “inattesi”.

Per maggiori informazioni, visitate il sito SarteanoLiving.it

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