Le interviste dedicate ai protagonisti del Bruscello 2021 continuano. Questa volta abbiamo avuto il piacere di intervistare il regista dello spettacolo Marco Mosconi e la coreografa Maria Stella Poggioni della “Ecole de Ballet” di Sinalunga. Due volti non sconosciuti al pubblico che tornano a solcare i palchi del Bruscello Poliziano.

Maria Stella Poggioni

Per lei e la sua scuola di danza non è la prima volta che vi interfacciate con il mondo del Bruscello, giusto?

“Esatto, per noi è la terza volta, dopo la prima nel 2017 e la seconda nel 2019. Dobbiamo però dire che è sempre un onore essere scelti, anche se questa volta la felicità è forse un po’ più grande.”

Come è stato per una scuola di ballo, dopo un anno e mezzo di chiusura e di lontananza dai palchi, tornare a danzare?

“Bellissimo, i ragazzi che parteciperanno erano più che entusiasti di riprovare il brivido del palco, un palco poi non da poco quello del Bruscello. Le allieve che si esibiranno sono 9 e sono tutte giovani, hanno dai 15 ai 23 anni, ma sono partite tutte molto cariche sin dal primo momento. Quest’anno con loro c’è poi una novità, finalmente avremo un danzatore maschile che le potrà accompagnare sul palco. Una figura molto importante che ci servirà sia per costruire coreografie più elaborate, sia per creare nuove occasioni sul palco.”

Occasioni che probabilmente a causa delle normative sanitarie saranno limitate…

“In realtà i ragazzi della scuola di ballo non avranno problemi con i contatti grazie a una normativa che li tutela, anche se ovviamente ho cercato di ridurre il più possibile i momenti di contatto. Per quanto riguarda i bruscellanti abbiamo cercato di creare le coreografie adattandole agli spazi e ai movimenti di ogni soggetto. Le abbiamo poi montate e provate singolarmente così da rispettare tutte le normative sanitarie.”

A proposito di prove, come procedono?

“Molto bene, i miei alunni sono stati avvantaggiati rispetto ai bruscellanti. Possedevano già i pezzi creati dal maestro Tiezzi e ci siamo messi subito a lavoro. I bruscellanti sono ora nel vivo delle prove, ma la vera “prova” la avremo quando saliremo sul sagrato di Piazza Grande, lì salirà l’adrenalina e ci sarà la prova finale, ma sono sicura che andrà benissimo. Fra poco inizieremo anche le prove con i più piccoli che oltre ad avere pezzi cantati porteranno sul palco delle coreografie.”

Un ultimo augurio a se stessa e ai suoi alunni?

“Spero vivamente che il Bruscello 2021 e tutti i partecipanti possano insegnare al pubblico quanto è importante l’arte. I miei ragazzi l’hanno capito ed erano veramente orgogliosi di potere fare parte di un qualcosa di così importante per la società. Le coreografie si alterneranno fra momenti corali e passi a due, fra momenti più scherzosi e altri più seri, ma speriamo che il pubblico possa apprezzare il nostro lavoro. Non mi resta che ringraziare ancora una volta il Bruscello e tutti coloro che ci hanno donato questa possibilità!”

Marco Mosconi

Anche per lei non è la prima volta faccia a faccia con il Bruscello, cosa si prova a fare nuovamente parte di questo mondo?

“Il fatto che io sia ritornato è la prova di quanto il mondo del Bruscello sia un mondo da scoprire e di quanto io mi sia trovato bene a farne parte. I vari responsabili, i bruscellanti e il pubblico, sono sempre stati una ragione in più per farlo e mi hanno sempre fatto sentire accettato e a mio agio. Quest’anno ci sarà una novità in quanto collaborerò per la prima volta con il maestro Tiezzi, ma già sono sicuro che andrà tutto per il meglio”

Quali novità presenterà questo Bruscello dal punto di vista della Regia?

“La regia non sarà rivoluzionata eccessivamente, si cercherà di evitare il più possibile le scene di contatto, sfruttando tutto il maestoso palco che offre il sagrato di Piazza Grande. Le prove delle scene di regia non sono ancora iniziate, e sarà probabilmente questo l’ostacolo più grande, ma il mondo del Bruscello ha sempre dimostrato che nulla è impossibile e che nelle difficoltà esce fuori il vero spirito dei bruscellanti. Noi aspettiamo le prove in Piazza Grande, ma sono tranquillo, con Maria Stella la collaborazione è ormai decennale e ci capiamo immediatamente.”

L’ultimo Bruscello in cui ha vestito i panni di regista non era di certo un Bruscello allegro e spensierato, come è stato condurre la regia di un Bruscello come Bertoldo?

“E’ stata una sfida anche su questo punto di vista, ho sempre fatto la regia di spettacoli molto tristi, che spesso finivano con la morte della protagonista donna (vedi “Pia de’ Tolomei” e “Agnese: La Santa Poliziana“). Quest’anno le novità sono due: ci sono protagonisti uomini e la trama non è di certo triste, anzi è spensierata e allegra. Una sfida che mi rende orgoglioso visti i fini che la contraddistinguono. Bertoldo è stato scelto per trasmettere positività e allegria alla comunità, al pubblico tutto che assisterà allo spettacolo, ma anche ai bruscellanti e a noi che abbiamo lavorato dietro le quinte, e io posso solo dirmi fiero di avere aiutato nella riuscita di questo intento.”

Come ha gestito da regista le prove e le necessità date dalle normative sanitarie?

“Non è stato difficile in quanto tutto era già stato pensando includendo le normative sanitarie. La creatività non è stata limitata, ma è stata indirizzata nella giusta direzione. È vero che pensare a una regia senza contatti è una cosa nuova e molto difficile, ma alla fine insieme a Maria Stella ci siamo riusciti. Per me che sono amante del musical era impossibile pensare di eliminare le parti coreografate, ballate e cantate, così sin dal primo stante in cui mi è stata proposta la conduzione della regia ho chiamato Maria Stella; ci siamo messi al lavoro per riuscire a donare un Bruscello che potesse includere tutto.”

Può svelarci altre curiosità in veste di regista?

“Posso dirvi che sicuramente quest’anno il Bruscello è ripartito con una carica in più, già solo il potersi ritrovare e il rivedersi ha donato ai nostro bruscellanti una carica mai vista prima. Non posso però negare che stiamo iniziando a preoccuparci a causa dei casi positivi al Covid19 che continuano a salire, ma il Bruscello è anche questo una continua sfida, come il mondo dell’arte in generale. Per il resto non dico niente…Il Bruscello è bello da scoprire, quindi invito le persone a partecipare e a sostenere i nostri attori! Parlare di come è andata, di scelte giuste o sbagliate, di battute dette male o di momenti che ci hanno sorpreso sarà la vera bellezza del Bruscello e per farlo non vi resta che venire a vederci.”

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Chiara Cacace

Diplomata alle Scienze Umane senza neanche essersene resa conto, ha necessitato di un anno sabbatico durante il quale ha scoperto che non può fare nulla per placare la sua volontà di scegliere sempre la via meno praticabile. Per questo aspira a fare parte del mondo dei giornalisti poiché scrivere è l’unica cosa giusta che pensa di sapere fare, ma neanche lei ci giurerebbe, quindi non illudetevi.

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