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La Valdichiana

Storie dal Territorio della Valdichiana

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Espana Circo Este: un piede oltre oceano per il sogno di suonare in ogni continente

Gli Espana li conosciamo ormai da 4/5 anni. Da quando aprirono (per la seconda volta) il concerto a Manu Chao al Vulci Music Fest e già una volta li abbiamo…

Gli Espana li conosciamo ormai da 4/5 anni. Da quando aprirono (per la seconda volta) il concerto a Manu Chao al Vulci Music Fest e già una volta li abbiamo intervistati per spiegarvi chi fossero. Impossibile non rimanere incuriositi da quattro bombe in calzamaglia saltellanti sul palco. La loro musica, poi, è una rarità in Italia: travolgente, energica, fresca, un calderone pieno di ritmi e suoni.

Non potevamo certo mancare all’unica data del loro tour europeo, proprio a Siena, insieme a Lo Stato Sociale, nella fantastica cornice di Piazza del Campo a fine settembre. Alla fine della serata mi sono ritrovato con Marcello, il frontman, a bere birra e parlare di viaggi, genti lontane e sogni a un passo dall’essere realizzati.

Ci siamo visti l’ultima volta alla Festa rossa di Lari. È passato un anno da allora cosa è cambiato? Cos’hanno fatto gli Espana nel frattempo?

Bè abbiamo attraversato l’oceano atlantico per incominciare a mettere un piede di “”. La nostra missione è girare il mondo, suonare in ogni continente. Andare oltre oceano è stato un passo gigantesco, soprattutto per quello che abbiamo fatto, perché abbiamo suonato all’SXSW un festival immenso ad Austin in Texas, con 500 band in giro per la strade e noi siamo stati fra le 15 band di tutte quelle invitate – che erano molto fighe fra l’altro – a suonare nel palco principale. Siamo rimasti di m***a. C’era tantissima gente, un vero macello è stato bellissimo. E comunque non è stata la cosa più importante che abbiamo fatto: ritornare in posti in cui avevamo già suonato è stata una figata, nel senso che l’Europa l’avevamo già esplorata due anni fa e ritornarci per il tour del 2018, con dei festival più importanti, è stato fantastico e poi lo Sziget Festival a Budapest, in cui abbiamo suonato ad agosto, è stato unico.

L’altra volta mi parlasti del vostro sogno: suonare in latino America. Perché proprio là?

Io c’ho vissuto per tanto e da quando sono ritornato in Italia il mio sogno è sempre stato rivedere quei posti da musicista, non solo viaggiatore. Ho questa duplice anima e la musica mi permette di fare entrambe le cose. Vorrei tornarci con addosso queste nuove vesti, quelle del musicista insomma. Infatti, ci siamo mossi in questa direzione, nel senso che abbiamo fatto un EP con Flora Margo che è un’artista molto importante in Messico e adesso stiamo cercando di andare da quelle parti. L’America latina è piena di realtà, di vita vissuta intensamente. Molte cose che viviamo noi in occidente sono fittizie, ma in Sud America la gente vive in modo reale e sensibile, come se avesse ancora un’anima e a me piace questo popolo ancora così vivo, mi piace scoprirlo, rincontralo e vedere se è come l’ho lasciato ormai 10 anni fa.

La senti come casa tua?

Bè sì, c’ho vissuto tanto e mi manca molto, mi manca la sua gente.

E adesso? Programmi a breve termine?

Stiamo facendo i pezzi nuovi!! Sono molto fighi ci saranno dei produttori importanti dietro. Figata!! Aspettiamo un attimino di capire i tempi giusti per la pubblicazione e spiegare meglio cosa stiamo facendo. La prossima volta che torneremo in Italia vogliamo presentarci in una maniera diversa quindi stiamo preparando bene ogni dettaglio.

Tipo?

Nuovi sound, nuova voglia di confrontarci con un mercato che in Italia è molto complicato per noi. Vogliamo vedere cosa succede dopo due anni dall’ultimo disco, a che punto siamo arrivati.

I vostri tour seguono tappe incredibili. Suonate spessissimo in Europa forse più che in Italia. Perché questa necessità? A cosa è dovuta?

Mah, in realtà è un’impressione distorta di chi ci vede da fuori. L’ultimo disco è uscito due anni fa, abbiamo fatto un anno in Italia con quasi 100 date ed è raro che in Italia succeda una cosa del genere e il fatto che quest’anno abbiamo detto basta Italia per suonare all’estero è solo una questione di organizzazione: il primo anno lo dedichiamo in Italia, il secondo sempre in Europa. Tutto qui. Ti dico che oggi siamo arrivati a Siena, unica data italiana, siamo entrati in piazza sbucando da un vicoletto, e di scatto, in maniera spontanea, ci siamo messi ad applaudire vedendo questo spettacolo magnifico. È perché siamo super affezionati all’Italia ci dà delle emozioni uniche e non vediamo l’ora di tornare a suonare qua.

Come t’è sembrata Siena? Com’è stato suonare stasera?

Bella, bellissima. Molto emozionante. Era anche un bel po’ che non suonavamo in Italia ed eravamo timorosi, perché l’Europa ti porta a suonare in una certa maniera, ti cambia e non sai cosa succede quando torni a casa, invece la gente è stata molto disponibile e presa bene! Siamo molto contenti.

Lo facciamo un viaggio insieme? Vi accompagno in Sud America, vi scarico il pullman, vi scrivo il diario di bordo

Se hai una macchina fotografica e una penna per raccontare vieni. Sarebbe bello far filmare i nostri viaggi. Non in maniera invasiva, ma spontanea, fluida, naturale.

Domandona. Ma la calzamaglia a righe e il trucco sugli occhi che fine hanno fatto?

È un’altra cosa raga… ho 32 anni (ride). Sicuramente tornerà la chitarra con lo scotch in stile punk!!

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Due itinerari per scoprire la Via Lauretana, tra Sinalunga, Torrita di Siena e Montepulciano

Nel 2016, guardando un’esposizione di documenti e pubblicazioni riguardanti la Via Lauretana allestita nella Chiesa di Santa Croce a Torrita, rimasi folgorato da un disegno seicentesco raffigurante un pellegrino alle…

Nel 2016, guardando un’esposizione di documenti e pubblicazioni riguardanti la Via Lauretana allestita nella Chiesa di Santa Croce a Torrita, rimasi folgorato da un disegno seicentesco raffigurante un pellegrino alle porte del Santuario di Loreto. Chiunque sia nato e cresciuto in Valdichiana ha sempre sentito parlare della Via Lauretana, ma pochi conoscono le origini e il significato di quel nome o hanno idea di dove portasse quella strada lunga 300km.

Da lì partì il bizzarro progetto di portare le persone a percorrere quell’antica via. A nostro avviso, la Lauretana meritava ben più che rimanere rinchiusa nei salotti di storici dell’arte e ricercatori. Pochi immaginavano che il percorso potesse essere ancora oggi vivo e attuale, così come la fede e la voglia di avventura di chi sceglieva di percorrerlo.

Siamo partiti da Torrita in tre e siamo arrivati a Loreto in tanti, sotto i riflettori dell’opinione pubblica e con la consapevolezza di aver riportato l’attenzione su questo cammino antico, tra i più importanti per i cattolici dalla fine del tredicesimo secolo ad oggi.

Da allora abbiamo accompagnato diverse centinaia di persone sul tratto che da Siena porta fino a Valiano, stimolando diverse associazioni a fare altrettanto. È stato con grande soddisfazione che abbiamo accolto la novità che la Via Lauretana (nella tratta Siena-Loreto) sia stata inclusa nel progetto del MIBACT per sviluppare, riscoprire e valorizzare i tanti itinerari spirituali e storici d’Italia. Grazie a questa delibera del ministero, entro il 2019 il percorso della Lauretana sarà messo in sicurezza e contrassegnato dalla cartellonistica della Regione Toscana nei comuni di Siena, Asciano, Rapolano, Sinalunga, Torrita, Montepulciano e Cortona.

Sabato 17 e Domenica 18 Novembre, la Pro Loco di Torrita di Siena (per la quale ricopro il ruolo di coordinatore della commissione Via Lauretana) ha organizzato due giorni di cammini sul tratto di Lauretana che dalla Pieve di Sinalunga porta alla Maestà del Ponte a Montepulciano stazione, passando per Torrita di Siena. Andiamo a vedere assieme i percorsi nel dettaglio:

Sabato 17 novembre l’itinerario partirà da Sinalunga alle ore 13:30 e proseguirà per circa 10km con un dislivello di 100mt in salita fino a Torrita di Siena, per una durata complessiva di circa tre ore. L’arrivo è infatti previsto per l’imbrunire.

Dopo il ritrovo nel piazzale della stazione ferroviaria, raggiungeremo a piedi la Pieve di S.Pietro ad Mensulas, la prima tappa del percorso. Di origine antichissima, la Pieve sorge nei pressi di una mansio romana sulla Cassia Adrianea che, come la Statio Manliana di Torrita, fungeva da stazione di posta ed era molto attiva in epoca imperiale. Qui, Don Claudio, parroco della Pieve, accoglierà i pellegrini per la benedizione del cammino.

Dopodiché proseguiremo attraverso diverticoli interni che ci porteranno fino alla zona Santarello e subito dopo a La Fratta, tappa fondamentale della Lauretana. Secondo la tradizione questo fu il Castello natale del famoso brigante Ghino di Tacco, che divenne poi un’importante fattoria fortificata tutt’ora in attività. Qui si alleva la razza Chianina e ha sede la Cappella di S.Michele, una chiesetta cinquecentesca al cui interno è custodito un importante affresco di Antonio Bazzi detto Il Sodoma.

Il percorso continuerà in direzione Petriolo, nella zona collinare che cinge Torrita a nord. Da qui potremo godere di un bellissimo e ampio scorcio sulla Valdichiana. Proseguendo, giungeremo poi al colle di Poggio Manliano, sede del cimitero di Torrita, primo insediamento urbano certificato sul territorio torritese di epoca romana che portava il nome di Ascanellum, dove sorse anche la prima Pieve della parrocchia: la Madonna delle Nevi. Da questa posizione di favore potremo ammirare la classica vista da cartolina di Torrita di Siena, adagiata sul colle con le sue mura, le sue torri e lo spiccato colore rosso dei suoi laterizi. Pochi minuti ci separeranno dall’entrare trionfalmente nel centro storico di Torrita.

Domenica 18 novembre partiremo alle 9:00 dalla stazione di Torrita di Siena per arrivare alla Maestà del Ponte di Montepulciano all’ora di pranzo; il rientro avverrà nel pomeriggio a Torrita di Siena su un percorso ad anello lungo circa 18km e con 100mt di dislivello.

I volontari della Pro Loco, ormai fini conoscitori dell’itinerario, accompagneranno i partecipanti in questa camminata che risveglierà i sensi sulle bellezze naturalistiche e paesaggistiche dei territori attraversati, con storie e racconti inerenti la Via Lauretana, a detti di molti uno dei Cammini più belli d’Italia.

Partendo dalla stazione ferroviaria di Torrita cammineremo in direzione sud-est verso il Greppo, la zona di confine tra i comuni di Torrita e Montepulciano. Attraverso la sterminata pianura della Chiana raggiungeremo la Fila, una fattoria di epoca Leopoldina composta da molti poderi in perfetto stile Lorena/Asburgico. Tra essi spicca la struttura del Torrione, l’antica torre fatta costruire dal futuro imperatore austriaco per controllare l’esecuzione dei lavori di bonifica nella vallata.

Da lì raggiungeremo la Maestà del Ponte, chiesa seicentesca nei pressi di Montepulciano Stazione, costruita ai piedi dell’antico ponte che conduceva fino a Valiano e che conserva moltissimi riferimenti Lauretani. In questa sede, l’accoglienza degli amici dell’Asd Maestà del Ponte ci ospiterà per il pranzo al sacco prima di completare l’anello di rientro fino a Torrita, che percorreremo su un sentiero leggermente diverso da quello di andata per scoprire altri scorci tra Stazione, Abbadia e Torrita Scalo.

Per partecipare alle camminate puoi contattarmi, attraverso il sito o la pagina facebook, oppure contattare la Pro Loco di Torrita di Siena.

Articolo a cura di Manuele De Bellis – Guida Ambientale Escursionistica


Per approfondire:
La Via Lauretana – Prima parte
La Via Lauretana – Seconda parte
La Via Lauretana – Terza parte

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Lo Stato Sociale in Piazza del Campo per la Notte dei Ricercatori – Intervista alla band

Dopo il successo di Sanremo arriva l’esibizione nella magnifica cornice di Piazza del Campo a Siena Al termine del concerto della band bolognese in Piazza del Campo, organizzato dall’Università di…

Francesco Bellacci e Lodo

Dopo il successo di Sanremo arriva l’esibizione nella magnifica cornice di Piazza del Campo a Siena

Al termine del concerto della band bolognese in Piazza del Campo, organizzato dall’Università di Siena e l’Università per stranieri, in collaborazione con il Comune di Siena, la Fondazione Monte dei Paschi, Uisp, l’azienda regionale per il diritto allo studio universitario e Toscana Life Sciences, per la Notte dei Ricercatori a Siena, mi sono intrufolato nel back-stage.

Un “dietro le quinte” molto particolare fra le sale del magnifico Palazzo Pubblico, dove i regaz de Lo Stato Sociale, ancora carichi di adrenalina da concerto, si stavano scolando le ultime bottiglie di birra vagando senza mete precise, ridendo e scherzando con los chicos degli Espana Circo Este e lo staff. L’ultimo sforzo della serata l’hanno fatto concedendomi un’intervista in perfetto Bolognese.

Com’è stato suonare a Sanremo?

Abbastanza divertente dai. In realtà suonare è una parola grossa, perché suonava l’orchestra: noi abbiamo cantato e fatto un po’ di casino. È stata una cosa strana, perché avevamo un pubblico di persone sedute, non c’eravamo abituati e poi ci sono tutte quelle telecamere… una cosa enorme! Ci stavamo cagando sotto, poi a metà del pezzo ci siamo caricati, perché abbiamo visto che il teatro era tutto in piedi e si muoveva. Da quel momento lì ci siamo divertiti un casino.

Tutto il teatro tranne due persone…

Bè sì… Matteo Salvini e la sua compagna. Erano fermi, immobili che si guardavano attorno con sdegno. Estranei a quella festa bellissima sembravano dire “io non mi voglio divertire con questi qui”, quasi fosse un motivo di orgoglio.

Come state vivendo il fatto di aver raggiunto una platea ancora più grande? Mi riferisco alle nonne, ai nipotini, alle mamme, ai babbi che vi hanno visto in tv.

È una figata! Questa estate abbiamo fatto un tour di concerti gratuiti nelle piazze e c’è stata la possibilità per i bambini, le famiglie e gli anziani di venirci a sentire. Abbiamo visto tantissime nuove facce di fronte a noi e questa roba qui è una figata, perché sai che stai facendo qualcosa che va un po’ oltre al circolo e alla nicchia. Poi in realtà abbiamo portato tutte le nostre canzoni, quelle che abbiamo fatto negli anni precedenti, quello che è la nostra storia fondamentalmente, e dopo i concerti ci sono state un sacco di persone che venivano a dirci “ma è divertentissimo è meglio della televisione!!”

Questa è “la rivoluzione che non passerà in TV” del vostro album L’Italia peggiore che diventa realtà!

Esatto!! Far uscire le persone di casa per noi è molto importante e ci piace molto. Speriamo di continuare con queste esperienze qua.

A me sembra un vostro piano per arrivare a dominare il mondo: farvi ascoltare dai bambini che crescendo chiederanno ai genitori “ma cosa significa stato sociale?” e i genitori saranno costretti a parlarne incuriosendo nuove generazioni. Confessate…

Esatto (ridono maliziosi). Infatti, prima il rettore dell’Università che ci ha detto “voi adesso state istruendo i bambini, state seminando e un giorno voteranno bene”, ma gli abbiamo subito risposto che voteranno bene se ci sarà qualcuno da votare. L’obiettivo di quello che facciamo è creare aggregazione, ma non si può fare solo con i giovani: c’è bisogno di allargare i confini e abbatterli per abbracciare generazioni diverse anche quelle molto più grandi. Siamo molto contenti di quello che ci sta succedendo e continueremo a fare questa operazione di estensione del dominio della lotta.

Parlate spesso di Bologna come una realtà dove i centri sociali ancora resistono, dove l’aggregazione è ancora una parola e una pratica radicata nella gente. Questo non esiste più nella maggior parte delle città italiane: non ci sono più punti di aggregazione, posti dove riscoprire e fare politica assieme, che non vuol dire assolutamente politica parlamentare. Quanto è grave questo problema?

È un problema molto grosso, che deriva da anni di mancanza di cure verso questo aspetto. La sinistra si è persa in un intellettualismo e in un atteggiamento che nasce dalla presunzione di conoscere il verbo divino e questa arroganza l’ha fatta allontanare dalla realtà.

Questo è quello che è successo alla sinistra parlamentare. E invece ai giovani?

Secondo me i giovani, ci assumiamo il rischio di dire una cazzata, hanno perso i punti di riferimento per quanto riguarda lo spirito della scoperta, della curiosità e sono diventati un po’ arrendevoli. Non soltanto per colpa loro, ma soprattutto per quello che ci viene imposto. Sia chiaro, non è un’imposizione rigida e granitica, ma qualcosa dettato dalla necessità. Non vedendo alternative ci si concentra nel portare a casa uno stipendio o nello studiare la cosa giusta per garantirsi un lavoro sicuro e non, invece, la cosa che ti interessa e ti rende felice. Questo è il problema… un bel mondo sarebbe dove le persone inseguono veramente quello che per loro è importante e non quello che gli viene detto di essere. Questa cosa non succede solo in Italia, ma in tutto il mondo. Da parte della sinistra manca la spinta culturale verso un atteggiamento carico di curiosità. Se non si stimola la curiosità si cade nell’apatia e nell’accettazione di quello che è il sistema e oggi il risultato è il disastroso declino dell’impegno… che poi sarebbe una cosa bellissima e divertente a differenza di quello che crede la gente.

Non è solo sacrificio, infatti.

No, assolutamente! Il sacrificio è una roba cristiana, di uno che ha stabilito che il sacrificio dovesse essere la via definitiva per tutte le cose. È chiaro che bisogna sbattersi, però se ti sbatti per una cosa in cui credi è per forza un piacere. Una vita in vacanza è questo: vivere di quello di cui hai voglia di vivere, di quello che credi sia giusto vivere. Solo che ormai s’è persa anche la volontà di stabilire cosa sia giusto, non per il mondo, perché sarebbe arrogante, ma per te stesso, per il tuo bene.

Il vostro nome nasce dal fatto che sentivate spesso lamentare la mancanza del welfare-state e in qualche modo, anche scherzoso, vi siete incaricati di riportarlo fra la gente. Come va il lavoro? Siete riusciti a rimediare?

Mah (ridono), purtroppo non siamo riusciti a bucare il grosso della barriera. Lo stato sociale è una cosa novecentistica in cui c’era un’idea di fondo che diceva che tutte le persone dovevano avere la stessa possibilità e le stesse opportunità, e lo Stato in teoria avrebbe dovuto aiutare lo sviluppo della società in questa direzione. Ora ci siamo noi e basta (ridono).

Dopo Sanremo qualcosina può cambiare?

Mah, siamo una goccia nell’oceano…

Ma non siete soli. Band che come voi si impegnano ce ne sono eccome: gli Espana Circo Este, Willie Peyote, I Ministri…

Ma certo! Per fortuna che nel mondo della cultura e della produzione artistica c’è chi si impegna in questa cosa qua. Sarebbe bello avere sempre, da parte di chi fa musica, da parte di chi fa cultura, una risposta o un segnale importante su quello che succede attorno.

A me pare che negli ultimi anni la musica stia facendo di nuovo suoi questi temi. Dopo il periodo delle Posse, di Caparezza, di Frankie Hi-Nrg, degli Offlaga Disco pax c’è stata una decina d’anni in cui questo modo di fare musica è scomparso del tutto, fino a quando siete tornati voi e altri artisti. Non sono esempi da poco, perché state avendo un ottimo seguito. Quindi questo momento della musica italiana mi sembra molto positivo, mi sbaglio?

Vero, sì assolutamente. Il problema è che nel mondo della produzione musicale non c’è interesse a creare un pensiero critico, ci si accontenta di fare una canzone che funzioni, che passi in radio e raggiunto lo scopo ci si limita a quello. Che va bene, non voglio fare una critica ferrea, ma solo dire che una volta che arrivi ad avere tutte le possibilità che ti dà un pubblico, perché non passare un decimo del tuo tempo a dire una cosa importante per provare a sensibilizzare sulle situazioni che vivi e vive chi ti ascolta?

Secondo me non si dà il giusto merito al lavoro di certe etichette discografiche. Quanto è importante il lavoro che fa la Garrincha?

È molto importante ed è una roba estremamente collettiva e comunitaria per come si è sviluppata. Soprattutto il fatto di essere in molti, spessissimo a contatto gli uni con gli altri, ti porta ad accettare e comprendere i difetti, perché sia noi che Garrincha, e tutte le persone con le quali lavoriamo, siamo pieni di difetti. Il bello è che abbiamo imparato ad accettarci e a convivere per cercare di fare qualcosa in più, e quindi in questo confronto constante fra di noi si cresce e si raggiungono risultati bellissimi da proiettare all’esterno: dal palco al pubblico. Per risponderti in breve: è una ricchezza.

“Approccio alla vita secondo il cazzeggio” è un po’ il mantra de Lo Stato Sociale. Ci spiegate cosa significa?

Consapevolezza del fatto che moriremo tutti e quindi è bene cercare di fare qualcosa di buono con il sorriso, godendotela il più possibile. Non ha senso struggersi, ha senso promuovere una gioia nel fare anche cose complicate. E poi ogni tanto ci sta di cazzeggiare, come facciamo nei concerti (ridono).

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I matti fuori dal cancello – Intervista a Carlo Pellegrini

Lungo il fascio dei binari che fluiscono sull’Affrico, poco prima (o poco dopo, a seconda da come li si percorre) di essere inghiottiti dalla stazione di Firenze Campo di Marte,…

Lungo il fascio dei binari che fluiscono sull’Affrico, poco prima (o poco dopo, a seconda da come li si percorre) di essere inghiottiti dalla stazione di Firenze Campo di Marte, sorge il plesso colonico di San Salvi, ex ospedale psichiatrico Chiarugi, nel quale spicca la casa colonica La Tinaia. Questa è divenuta col tempo uno degli spazi creativi, rivolti a degenti ospedalieri, più interessanti e rivoluzionari dal punto di vista terapeutico. L’ambiente si pone come vero e proprio atelier e mette al centro il linguaggio estetico e l’espressività – che pertenga al disegno, alla pittura, o alla lavorazione della creta – come vie possibili per la comunicazione con gli altri, le interazioni, l’uscita dall’emarginazione e l’isolamento dal mondo.

Carlo Pellegrini, fotografo poliziano, ha passato un lungo periodo di tempo nella struttura, iniziando a raccogliere dati fotografici e lavorarli, studiando le rese grafiche ed espressive più aderenti a quell’esperienza. L’intervento tecnico è stato quello della doppia esposizione e cioè della sovrapposizione di due immagini con due diverse quantità di luce filtrate dall’obiettivo. I soggetti sono sia gli utenti della struttura (gli artisti) sia le opere di loro produzione, per brevità – e banalità – collocabili nel macroinsieme di espressività Art Brut. Ma al contrario di quella che era la linea programmatica denotata da Jean Dubuffet come codice critico del concetto di arte grezza, e cioè un’elaborazione completamente sciolta dal sistema mimetico dei maestri e della tradizione pittorica e delle scale valoriali intellettuali, qui sembra che una ricchezza estetica, di ampia tradizione e profonda consapevolezza, sia presente in tutte le opere mostrate dall’occhio di Carlo Pellegrini. Il risultato è stato “due” un volume fotografico edito dalla galleria-editrice senese Seipersei, e curato da Stefano Vigni.

Nel libro, oltre alle immagini, ci sono tre contributi testuali: uno dello stesso Carlo Pellegrini, uno di Alice Angioletti, psicologa, e uno di Stefano Vigni, editore del volume. Tutti i contributi convergono in una riflessione sul tema della schizofrenia, psicopatia o simili. Le riflessioni, così come le foto, cercano di smarcare la definizione di ‘devianza’, o di ‘degenza mentale’, dalla dilatazione e dal rovesciamento dei punti di vista, la confusione delle sovrapposizioni, non solo fotografiche, al fine – forse – di far cedere qualsiasi convinzione preconcetta ed accettare le immagini, così come le opere e i soggetti ritratti, per quello che sono, per quello che fanno e per le scelte che compiono.

Ho intervistato Carlo Pellegrini in occasione dell’inaugurazione della mostra temporanea, in cui alcune delle foto inserite nel volume sono esposte, presso la galleria Seipersei, a Siena.

Quali sono le motivazione che ti hanno spinto alla Tinaia e all’analisi di un tema così complesso? 

Le motivazioni sono due: “due”, è non a caso anche il numero di moventi che mi hanno spinto ad intraprendere questo lavoro. Il primo motivo è storico: il 2018 è il quarantesimo anniversario della legge Basaglia, o legge 180 o più precisamente legge Orsini, che regolava i trattamenti sanitari di assistenza psichiatrica, superando quelle che erano le pratiche manicomiali. Questa è secondo me un’occasione per ritornare a riflettere su certi conformismi sociali legati alla percezione del “matto”. L’etichetta di “matto” mi ha sempre dato fastidio. Io ho preferito dare loro un’altra etichetta: li ho intesi come “artisti”. A La Tinaia si praticano arti pittoriche di rilievo. Ho voluto far uscire fuori questo lato. Il secondo motivo è più personale, una riflessione: parte dal presupposto che ognuno di noi porti una maschera, che si nasconde dietro certi comportamenti e se vogliamo è un appello a toglierci la maschera e mostrare al mondo chi siamo veramente.

Come sei entrato in contatto con La Tinaia? Come ti sei preparato per affrontare quel contesto? 

Ho conosciuto la Tinaia tramite una persona di Montepulciano che me ne ha parlato, dopo che già avevo in mente di portare avanti un progetto che avesse questa tematica. Ho quindi scritto ai responsabili della struttura chiedendo di poter affrontare un progetto fotografico. Purtroppo o per fortuna in quel posto sono già passati altri fotografi, quindi erano tutti un po’ abituati alla presenza di macchine e di obiettivi. In passato Gardin, Giacomelli avevano già fatto cose del genere. Parliamo degli anni ottanta. Erano tutti lavori in bianco e nero, avevano un obiettivo di denuncia, diverso da quello che vorrei far emergere io con due. Erano quelli gli anni in cui venivano sollevate le questioni polemiche nei confronti dei trattamenti che per decenni avevano subito i degenti. Quindi ho dapprima parlato con gli utenti della struttura, mi sono fatto conoscere dagli artisti, mi sono fatto spiegare i loro lavori. Quando sono diventato invisibile, ho iniziato a fare delle fotografia. Ho iniziato nel giugno 2016 e ho finito poco tempo fa. Due è la sintesi di quasi un anno di fotografie, di vita condivisa con loro.

Con queste premesse quello che ci si aspetta è un reportage, un percorso documentario, un resoconto fotografico. Invece qui c’è tutt’altro. L’espediente artistico espressivo sormonta quello di resoconto dei luoghi. Come hai lavorato in questo senso?

Innanzi tutto avevo l’idea di avere qualcosa tra le mani che non fosse soltanto una mostra. Nella mia visione questo è un libro di appunti. Grandezza A5, ad anelli, come un blocco di schizzi di un pittore. È emersa l’idea di valorizzare l’oggetto. Lo avrei voluto ancora più sporco e spreciso. È abbastanza materico, le pagine sono spesse, anche se le foto non stanno dentro un riquadro e sbordano, c’è una precisione che avrei comunque forzato ancora di più. Le foto poi non hanno ricevuto post-produzione. L’effetto di doppia esposizione è stato dato al momento degli scatti, quindi ho cercato di mantenere una base di reportage e consegnare gli scatti nel modo in cui sono stati lavorati nel momento stesso del loro accadimento. Spero di essere arrivato all’osservatore. o meglio, pero che sia arrivata l’idea di fondo, quella più riflessiva delle due che ti ho detto prima: dovremmo tutti cercare di essere meno quadrati, di mettere meno etichette, ascoltare e mettere in dubbio ogni certezza, togliersi le maschere e esporsi alle visioni degli altri per quello che siamo. Il concetto di “matto” in passato ha coinvolto alcolizzati, omosessuali, addirittura al manicomio di Volterra c’era un soggetto rinchiuso perché parlava sardo. Cos’è ciò che chiamiamo pazzia se non un livello superiore di critica e di sensibilità?

La follia, di base, è una condizione vissuta da qualsiasi eccesso o deficienza di razionalità che viviamo tutti i giorni. Una socientà, per dirsi civile – diceva Franco Basaglia – dovrebbe accettarle entrambe, tutte e due, come elementi umani.

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Raccolta differenziata: i comuni più virtuosi della Valdichiana

In questi giorni sono usciti i dati ARPAT relativi alla raccolta differenziata in Toscana. Per il 2015, la Regione aveva fissato un obiettivo per tutti i comuni: portare la raccolta…

In questi giorni sono usciti i dati ARPAT relativi alla raccolta differenziata in Toscana. Per il 2015, la Regione aveva fissato un obiettivo per tutti i comuni: portare la raccolta differenziata al 65%. Ma quanti ci sono riusciti?

 

Con una percentuale di raccolta differenziata del 69,83%, l’unico comune di tutta la Valdichiana che è riuscito a superare la soglia prefissata è stato Chiusi.  Nessun comune della provincia di Arezzo figura nella lista dei 60 che hanno raggiunto questo traguardo.

Ecco i dati ARPAT comune per comune, sempre relativi al 2015,  da cui si evince un maggiore virtuosismo da parte dei comuni del versante senese rispetto a quello aretino, che presente un forte ritardo rispetto agli obiettivi prefissati. Monte San Savino risulta il comune aretino con la percentuale di raccolta differenziata certificata più alta, assestandosi al 33%.

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“Verso” come propulsione di ricerca artistica senese

Da qualche anno, l’Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani, organizza in network quella che è la Giornata del Contemporaneo. L’11 ottobre 2015, si è celebrata l’undicesima edizione, in tutta Italia….

Da qualche anno, l’Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani, organizza in network quella che è la Giornata del Contemporaneo. L’11 ottobre 2015, si è celebrata l’undicesima edizione, in tutta Italia.

A Siena l’afflato delle espressioni e dei fenomeni culturali del tempo presente assume sicuramente toni molto evocativi. La città, da anni, vive uno strano fermento, ambivalente, definito da momenti di slancio e conseguenti ritrosie, da punte di proiezione e retroguardie. Siena ha assunto le forme di una grande e melliflua macchia geografica, ondulante, in cui si mescolano i grigi a toni più caldi; una città che elargisce collisioni di contrasti complementari. In tutto questo, Siena oggi, nonostante tutto, non è affatto la città della paralisi, come potrebbe essere la Dublino di Joyce, ma uno tra i più interessanti centri germinali di ciò che sarà il modo di pensare l’arte e la città nel futuro.

Il Santa Maria della Scala ha ospitato la programmazione di Verso-Siena, in occasione della giornata del contemporaneo, che ha permeato di eventi la settimana dal 10 al 17 ottobre 2015. Non solo mostre, ma anche talk, workshop, punti di incontro, aperitivi, tutto ciò che compete la percezione di ciò che viene assunto come arte. Un’arte che parla del tempo presente, del nostro modo di vivere e di comunicare;

«Il nostro territorio ha moltissime, infinite potenzialità.» mi dice Michelina Eremita, che ha coordinato i tavoli di lavoro, a cadenza settimanale, in seno agli stati generali della cultura, dallo scorso Marzo ad oggi, a cui hanno partecipato, oltre al plesso museale Santa Maria della Scala Contemporanea e il Museo d’arte per bambini, l’Università degli Studi di Siena, l’Ordine degli Architetti di Siena, la Fondazione Musei Senesi, la Fondazione Monte dei Paschi, il Siena Art Institute, l’Accademia del Fumetto, l’Open Zona Toselli, Brick, le Associazioni Culturing, Estrosi, FuoriCampo, OdA32, Xrays, il Collettivo Fare Mente Locale, Inner room, l’Atelier di paesaggio Arscape, il progetto TU35_Siena, nonché Serena Fineschi, Alice Leonini, Claudio Maccari, Federico Pacini e Stefano Vigni. «Questo mettersi insieme funziona.» continua Michelina Eremita «Funziona per tutti ed è estremamente piacevole stare insieme. Condividere un interesse così forte, tra persone, nei confronti di certe modalità espressive è una ricchezza ed anche un benessere per la comunità. I confronti sono sani, costruttivi. Io ho coordinato con estremo piacere il Tavolo del contemporaneo, in qualità di responsabile del museo per bambini del Santa Maria della Scala. L’idea che è venuta fin da subito da tutti componenti, è stata quella – oltre di costituire un documento espositivo degli intenti – di portare avanti una presentazione dei nostri modi di fare in un periodo più lungo rispetto ad una giornata sola (quella del contemporaneo dell’11 ottobre) ma una settimana intera che esponga il modo di pensare l’arte contemporanea. Tra tutte, la più interessante novità del modo di pensare l’arte oggi è la completa compenetrazione tra attività diverse. Al tavolo del contemporaneo, infatti, una presenza fondamentale è stata quella degli architetti; dell’architettura come espressione congeniale a quelle più prettamente artistiche. Ecco che si è creata una nuova connettività, una modalità di connessione tra linguaggi diversi. Tutto questo è inedito per Siena. I rapporti sono stati continui e regolari ed abbiamo deciso che ognuno di noi avrebbe mostrato un esempio della propria attività e tutto venisse accompagnato da momenti di riflessione. Ognuno ha infatti organizzato workshop, talk, proiezioni, et cetera. l’approfondimento dell’arte contemporanea è anche approfondimento del linguaggio e il linguaggio si approfondisce con operazioni puntuali che vadano più a fondo, rispetto ad una mostra. Questa non è una mostra collettiva autogestita, ma è uno scambio di ipotesi, il frutto di incontri, è la rappresentazione di un modo di pensare e di lavorare. Questo è un centro di ricerca.»

Ho sempre considerato il fatto che la fine dell’esperienza del palazzo delle Papesse, storica istituzione per quanto riguarda l’arte contemporanea, a Siena ma in tutta Italia, si sia creato un vuoto generazionale, per quanto riguarda il riferimento istituzionale. Ma Michelina Eremita mi risponde così;

«Il passato di Siena per l’arte contemporanea è legato alla storia delle Papesse. Ma è finito quel modo di fare arte. Oggi non abbiamo uno spazio dedicato. Non abbiamo dei finanziamenti. Non abbiamo uno staff competente e dedicato. Non c’è nulla costruito ad hoc. C’è un tracciato legato al passato, che però va erto e rinnovato. Siamo andati oltre quell’esperienza, quindi. Questo lutto è stato elaborato al punto da presentare dei lavori diversi tra loro, con un modo altro di essere e di presentarsi e di fare. Un modo diverso anche di rapportarsi al pubblico. Le papesse avevano una continuità progettuale con un pensiero dedicato. Qui ci siamo presentati in maniera quasi indipendente; ovviamente un episodio non fa la storia. Verso è un episodio, però attraverso questo si dimostra che l’arte è stata metabolizzata, il territorio ha lavorato, sono stati acquisiti nuovi metodi di organizzazione e di esposizione delle opere.»

Tra gli spunti più interessanti di Verso, c’è la mostra TU35SI – Guardarsi Intorno, curata da Stefania Margiacchi, che più di tutte incarna la volontà di catalizzazione energetica delle forze espressive del territorio senese. Parlo con lei del percorso che, introiettando dal basso le propulsioni artistiche della città, ha portato alla realizzazione di questa mostra.

«Mesi fa ho vinto un bando organizzato dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, con Officina Giovani di Prato, rivolto a giovani curatori sondassero, captassero e indagassero le energie creative intorno a loro, dando spazio a sperimentazione, trasversalità e commistione di discipline artistiche e linguaggi creativi, dall’arte visiva alla musica, dal cinema al video, dal multimedia al design. Ho dovuto quindi una ricognizione sugli artisti under 35 che operavano su Siena. Alle mie spalle ho tre esperienze che mi hanno fatto immettere nel panorama della produzione artistica di Siena. Negli ultimi 5 anni ho acquisito una metodologia immersa nell’ambiente senese, tramite varie esperienze. Già avevo una conoscenza del territorio e delle persone che vi si muovevano. Ho preferito fare una mostra collettiva; secondo un gusto personale. Io ho voluto raccontare Siena e il modo in cui gli artisti vedono questa città. È venuta fuori una collettiva eterogenea (fatta di fotografia, istallazione, performance, pittorico) che comunque mantiene una sua coerenza interna. Non ha squilibri. È un coro senza stonature. Il gruppo che ho messo insieme si è uniformato. Le scelte sono state sostenute dagli artisti. Io ho sostenuto tutti loro nel percorso comune. Mantenendo ognuno il proprio linguaggio.

Il concept centrale è “Guardarsi intorno”. Perché?

La mostra si intitola “Guardarsi intorno”. Il titolo è derivato da una precisa intuizione che ho ricavato da una riflessione sulla struttura urbana, architettonica, geografica di Siena. È una città che accoglie e che isola. Che si chiude, immersa nel paesaggio naturale. C’è come una cesura, fortissima, tra ciò che è dentro le mura e ciò che è fuori. Più che guardarsi intorno e altrove,quindi, il punto di ricerca degli artisti è stato il cercare cosa ci sia oltre le mura. Questo è forse tangibile con l’idea della fuga. Non necessariamente con accezione negativa. Una fuga mentale, più che fisica. Le domande che dovrebbero stimolare una ricerca sono quindi “Cosa c’è oltre?” e “Come rappresentarlo?”. Le opere sono un passaggio per un altro posto. Uno spunto di connessione con l’altrove, fuori dalle mura. »

C’è quindi l’opera di Paul de Flers, che ci comunica con gli strumenti puri della figurazione pittorica, una scena di campagna, che si lega alla grande tradizione realista ma con accenti, specie nella gestione à la Cezanne della plasticità delle forme, assolutamente moderni, o quella di Jacopo Pischedda, che fissa la rappresentazione di un Pugile su degli assi di legno di un rudere sperduto nella campagna senese, immettendo i riferimenti grafici della cultura della street-art in un contesto locale, lasciando che poi il paesaggio naturale del rudere, con tutte le intemperie, si riappropri dell’opera ed agisca a sua volta nella modifica “naturale” della stessa.

L’arte contemporanea è sempre più un modo di pensare, una modalità di azione, di gestione espressiva delle vite di una comunità. Questo è il nuovo concetto che sostiene il plesso artistico del tempo presente; le impalcature formali di ogni happening che ci riguarda, il modo di vivere un città, il modo di risollevarla e dare dignità ai tipi umani che la abitano. In un momento storico in cui è nel privato che si fondono e si metabolizzano gli agenti, è nel privato che si formulano i moventi per cui stare al mondo, è attraverso l’evento pubblico – che parla al privato delle persone – che si edifica un modello educativo ulteriore, per la cittadinanza. L’arte, nel 2015, con Siena capitale italiana della Cultura, è un servizio fondamentale che viene dato alla comunità.

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Nerbo – la musica si unisce per salvare Siena

Ho mosso i miei primi passi nel mondo della musica circa cinque anni fa, quando mi sono iscritta all’Istituto di Musica di Montepulciano per studiare pianoforte. Era una cosa che…

Ho mosso i miei primi passi nel mondo della musica circa cinque anni fa, quando mi sono iscritta all’Istituto di Musica di Montepulciano per studiare pianoforte.
Era una cosa che volevo fare da tanto tempo, da all’incirca 15 anni diciamo, ma che non avevo mai avuto il tempo di realizzare.

E subito il mondo della musica mi è parso bellissimo: stimolante, vivo, proprio quello di cui avevo bisogno, anche per farmi un qualche tipo di vita sociale in un paese in cui al tempo abitavo da 5 mesi.

Allo stesso tempo, però, mi sono anche accorta che c’era qualcosa che non andava e che quando ho messo a fuoco mi ha lasciata basita: musicisti e locali non sembravano dare alcun peso alla qualità della comunicazione tra di loro, nè alla qualità della promozione di band ed eventi (specialmente riguardo alla diffusione).

Venendo io dal campo tremendo e disumano dei linguaggi pubblicitari, mi sono sentita come ci si sente di fronte a un gattino con la congiuntivite, e ogni tanto mi sono offerta di dare una mano a musicisti e locali che volessero approfittare delle mie competenze. La cosa purtroppo non sembrava interessare a molti.

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Allo stesso tempo, la mia collega qui a La Valdichiana e cantante in quel di Parma, Alessandra, mi esprimeva la sua amarezza riguardo al clima ostile della scena musicale parmense, molto viva ma anche piagata da rivalità e gelosie distruttive. Lei era (ed è) determinata a fare qualcosa per cambiare questo atteggiamento che, a mio avviso, mal si addice a una cosa bella come la musica.

Insomma, l’idea che il mondo della musica avesse bisogno di un aiuto non mi era nuova.

Ed è qui che ci spostiamo a Siena, città dove ho vissuto per 4 anni.
Come tutti sapranno, una cosa che lascia abbastanza perplessi riguardo a Siena è la totale assenza di una struttura per concerti degna di questo nome, come se in fondo a questa città della musica fregasse poco. E sono tanti gli indizi che inducono quest’idea, come ad esempio la morìa di locali che ospitano serate musicali a causa delle lamentele dei cittadini. Recentissimo è il caso della Nuova Officina, locale storico che ha chiuso i battenti a causa delle suddette lamentele e persecuzioni.

Il senese di città non sembra avere un alto grado di tolleranza alla vita notturna (a parte quando si tratta di feste in contrada, che mi hanno privata del sonno più di una volta quando ho avuto la disgrazia di vivere in Vallerozzi, con musica a volumi altissimi anche fino e oltre le 3 di notte in piena settimana).

Ma, giustamente, una città è un luogo di convivenza in cui ognuno deve tollerare un po’ gli usi altrui, perchè questo è all’incirca il valore base di una società civile: il rispetto delle libertà reciproche.

Per tentare di salvare la scena musicale senese, alcuni ragazzi – Andrea, Francesco e Gianluca – hanno messo in piedi un progetto per fare rete, in modo che musicisti e locali abbiano un mezzo per conoscersi e sostenersi a vicenda.

Nerbo, questo il nome della piattaforma (www.nerbo.org), nasce come comunità di musicisti, artisti e amanti della musica, che i suoi creatori descrivono così (cito direttamente dal sito):

Allo stato attuale, dopo le recenti chiusure di locali che fornivano spazi preziosi, c’è un sincero sentimento di sconfitta che ci ha portato a creare questa comunità che vuole essere un contenitore di intenti, di persone ed uno spazio di aggregazione. Nerbo non rappresenta nessun partito politico e nessuna ideologia. Rappresenta soltanto i suoi iscritti, ai quali mette a disposizione una piattaforma per pubblicizzare la propria band, tenersi aggiornati sulle iniziative live, organizzare eventi e cercare di cambiare le cose.
La scena musicale senese è, ormai da anni, ricca, varia e soprattutto viva. Non solo esistono moltissimi bravi musicisti preparati sotto ogni punto di vista, ma esistono anche molte realtà strutturate e virtuose fatte di una moltitudine di correnti di pensiero. Alla luce di questo brulicare di musica noi vogliamo affermare un diritto di ogni musicista: la libertà di esibirsi nella propria città.

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L’iniziativa non poteva che essere ben accolta, e infatti Nerbo ha ricevuto il sostegno anche di musicisti affermati a livello nazionale che hanno voluto esprimersi in favore del progetto (rubo ancora spudoratamente dal sito):

Aderisco volentiei a Nerbo per sensibilizzare l’opinione pubblica senese e non solo, sul combattere l’inadeguatezza degli spazi per i concerti e cominciare a riservare alla musica il valore che gli compete e che in altri paesi e già realtà: cultura e non solo intrattenimento.

Emanuele Dabbono

Ho suonato a Siena anni fa, una bellissima città ricca di cultura, tradizione ed arte. Ho un bellissimo ricordo dell’evento e del pubblico, dimostrazione del fatto che il movimento è vivo. Sostenetelo come io sostengo Nerbo.org, e la musica live a Siena. Ci vediamo in concerto!

Federico Puleri – Vision Divine

Bellissima serata e bellissimi ricordi qualche anno fa in piazza a Siena… Concerto super affollato, organizzazione perfetta e tanti amici sopra e sotto il palco! Dovrebbero essercene ogni settimana di eventi cosi! Sosteniamo Nerbo.org per continuare ad avere manifestazioni di questo genere!

Simone Mularoni – DGM

Ho vissuto la realtà culturale e musicale senese in prima persona venti anni fa, agli inizi della mia carriera. Era uno dei fiori all’occhiello di Italia per la presenza di locali, spazi per concerti, attività culturali. Oggi non la riconosco più: pochissimi spazi che, fortunatamente, vengono gestiti da un manipolo di eroi che rischiano in proprio pur di far sopravvivere la vita musicale della città. Come far capire a chi di dovere che la musica è vita, cultura e, soprattutto, anche un forte indotto commerciale? Dietro ad un concerto (piccolo o grande che sia) vivono e lavorano tante figure (gestori, promoter, service, fonici ecc.) e si contribuisce con esso alla crescita e rinascita di un luogo

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È stato bello suonare nella piazza di Siena mentre addirittura assistevamo durante il concerto ad una parata di sbandieratori. Abbiamo conosciuto molte persone, molti senesi, che misero in piedi un bellissimo festival, tra molte difficoltà, mossi da quella passione per la musica che ci rende tutti amici fin dal primo incontro. Quella sera,mi sono domandato come mai non avessi mai avuto altre occasioni suonare in quella bellissima città ed in effetti, anche successivamente, non ne ho più avuto modo. È un vero peccato che è una città di importanza storico culturale come Siena risulti così disinteressata alla musica live e si faccia dimenticare da tutti, unica tra le tante altre città della bella Toscana, che invece non mancano di dare ai giovani quello che chiedono: un po’ di musica live… Non mi sembra neppure molto!

Olaf Thorsen – Vision Divine

Credo che sostenere progetti come questo sia importante per tenere alto il livello culturale di una città e di una provincia, specialmente quando si parla di una come quella di Siena che di certo non manca di materie prime. L’invito a partecipare è rivolto a tutti, perchè sono tantissimi i vantaggi di cui potrebbero godere artisti, locali e appassionati una volta messi in rete tra di loro. Per questo, è necessario che la collaborazione sia il futuro della musica.

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Eventi di Giugno 2015 nelle Terre di Siena

“Tutte noi insieme, Donne del Mondo” – dal 27 marzo al 28 giugno Cetona / Chianciano Terme / Montepulciano / San Casciano dei Bagni / Sarteano / Valdichiana / Sinalunga /…

“Tutte noi insieme, Donne del Mondo” – dal 27 marzo al 28 giugno
Cetona / Chianciano Terme / Montepulciano / San Casciano dei Bagni / Sarteano / Valdichiana / Sinalunga / Torrita di Siena / Trequanda

Laboratori interculturali al femminile attraverso il teatro condotti da Valeria Bassi. Progetto Blooming Gemma. Gratuiti – Organizzati in gruppi su tutto il territorio.

tel. 392 4976155 / info@migrantwomen.eu


“La Valle del Gigante Bianco” XI edizione – dal 22 maggio al 2 giugno
Bettolle (Sinalunga) – Uscita A1 Valdichiana

La manifestazione organizzata dall’associazione “Amici della Chianina” e dedicata alla razza chianina e alla sua zona di origine, la Valdichiana. Eventi culturali, rassegne fotografiche, degustazioni enogastronomiche e rievocazioni storiche.

tel. 333 7287320 / info@amicidellachianina.it / www.amicidellachianina.it


“Sagra dei Pici” – dal 29 al 31 maggio
Celle sul Rigo (San Casciano dei Bagni)

La più antica e tradizionale sagra dei pici fatti a mano. Esibizione di scuole di ballo e della società filarmonica di Celle sul Rigo, tombola e serate danzanti.

www.sagradeipici.it


“Cantine Aperte”– dal 30 maggio al 2 giugno

Cantine Aperte è l’evento enoturistico più importante in Italia. Dal 1993 le cantine aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Oltre alla possibilità di assaggiare i vini e di acquistarli direttamente in azienda, è possibile entrare nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell’affinamento.

www.movimentoturismovino.it


“FootGolf Siena CUP” – 30 maggio
Golf Club Valdichiana – Bettolle (Sinalunga)

L’ associazione AIFG in collaborazione con il Footgolf Siena, organizza un torneo promozionale, nello splendido Golf Club Valdichiana. Il footgolf è l’unione di due sport diametralmente opposti, ma entrambi assolutamente affascinanti. Il torneo è aperto a tutti purchè abbiano compiuto il 14° anno di età , e siano in possesso di un regolare certificato medico che ne attesti le buone condizioni fisiche.

FootGolf Siena CUP


“La vita è un ballo fuori dal tempo” con Andrea Scanzi – 31 maggio
Caffeina Festival Anteprima – Pienza

Presentazione dell’ultimo libro di Andrea Scanzi a Pienza, in occasione dell’Anteprima del Caffeina Festival. Una fiction piena di riferimenti e caricature, una travolgente parodia italiana che ci coinvolge troppo per lasciarci indifferenti.

www.andreascanzi.it


“5° Ecogiro al Lago di Montepulciano” – 2 giugno
Lago di Montepulciano

Organizzata dalla Chianina Running, la manifestazione sportiva comprende una gara podistica di 13,5 km, un’eco-passeggiata e una prova di nordic walking, lungo i sentieri del Lago di Montepulciano

www.lachianinarunning.it


“Rinnòvati Rinnovati” – dal 23 aprile al 3 giugno
Teatro Rinnovati – Siena

La primavera della musica al teatro dei Rinnovati: una rassegna di sei eventi che faranno ritornare la musica pop rock e la narrazione d’autore nel prestigioso teatro cittadino. Brunori sas, Davide Toffolo dei “Tre allegri ragazzi morti”, Erriquez della Bandabardò, Nada, Ginevra Di Marco, il rapper Murubutu, Andrea Scanzi, Giulio Casali, Oscar de Summa, i Tetes de Bois e Sergio Staino.

www.usienawelcome.unisi.it


“Fiera dell’Antiquariato” – 6 e 7 giugno
Arezzo

La Fiera Antiquaria di Arezzo è nata nel 1968, la prima sul territorio nazionale; in Piazza Grande e nelle vie del centro storico cittadino, presenta al pubblico, ai collezionisti e agli amanti del genere una grande quantità di oggetti che costituiscono la storia e l’identità della nostra civiltà, regalando ad appassionati e addetti ai lavori il piacere della trouvaille, ovvero la scoperta e la ricerca del pezzo raro o curioso.

www.fieraantiquaria.org


“Castelnovino 2015” – 6 giugno
Castelnuovo Berardenga

Una passeggiata fra tradizione ed eccellenze, calici e buon gusto. Per passare una giornata all’insegna degli ottimi vini in degustazione, street food, artigianato e arte. Per i bambini un menù dedicato: il baby street food.

Castelnovino


“Grand Tour Terme d’Etruria” – 6 giugno
Rapolano Terme

Organizzato da Bulletta Bike, un suggestivo percorso ciclistico che da Rapolano Terme fa visita a storici luoghi termali del senese e della maremma fino alle terme romane di Venturina. Bagno Vignoni, Chianciano, San Casciano dei Bagni e Saturnia sono le celebri località delle acque calde che anticipano la visita alle acque salate del mare di Follonica e della costa Etrusca.

www.bullettabike.it


“Pienza International Music Festival” – dal 6 al 27 giugno
Pienza

Un grande Festival in un posto unico al mondo, dove è nata l’idea e la concezione del Rinascimento nel 1462 ad opera di Papa Pio II e Bernardo Rossellino. Posti magici e unici che dominano la Val d’Orcia, grandissimi artisti, tra cui Chris Jarrett, David Jackson, John Hackett, Andrea Padova e Vincenzo Maltempo.

www.marcolomuscio.com


“XXI Sagra del Ciaffagnone e del tagliolino al tartufo” – dal 6 al 14 giugno
San Casciano dei Bagni

Protagonista assoluto della rassegna gastronomica è il Ciaffagnone, frittella che rende omaggio alla cucina tradizionale e ai sapori tipici del territorio. Si tratta di una crêpe rustica, preparata mescolando farina, acqua, uovo e poco sale. Una volta divenuta dorata e soffice, trova un degno accompagnatore nel cacio pecorino locale, o in versione “moderna” condita con zucchero o nutella.

www.sancascianodeibagni.org


“Corso di Cucina Gluten Free” – 12 e 13 giugno
Villa Cucina Resort – Castelnuovo Berardenga

Giorgio Trovato, Chef, Food Stylist e Personal Chef, organizza corsi di cucina gluten free con la farina di canapa, dedicati a chi vuole approfondire la conoscenza e l’abilità in cucina, ma anche a chi è sensibile al problema delle intolleranze.

www.freesenzaglutine.it


“Expogustando a 4 mani” – 10 e 18 giugno
Monteriggioni / Murlo

Menù a quattro mani e artisti figurativi per gemellaggi gastronomici in concomitanza con l’Expo di Milano. Il 10 giugno l’Osteria “la Bottega di Lornano” di Monteriggioni accoglierà “l’Osteria delle Spezie”di San Salvo (Chieti) e l’artista Samanta Casagli. Il 18 giugno, la Trattoria il “Libridinoso” di Murlo accoglierà il Ristorante “Enis Monte Maccione” di Oliena (Nuoro) e le creazioni di Tommaso Andreini.

www.girogustando.tv


“2° Brunello Scooter Party” – dal 12 al 14 giugno

Montalcino

Organizzato da Hotwheels Scooter Club Siena, secondo brunello scooter party e decennale dello scooter club,che si svolgerà a Montalcino, Podere La Piombaia.

http://www.wherevent.com/detail/HOTWHEELS-SCOOTER-CLUB-2%C2%B0-Brunello-Scooter-Party


“Vintage Day” – 14 giugno
Campiglia d’Orcia

Il Vintage Day 2015 permetterà a tutti gli amanti del vintage di trascorrere una giornata all’insegna dei tempi passati. Raduno auto, moto e scooter d’epoca, biciclette; esibizioni di scuola di ballo, musica e concerti, esposizione di oggettistica d’epoca diffuso per le vie del piccolo borgo nel cuore della Val d’Orcia.

www.vintageday.it


“Il Fegato specchio della salute” – 19 giugno
Chianciano Terme

Laura Raimondo, Ferruccio Bonino e Bruno Gridelli hanno il piacere di invitarvi alla conferenza in occasione dell’inaugurazione dei nuovi spazi e servizi di medicina preventiva di UPMC Institute for Health di Chianciano Terme

tel. 06 20393300 / email: info@upmc.it / www.upmcchianciano.it


“Festa del Barbarossa” dal 17 al 21 giugno
San Quirico d’Orcia

A giugno la Festa del Barbarossa, giunta alla 55esima edizione, torna ad animare le vie del Centro storico di San Quirico d’Orcia. Sfilata storica, taverne e spettacoli medievali, nella sfida tra i quattro quartieri cittadini: Borgo, Canneti, Castello e Prato.

www.festadelbarbarossa.it


“24H MTB delle acque termali di Chianciano” – dal 19 al 21 giugno
Chianciano Terme

Nella suggestiva cornice del Parco Fucoli, percorso di mountain bike e iniziative legate al benessere. Piscine olimpioniche all’aperto Wellness Town, Terme Sensoriali e piscini termali Theia, oltre al Parco Avventura fresco di inaugurazione.

www.mtbchiancianoterme.it


“Torrita Blues” 27° edizione – dal 25 al 27 giugno
Torrita di Siena

Nuova edizione del Torrita Blues che si terrà in Piazza Matteotti, organizzata dall’associazione culturale Torrita Blues. La cittadina della Valdichiana è stata insignita del premio di “capitale europea del blues” per l’anno 2016

www.torritablues.it


“Nottilucente” 4° edizione – 27 giugno

San Gimignano

Quarta edizione di Nottilucente: musica, teatro, arte e cultura tra le vie di San Gimignano.

www.comune.sangimignano.si.it


“Francigena Bike & Run” – 28 giugno

Monteroni d’Arbia

Un evento sportivo pensato per per aggregare la passione sportiva sia di chi cerca la prestazione agonistica, sia di chi vuole soltanto trascorrere una bella giornata di sport. Un duathlon particolare che prevede corsa e mountain bike, gareggiando su distanze brevi e circuiti divertenti, sugli sterrati collinari che segnano in parte il percorso della Via Francigena di Monteroni.

www.ciclisticavaldarbia.it


“Partita a scacchi vivente” – 28 giugno
Sarteano

La partita a scacchi vedrà scendere in campo 32 pedine viventi in costume rinascimentale in piazza San Lorenzo, dove sarà allestita appositamente una enorme scacchiera. Intorno ci saranno i rappresentanti delle altre tre contrade, sempre in costume. Da un palco poi il maestro di scacchiera darà le indicazioni dei movimenti dei figuranti sulla base delle mosse che faranno i rispettivi capitani delle due squadre su una scacchiera tradizionale.

www.sarteanoliving.it

 

 

 

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Siena: tentano di raggirare un’anziana, ma lei li denuncia

Non è caduta nella trappola e ha chiamato la Polizia l’anziana donna che è stata avvicinata ieri mattina a Siena, fuori Porta Ovile, da una coppia di italiani che ha…

Non è caduta nella trappola e ha chiamato la Polizia l’anziana donna che è stata avvicinata ieri mattina a Siena, fuori Porta Ovile, da una coppia di italiani che ha tentato di raggirarla con la chiara intenzione di entrare nel suo appartamento per poi spillarle del denaro.

Tre persone, due uomini e una donna di 49, 28 e 46 anni, sono state fermate dalle pattuglie della Polizia di Stato che le hanno rintracciate a seguito di un’operazione coordinata dalla Sala operativa della Questura di Siena.

La tecnica messa in atto dai truffatori è una delle più frequenti tra quelle escogitate nella nostra provincia: in coppia fingendosi marito e moglie hanno avvicinato la donna, un’arzilla signora di 84 anni, e con la scusa di essere interessati ad acquistare un appartamento nello stesso stabile dove lei abita, le hanno chiesto se viveva da sola e, avendone avuta conferma, hanno cercato di convincerla a mostrare loro la propria abitazione, dato che poteva essere simile a quella da acquistare, simulando anche lo stato di gravidanza di lei in modo da carpirne più facilmente la fiducia.

L’anziana però, seppure turbata dal comportamento insistente e insolito dei due, non si è fatta abbindolare ed è entrata nel supermercato lì vicino, dove ha fatto la spesa, per poi rincasare. Subito dopo, anche per lo stato di agitazione che le aveva provocato quello strano incontro, ha voluto vederci chiaro e ha chiesto telefonicamente aiuto alla figlia che a sua volta ha chiamato la Polizia.

In pochi minuti la Sala operativa della Questura ha diramato la nota di rintraccio di due persone alle pattuglie presenti sul territorio: un uomo sulla quarantina, robusto, altezza media capelli corti castani, e una donna, più o meno della stessa età, robusta, capelli lunghi scuri. Gli uomini della Squadra Mobile, che si trovavano poco lontano, hanno notato un’autovettura Renault Clio di colore Blu, con a bordo un giovane, che risultava nell’ambito della loro attività investigativa ancora in corso, mezzo utilizzato probabilmente in altre occasioni per darsi alla fuga dopo aver commesso reati dello stesso genere. Contemporaneamente hanno visto due persone che corrispondevano alle descrizioni date al 113 dalla vittima che si stavano allontanando verso la vicina via Beccafumi. Gli agenti si sono immediatamente posti all’inseguimento dei due che hanno fermato dopo pochi metri.

Coordinandosi con la Centrale hanno dato, allo stesso tempo, la nota relativa all’autovettura che è stata invece rintracciata e fermata in viale Mazzini da un equipaggio della Polizia Postale con l’ausilio della Volante.

Dai successivi accertamenti è emerso che il giovane a bordo della Clio, un 28 enne proveniente dalla provincia di Cuneo, magro, altezza media, con i capelli scuri rasati sulle tempie e il ciuffo sulla fronte, stava proprio attendendo la coppia di truffatori per poi fuggire.

Tutti e tre i malviventi, di etnia sinti e residenti nel cuneese, pregiudicati per reati contro il patrimonio e in particolare per truffa, sono stati riconosciuti dall’anziana donna ma vispa vecchietta. A seguito delle perquisizioni personali e sull’autovettura in loro possesso sono stati rinvenuti oltre 3000 euro in contanti, di probabile provenienza illecita, due borsellini vuoti, un orologio e alcune fascette di plastica che sono stati sequestrati. All’esito degli accertamenti svolti, oltre alla denuncia per tentata truffa della Polizia, il Questore di Siena Maurizio Piccolotti ha emesso nei loro confronti anche la misura di prevenzione dell’allontanamento per tre anni dal territorio della nostra provincia.

La Polizia di Stato invita la cittadinanza e soprattutto le persone anziane che fossero state vittime di furti con raggiro, con modalità analoghe o da parte di soggetti corrispondenti alle descrizioni a recarsi alla Questura di Siena, in via del Castoro, e rivolgersi alla Squadra Mobile per l’ eventuale riconoscimento fotografico degli autori.

Comunicato stampa della Questura di Siena del 24 novembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Nasce servizio di carpooling per studenti e dipendenti di UNISI e Novartis

È disponibile da ieri 20 novembre 2014 il nuovo servizio di carpooling creato appositamente per i dipendenti dell’Azienda ospedaliera universitaria senese, di Novartis Vaccines e per i dipendenti e gli studenti…

È disponibile da ieri 20 novembre 2014 il nuovo servizio di carpooling creato appositamente per i dipendenti dell’Azienda ospedaliera universitaria senese, di Novartis Vaccines e per i dipendenti e gli studenti dell’Università di Siena.

I due enti pubblici e Novartis, impegnati nel promuovere la mobilità sostenibile, hanno sviluppato un servizio di carpooling online in collaborazione con Autostrade per l’Italia, nella quale è stato individuato il partner migliore per lo sviluppo di questa piattaforma. Infatti, Autostrade per l’Italia si occupa di carpooling giù dal 2009, anno in cui ha creato il primo servizio di carpooling destinato all’area milanese. Durante gli ultimi anni, il loro impegno e le loro conoscenze sono state messe a disposizione delle istituzioni e di enti privati, in modo da poter sviluppare nuovi progetti di mobilità condivisa in altri territori.

Grazie alla nuova piattaforma web, i dipendenti e gli studenti delle realtà coinvolte potranno registrarsi e offrire o usufruire del servizio: basterà ricercare un passaggio riguardante una determinata tratta, contattare la persona che si è messa a disposizione per offrire un passaggio in auto e accordarsi per viaggiare assieme. È prevista la possibilità, per i dipendenti e studenti delle aziende coinvolte che si trovino a percorrere lo stesso tragitto, di condividere il viaggio mettendo a disposizione il proprio veicolo, e ovviamente i passeggeri dovranno contribuire alle spese di viaggio (benzina, pedaggi). Il sistema è semplice, sicuro ed efficace.
Il progetto interessa principalmente il territorio senese e gli immediati dintorni, arrivando fino ad alcuni comuni delle province di Firenze e Arezzo.

Questa convenzione sul carpooling nasce con lo scopo di promuovere la mobilità sostenibile, un nuovo modello di trasporto condiviso che porta con sè diversi vantaggi: non solo c’è il risparmio sui costi del viaggio, che vengono spartiti in più persone, ma l’ottimizzazione dei veicoli ha effetti positivi sulla viabilità – in quanto riduce il numero effettivo di veicoli in circolazione – e sull’impatto ambientale del traffico, riducendo le emissioni di CO2. Senza contare la creazione di nuovi rapporti sociali e lo sviluppo di una positiva cultura della condivisione e del mutuo soccorso.

Carpooling Siena

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NCD: “Outlet a Isola d’Arbia, fuori luogo le parole di Valentini”

“Siena ha bisogno di un sindaco e di una giunta che abbiano almeno un’idea per rilanciare il commercio e le presenze turistiche, non certo di una mega struttura di vendita…

“Siena ha bisogno di un sindaco e di una giunta che abbiano almeno un’idea per rilanciare il commercio e le presenze turistiche, non certo di una mega struttura di vendita alle porte della città”.

Così Ncd Siena replica alle dichiarazioni del sindaco che ha rilanciato la proposta di costruire un outlet a Isola d’Arbia.

“Valentini invece di stare chiuso nel Palazzo, faccia un giro tra i negozi di Siena almeno si renderà conto dell’affanno che vivono gli esercenti, in grossa difficoltà tanto nel centro storico  quanto nelle zone a vocazione commerciale per l’evidente calo dei consumi, frutto di una crisi che a Siena sta mordendo più che da altre parti. Eppure secondo il sindaco carovane formate da ‘migliaia e miglia di senesi’ con la carta di credito alla mano partirebbero nel fine settimana per fare shopping negli outlet e centri commerciali sparsi per tutta la Toscana – prosegue Ncd citando le parole di Valentini -. Dichiarazioni che prendiamo come uno scherzo e che inseriamo nella top ten delle sparate di Valentini perché totalmente fuori dalla realtà”.

Ncd entra poi nello specifico del progetto, non risparmiando l’ironia nei confronti del sindaco:

“Il sindaco sostiene che non solo le ‘migliaia e migliaia di senesi’ dediti allo shopping affollerebbero la futura maxi struttura a Isola d’Arbia ma che questa diventerebbe meta di pellegrinaggio per visitatori da fuori Provincia. Il sindaco lo dice perché ha degli studi con numeri che confortano le sue tesi o fa dichiarazioni tanto per fare? E nel caso che li tiri fuori questi numeri”.

“La zona di Isola d’Arbia avrebbe innanzitutto bisogno di un serio intervento logistico visto che outlet e centri commerciali non a caso sorgono nei pressi di uscite autostradali, facilmente raggiungibili in auto – prosegue Ncd -. Non solo, a mezz’ora di auto da Siena esiste già un outlet dunque seppure sia nella provincia di Arezzo è a un passo dalla nostra città. Ma su tutto questo il sindaco sorvola con la solita nonchalance”.

“Per questa ragione chiediamo l’immediato congelamento del progetto e l’apertura di un confronto vero che coinvolga le associazioni di categoria per avviare azioni di rilancio del commercio cittadino. Non possiamo infatti dimenticare che proprio sotto l’amministrazione Valentini è scattato il rincaro delle tariffe dei parcheggi e l’ampliamento del pagamento anche nei giorni festivi che hanno ulteriormente scoraggiato i senesi a frequentare il centro storico”.

“Per ciò che riguarda la zona di Isola d’Arbia chiediamo di aprire una riflessione che coinvolga tutta la città attraverso un percorso partecipativo e di idee che possa individuare la miglior soluzione a rilanciare una importante parte del territorio comunale”, si legge ancora nella nota.

La segreteria Ncd infine punta il dito sull’atteggiamento del sindaco:

“Valentini continua a lanciare strali contro chiunque critichi il suo operato. Stavolta è toccato a Pierluigi Piccini che ha avuto il merito di aprire una riflessione sul futuro della Pinacoteca e per questo Valentini lo ha attaccato con modi e toni impropri che noi leggiamo come un ulteriore segno di debolezza e nervosismo di un sindaco che non ha la forza né le idee per governare una città come Siena”, conclude la nota.


Comunicato stampa di NCD Siena del 16 novembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Siena e Regione unite per la valorizzazione delle politiche culturali

È stato concordato un protocollo d’intesa tra il Comune di Siena e la Regione Toscana per un finanziamento complessivo di 40 milioni di euro che verrà firmato nei prossimi giorni. L’obiettivo…

È stato concordato un protocollo d’intesa tra il Comune di Siena e la Regione Toscana per un finanziamento complessivo di 40 milioni di euro che verrà firmato nei prossimi giorni.

L’obiettivo di questo protocollo sarebbe quello di concretizzare il sostegno della Regione nei confronti del ‘piano B‘ di Siena 2019, confermando le volontà del presidente Enrico Rossi, da lui più volte ribadite e riconfermate.

Le azioni e i progetti che verranno finanziati si svilupperanno attorno alle seguenti 5 linee programmatiche:

  • Cultura, Arte e Salute;
  • Turismo sostenibile;
  • Incubatori di impresa;
  • Digitalizzazione del patrimonio artistico;
  • Celebrazioni leonardiane.

Per dare ulteriore concretezza e capacità operativa a questo nuovo rapporto collaborativo instauratosi tra Regione Toscana e Comune di Siena, verrà costituito un tavolo di lavoro composto da tecnici dei due enti, il cui obiettivo sarà quello di sviluppare e realizzare le linee progettuali sopra elencate.

La definizione di questo importante protocollo d’intesa con la Regione Toscana – ha commentato il sindaco Valentini – dimostra che stiamo reagendo efficacemente alla crisi mettendoci in gioco, attraverso progettualità e capacità. Le difficoltà del momento ci mettono davanti alla necessità di ripensare un intero sistema di sviluppo: vogliamo superare i danni prodotti dalla finanza creativa attraverso un nuovo modello economico basato sulla creatività culturale e sul conseguente rilancio occupazionale. Il rinnovato rapporto con la Regione Toscana e i contenuti del protocollo sono funzionali per sviluppare questa nostra ambizione: vogliamo attrarre talenti sul nostro territorio e dare loro la possibilità di sperimentare suggestioni e idee da trasformare in impresa e posti di lavoro”.

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