La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: live rock festival

I Dudes: “Prendiamo quello che viene e facciamo sentire la nostra musica”

I Dudes sono un quartetto alternative rock di Chiusi composto da Matteo Micheletti (voce e chitarra), Gianluca Lorenzoni (basso), Andrea Fei (batteria e sintetizzatore) e Mattia Mignarri (chitarra). Li abbiamo…

I Dudes sono un quartetto alternative rock di Chiusi composto da Matteo Micheletti (voce e chitarra), Gianluca Lorenzoni (basso), Andrea Fei (batteria e sintetizzatore) e Mattia Mignarri (chitarra). Li abbiamo conosciuti nel settembre del 2016, quando avevano appena cominciato a calcare i palchi del nostro territorio. Dopo tre anni esatti li abbiamo incontrati di nuovo al Live Rock Festival di Acquaviva. La filosofia di fondo è rimasta: vivere senza affanni. Ciò che è cambiato è la consapevolezza di essere arrivati al un punto di maturazione.

Cos’è cambiato da quando ci siamo conosciuti?

La nostra musica è cambiata tantissimo. Adesso è tutta un’altra cosa. Nel tempo abbiamo variato gli ascolti musicali e questo ha avuto un riflesso nelle nostre produzioni. Eravamo più acerbi, ovviamente, ma anche più legati a una tradizione indie italiana. Adesso siamo influenzati da artisti come Kurt Vile, Brian Jonestown Massacre, Black Angels, War on Drugs. Che poi è rock alternativo, ma non italiano. Sicuramente ci discostiamo dall’Hip Hop che va molto in voga ora. Siamo molto felici che esistano festival come il Live Rock, che permettono a band che suonano musica simile alla nostra di potersi esprimere in una scena dominata dalla trap e dall’Hip Hop. Nonostante ciò, manteniamo una radice italiana. I Verdena e gli Afterhours ci hanno lasciato tanto, rimangono le nostre basi.

Di cosa parlano le vostre canzoni?

Devo rispondere sinceramente? Diciamo disagio esistenziale, però in realtà parlano di fica. Delle varie sfumature, che possono essere tantissime cose. È la percezione del vivere che ho a 30 anni. Sono esperienze personali.

Progetti per il futuro?

Un disco. Da autoprodurci, perché stiamo provando a mettere su uno studio di registrazione. Già l’ultimo EP l’abbiamo registrato da soli, nonostante tutte le difficoltà. Ora abbiamo diversi pezzi in cantiere. Vorremmo anche spostarci dal territorio, cercare di farci ascoltare fuori dalla Toscana. Speriamo che il Festival di Acquaviva sia un trampolino di lancio per noi. Anche perché abbiamo delle date importanti in questo periodo, siamo molto soddisfatti. Tornando al disco, ci sentiamo maturi per creare qualcosa che davvero ci rappresenti, che faccia capire a chi ci ascolta chi siamo.

Obiettivi e aspirazioni?

Nessuna avidità. Far sentire la nostra musica. Rimanere belli puri. Come ci insegna il nostro mentore – il Drugo Lebowski – prendiamo quello che viene. Le aspirazioni le abbiamo, ovviamente. Non saremmo riusciti a salire su questo palco, altrimenti. Però vogliamo sempre rimanere attaccati a ciò che ci piace: sarebbe brutto scendere a compromessi per diventare più famosi.

(foto di Irene Trancossi – Live Rock Festival Acquaviva)

 

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Diretta Rock 2019: sempre più “Live” Rock Festival

Arriva la nuova edizione del Live Rock Festival di Acquaviva e torna l’appuntamento con Diretta Rock, il modo migliore per vivere dall’interno il festival musicale a ingresso gratuito più importante…

Arriva la nuova edizione del Live Rock Festival di Acquaviva e torna l’appuntamento con Diretta Rock, il modo migliore per vivere dall’interno il festival musicale a ingresso gratuito più importante del nostro territorio. L’appuntamento è ai giardini ex-Fierale di Acquaviva di Montepulciano, da mercoledì 28 agosto a domenica 1 settembre, con tante occasioni per conoscere direttamente gli artisti, gli organizzatori e le associazioni che ruotano attorno al Live Rock Festival.

Dopo le edizioni del 2015, del 2016, del 2017 e del 2018, la nostra redazione tornerà a raccontarvi in maniera esclusiva e coinvolgente il festival: tutte le sere tornerà infatti Diretta Rock, a partire dalle ore 20, in streaming su Facebook Live sulla pagina de “La Valdichiana”, con possibilità di interazione in prima persona nello stand allestito nei giardini. Le puntate giornaliere saranno poi raccolte nel nostro canale YouTube e su questo speciale, in modo da avere un archivio di facile consultazione.

Quella che ci apprestiamo a vivere sarà un’edizione sempre più “Live”, con una grande attenzione alle performance degli artisti in cartellone e la possibilità di interviste approfondite, con il consueto format della diretta streaming itinerante lungo i luoghi del festival, cercando di carpire i dettagli e l’atmosfera più genuina del festival.

Ma sarà anche un’edizione di Diretta Rock incentrata sulla solidarietà: abbiamo infatti deciso di “donare” gli spazi pubblicitari che sponsorizzano il programma a un’associazione che fa del dono la sua caratteristica principale. Il nostro sostegno va quindi all’associazione AVIS di Montepulciano, in occasione del suo sessantesimo compleanno, e faremo la nostra parte per diffondere la cultura della donazione di sangue attraverso informazioni su come diventare donatori o come sostenere le attività associative. L’AVIS è infatti un’associazione no-profit apartitica, aconfessionale, che non ammette discriminazioni di genere, etnia, lingua, nazionalità, religione o ideologia politica: all’insegna del volontariato e della solidarietà, nel pieno spirito che anima il Live Rock Festival.

Puntata 5 – domenica 1 settembre

  • Intervista al Presidente Andrea Mezzanotte
  • Il live painting di Gaia
  • Intersos
  • Avis Montepulciano
  • Le cucine del Live Rock Festival

Puntata 4 – sabato 31 agosto

  • Il live painting di Gaia
  • Fridays For Future
  • Avis Montepulciano
  • Intervista a Io e la Tigre
  • Sotto e dietro il palco con i tecnici del Collettivo Piranha

Puntata 3 – venerdì 30 agosto

  • Il live painting di Gaia
  • Legambiente e i progetti Carbon Neutrality
  • Il bookshop e la birreria del Collettivo Piranha
  • Intervista a Makai
  • La ruota della birra

Puntata 2 – giovedi 29 agosto

  • Il live painting di Gaia
  • Intervista ad Antonio Dimartino e ai Telestar
  • Irene Trancossi e la fotografia del Live Rock Festival
  • 60 anni per Avis Montepulciano
  • La lotteria del Collettivo Piranha

Puntata 1 – mercoledì 28 agosto

  • Il live painting di Gaia
  • Intervista ai Dudes
  • 60 anni per Avis Montepulciano
  • L’ecobicchiere e l’impegno ecologista

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Poesia di vita quotidiana: intervista ad Antonio Dimartino

Il tour che ha seguito l’uscita del disco “Afrodite” di Dimartino ha toccato anche Acquaviva, in occasione della XXIII edizione di Live Rock Festival, la sera del 29 Agosto 2019….

Il tour che ha seguito l’uscita del disco “Afrodite” di Dimartino ha toccato anche Acquaviva, in occasione della XXIII edizione di Live Rock Festival, la sera del 29 Agosto 2019. Apprezzatissimo da critica e pubblico, sia come interprete dei suoi brani sia come autore per altri artisti, Antonio Di Martino – che solo nel caso del nome d’arte contrae il suo cognome in Dimartino – è uno dei più importanti cantautori italiani. Con quattro dischi all’attivo (più un disco tributo a Chavela Vargas), e molte canzoni eseguite, tra gli altri, da Arisa, Malika Ayane, Brunori, Colapesce, Levante e Carmen Consoli, è il punto di riferimento del songwriting italiano. Tommaso Ghezzi lo ha intervistato nel backstage del Live Rock Festival subito dopo la sua esibizione.

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Berlino – Techno – Komfortrauschen: musica dal futuro (o da qualche Km più a Nord)

Nel mio stereotipo della città di Berlino c’è il gelo, la birra, l’acciaio e una specie di nostalgia per un posto mai vissuto, nella parte est di questa città, visto…

Nel mio stereotipo della città di Berlino c’è il gelo, la birra, l’acciaio e una specie di nostalgia per un posto mai vissuto, nella parte est di questa città, visto appena una volta in vita mia, ma sentito come mitico e familiare (e mi pare che una volta ci fosse anche un muro). Nel mio stereotipo della città di Berlino c’è la musica. Anche questa me la immagino fredda e ubriacante, con suoni metallici e una costante ricerca di nuove sonorità, che scava, annusa e fruga febbrilmente gli anni del secolo scorso e quello che verrà. La Berlino musicale me la immagino un laboratorio sperimentale di suoni, generi, voci, testi. Ci starebbe proprio un bel viaggetto all’insegna della musica underground…

La prima cosa che ho pensato quando i Komfortrauschen hanno iniziato a suonare nella serata d’apertura dell’edizione 2019 del Live Rock Festival è stata: «Nel mio stereotipo della città di Berlino c’è il gelo, la birra, l’acciaio e una specie di nostalgia per un posto mai vissuto… [leggi sopra]».

I Komfortrauschen (comfort noise) sono un trio berlinese che, unendo chitarra, basso e batteria a una quantità esagerata di pedali sintetizzatori, creano un potente DJ set techno di altissima qualità. Il live che hanno proposto è stato una maratona di sudore ed elettronica, che ha fatto ballare il pubblico di Acquaviva senza sosta. E poi l’energia del sound, i loro vestiti bianchi e i balletti convulsi. Come fai a non intervistarli?

Prima di continuare a leggere vi consiglio di guardare questo loro video: tanto per farvi un’idea.

Raccontatemi la vostra storia

Ci siamo conosciuti 5 anni fa e abbiamo deciso di formare la band, perché eravamo tutti affascinati dalla musica elettronica. Non avevamo né sintetizzatori, né computer, ma soprattutto nessuno aveva la minima idea di come si usassero. C’era l’idea prima dell’oggetto: volevamo farlo, ma non sapevamo come si facesse.

E quindi cosa è successo? Perché avete appena fatto un concerto techno pazzesco…

Fondamentalmente le basi rimangono la chitarra, il basso e la batteria. È da lì che abbiamo iniziato e da lì continuiamo a strutturare le canzoni. Abbiamo studiato molto. Lentamente abbiamo imparato a usare i sintetizzatori, i pedali e la drum machine. La cosa importante è combinare tutti gli elementi in modo divertente e stupido e vedere cosa succede.

Direi che il risultato finale non è niente male…

Grazie. Pensa che a volte in studio ci guardiamo e diciamo «ragazzi questo è veramente stupido… rendiamolo più stupido!». La semplicità e la leggerezza ci portano a risultati che funzionano: divertono il pubblico e lo fanno ballare.

Quando il vostro manager vi ha proposto di venire a suonare al Live Rock Festival di Acquaviva, cosa avete pensato?

Nel 2015 abbiamo suonato in due date italiane ed è stato bellissimo. Fondamentalmente ci piace venire in Italia. Non è per niente male. Questo festival è molto interessante e poi c’è Leeroy Thornhill, uno dei fondatori dei Prodigy, quindi ci siamo detti “cosa stiamo aspettando? Andiamo!”

È strano attribuire significato a canzoni senza testi. Le vostre ce l’hanno?

Certo, sì. A volte c’è uno sfogo di aggressività che si trasforma in potenza elettronica. A noi piace ciò che è grande e metallico. Altre volte, come ho già detto, è puro divertimento, fantasia che gioca.

Com’è la scena musicale berlinese?

È molto elettronica, profonda, intensa per certi versi. Ci sono molti club che arrivano a negare l’ingresso al pubblico, perché straripano di persone all’interno. Ad altri club piace creare un certo clima o tendenza o moda che li caratterizzi e selezionano le persone da far entrare. Non è una mentalità completamente libera, ma se si vuole vedere il lato positivo, questo contribuisce a creare correnti artistiche che si sviluppano sempre di più. Le persone sono malate di musica a Berlino. Trovi molta gente che passa dalle 5 alle 7 ore nei locali, solo per ascoltare musica. Entra di notte ed esce con la luce del sole. È raro, invece, trovare chi viene a vedere esibizioni live e dopo due ore se ne va via. Ho amici che hanno passato 12 ore in dei club ad ascoltare musica. È uno stile di vita. Rispetto all’Italia c’è molta differenza: qua è tutto molto più inclusivo e super aperto, una sorta di festa collettiva ogni volta che c’è della musica sopra un palco.

In questo video potete DIREZIONARE VOI la telecamera: buona visione e buon ascolto!

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La complessità dell’essere genuini – Intervista a Rancore

Rancore, al secolo Tarek Iurcich, rapper romano classe 1989, si è esibito ad Acquaviva in occasione della XXIII edizione di Live Rock Festival. Lo show che sta portando in giro…

Rancore, al secolo Tarek Iurcich, rapper romano classe 1989, si è esibito ad Acquaviva in occasione della XXIII edizione di Live Rock Festival. Lo show che sta portando in giro è quello che segue la pubblicazione del suo ultimo disco “Musica per Bambini”, nel quale – secondo la critica – ha raggiunto la sua maturità stilistica. Il concerto di Acquaviva ha dimostrato come la sua performance sia principalmente fisica e necessiti un’attenta preparazione, quasi un allenamento. Tommaso Ghezzi lo ha intervistato per noi pochi minuti dopo il live, parlando del suo modo di preparare le esibizioni e le tematiche del suo ultimo disco.

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Piranha Social Club: l’orizzonte culturale di Acquaviva che si nutre di relazioni sociali

Foto di Elisa Valdambrini Veloce e curiosa come il quartiere più moderno di una grande città, familiare come solo una frazione di poco più di mille abitanti può essere. Acquaviva…

Foto di Elisa Valdambrini

Veloce e curiosa come il quartiere più moderno di una grande città, familiare come solo una frazione di poco più di mille abitanti può essere. Acquaviva di Montepulciano ormai da anni ha assunto sembianze cosmopolite che difficilmente ne rendono pensabile la collocazione a margine di un paese di provincia, tanto evidente e senza confronti è lo slancio verso una dimensione culturalmente viva che non rimane fine a se stessa, ma che anzi coinvolge, nutre e di nuovo ispira. In questo senso, il Collettivo Piranha è al tempo stesso agente e risultato di un processo culturale che, da quando si è innescato, non ha fatto che alimentare un fermento sociale chiaramente avvertito oltre gli esigui confini di Acquaviva.

Il Live Rock Festival ne è il caso più eclatante, consacrato in modo incontrovertibile a evento di riferimento nel suo genere. Dimostrazione evidente delle potenzialità che una realtà associativa può mettere in campo, il Festival deve la sua crescita all’impegno profuso dal Collettivo Piranha nel creare un ambiente dominato dal valore della continua elaborazione culturale. Lo stesso valore che, alcuni mesi fa, ha spinto i componenti del Collettivo a rilevare un bar di Acquaviva per farne, come lo ha definito il presidente del Collettivo Andrea Mezzanotte, uno “spazio creativo“, che diventasse un’area di aggregazione, un habitat vero per i Piranha storici e quelli che verranno.

«Perché il Piranha Social Club è nato ponendo come principio fondamentale la valorizzazione dei rapporti umani, come base per pianificare nuove iniziative e proporre occasioni di incontro e confronto, in una dinamica di avanzamento per l’intero territorio».

Così si entra in un locale e al tempo stesso si diventa parte di un insieme, quello dell’associazione, che poi è uno spazio di condivisione del tempo e di scambio di argomenti.

«Si scopre un luogo dove le relazioni sono vere, concrete, e da queste nascono discussioni sulle quali si innestano idee in un clima che, per definizione, in quanto collettivo ha già superato la dimensione dell’ “io”. La socialità evocata dal nome del locale la si ritrova nel tentativo di evitare la deriva individualistica cui l’era digitale talvolta obbliga. Uscire dalla propria zona di comfort, quella assicurata dai device e dalla cerchia di contatti più o meno virtuali, per entrare in contatto con persone di generazioni ed esperienze diverse».

Una dinamica che arricchisce sé stessi ma anche, indubbiamente, tutto il tessuto sociale nella sua complessità.

«Quel che sulla lunga distanza il Piranha Social Club può portare, in termini di cambiamento, nella comunità di Acquaviva è proprio l’effetto dell’esistenza di uno spazio in cui scoprire l’altro e al contempo sé stessi, un modo per stabilire contatti umani, ridefinire continuamente il proprio orizzonte di conoscenze. Auspichiamo che questo clima possa generare prodotti culturali sempre meritevoli di attenzione e interesse, anche per sensibilizzare chi ancora non ne fa parte ai valori che animano il Collettivo ».

Durante le sue prime settimane di attività, il Piranha Social Club ha proposto un programma di appuntamenti – dagli eventi musicali alle presentazioni di libri – ai quali se ne aggiungeranno altri il prossimo autunno, dopo che si sarà concluso il Live Rock Festival

Lo stesso Festival ha, di anno in anno, precorso caratteristiche e finalità adesso mantenute e coltivate anche dal Club: le tematiche sociali e quelle ambientali, affrontate e onorate con iniziative avanguardistiche, diventano così argomento di conversazione, dando animo a un movimento culturale che trae nutrimento dal suo stesso organismo.

«Gli eventi che il Piranha Social Club continuerà a ospitare possono essere preparati come improvvisati, quindi seguiti nella realizzazione dal gruppo di competenza. Niente che non si potrebbe impiantare in altre località: sarebbe una soddisfazione aggiunta se il Piranha Social Club facesse da ispirazione per la nascita di realtà analoghe nei dintorni, dove anche è già molto presente la cultura dell’associazionismo».

È forse presto per dire se ciò accadrà, ma visti i risultati che oggi fanno di Acquaviva e del suo Piranha Social Club i casi più interessanti di produzione culturale della Valdichiana, non possiamo che augurarcelo.

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Dolcezza e grinta ne ‘Il Divieto di Sbagliare’ di Eleonora Betti

Ho conosciuto Eleonora Betti in una calda giornata di fine agosto, quando ci siamo ritrovate entrambe a Firenze per la conferenza stampa di uno degli eventi musicali più importanti del…

Ho conosciuto Eleonora Betti in una calda giornata di fine agosto, quando ci siamo ritrovate entrambe a Firenze per la conferenza stampa di uno degli eventi musicali più importanti del centro Italia. Quel giorno il Collettivo Piranha presentava l’edizione 2018 del Live Rock Festival di Acquaviva; Eleonora era lì in quanto protagonista di una delle serate del festival, io per scoprire e raccontare l’evento.

Ho avuto modo di apprezzare la sua musica proprio nei giorni del Live Rock Fest e, adesso che si sta preparando all’esibizione di venerdì 15 marzo in terra chianina, finalmente sono riuscita a cogliere l’occasione per intervistarla.

Fin dalle prime battute scambiate con Eleonora, quello che mi colpisce è la sua dolcezza, il suo sguardo innamorato della musica e il suo modo di raccontarsi che sembra già essere il testo di una canzone. Oltre alla dolcezza che incanta, quello che sorprende di Eleonora è il modo in cui si fondono in lei, in maniera perfetta, vari generi musicali, che la rendono unica e libera da obblighi di appartenenza.

Eleonora Betti è una cantautrice che si divide tra la Valdichiana e Roma, dove attualmente vive; laureata in musicologia, Eleonora è cresciuta tra le note della musica classica, l’amore per le grandi voci del jazz, del musical e il fado portoghese.

“La musica classica è parte di tanti ricordi della mia infanzia e adolescenza, mi piace scoprirne la freschezza, le forme. Del jazz direi che mi affascina più di tutto il senso di libertà espressiva, l’idea che la musica sia qualcosa sempre di personale e non possa essere mai uguale a sé stessa. Del musical amo l’unione tra le varie arti, la dimensione del teatro, la narrazione; del fado la sua forza, spesso drammatica, la capacità di raccontare un luogo e le sue storie. In ognuno di questi generi trovo un’intensità sconvolgente”

Tutti questi generi trovano una sintesi perfetta nel suo disco d’esordio, ‘Il Divieto di Sbagliare’ che, oltre a presentare Eleonora al grande pubblico, è un invito a riflettere sull’impossibilità di camminare sul sentiero della vita senza inciampare ogni tanto. L’errore fa parte di un percorso di conoscenza ed evoluzione. Comprendere il proprio stato di imperfezione consente di elaborare le cadute, di curare le ferite, di guardare avanti con consapevolezza, di trovare nuova forza.

“Grazie a ‘Il Divieto di Sbagliare’ ho potuto far conoscere la mia musica a molte persone, ha aperto la strada a collaborazioni importanti, come quella con Ferruccio Spinetti che ha suonato il basso nel nuovo singolo ‘Libera’. Inoltre, dopo la pubblicazione del mio lavoro, ho potuto osservare come possa esserci interesse anche per un prodotto fuori dagli schemi attuali come il mio, interesse che ho riscontrato sia tra il pubblico ai concerti, che tra la critica. Di recente, è stata una felicissima sorpresa che una webzine musicale come MusicMap abbia scelto “Quaranta Volte” come canzone più bella del 2018” – mi spiega Eleonora.

I brani di Eleonora nascono dall’urgenza di trasformare in canzone un pensiero, un’emozione o una riflessione. E alla domanda se all’interno del disco ci sia un brano a cui è più legata, Eleonora mi risponde così:

“I legami sono diversi con ogni brano, e ugualmente intensi. Però, a distanza di un anno, sento di dire che per ‘Quaranta Volte’ ho un ulteriore affetto, perché è stata la canzone di lancio dell’album ed è diventata la colonna sonora di questi dodici mesi, tra promozione e concerti. Per comporre i miei brani spesso parto da un piccolo nucleo di testo e melodia che poi sviluppo, a volte rapidamente se il momento creativo è molto intenso”.

La Repubblica ha definito il pop di Eleonora un pop d’autore e da camera, un soffuso d’archi e di fiati; non un ninnolo luccicante da mettere in mostra nella vetrina del salotto buono, ma una via d’uscita da prigioni sonore, da etichette precostituite e appiccicate da chi è sempre in cerca di definizioni. Definizioni di cui Eleonora, appunto, non ha bisogno; con la sua musica cerca di far capire che prima di tutto bisogna ascoltare noi stessi in modo da trovare la giusta strada, e, in secondo luogo, gli altri, con apertura e attenzione, per poter costruire qualcosa insieme.

“Fare musica vuol dire impegnarsi per ottenere un risultato; vuol dire giocare, divertirsi, avere passione, essere aperti, incontrare, conoscere, concentrarsi, restare umili. La musica è l’umanità espressa in un suono” – insegnamento, questo, che Eleonora porta sempre con sé e che cerca di trasmettere ai suoi studenti del Liceo e ai bambini a cui impartisce lezioni di pianoforte, canto corale e laboratori di propedeutica.

Durante l’intervista, ho avuto modo di comprendere il punto di vista di Eleonora sullo stato attuale della musica e sulle varie polemiche nate dalla vittoria di Mahmood a Sanremo:

“Sebbene ogni anno ci siano polemiche attorno al vincitore, quella che si è aperta in questo caso mi è parsa assurda: fuori luogo per la parte tecnica, offensiva e preoccupante per i tratti razzisti che ha assunto da parte di alcune persone. Non credo che i pregiudizi siano nel mondo della musica, o perlomeno spero che non sia così; vedo più una strumentalizzazione politica che ha aperto la strada a commenti di ogni genere anche a livello popolare. Comunque tante persone hanno da subito preso posizione in modo opposto, e questo mi conforta”.

Alla vigilia della sua esibizione al Teatro Verdi di Monte San Savino del prossimo 15 marzo, Eleonora mi dice:

È un bellissimo momento, che mi consente, tra l’altro, di chiudere nel migliore dei modi questo primo anno trascorso dall’uscita del disco. Ho un legame molto forte sia con il Teatro Verdi che con il paese di Monte San Savino: lì ho iniziato a suonare il pianoforte e ricevuto la prima formazione artistica. Certamente sarà una bella emozione, una festa, il mio modo per dire grazie a un luogo in cui sono cresciuta e per abbracciarlo con la musica; un abbraccio che spero potrà arrivare forte anche alle persone presenti”.

E riguardo ai progetti futuri, invece, mi svela che questo momento si sta rivelando molto creativo.

“Mi sto dedicando alla scrittura di nuove canzoni, pensando già con entusiasmo a nuovi progetti da realizzare, ma il desiderio è anche quello di continuare con i concerti. La musica come momento di condivisione regala incontri ed emozioni che amo infinitamente vivere”.

Eleonora conclude con un augurio personale, ma allo stesso tempo un auspicio per l’intero panorama musicale italiano e internazionale:

Quando accendo la radio spero di poter sentire musica bella, italiana o internazionale che sia, e magari anche musica emergente, indipendente, da scoprire”.

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Diretta Rock 2018: un Live Rock Festival all’insegna dell’azzardo

Siamo pronti a vivere una nuova edizione del Live Rock Festival di Acquaviva, con quello che ormai è diventato un appuntamento consolidato di fine estate per vivere la rassegna musicale…

Siamo pronti a vivere una nuova edizione del Live Rock Festival di Acquaviva, con quello che ormai è diventato un appuntamento consolidato di fine estate per vivere la rassegna musicale a ingresso gratuito più importante della zona. Diretta Rock torna dal 5 al 9 settembre, tutti i giorni dal Fierale di Acquaviva per raccontare il festival, gli artisti e i volontari del Collettivo Piranha. Dopo le edizioni del 2015, del 2016 e del 2017, tutte all’insegna della sperimentazione e del racconto in tempo reale, anche per quest’anno la nostra redazione tornerà a raccontarvi in maniera esclusiva la XXII edizione del Live Rock Festival.

L’appuntamento con Diretta Rock è per tutte le sere, a partire dalle ore 20, in streaming su Facebook Live sulla pagina de “La Valdichiana”, con tante interviste agli artisti nazionali e internazionali, agli organizzatori e ai partner, ai visitatori e agli amici che verranno a trovarci nell’apposito stand allestito al centro dei giardini dell’ex-Fierale. Le puntate saranno poi raccolte in archivio nel nostro canale YouTube e su questo speciale, per poterle rivedere con calma durante i giorni successivi.

Filo conduttore del programma di quest’anno sarà il tema dell’azzardo, inteso nelle sue declinazioni artistiche e filosofiche. Nelle serate del Live Rock Festival sono stati accostati artisti di generi diversi, per spalancare le frontiere musicali degli ascoltatori: un azzardo, appunto, che è l’unico antidoto alla prevedibilità e all’adagiarsi su ciò che già conosciamo, per andare a scoprire qualcosa di diverso. Quante volte vi siete azzardati a provare qualcosa che non pensavate potesse piacervi? Quante volte siete usciti dalla vostra confort zone per scoprire cosa si trova al di fuori? Venite a raccontarci le vostre esperienze a #LRF2018, dal 5 al 9 settembre ad Acquaviva!

Potete venire anche a incontrarci dal vivo presso lo stand dedicato alla trasmissione all’interno del Live Rock Festival, per conoscere gli artisti e raccontarci la vostra esperienza!

Puntata 5 – domenica 9 settembre

  • Eleonora Betti
  • La squadra foto/video del Collettivo Piranha
  • La direzione artistica del festival con Alessio Biancucci

Puntata 4 – sabato 8 settembre

  • Legambiente e l’ecologia del Live Rock Festival
  • I tecnici di palco del Collettivo Piranha
  • Lucio Leoni
  • Il palco del Live Rock Festival

Puntata 3 – venerdì 7 settembre

  • I Black Beat Movement
  • La cucina del Live Rock Festival
  • La pizzeria del Live Rock Festival
  • L’accoglienza del Collettivo Piranha

Puntata 2 – giovedì 6 settembre

  • I ROS
  • La direzione musicale del festival con Andrea Biagianti
  • Storie dal Collettivo Piranha: Giacomo Torelli
  • La birreria del Live Rock Festival

Puntata 1 – mercoledì 5 settembre

  • Il presidente del Collettivo Piranha, Andrea Mezzanotte
  • Gli Aquarama
  • Il Bookshop del Live Rock Festival
  • Il mercatino dell’ex-fierale
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Live Rock Festival 2018: l’azzardo come antidoto alla prevedibilità

Il Live Rock Festival si conferma una realtà in espansione, andando quest’anno a ricercare le interpretazioni più efficaci del nostro tempo ai margini delle definizioni di genere. Dal 5 al 9…

Il Live Rock Festival si conferma una realtà in espansione, andando quest’anno a ricercare le interpretazioni più efficaci del nostro tempo ai margini delle definizioni di genere. Dal 5 al 9 settembre 2018, presso il parco ex fierale di Acquaviva di Montepulciano Le declinazioni multiformi del rock contemporaneo si condensano in cinque serate, ognuna delle quali si configura come un vero e proprio percorso vertiginoso nelle espressioni artistiche più interessanti del panorama musicale internazionale.

Sono sedici i nomi che campeggiano sul manifesto della ventiduesima edizione di LRF. La loro stentoreità rimbalza dalla costa del Connecticut alla Milano notturna degli after party, dal post-punk del midwest al suono della nuova scena londinese. La cornice strutturale della musica live è composta dalla qualità dei servizi presenti nel parco ex fireale; dell’enogastronomia focalizzata sui prodotti del territorio, con giovani chef locali profondamente dediti al gusto e al legame con i prodotti a Km zero; della sensibilità ambientalista che rende il festival eco-sostenibile, grazie alle stoviglie biodegradabili e all’utilizzo dell’eco-bicchiere lavabile e riutilizzabile.

La line-up del festival vanta band di culto della storia post-punk, stelle dell’elettronica internazionale, fiori all’occhiello del noise rock e dello shoegaze contemporaneo, artisti toscani (e poliziani) che hanno convinto critica e pubblico nell’ultima stagione musicale.

Si parte mercoledì 5 settembre 2018 alle 21:30 con gli Aquarama, che hanno esordito un anno fa con il disco Riva, dimostrando la capacità di mescolare i ritmi tropicali con le atmosfere vintage. Segue M¥SS KETA, l’anima situazionista dell’elettronica italiana, cela il suo volto dietro un velo e degli occhiali da sole, incorniciati dal capello platino: di lei si conosce l’irriverenza e la sensualità del suo accento galloitalico, spalmato sui ripiani sonici dei migliori producer italiani. Gli headliner della prima serata sono gli americani A Place To Bury Strangers, paladini dello shoegaze del nuovo millennio, crudi e rumorosi, passano dal noise alla psichedelia, filtrando tutto il caos sonoro di New York.

Giovedì 6 settembre si apre con i figli della valdichiana, il caschetto rosa e la gioventù ruggente dei ROS sono entrati nel cuore di milioni di italiani, portando alta la bandiera rock della Toscana: dopo aver aperto i concerti di Marilyn Manson e A Perfect Circle, arrivano al Live Rock Festival per presentare il loro disco d’esordio. Segue Andrea Laszlo de Simone, probabilmente il miglior prodotto del panorama indipendente italiano, ormai composto da tante chimere e molto vocìo scomposto. Una rielaborazione di cinquant’anni di psichedelia in chiave cantautorale. Chiude la seconda serata Yungblud, 21 anni e un mese, che mescola la tradizione esplosiva dell’entroterra inglese con le nuove espressioni dell’hip-hop e la cultura di strada: praticamente il suono del prossimo decennio.

Venerdì 7 è aperto dal trio di ispirazione afro blues Hit Kunle, riprendendo la linea world music onnipresente in tutte le edizioni del festival, seguiti da Black Beat Movement, un collettivo milanese che fonde il jazz con tutta la secolare evoluzione della musica nera. A chiudere la serata del venerdì c’è Sir Bob Cornelius Rifo, con il progetto Bloody Beetrots: italianissimo ma stabile nell’empireo delle produzioni statunitensi, ha calcato tutti i palchi più importanti del mondo. Dal Tomorrowland a Sanremo in coppia con Raphael Gualazzi, dal Coachella al Rock Am Ring, senza perdere mai la sua identità esplosiva. Vanta collaborazioni con Steve Aoki, Tommy Lee e Paul McCartney, e chiuderà il venerdì notte di LRF: ci sarà da divertirsi.

Sabato 8 settembre Lucio Leoni salirà sul palco alle 21:30, con il suo cantautorato drammaturgico, i suoi recitativi a metà tra il rap e l’irriverenza punk, ha conquistato il cuore di tantissimi ascoltatori. Segue Akua Naru, una militante prima che una grande voce soul, rivendica le lotte delle donne afroamericane cavalcando le ritmiche funk, jazz e hip hop. Gli Shame sono la grande proposta di quest’anno, e saranno l’ultimo live del sabato sera: emergono dall’underground londinese, si sono conquistati uno spazio rilevante della scena musicale inglese con il graffio dei loro amplificatori e l’energia scatenata nei live. A chiudere la serata il dj set di Herva, grande promessa dell’elettronica fiorentina già sbarcata su etichette internazionali come Planet Mu e Delsin.

Domenica 9 settembre sarà Eleonora Betti ad aprire l’ultima serata di LRF: proporrà un pop d’autore, una musica colta  figlia della sua formazione accademica in pianoforte e canto che si configura in una poetica fuori da tempo e storia, incasellabile e degna dell’ascolto più attento. In seconda battuta gli  Eugenio in Via di Gioia, che aumenteranno le ritmiche tra le plettrate vigorose sulle chitarre acustiche e la frizzantezza dei loro testi, sarcastici e spietati, racconteranno l’Italia contemporanea con l’ironia che meritano i drammi. A chiudere il Live Rock Festival saranno i Pere Ubu, padri del post-punk americano. Dopo quarantatre anni di carriera, cominiciano una nuova tournée italiana partendo proprio da Acquaviva, con un live gratuito – è sempre bene ricordarlo – in una storica reunion con il bassista Tony Maimone fondatore della band.

Cinque serate di grande musica, di grande qualità gastronomica, di buone pratiche e di educazione alla convivenza. Cinque serate gratuite, senza token, senza biglietterie né selezioni all’ingresso. Cinque serate di gioia alle quali mancare sarebbe un gran peccato.

«L’azzardo è l’antidoto contro la prevedibilità»

 

1 commento su Live Rock Festival 2018: l’azzardo come antidoto alla prevedibilità

Diretta Rock 2017: alla scoperta del Live Rock Festival

Nuova edizione del Live Rock Festival di Acquaviva, nuova edizione di Diretta Rock! Dopo gli esperimenti della prima stagione e dopo il successo dello scorso anno, la nostra redazione è pronta a…

Nuova edizione del Live Rock Festival di Acquaviva, nuova edizione di Diretta Rock! Dopo gli esperimenti della prima stagione e dopo il successo dello scorso anno, la nostra redazione è pronta a una nuova avventura durante la manifestazione rock più amata del territorio, uno dei festival a ingresso gratuito più importanti a livello nazionale. Il Live Rock Festival, giunto alla XXI edizione, si prepara a stupire con la sua offerta musicale di artisti internazionali; La Valdichiana è pronta a raccontare tutti gli ospiti e le emozioni delle cinque serate di Acquaviva, dal 6 al 10 settembre 2017.

Ogni sera, a partire dalle ore 20, saremo in diretta streaming su Facebook Live con la nuova stagione di “Diretta Rock” per raccontare tutto ciò che ruota attorno alla manifestazione, con approfondimenti e interviste, subito prima dell’inizio dei concerti serali. Le puntate saranno poi raccolte in archivio nella pagina YouTube e su questo speciale. Potete venire anche a incontrarci dal vivo presso lo stand dedicato alla trasmissione all’interno del Live Rock Festival, per conoscere gli artisti e raccontarci la vostra esperienza!

Seguendo un percorso di crescita e innovazione già inaugurato da Giardino Valdichiana, tra le novità di quest’anno ci sarà la regia digitale a cura di Lightning Multimedia Solutions, per una migliore resa tecnica; le puntate saranno inoltre suddivise in tre blocchi con tre presentatori diversi (Valentina, Tommaso e Marta) per raccontare la manifestazione da più punti di vista. Vi aspettiamo, venite a vivere e raccontare il Live Rock Festival insieme a noi!

Puntata 5 – domenica 10 settembre

  • Willie Peyote
  • Alessandro Pinzuti del Collettivo Piranha
  • I tecnici del Live Rock Festival

Puntata 4 – sabato 9 settembre

  • Marta di Incontriamoci e Riccardo di Migrantes
  • Gli Stregoni
  • Emanuele, Daniele, Veronica e Daniele del Collettivo Piranha

Puntata 3 – venerdì 8 settembre

  • Bruno Belissimo
  • Matteo e Gaetano di Legambiente
  • Claudio, Riccardo e Lorenzo del Collettivo Piranha

Puntata 2 – giovedì 7 settembre

  • Lalla e Arianna del Collettivo Piranha
  • Alessio Biancucci racconta il Live Rock Festival 2017
  • Gli Ex-Otago

Puntata 1 – mercoledì 6 settembre

  • Lorenzo Bui presenta il Live Rock Festival 2017
  • Claudio dei Mighty Oaks
  • Niccolò, Riccardo e Federico del Collettivo Piranha
  • I Soviet Soviet

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