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Compleanni e notizie: un futuro da “slow journalism”

Sabato scorso abbiamo festeggiato il sesto compleanno: La Valdichiana ha infatti compiuto sei anni, un percorso costellato di tanti sacrifici ma altrettante soddisfazioni, reso possibile soltanto attraverso l’impegno e la…

Sabato scorso abbiamo festeggiato il sesto compleanno: La Valdichiana ha infatti compiuto sei anni, un percorso costellato di tanti sacrifici ma altrettante soddisfazioni, reso possibile soltanto attraverso l’impegno e la passione di tutta la redazione. Nel corso di questi anni abbiamo imparato a conoscere meglio il nostro territorio, con l’obiettivo di migliorare noi stessi e il nostro modo di fare giornalismo, per offrire servizi sempre più attenti alle richieste dei lettori.

Tanto rimane ancora da fare e non abbiamo intenzione di fermarci qui: il sesto compleanno coincide con l’apertura della nuova sede a Chianciano Terme, all’interno del Valdichiana Tourist Lab, come punto fisico di incontro tra i redattori e tutti i lettori interessati ad approfondire le storie affrontate dal nostro magazine. Ciò che è importante spiegare, tuttavia, è che la crescita della nostra testata non equivale necessariamente all’aumento delle attività: anzi, il nostro approccio vuole essere quello dello “slow journalism”, investendo principalmente nella qualità.

Che cos’è lo slow journalism? Un movimento che intende migliorare il mondo delle notizie, applicando la dinamica dello “slow food” al giornalismo: un approccio che intende puntare sulla qualità dell’informazione, sulla verifica delle fonti, sulle relazioni con le persone. Lo slow journalism non vuole arrivare per primo sulla notizia, anzi contesta il modello delle breaking news che hanno contribuito a creare il “fast food dell’informazione”. Per una spiegazione più dettagliata e per i modelli di riferimento, ecco un link di approfondimento: Slow Journalism.

Ci siamo avvicinati a questa filosofia nel corso degli anni, scoprendo sulla nostra pelle la validità degli argomenti espressi e utilizzandoli come modello del nostro metodo giornalistico, seppur in un ambito locale e ristretto come il territorio della Valdichiana. In questa ottica si inserisce anche il nostro nuovo progetto, Valdichiana Weekly, il servizio di informazione settimanale che intende potenziare la vecchia newsletter collegata al magazine.

Valdichiana Weekly è una rassegna ragionata e commentata delle principali notizie della settimana riguardanti il nostro territorio; esce ogni lunedì e racchiude anche il calendario degli eventi in arrivo e gli approfondimenti curati dalla redazione. Piuttosto che pubblicare notizie ogni giorno, preferiamo pubblicarle quando serve; piuttosto che rimanere travolti dal flusso indistinto delle “breaking news”, preferiamo prenderci tutto il tempo necessario per verificare le informazioni e inquadrarle in un contesto utile al lettore.

Non sarà perfetto, non sarà definitivo: ma ci proviamo, seguendo un modello che mette al primo posto l’etica professionale e il servizio ai lettori. Provate Valdichiana Weekly, se volete: è comoda da leggere e perfettamente fruibile da smartphone. Siamo ansiosi di ricevere commenti, critiche e suggerimenti!

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Buon quinto compleanno, La Valdichiana!

La fase di startup, che è la parte iniziale di ogni nuova impresa, è quella più complicata, ma allo stesso tempo ricca di soddisfazioni: di solito dura tre anni, un…

La fase di startup, che è la parte iniziale di ogni nuova impresa, è quella più complicata, ma allo stesso tempo ricca di soddisfazioni: di solito dura tre anni, un lasso di tempo nel quale si è in grado di comprendere se l’attività può sopravvivere agli sforzi e agli entusiasmi iniziali e mettere radici profonde nel terreno, per continuare a lungo nel tempo.

La Valdichiana ha compiuto cinque anni, quindi possiamo dire che la fase di startup è stata superata: quella fase in cui era più difficile emergere, ma anche quella fase in cui gli errori potevano più facilmente essere perdonati. Cinque anni fa questo progetto era una scommessa, adesso è una realtà, considerato da molti lettori come un punto di riferimento serio e autorevole. Nel corso di questi anni ci siamo rinnovati e migliorati, ci siamo sforzati di cambiare e di offrire un servizio sempre migliore, mantenendo quanto più possibile saldi i valori etici che abbiamo già descritto a lungo su queste pagine.

Il vostro sostegno ci ha permesso di raggiungere il quinto compleanno, gettando le basi per continuare ancora a raccontare il territorio in cui viviamo. Sarebbe impossibile fare un elenco completo delle tante soddisfazioni di questi anni e delle persone che abbiamo incontrato; per questo, invece che concentrarci sul passato, preferiamo concentrarci sul futuro, e sulla strada che dobbiamo ancora percorrere.

I prossimi mesi saranno caratterizzati da tante novità: per esempio il Mercante in Chiana, la nuova edizione del gioco di carte collezionabili ispirate al dialetto chianino, in cui avrete la possibilità di scegliere i nomi e le illustrazioni. Avremo inoltre il crowdfunding dedicato a “Passione senza fine”, il docufilm che racconta la vita e le emozioni del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita di Siena, la cui produzione avverrà nel corso dei mesi a venire. Per non parlare dei tanti eventi da seguire, della nuova stagione di “Giardino Valdichiana” che ci accompagnerà per tutta l’estate, con interviste e musica dal vivo, e nuovi articoli nel nostro negozio online dedicato agli approfondimenti sul territorio.

Tanti progetti in arrivo, quindi, e tante altre sfide che ci aspettano lungo il percorso. Siamo felici dei risultati raggiunti, ma non vogliamo fermarci qui, e speriamo di avervi con noi nel proseguo del cammino. Grazie a tutti e buon compleanno, La Valdichiana!

 

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Buon compleanno, pensando al futuro

Era una calda giornata di maggio quando “La Valdichiana” pubblicò il suo primo articolo. Per la precisione, il 3 maggio 2013: l’articolo era la prima parte della “Breve storia della…

Era una calda giornata di maggio quando “La Valdichiana” pubblicò il suo primo articolo. Per la precisione, il 3 maggio 2013: l’articolo era la prima parte della “Breve storia della Valdichiana”, una rubrica di approfondimento sulla storia locale, che già faceva capire il taglio che volevamo dare al nuovo prodotto editoriale. Una testata online per parlare del nostro territorio, senza essere schiavi dell’attualità o inseguire l’emergenza della cronaca, per poter offrire ai lettori degli approfondimenti di qualità.

Sono passati quattro anni, e oggi “La Valdichiana” festeggia uno splendido compleanno. Quattro anni possono essere un periodo breve, per certi versi; d’altra parte, nel settore dell’editoria online, quattro anni sembrano un’eternità. Rubriche, storie, eventi dal vivo, cause di beneficienza… in questi anni il nostro obiettivo è stato il territorio in tutti i suoi aspetti, attraverso una serie di iniziative che hanno cercato di rendere il giornale una creatura viva e attenta, capace di aggregare una comunità di persone curiose e interessate. Ed è stato proprio questo, forse, il segreto del suo crescente successo in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi (che è quello che più ci preme, perché i numeri contano poco se i contenuti non valgono niente!)

“La Valdichiana” iniziò come quotidiano online, per poi evolversi in magazine settimanale dopo un paio d’anni. Diretto fin dagli albori dalla giornalista Valentina Chiancianesi, ha potuto contare sulla collaborazione di tante persone, da redattori a blogger, a semplici appassionati; nel corso di questi quattro anni ha contribuito alla formazione di altri giornalisti, che fanno parte tuttora della redazione o hanno proseguito la carriera presso altre testate editoriali. Una redazione che si è sempre contraddistinta per la massiccia presenza di under 35 (che costituiscono anche la totalità dei soci fondatori e di coloro che tuttora ne fanno parte) e per una forte maggioranza femminile. Queste caratteristiche ci hanno sempre resi orgogliosi, perché non era scontato riuscire a sopravvivere per quattro anni con un progetto editoriale del genere, nel sud della Toscana.

I nostri valori

Abbiamo sempre creduto nel giornalismo e nella necessità di recuperare serietà e autorevolezza, mettendo al centro il lettore. I valori su cui abbiamo costruito “La Valdichiana” sono gli stessi di quattro anni fa, e costituiscono la guida della nostra professione. Ci siamo adattati agli eventi, abbiamo affrontato le avversità e ci siamo messi sempre in discussione, ma abbiamo mantenuto i capisaldi di ciò che ci ha spinto a intraprendere quest’esperienza.

Etici: vogliamo dare voce ai protagonisti del nostro territorio, che brulica di vita e di creatività, attraverso un giornalismo trasparente, votato a un approccio costruttivo. Poca attenzione alla cronaca, alle diatribe politiche e all’attualità, nessuna critica distruttiva che non sia accompagnata anche da una proposta positiva.

Indipendenti: non abbiamo ricevuto finanziamenti pubblici e ci sosteniamo unicamente attraverso gli sponsor e i contributi dei lettori. Siamo riusciti a mantenere il magazine gratuito, fino ad adesso, e contiamo di riuscire a farlo anche in futuro. La mancanza di finanziamenti da parte delle amministrazioni pubbliche garantisce l’autonomia e l’indipendenza del nostro giornalismo.

Viaggiatori: vogliamo scoprire cose nuove e farci coinvolgere, non vogliamo convincervi di ciò che già sappiamo. Ci occupiamo di arte, tradizione, storia, enogastronomia, sport e ambiente, e tanto altro che può suscitare interesse. Ci piace conoscere in prima persona le realtà che raccontiamo, e siamo sempre pronti a viaggiare in lungo e in largo per la Valdichiana: perché siamo una testata online, ma incontrarci dal vivo è più bello!

Ascoltatori: ci sono ancora tante storie da raccontare. Siamo sempre all’ascolto: chiunque può contattarci e raccontarci qualcosa, purché costituisca un valore aggiunto per la comunità chianina. Non tutto è adatto a essere pubblicato sotto forma di articolo: per questo abbiamo sviluppato format alternativi, dalla web tv alla radio, che ci permettono di dedicare spazio a tutti.

Rivoluzionari: ci siamo concentrati principalmente sulla Valdichiana Senese, perché è il nostro territorio di origine e la maggior parte dei redattori vive in questi comuni. Ma abbiamo sempre considerato la Valdichiana unita, senese e aretina: non bastano un canale o una provincia per dividerci.

Sperimentatori: siamo una redazione curiosa e pronta a sperimentare nuove idee. Accogliamo i nuovi strumenti tecnologici come un’opportunità per creare qualcosa di nuovo, cercando di dare sempre il nostro meglio in termini di qualità dei contenuti. Dal canale su Telegram ai programmi in diretta su Facebook, la testata ha un intero ecosistema digitale che ruota attorno al sito web!

Giornalismo e sostenibilità

Avere belle idee e affrontare le sfide con tenacia ed entusiasmo, purtroppo, non è sufficiente. L’editoria affronta una crisi precedente a quella economica globale, e il giornalismo non vive i suoi giorni migliori. Per una testata locale come “La Valdichiana” è difficile raggiungere una sostenibilità economica; tanti esperimenti non sopravvivono che qualche mese, di fronte alle difficoltà dei bilanci. Aver compiuto quattro anni ed entrare nel quinto anno significa che siamo riusciti a trovare un equilibrio e la testata ha cominciato a camminare con le sue gambe, diventando una realtà sempre più concreta.

Come già accennato in precedenza, “La Valdichiana” è una testata libera e indipendente: non può contare su finanziamenti pubblici, e questo non può che provocare una difficoltà maggiore dal punto di vista economico. Per massima trasparenza, quindi, ci teniamo a spiegare come la testata riesce a sopravvivere e come può retribuire il lavoro della redazione e dei suoi collaboratori. Non esiste una ricetta segreta per tutte le testate: nel nostro caso, abbiamo tre settori che garantiscono la sostenibilità e permettono di guardare al futuro.

Il primo settore è quello più classico: la vendita degli spazi pubblicitari. Come ogni testata editoriale, e come la quasi totalità dei siti web, anche “La Valdichiana” mette a disposizione degli spazi attraverso dei banner pubblicitari alle attività commerciali del territorio che desiderano raggiungere il vasto pubblico. Tuttavia, abbiamo sempre mantenuto i banner in sezioni non invasive del giornale, a costo di perdere appetibilità per gli sponsor, per non disturbare la lettura; e non ci siamo mai sottomessi alle metriche quantitative, cercando di raggiungere elevati volumi di traffico per aumentare le visualizzazioni dei banner. Questo sarebbe stato a nostro avviso un errore, perché la ricerca della quantità avrebbe costretto a sacrificare la qualità, e a cadere nel corto circuito di articoli click-baiting che avrebbero fatto perdere tutta l’autorevolezza e la serietà della testata; da un punto di vista più strettamente commerciale, l’incremento dell’utilizzo degli adblock rende necessario per tutte le testata online la ricerca di mezzi alternativi.

Il secondo settore è quello del branded content: lo avrete notato in alcuni speciali realizzati dalla redazione, principalmente per gli eventi. Non abbiamo mai apprezzato il giornalismo che si presta alle marchette, ma pensiamo che si possa comunicare in maniera efficace e trasparente: attraverso il branded content, il cliente non commissiona un pezzo, ma sponsorizza la redazione per la creazione di un contenuto editoriale creato appositamente per raccontare i suoi valori o le sue caratteristiche. Nella pratica, un’azienda di vino non acquisterà uno spazio per scrivere ciò che vuole della sua attività commerciale, ma acquisterà un contenuto editoriale che parlerà del vino, lasciando alla redazione completa autonomia editoriale. Ciò garantisce la massima trasparenza per il lettore, che deve sapere che tale contenuto è stato sponsorizzato da un cliente, ma al contempo è cosciente che ciò che viene scritto non è stato commissionato, bensì è frutto dell’autorevolezza e della professionalità dei redattori. Questa tecnica, che avviene attraverso la società Valdichiana Media (editrice del giornale e fondata dai redattori), consente la massima resa anche per il cliente, che potrà comunicare i propri valori in maniera più efficace e autentica rispetto alla normale pubblicità.

Infine, il terzo settore è quello del finanziamento diretto da parte dei lettori: nello specifico, abbiamo scelto Patreon. Inutile girarci attorno: il giornalismo costa, e la qualità va pagata. Abbiamo deciso di mantenere “La Valdichiana” gratuita per tutti i lettori, evitando quindi di chiuderla ai soli abbonati, ma abbiamo comunque attivato delle forme di finanziamento dal basso che possano aiutarci a rendere sostenibile la testata o ampliare i suoi contenuti. Attraverso Patreon, i nostri lettori possono sostenerci direttamente attraverso una donazione mensile: al raggiungimento di determinate soglie, la redazione attiverà nuovi servizi (inchieste e reportage aggiuntivi, eventi di beneficenza e così via) che consentiranno la crescita costante della testata.

Questo è ciò che siamo riusciti a fare in quattro anni, e speriamo di continuare a fare per molti anni ancora: ma niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza di voi, che avete apprezzato e sostenuto il nostro forzo. A tutti voi vanno i nostri più sinceri ringraziamenti per il quarto compleanno de “La Valdichiana” e l’augurio di continuare a osservare il territorio con sguardo curioso ed entusiasta.

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Kate Moss: la “bad girl” della moda compie quaranta anni

Tra nuove nascite, compleanni e compleanni più o meno vip, questo periodo dell’anno è davvero ricco di prole. Ma c’è né uno che sta facendo molto parlare di se, quasi…

Tra nuove nascite, compleanni e compleanni più o meno vip, questo periodo dell’anno è davvero ricco di prole. Ma c’è né uno che sta facendo molto parlare di se, quasi come se fosse un giubileo, e non è altro che il quarantesimo Happy Birthday della “bad girl” della moda per eccellenza: Kate Moss.

La Moss ha compiuto quarant’anni anni il 16 gennaio scorso, ma i festeggiamenti sono iniziati più di un mese fa con il British fashion Award, ovvero i premi che ogni anno il British Fashion Council assegna ai numeri uno della moda britannica, e dove Kate è stata festeggiata per i suoi venticinque anni di carriera.

Ritratta da Playboy per festeggiare il suo compleanno, per Kate Moss si sono scomodati artisti e sociologi, scrittori e i più grandi fotografi del pianeta che hanno immortalato ogni centimetro di un corpo che incarna perfettamente l’ultima icona del nostro tempo. Nata in un centro suburbano di Londra, figlia di una barista e di un agente di viaggi, all’età di quattordici anni è scoperta da Sarah Doukas, fondatrice dell’agenzia di moda di Storm, in un aeroporto di New York e le sue parole, quando vide per la prima volta Katherine Ann Moss, furono: “ È piccola, ma con quel viso e quella grinta cercheranno di imitarla tutti a New York”.

Caratteristica che ha reso la Moss diversa dalle altre modelle, è proprio l’altezza, relativamente bassa e decisamente magra, ma una magrezza che affascina, tanto da farle ottenere numerosi riconoscimenti, tanto da essere inserita nella lista delle donne più belle del mondo. Possiamo definire Kate Moss un amante dell’alternativo a tutti i costi, in modo particolare del mondo rock and roll, notturno, irregolare e un po’ tossico, e paragonandola ad uno stile possiamo definirla alla Young British Art, sorella dell’acida generazione di Trainspotting.
Grazie al suo aspetto “alternativo”, la modella è associata al movimento grunge, promosso da band come Nirvana ed è proprio per questo motivo che lo stilista Calvin Klein, la scelse come testimoniale per una campagna pubblicitaria trasgressiva al fianco di Mark Wahlberg. Da questo momento in poi la presenza della Moss su tutte le passerelle dell’alta moda è stata costante, da sempre presente sulle più prestigiose copertine di giornali come Harper’s Bazaar, Vogue, Allure ed Elle, fino a posare per il famosissimo fotografo che l’ha inserita nel suo libro 10 Women, un volume in bianco e nero dedicato alle donne del momento.

Kate Moss su playboy

Kate Moss su playboy

La Moss non è famosa solo per la sua carriera da top model, ma ha fatto molto parlare di sé per le sue scelte sentimentali, fidanzati non troppo raccomandabili e vita fatta di eccessi, saltata fuori grazie ad una foto pubblicata su un giornale britannico. Nel 2005 la rivista britannica Daily Mirror, pubblica in prima pagina uno scatto rubato in cui la Moss sniffava coca a un party e dopo aver fatto il giro del mondo, lo scatto è scomparso dall’immaginario mediatico lasciandosi dietro non poche polemiche. All’epoca Kate Moss era fidanzata con Pete Doherty, cantante e musicista inglese, e noto alla cronaca più per la sua vita non troppo tranquilla che per le sue canzoni. Fu detto che le fotografie erano state vendute alla rivista da James Mullord, ex manager di Doherty per più di 150,000 dollari, fatto sta che nei periodi immediatamente successivi allo scandalo la maggior parte dei contratti di Kate Moss, furono annullati, a partire da quello di Stella McCartney di 4 milioni l’anno e la stessa posizione venne presa da Chanel e Burberry, costringendo la Moss a chiedere pubblicamente scusa in un conferenze stampa e ammettendo le proprie responsabilità. Alla storia travagliata con Pete Doherty ha fatto seguito quella forse meno impegnativa con Jamie Hince dei Kills, oggi suo marito. Il curriculum amoroso della Moss conta un primo amore con Johnny Depp, forse un po’ troppo spacca cuore per durare; prima di sopravvivere a Pete Doherty, ha avuto una figlia da Jefferson Hack, troppo per bene da consentire cordiali dinamiche familiari, insomma non insegue miliardari del jet set internazionale o vip invecchiati, ma continuano a piacerle gli uomini difficili, fragili figli di puttana, con cui litigare furiosamente e poi fare pace non senza rancore.

Con questo, la Moss, a 40 anni può vantare successi e scandali, e lo splendido rapporto che ha con il suo corpo, tanto che non ha esitato ancora una volta a posare completamente nuda per l’obiettivo di Mert Alas e Marcus Piggot in un servizio di 18 pagine destinato a fare storia. Questo perchè nessuno è mai riuscito a mettere in discussione la sua perfezione che ha stravolto i canoni consueti di bellezza e si è imposta come del tutto inimitabile. Forse per molti la Moss è più un’icona che una bomba sexy, ma guardando il corpo possiamo dire che ben poco è cambiato da quando a quindici anni giocava sui set dimostrando già un bel carisma, quel carisma che le ha permesso di essere la Donna che è diventata!

Tanti auguri Moss!

Foto: Christie’s Imagine

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Chiusi: festeggiamenti per Gina e Anita, rispettivamente 103 e 100 anni

Una festa dove l’allegria ha fatto da padrona, la spensieratezza e soprattutto la voglia di stare insieme, sono questi i toni giusti per descrivere l’iniziativa organizzata al cinema Eden dall’Auser…

Una festa dove l’allegria ha fatto da padrona, la spensieratezza e soprattutto la voglia di stare insieme, sono questi i toni giusti per descrivere l’iniziativa organizzata al cinema Eden dall’Auser di Chiusi Scalo. Canti, balli ed anche un bel rinfresco non sono mancati, il vero spirito della festa è stato dato dalla voglia di passare qualche ora di tranquillità e di gioia tutti insieme.

Sul palco del cinema grazie alla musica e alla voce di cantanti veterani e di giovani talenti canori chiusini sono stati ripercorsi gli ultimi cinquanta anni di musica italiana e non solo; ad alternare le esibizioni musicali alcune poesie e brani letti anche da alcuni ragazzi neomaggiorenni di Chiusi (gli stessi che qualche mese fa hanno ricevuto in regalo la Costituzione Italiana) che hanno spiegato a modo loro la propria visione del mondo e la condizione di giovane al giorno d’oggi. Le oltre 200 persone che hanno riempito la sala del cinema Eden, dunque non si sono certo annoiate, ma senza dubbio l’evento più commovente e più sentito è stato il buon compleanno dato da tutto l’Auser e dal sindaco Stefano Scaramelli alla signora Gina Feri per i suoi 103 anni e alla signora Rinaldini Anita (se pur non presente) per i suoi 100 anni.

“Sono contento – dichiara il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli – di essere stato invitato alla festa organizzata dall’Auser di Chiusi Scalo e sono stato anche molto emozionato nel consegnare un piccolo regalo alla signora Feri. Guardandola negli occhi ho visto una donna tenera e forte allo stesso tempo, estremamente lucida e capace, ne sono certo, di incantare nel racconto delle tante storie vissute in oltre un secolo di vita. Incontrare persone come la signora Feri o la signora Rinaldini cambiano sempre la giornata in meglio perché è sconvolgente vedere la forza con la quale nonostante tutto continuano ad affrontare giorno per giorno le difficoltà della vita, la stessa forza dovrebbe essere presa ad esempio dai nostri giovani che con le proprie scelte possono cambiare il futuro che gli spalanca di fronte. Per questo sono stato contento dell’intervento dei ragazzi neo maggiorenni perché hanno confermato l’attaccamento alla propria Città e a valori importanti; a tutto l’Auser vanno quindi i complimenti per aver organizzato una bel pomeriggio e alla signore Feri e Rinaldini non posso che andare, da parte mia e di tutta l’amministrazione, ovviamente i più cari e migliori auguri di buon compleanno.”

Alla festa organizzata dall’Auser oltre ai tanti iscritti con al seguito i propri nipoti era presente anche l’assessore al bilancio e finanze Juri Bettollini. L’Auser di Chiusi si conferma quindi una realtà dinamica ed attenta alle esigenze della collettività, non a caso dopo la festa sono subito iniziati i preparativi per avviare il nuovo corso di insegnamento della lingua italiana rivolto ai cittadini stranieri, un corso gratuito e che già lo scorso anno ha dimostrato di essere molto apprezzato ed utile.

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