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“I Dialoghi degli Dei” – La mitologia dell’Amore al Ciro Pinsuti di Sinalunga

I Dialoghi degli Dei, di Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia, va in scena al Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga, Venerdì 14 Febbraio alle 21:15. Uno spettacolo tratto dal…

I Dialoghi degli Dei, di Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia, va in scena al Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga, Venerdì 14 Febbraio alle 21:15. Uno spettacolo tratto dal testo omonimo di Luciano di Samosata, prodotto dalla compagnia Lombardi-Tiezzi, che vede sul palco Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano e Giulia Solano.

Per quanto sia una delle personalità più eclettiche e multiformi della letteratura greca, Luciano di Samòsata viene manualisticamente afferito al genere della satira menippea, la fase embrionale – come afferma la maggior parte dei filologi – del moderno romanzo. Samosata (oggi Samsat, in Turchia) divenne una città romana dal 72 d.C., Luciano nacque circa cinquant’anni dopo e crebbe in pieno principato di Adriano, nel tollerante clima culturale e nelle estetiche alessandrine del secondo secolo. Educato all’eloquenza, alla raffinatezza stilistica e al virtuosismo dialettico, Luciano di Samosata produce opere che sono veri e propri esempi letterari della nuova sofistica mediorientale. La sua opera è indicata come un esempio di libertà, di elasticità sia formale che nei contenuti, in cui tutto il bagaglio della cultura ellenistica e il retaggio classico diventano serbatoi da cui attingere liberamente elementi e riferimenti. 

Ne La Storia Vera, ad esempio, racconta – in modo deliberatamente e dichiaratamente finzionale – del viaggio che, assieme a un equipaggio di cinquanta compagni, intraprende oltre le colonne d’Ercole. È il primo romanzo weird and eerie della storia, in cui sono presenti guerre interplanetarie, voli astrali, nonché una tappa nelle Isole fortunate in cui il protagonista incontra gli storici greci defunti, tra cui Erodoto, che viene punito in eterno per “non aver scritto la verità” (con ovvi intenti provocatori e parodistici).

Il carattere dissacrante permea tutta la sua produzione, nella quale spiccano, per rilievo storico e per modernità, i Dialoghi. Ora, i Dialoghi sono un genere letterario di enorme fortuna nella produzione classica, ma mai nessuno si era spinto a confrontare in un dialogo, un dio e un mortale, pareggiando le loro capacità di confronto, le loro debolezze e le loro intimità. Ne I Dialoghi degli Dei, infatti, Zeus, Era, Eros, Dioniso, Ermes ed Apollo, così come Afrodite, Priapo, Endimione e Seleno, toccano le bassezze degli umani: tradimenti, pettegolezzi, ruberie, invidie e marette coniugali caratterizzano i “retroscena” del mito, che Luciano di Samòsata ci tratteggia con uno stille eccezionale, sia per modernità che per efficacia.

Dall’incontro tra Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia è nato uno spettacolo teatrale che muove proprio da I Dialoghi degli Dei di Luciano. In questo allestimento gli Dei sono atterrati in una classe di un ginnasio, diventando oggetto concreto delle spietate interrogazioni con cui un’austera insegnante tormenta due suoi allievi. Seduti ai loro banchi di scuola e con i calzoni corti, i due maturi studenti, interrogati su tresche e malefatte degli immortali, sperimentano sulla propria pelle le ingiustizie della scuola, preludio alle future ingiustizie della vita. Nello spettacolo la libertà formale del testo di Luciano cozza con i rigidi metodi educativi dell’istituzione scolastica, muovendo qua e là, delle critiche al nozionismo e alla severità di alcuni esponenti del corpo docente italiano. Sarà un ottimo modo per celebrare San Valentino, sia che siate in coppia o meno, riflettere sulle relazioni e la comunicabilità tra gli esseri umani, la necessità di amore che muove le vite di tutti – dei o mortali che siano – e che caratterizza nel bene o nel male, le nostre vite.

Abbiamo incontrato Giovanni Guerrieri de I Sacchi di Sabbia per parlare dello spettacolo.

Nello spettacolo si ride tanto: Luciano di Samosata per gli studenti del classico è l’autore divertente del canone letterario in greco antico: è l’autore parodico, l’autore fantascientifico ante-litteram. Quanto vi ha aiutato questo aspetto del testo originale? Come avete lavorato, proprio in funzione della componente – molto presente ne I Dialoghi degli Dei – che è quella comica?

Giovanni Guerrieri: la scommessa che noi facciamo è proprio questa: quanto resiste della componente comica di un testo antico? Il comico è sempre legato al qui ed ora. Le dissacrazioni e le provocazioni di Luciano non possono arrivare al pubblico contemporaneo con la stessa forza dirompente che avevano nel II secolo. Lo stesso apparato mitologico che forse per la prima volta atterra tra gli umani e diventa oggetto di pettegolezzo, si scardina e Luciano rende gli dei umani troppo umani, più umani degli umani stessi: pieni di vizi, come gli umani. Quell’Olimpo, mitologico con un reale valore religioso, era già al crepuscolo, ma I Dialoghi degli Dei di Luciano aveva ancora una forza provocatoria. Oggi ovviamente quello che resta di provocatorio, secondo noi, sono le allusioni alla sfera erotica, all’intimità degli dei, agli amori extracoiniugali, agli amori omosessuali, paradossalmente sono questi tabù, questi giochi, che allora hanno avuto un risultato comico e che resistono ancora oggi. Noi abbiamo insistito su quelli, alleggerendo sostanzialmente lo spettacolo, rendendolo molto divertente.

Invece nell’espressione e nella resa attoriale del testo come è stato portato avanti il metodo di lavoro? Come vi siete divertiti a costruire le scene e il ritmo dello spettacolo?

Giovanni Guerrieri: Noi abbiamo spezzettato il testo. Abbiamo scelto il luogo più idoneo per far atterrare gli dei che è quello di un’aula ginnasiale. Attenzione, un’aula ginnasiale un po’ vintage.

Non si chiama nemmeno più Ginnasio..

Giovanni Guerrieri: Ecco appunto! Siamo indietro nel tempo: gli studenti hanno i pantaloncini corti, la professoressa è molto severa… questo è stato il primo step, il cambio di contesto. Questa ambientazione ci è servita anche per spiegare alcuni elementi del testo. I dialoghi veri e propri sono intramezzati da una serie di gag, scene di quest’aula di ginnasio, dense di nozioni mitologiche. L’olimpo va recuperato nella testa degli spettatori, è necessario rinfescare un po’ la memoria di un pubblico che magari non si ricorda esattamente i nomi degli dei dell’Olimpo, le loro vicende. La strategia che abbiamo usato è quella dell’interrogazione, della spiegazione della professoressa. Una severissima prof. che interroga con esclamazioni, giochetti. Tutto questo è stato costruito in scena, come un gioco, prova dopo prova. Quello di costruire le interazioni tra di noi, direttamente in scena, è un metodo che noi portiamo avanti da molti anni. La commedia è costruita sul ritmo e cioè sul fatto che la battuta è veramente una battuta: un battere, un marcare il tempo. Le nostre sono partiture testuali che hanno molto apporto musicale, profondamente ritmico. Una battuta più lunga assorbe più tempo, a seconda dei piedi, come venivano definiti in metrica classica, no? La misura delle parole, specie in poesia, era scandita dai piedi, e cioè dal battere del piede, che marcava il ritmo dei versi…

Per questo spettacolo I Sacchi di Sabbia si Confrontano con Massimiliano Civica che viene dall’odin teatret, è stato allievo di Eugenio Barba: ecco, come si è costruito questo confronto e che arricchimento ha portato questa collaborazione.

Giovanni Guerrieri: Guarda, in due modi. Il primo riguarda il cambio di immaginario. Chi come noi lavora insieme da tantissimi anni – dal 1995 – ha sicuramente un affiatamento molto forte. La compagnia è invariata da 25 anni. Da un certo punto di vista questo si è rivelato fondamentale, per come ci comportiamo sul palco: conosciamo i nostri rispettivi tempi comici, conosciamo i nostri corpi e come li muoviamo, i nostri ritmi, eccetera. D’altro canto però è emerso di recente il timore che questi meccanismi consolidati si siano incalliti e che certe dinamiche rischino di essere sempre più uguali a sé stesse. Ecco che è intervenuto Massimiliano. Abbiamo sentito l’urgenza di cambiare mondo, di cambiare immaginario: i nostri spettacoli che hanno funzionato di più sono legati al mondo dell’avventura, come il nostro Sandokan, ad esempio, gira da anni e continua a girare, ha fatto più di 300 repliche. Massimiliano ci ha fornito un lasciapassare in un territorio che non è il nostro. Un confronto con qualcosa di diverso che sicuramente ci ha fatto riscoprire il gusto di imparare cose nuove. L’altra cosa che la sua presenza ha ridefinito è la dinamica tra di noi. Tendenzialmente sono sempre stato io, l’autore dei Sacchi di Sabbia, e ho sempre lavorato assumendomi inconsapevolmente il ruolo gestionale della scena, di capocomico. L’idea che questa gerarchia potesse essere scardinata, mi è sembrata stimolante: volevamo qualcuno che prendesse il timone in mano, che cambiasse queste gerarchie. Con Massimiliano Civica abbiamo lavorato anche in un altro spettacolo, intitolato Andromaca, e già stiamo preparando il nostro terzo lavoro insieme. Vuol dire che ci siamo trovati bene. 

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Nei Panni dell’Altro – Intervista a Olga Rossi

Con la postura austera, ma pacata, dell’attrice di accademia, Olga Rossi non ha mai abbandonato le sue radici toscane, nonostante il curriculum artistico le abbia permesso di falcare da Nord…

Con la postura austera, ma pacata, dell’attrice di accademia, Olga Rossi non ha mai abbandonato le sue radici toscane, nonostante il curriculum artistico le abbia permesso di falcare da Nord a Sud lo stivale, tra tournée teatrali e set cinematografici. Tanto che, tra i lavori per il cinema con Gabriele Salvatores o Rocco Papaleo, e quelli per il teatro con Alessandro Gassman o Ottavia Piccolo – giusto per citarne alcuni – Olga Rossi trova occasioni per portare avanti progetti di propedeutica teatrale, e laboratori di recitazione, nel nostro territorio. Dopo il Diploma al Teatro Stabile di Torino, ha seguito corsi di perfezionamento con Luca Ronconi e Massimo Navone, per poi seguire seminari e workshop con Marcel Marceau, Julie Anne Stanzak e Nicolaj Karpov: non si può di certo negare che abbia avuto la possibilità di osservare da vicino il lavoro dei più grandi teatranti del nostro tempo.

Residente a Trequanda, già lo scorso anno ha curato un laboratorio teatrale dedicato alla Costituzione italiana e quest’anno, coinvolta dalla direzione del Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga, si occuperà dei corsi di recitazione rivolti ai bambini delle scuole elementari e di quelli per adulti. Oltre a Olga Rossi, a coordinare i partecipanti dei laboratori di recitazione presso il teatro sinalunghese ci sarà anche Maria Claudia Massari, ormai volto noto del pubblico del Ciro Pinsuti, che porterà avanti i corsi per ragazzi delle scuole medie e per le scuole superiori.

Abbiamo rivolto qualche domanda a Olga nella settimana in cui sono stati presentati i corsi attraverso lezioni-prova gratuite.

Quale percorso professionale/artistico ti ha portato a curare la propedeutica teatrale? Cosa ti interessa del lavoro di insegnante di teatro?

Il tempo. In mezzo alle  lunghe tournèe scavalcamontagne che durano mesi, così, per gioco, ho iniziato con i ragazzi del circolo Arci di Trequanda un percorso che mi ha convinta sempre di più della funzione sociale del teatro. Fosse per me aprirei un teatro e una biblioteca, con gli orari di un centro commerciale, in ogni paese. Per quanto riguarda l’insegnamento, non credo che il teatro si possa insegnare, ma se ti interessa puoi imparare a farlo.

Che tipo di lavoro attende i ragazzi che si iscriveranno ai corsi 2019/20 del Ciro Pinsuti?

Ai ragazzi, che poi sono più bambini – dato che con me saranno i piccoli delle elementari – leggerò le Favole al Telefono di Rodari: ogni giorno sarà una storia a guidare la nostra immaginazione. C’era una volta il signor Bianchi di Varese… le leggevo da piccola e l’idea di quel babbo che ogni sera, dal niente, inventava una storia per sua figlia, me la sono portata dietro per anni, poi ho capito perché. Ascoltare storie ci fa sentire meno soli.

Qual è la principale novità di questa stagione, sempre per quanto riguarda i laboratori, rispetto a quelle precedenti?

Non so bene rispondere in questi termini. Il lavoro appassionato di Maria Claudia, che da vent’anni ha cresciuto i ragazzi di Sinalunga e, agli albori, ha cresciuto anche me. Quello che Calamandrei dice a proposito della legge credo possa essere piuttosto universale, le regole del teatro sono vive perché dentro a queste formule circola il pensiero del nostro tempo; bisogna lasciarvi entrare l’aria che respiriamo, mettervi dentro i nostri propositi e le nostre speranze. Il teatro è giovane e antico come la primavera, si rinnova sempre e le persone, se ne hanno voglia, possono fare altrettanto.

A quale tipo di persone sono rivolti i tuoi corsi?

Non esistono requisiti specifici, credo che piuttosto sia necessaria la voglia di provare a mettersi nei panni di qualcun altro, lasciare andare un pezzo delle proprie convinzioni per provare a capire cosa pensa qualcuno che non sia ‘io’; è un esercizio necessario in questi tempi.

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A Sinalunga va in scena “di Mamma Mia! ce n’una sola!”

Sophie è in procinto di sposarsi e alla sue nozze vorrebbe l’assenso del padre che non ha mai conosciuto. Decisa a scoprire l’identità del genitore, si troverà a dover decidere…

Sophie è in procinto di sposarsi e alla sue nozze vorrebbe l’assenso del padre che non ha mai conosciuto. Decisa a scoprire l’identità del genitore, si troverà a dover decidere fra tre possibili candidati.

È questo l’inizio di Mamma Mia uno dei musical più famosi al mondo. La storia si svolge in un’isola greca e coinvolge due donne: Sophie Sheridan, prossima alle nozze, e sua madre Donna Sheridan che non ha mai parlato del suo passato alla figlia. Quest’ultima, però legge di nascosto un diario scritto dalla madre quando era giovane e scopre le relazioni sentimentali di questa con tre uomini diversi. La conclusione a cui giunge Sophie è che uno di loro deve essere certamente suo padre e decide di spedire l’invito di nozze a tutti e tre senza rivelare nulla a sua madre. I tre uomini sono Harry Bright, Bill Austin e Sam Carmichael, ognuno con le proprie peculiarità. Harry è un banchiere intelligente che ride in modo singolare; Sam, un architetto già sposato all’epoca della relazione con Donna; Bill, un australiano che riassume tutti gli stereotipi degli abitanti di quel paese. Viene il giorno del matrimonio, é finalmente chiaro a ognuno che la paternità di Sophie è ancora ignota, ma a nessuno dei tre padri importa quale sia la verità: tutti e tre gli uomini sarebbero felici di far parte della vita della giovane. Riuscirà Sophie a scoprire il suo vero padre?

Beh, il finale è ormai noto a tutti, questo musical, portato in scena per la prima volta nel 1999 al teatro Prince Edward di Londra, è uno tra i più amati e apprezzati, macinando successi in ogni parte del mondo, sia di pubblico che di incassi. Quella scritta da Catherine Johnson, drammaturca inglese, è una storia solare e divertente, resa ancora più energica dalle canzoni del celebre gruppo pop svedese, gli ABBA. La colonna sonora del musical include i loro più grandi successi tra cui Super Trouper, Dancing Queen, Thank You fo the Music e molti altri.

Un concentrato di canzoni e gioia di vivere, la storia di Catherine Johnson ha ispirato, e continua a farlo, registi e sceneggiatori di tutto il mondo, che con minime accortezze, arranggiamenti vari e tocchi personali, portano in scena questo fantastico successo, firmando ognuno la propria versione. E la parodia del musical Mamma Mia, per la regia di Marco Mosconi, e dal titolo “di Mamma Mia! ce n’una sola” sarà in scena il prossimo fine settimana, sabato 16 e domenica 17 novembre, al teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga interpretato dalla Filodrammatica di Sinalunga. La Filodrammatica di Sinalunga ha visto nel corso degli anni generazioni di giovani del paese che si sono cimentate in rappresentazioni di vario genere, ma con una prevalenza nettamente a favore del genere comico brillante. La Filodrammatica ha portato in scena nel corso degli anni trenta anni diversi allestimenti esibendosi in vari teatri e piazze della provincia di Siena. E la tradizione continua ancora più solida con la riapertura nell’ aprile 2002 del teatro “Ciro Pinsuti”. Da qui in poi è iniziata, con successo, la riproposizione dei più famosi musical italiani e stranieri con più di sessanta repliche effettuate in vari teatri locali. Tra i loro successi ricordiamo “Grease”, “Alleluja Bella gente” e il “Re Leone”.

Appuntamento, quindi, al teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga con il musical “di Mamma Mia! ce n’una sola” sabato 16 novembre alle 21:00 e domenica 17 novembre alle 17:00.

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