Riceviamo e volentieri pubblichiamo la testimonianza di un membro degli Alcolisti Anonimi, associazione di auto-muto-aiuto nata negli USA nel 1935 e che opera in Italia dal 1972. L’associazione non chiede contributi esterni e i suoi membri desiderano rimanere anonimi: opera attivamente per fornire supporto alle persone che vogliono uscire dal problema dell’alcol.

Città della Pieve, 17/07/2013

Mi chiamo … Mimmo e sono un alcolista.
Il nome non è importante quanto il fatto di ammettere di essere un alcolista. L’ammissione di avere un problema con l’alcol è il primo importantissimo passo verso la liberazione dalla schiavitù del bere.
La mia storia non è dunque molto diversa da quella di tante persone giovani o meno giovani che combattono ogni giorno per smettere di bere ma non ci riescono.
Ho bevuto per la timidezza, per la tristezza e per l’ allegria, per i lutti e per le nascite, per i successi, per gli insuccessi e per la depressione. Ma mai avevo pensato di avere un problema con l’alcol.
Quando entrai per la prima volta in una stanza di Alcolisti Anonimi tutto pensavo tranne di essere un alcolista. La negazione del problema era il mio pane quotidiano. Cercare di negare o giustificare le mie bevute era ormai divenuta la mia attività principale. Eppure non pensavo di essere un alcolista.
Mi furono date due raccomandazioni che tengo ancora oggi molto care: accettati ed affidati.
Accettarmi per quello che sono: un malato di alcolismo. Questa è una situazione che non posso cambiare. Come lo zucchero per un diabetico, così il primo bicchiere di alcol scatena in me una compulsione che mi porta a bere il secondo e poi il terzo e così via. La malattia non si può guarire ma si può fermare evitando di bere il primo bicchiere.
Affidarmi a qualcuno: Dio, come io posso concepirlo, oppure al gruppo o ad un amico. Radicare comunque in me la convinzione che da solo non potrei mai fermare la mia malattia.
Mi fu anche detto: non pensare a smettere per sempre. E’ sufficiente che tu non beva per oggi. Oggi è l’unico giorno su cui puoi lavorare. Ieri non esiste più, domani non esiste ancora e quando verrà sarà soltanto un altro “oggi”. Concentrati sul presente e cerca di amarti per quello che sei e non per quello che pensi o che vorresti essere. Vedrai che un giorno alla volta potrai andare molto lontano.
Ci ho creduto ho accettato la mia malattia, mi sono affidato, ho cominciato le mie 24 ore senza alcol. All’inizio non è stato facile. Con la voglia di bere 24 ore sembrano tantissime, ma gli amici del gruppo mi hanno aiutato. C’era sempre qualcuno al telefono disposto ad incoraggiarmi a passare almeno un’altra ora senza bere e poi ancora un’altra.
Sono passate molte 24 ore da quel giorno in cui ho deciso di non bere “per oggi” ed una nuova vita è cominciata.
Continuo a frequentare Alcolisti Anonimi perché ho bisogno di dire ogni giorno: “sono un alcolista” in mezzo ad altri alcolisti che possano comprendere appieno i miei disagi, le mie paure e le mie gioie.
Continuo a frequentare Alcolisti Anonimi perché so di non essere guarito e se bevessi un bicchiere sarebbe soltanto il primo di una lunga serie.
Continuo a frequentare Alcolisti Anonimi perché vedere persone che ce l’hanno fatta e dare una speranza a persone che ce la faranno è una gioia di cui non posso e non voglio privarmi.
Serene 24 ore a tutti.

alcolisti anonimi

Alcolisti Anonimi è un’associazione di uomini e donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune e di aiutare altri a recuperarsi dall’alcolismo. L’unico requisito per divenirne membri è desiderare smettere di bere. Non vi sono quote o tasse per essere membri di A.A.; noi siamo autonomi mediante i nostri propri contributi. A.A. non è affiliata ad alcuna setta, confessione, idea politica, organizzazione o istituzione; non intende impegnarsi in alcuna controversia, né sostenere od opporsi ad alcuna causa. Il nostro scopo primario è rimanere sobri e aiutare altri alcolisti a raggiungere la sobrietà.
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