Un futuro più libero: Valdichiana Arcobaleno è nato dalla speranza che un futuro del genere si possa realizzare. Cosa significa “futuro più libero”? Può voler dire tantissime cose, molto diverse e anche in conflitto tra loro. Come è ovvio dai contenuti di questa rubrica, qui ci riferiamo a un mondo in cui le persone possano essere loro stesse senza subire discriminazioni.

Il punto che trovo fondamentale, nel costruire un futuro più libero, è comprendere (o ricordare) che chi abbiamo davanti è sempre una persona, per quanto possa essere diversa da noi: per questo abbiamo intervistato persone lgbt+ cercando di raccontare storie ed esperienze diverse.

A conclusione di questo percorso, però, vorrei provare a dare qualche spunto più generale.

Come si può vivere un futuro più libero? Consigli per persone lgbt+

Parlo prima di tutto a chi è parte della comunità lgbt+. Non ho un piedistallo su cui ergermi, per cui cercherò di non farlo: le cose che ti dirò sono frutto della mia esperienza e di quello che ho studiato, quindi non è detto che siano le cose giuste anche per te. Questo però è quello che ho da offrirti:

  1. Anche se ti sembra di essere sola non lo sei. Non ti dirò che intorno a te ci sono tantissime persone lgbt+, perché se abiti in un piccolo paese della Valdichiana probabilmente non è vero. Però ce ne sono più di quante pensi – per esempio… due. In ogni caso, non sei sola: se anche non c’è vicino a te chi comprendere le tue esperienze, Internet ti permette di incontrare chi può farlo.
  2. Non hai nessun obbligo di fare coming out. Uscire allo scoperto può essere un atto liberatorio e può farti stare meglio – ma la tua validità in quanto persona lgbt+ non dipende da esso. Non devi nemmeno essere attivista: non hai il dovere di fare divulgazione né di lottare apertamente. Se vuoi farlo ma non ti senti in grado, prenditi il tuo tempo: comunità significa anche aiutarsi a vicenda – quando tu non puoi lottare lo facciamo noi e viceversa. In sostanza: non passare dal “se non sei così non vai bene” del mondo non-lgbt+ a un altro “se non sei così non vai bene”.

Non so se questi spunti ti aiuteranno a vivere un futuro più a misura tua, ma lo spero.

Primo piano di una persona con capelli lunghi biondi in un ambiente buio: sulla sua faccia passano delle luci arcobaleno.

Come si può vivere un futuro più libero? Consigli per chiunque

Gli spunti che scrivo di seguito sono per chiunque – lgbt+ o meno: la speranza è di dare un piccolo contributo per aprire dialoghi e discussioni.

  1. Non dare per scontato che una caratteristica comunemente attribuita alla comunità lgbt+ (o a una sua parte) sia di tutte le persone che ne fanno parte. Per fare un esempio banale ma purtroppo ancora diffuso: “gli uomini gay sono più sensibili”. Alcuni uomini gay possono essere più sensibili di alcuni uomini etero, però in altri casi è vero il contrario: smettere di usare queste gabbie libera sia gli uomini gay che gli uomini etero.
    Se prendiamo in considerazione altre gabbie, ecco che diventa chiaro (spero) perché smettere di rinforzarle può farci andare verso un futuro più libero per chiunque.
  2. Non dare per scontato che una persona non sia lgbt+: chiunque intorno a te potrebbe esserlo. “Essere lgbt+” non è un tratto fisico, non è una cosa che “si vede”, nonostante un sacco di luoghi comuni vogliano farci credere il contrario. Le persone che incontri per caso tutti i giorni potrebbero essere lgbt+, le persone che conosci bene potrebbero esserlo. Dare per scontato che le persone siano etero, cisgender, monogame, allosessuali o alloromantiche (cioè provino rispettivamente attrazione sessuale o romantica) rinforza l’idea che quello sia il nostro “settaggio di default” e tutto il resto sia una deviazione. Invece i diversi orientamenti sessuali, romantici, relazionali e le varie identità di genere sono tutti espressioni naturali dell’umanità.
  3. Le persone lgbt+ non hanno l’obbligo di educare chi non conosce le loro identità. Per avere un futuro più libero è fondamentale conoscere nuove possibilità e approfondire quelle che già si conoscono. Tuttavia fare divulgazione o attivismo non è un atto dovuto, quindi cercate informazioni da chi attivismo già lo fa, da libri, articoli, podcast o altro. Sarebbe bene che i luoghi di informazione che frequentate venissero dalle persone lgbt+: non tutte si occupano di questo, e non è nemmeno vero che chi non è lgbt+ non può dire nulla al riguardo; tuttavia le voci delle persone della comunità sono state a lungo censurate e ne è risultata una narrazione distorta delle nostre esperienze.
  4. Ne consegue che ascoltare le testimonianze delle persone lgbt+ è fondamentale: se una persona della comunità dice che una cosa è discriminatoria non sminuitela. La percezione che stia “esagerando” deriva spesso dalla narrazione distorta di cui al punto precedente e invece, statisticamente, non lo sta facendo. Come intervenire su una discriminazione è una questione aperta al dibattito. Il punto di partenza, però, è sempre l’ascolto.
  5. Un’etichetta non è una sentenza definitiva (né tanto meno una condanna): le persone hanno o dovrebbero avere la possibilità di cambiare ed evolvere. Lo dico sia per le persone che già si considerano lgbt+ sia per quelle che non lo fanno: cambiate etichette, lasciatele perdere o tatuatevele addosso. Le etichette descrivono chi siamo, non servono a prescrivere chi dovremmo essere, quindi possono cambiare con noi1. Il problema non è scegliersi delle etichette, ma metterle a forza addosso alle altre persone: scegliere per le altre al loro posto senza ascoltare è uno degli atteggiamenti che ci hanno portato a un mondo intollerante.
  6. Infine, ricordate che il vostro è un punto di vista e non la verità assoluta. Questo, ovviamente, vale anche per me, ma spero di averlo messo in chiaro fin dall’inizio dell’articolo. Su moltissimi temi che riguardano il mondo lgbt+ non ci sono opinioni unanimi, nemmeno all’interno della stessa comunità (che d’altra parte non è un blocco unico). Quindi non fermatevi alla prima risposta che trovate alle vostre domande e sì, questo vale anche per il presente testo.

Questi sono i miei consigli per un futuro più libero, con la convinzione che ce ne siano molti altri: alcuni li avrò pensati e poi dimenticati, altri mi verranno in mente appena pubblicato l’articolo, altri ancora non sono (ancora) in grado di concepirli. Quindi integrate pure questo elenco (nei commenti, nella vostra mente, su un quaderno…).

Primo piano di una persona in un ambiente buio: sulla sua faccia passano delle luci arcobaleno.

Tirare le somme

Nella provincia della Valdichiana c’è una mancanza evidente di interventi e informazioni sui temi lgbt+2. Le iniziative pubbliche di cui ho avuto notizia finora sono state inadatte se non dannose: non dico questo per creare polemiche o attaccare attività specifiche, ma per ricordare che non basta scrivere “lgbt+” per fare cose che davvero migliorino la vita delle persone lgbt+ (e anche di chiunque altro).

Con Valdichiana Arcobaleno spero di aver fatto un piccolo passo nella direzione giusta: è stato un viaggio breve, ma è stato significativo per me, lo è stato per gran parte delle persone che ho intervistato e spero lo sia stato anche per chi ha letto.

Non pretendo di aver cambiato la realtà della Valdichiana per le persone lgbt+. Non so se questo progetto ha avviato delle discussioni, se ha migliorato la vita di qualche persona o se ha messo in discussione alcune convinzioni.

In ogni caso, quello che conta non è se questa specifica rubrica ha raggiunto ogni angolo della Valdichiana o solamente una piccola parte: per cambiare le cose e avere un futuro davvero più libero ciò che serve è una moltitudine di attività che diano voce a chi finora non l’ha avuta.

Note

1Non avete l’obbligo di conoscere tutti i termini che le persone lgbt+ usano per parlare di loro stesse. Sono molti, ne nascono sempre di nuovi: per alcune persone è importantissimo trovare una parola che le descriva, per altre no; in ogni caso, rispettatele. Sapere che certi orientamenti o identità esistono non serve per diventare delle enciclopedie viventi, ma per allargare gli orizzonti e realizzare che il mondo è molto più vario di quanto spesso ci raccontiamo.

2Da questo si esclude il territorio su cui agisce Chimera Arcobaleno, la sede di Arezzo di Arcigay: purtroppo una sola associazione non può arrivare a coprire tutta la Valdichiana.

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Ludovico Cosner

Ama le storie in tutte le sue forme, scrive fantasy e immagina un mondo senza discriminazioni. Mentre si destreggia tra i mille libri che vuole leggere e le serie tv da recuperare, si occupa anche di teatro. Sogna di vivere in Islanda ma la Valdichiana è altrettanto bella, anche se un po' troppo calda.

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