È stato recentemente completato il dossier richiesto in fase di verifica di assoggettabilità relativa al progetto della costruzione, a Torrita di Siena, di un impianto di valorizzazione degli scarti organici per la produzione di biometano e compost. Dallo scorso agosto si trova infatti in fase di analisi, presso la Regione Toscana, la proposta avanzata dalla società Hergo Biometano Toscana Sud Srl di edificare in località La Chiesina, nella zona del Capannone, una centrale per il trattamento di Forsu (frazione organica di rifiuti solidi urbani) e frazione verde.

Gli ultimi pareri pubblicati, dopo Genio Civile, Settore Viabilità, Feasr, Usl Sud Est, Autorità di Bacino, Soprintendenza, Settore Energia, Settore Paesaggio, sono quelli di Arpat, Comune di Montepulciano e Comune di Torrita di Siena.

Di questi, Arpat da parte sua ha segnalato «l’opportunità di considerare la sottoposizione del progetto a Verifica di Impatto Ambientale», specificando tuttavia che «rimangono ancora aperte alcune questioni che attengono in particolar modo le tipologie di rifiuti che il proponente intende ammettere ai trattamenti in aggiunta alla Forsu e al verde e ai riflessi che le loro variegate caratteristiche potrebbero avere sia sulle prestazioni ambientali dell’impianto che sulla qualità finale dei prodotti ottenuti dal recupero». L’ente ha dichiarato opportuno inoltre acquisire ulteriori precisazioni in merito all’impatto acustico e disporre piani di monitoraggio della qualità dell’aria e delle emissioni odorigene.

Il Comune di Montepulciano, a cui il parere è stato richiesto per la prossimità al progetto in esame, ha evidenziato come non sia stata verificata presso l’Autorità di Ambito Toscana Sud la necessità di ulteriori impianti nell’ambito, con riferimento all’autosufficienza in materia di smaltimento e al Piano di gestione dei rifiuti; non siano state fornite indicazioni sulle modalità di utilizzazione agronomica del digestato, alla luce del fatto che vanno accertate le effettive possibilità di spandimento e disponibilità di terreni idonei, al fine di limitare problematiche relative a cattivi odori e ristagni; non sia stata indicata la viabilità di collegamento dell’impianto con l’autostrada, e per questo emergano notevoli criticità in caso di utilizzo della S.P. n. 326 Torrita – Chiusi essendo presenti importanti centri abitati da attraversare; la pianificazione di nuovi impianti andrebbe valutata anche in sede di redazione del Piano strutturale intercomunale, dati i potenziali riflessi sui comuni limitrofi. Ha inoltre sottolineato che le aree agricole sono considerate di pregio, data la presenza di vigneti, frutteti, oliveti e seminativi, nonché di strutture agrituristiche e di immobili ancora da recuperare, come le Leopoldine; che non è possibile realizzare soluzioni di viabilità in cui il traffico derivato dal conferimento dei rifiuti non interferisca con i centri abitati; infine che le condizioni climatiche, meteorologiche e territoriali della Valdichiana possono favorire la diffusione degli inquinanti e degli odori.

La relazione redatta dal Comune di Torrita di Siena cita varie considerazioni, tra le quali di natura urbanistico – edilizie, in merito al fatto che il terreno agricolo in questione sia inserito in un’area di particolare interesse riguardo agli aspetti paesaggistico, di valorizzazione turistica, di ruolo funzionale alle attività agricole connesse, di tutela dei paesaggi rurali, di miglioramento della qualità ambientale, e in cui inoltre sono presenti Beni Storici e Architettonici.

Tenendo conto dei dettagli sollevati in riferimento a punti di carattere progettuale, ambientale, programmatico, socio-economico e sanitario, il Comune ha quindi espresso parere sfavorevole, «in quanto la realizzazione dello stesso comporterebbe un ulteriore fattore di degrado verso un territorio che necessita, invece, di essere valorizzato».

La contrarietà dell’amministrazione comunale di Torrita di Siena è confermata dall’assessore Roberto Trabalzini: «I progetti che questa amministrazione intende portare avanti nell’area in cui la società Hergo Biometano Toscana Sud ha progettato di costruire l’impianto, sono mirati piuttosto alla conservazione del territorio e alla sua valorizzazione, attraverso iniziative di recupero dei beni architettonici che vi sono presenti. Si tratta infatti di una zona di interesse storico, dalle potenzialità turistiche, già al centro di operazioni di riqualifica. Per questo motivo e per le considerazioni esposte nella relazione inviata alla Regione, il Comune si è espresso in senso negativo».

L’area adiacente al terreno su cui potrebbe sorgere l’impianto

«Alcune perplessità – continua Trabalzini – riguardano pure l’utilità di questo impianto per l’area, dato che attualmente i rifiuti urbani provenienti da Torrita trovano già un’adeguata destinazione presso l’impianto Le Cortine ad Asciano. E anche i posti di lavoro previsti da questo progetto, una volta entrato in funzione l’impianto, sarebbero limitati a 8-10 persone».

Intanto i rappresentanti di Hergo Biometano Toscana Sud Srl hanno chiesto un incontro per poter presentare personalmente il progetto all’amministrazione, che a sua volta ha esteso l’invito a partecipare alle forze di minoranza. La riunione è fissata per giovedì 4 febbraio.
Mentre il progetto si avvia alle prossime fasi del processo decisionale, anche l’opinione pubblica si sta iniziando a muovere attorno alla questione, tanto che è già nato un blog per raccogliere le opinioni dei cittadini. A dimostrarsi maggiormente preoccupati, finora sono stati le aziende agricole, le associazioni ambientaliste e gli abitanti presenti nel territorio prossimo all’area che potrebbe ospitare l’impianto.

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Anita Goti

Classe '94. Liceo classico, una laurea triennale in Comunicazione, lingue e culture e una magistrale in Comunicazione pubblica e giornalismo all'Università di Siena. Scrive, perché le parole sono le uniche cose che le piace mettere in ordine.

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