DI CAPRIO DOVEVA VINCERE L’OSKAR!!11!11!1!!!!!

Questa è la reazione che abbiamo trovato per molti giorni sui vari social, sottoforma di commenti, tweet, o (spesso) meme all’indomani della cerimonia degli Oscar. Agli Academy Awards di quest’anno, il premio Oscar come Miglior Attore, invece che finire nelle mani di Leonardo DiCaprio come molti speravano, è stato assegnato a Matthew Mc Conaughey. Oltre che a riflettere sulla effettiva importanza di questo premio, occorre considerare alcune questioni.

È vero, Hollywood sembra avere un “conto in sospeso” con Di Caprio. Al contrario di McConaughey, che era alla prima volta, DiCaprio si era già presentato altre tre volte alla nomination degli Oscar, con interpretazioni ben fatte a tal punto che sembrava che la statuetta fosse tra le sue mani, già alla prima ripresa del film. Nel 1994 si presentava, appena ventenne, con Buon compleanno Mr. Grape nella categoria di miglior attore non protagonista, il premio andò poi qull’anno a Tommy Lee Jones; undici anni dopo, nel 2005, invece si presentò nella cinquina del premio per il miglior attore protagonista con The Aviator, che vinse poi Jamie Foxx per il film su Ray Charles; infine, sempre per la stessa categoria, nel 2007 Forest Whitaker fu preferito a Di Caprio che si era presentato agli Oscar con Blood Diamonds.

A mio avviso bisogna valutare la performance di un attore guardando sì ai lavori precedenti come background, ma considerando esclusivamente l’interpretazione  di quello specifico film. Ecco perchè mi sembra giusto parlare dei film e degli attori in questo specifico caso. I film sono molto simili tra loro: tutti e due sono tratti da storie realmente accadute e tutti e due hanno al centro della loro trama un protagonista con un ruolo forte e marcato.

The Wolf of Wall Street. Siamo nella fine degli anni ’80, l’epoca dello yuppismo, negli uffici di Wall Street approda Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio) un personaggio molto determinato, pronto a scalare velocemente le vette della finanza. Assunto e licenziato nel fatidico giorno del lunedì nero del 1987, Belfort cercherà con ogni mezzo di raggiungere il suo sogno di diventare milionario, tra modelle, supercar, alcool e droghe (dalle più mainstream a quelle più sperimentali), aggiotaggi e spalloni in Svizzera. La pellicola, dopo ben quattro film, che consolida il sodalizio tra DiCaprio attore e Martin Scorsese regista, sembra avere un ritmo dinamico, tendente alla commedia.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=hzG93_Mo-ys[/youtube]

Dallas Buyers Club. Il film diretto da Jean-Marc Vallée, parla della storia di Ron Woodroof (Matthew McConaughey), cowboy da rodeo texano, con una forte dipendenza da droga e alcool, che contrae il virus dell’Hiv in seguito a un rapporto non protetto con una prostituta. In ospedale cerca invano di entrare nella sperimentazione di un farmaco AZT, che promette una cura più efficace della maalttia. Dopo aver scoperto in un viaggio in Messico, che il farmaco era in realtà dannoso, inizia una cura diversa non approvata negli U.s.a., iniziando così a fare da contrabbandiere tra i due stati vendendo i medicinali. Conosce Rayon (Jared Letho), un trans anch’esso malato, che lo aiuta nella vendita di farmaci, soprattuto nella comunità gay e che insieme a lui fonda il Dallas Buyers Club.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=T7EG0sFw64Y[/youtube]

Perchè non ha vinto DiCaprio? Anche se come ho detto, i film sono simili per alcuni aspetti, per altri differiscono e non di poco. The Wolf Of Wall Street sembra condannato a ricalcare i difetti tipici delle autobiografie: nel film di Scorsese, sembra in molti punti, accompagnarci alla scoperta dei vari altri personaggi particolari e pittoreschi della storia, come quello di Donnie Azoff (Jonah Hill), facendo risaltare anche il contesto e lo spirito dell’epoca; così facendo molte volte Belfort, il protagonista, viene messo in secondo piano e quindi, nel film, non viene dato a DiCaprio lo “spazio” per dimostrare a pieno le proprie capacità. In Dallas Buyers Club, avviene un processo di trasformazione del personaggio in tutta la storia: Ron da cowboy energico e omofobo diventa paladino della lotta dei diritti alla salute “amico” della comunità gay. Il regista conscio di ciò, pone sempre in primo piano il protagonista, così da dare la giusta occasione a McConaughey, di dimostrare le proprie qualità. L’attore di True Detective, non la spreca e volendosi calare, oltre che dal punto di vista della performance, ma anche nella parte anche fisicamente, è riuscito a dimagrire di ben 20 kg. Credo che come è avvenuto per McConaughey stavolta,  DiCaprio riuscirà a vincere un Oscar quando interpreterà un personaggio che  gli farà dimostrare tutte le sue capacità.

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Matteo Biagi

Nato a Montepulciano nel 1987, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. è attualmente specializzando all’Università di Siena nel corso di laurea in Pubbliche Amministrazioni e Organizzazioni Complesse, curriculum in Amministrazione Economia ed Impresa. Per La Valdichiana si occupa del settore commerciale, oltre alla sua più grande passione: le serie televisive. Ma l’impegno più gravoso è certamente quello di tenere in riga gli altri membri della redazione!

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