«Anche se le difficoltà persistono, il cinema italiano sta dimostrando una vitalità straordinaria». Ha detto, oggi 10 giugno, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, concludendo al Quirinale la cerimonia per i candidati ai David di Donatello. «Anche negli anni Cinquanta – ha ricordato il capo dello Stato – si parlava di crisi, un termine forse abusato, ma che non significa solo crisi, può essere anche un nuovo inizio».

Che il cinema italiano fosse in forte ripresa, non si può parlare di nuovo inizio perchè sarebbe esagerato, lo si era notato già da un po’, con la vittoria dell’Oscar de La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino. Poi è arrivato il Festival di Cannes dove abbiamo visto premiare ancora una volta la nostra amata penisola: la regista di Fiesole Alice Rohrwacher ha vinto il Gran Prix du Jury grazie al suo film Le meraviglie, diventando famosa come la prima donna italiana che abbia mai vinto un premio al Festival di Cannes in assoluto. Ripercorriamo un po’ quei momenti. Premiata da una Sophia Loren raggiante, Alice ha ringraziato commossa sia la giuria, sia la sua famiglia, in particolare la sorella Alba, attrice nel film. Una grande sorpresa, dunque, per questa regista che ha realizzato fino ad ora la sua seconda pellicola, rivelando un grande talento.

La Palma d’Oro è andata invece alla Turchia, precisamente a Winter Sleep di Nuri Bilge Ceylan, che consolida un regista decretato, ormai, come estremamente talentuoso. Si tratta di un film co-prodotto da Turchia, Germania e Francia, che però è nato ed è stato concepito in quella terra meravigliosa situata a metà tra l’Europa e l’Asia. I premi alla Miglior regia e alla Miglior attrice femminile sono stati conquistati dagli Usa, rispettivamente da Bennet Miller per il film Foxcatcher, e da Julianne Moore per il suo ruolo da protagonista in Map to the Stars di David Cronenberg.

Al Regno Unito, invece, il premio per la Miglior performance maschile: Timothy Spall ha ricevuto il dovuto riconoscimento per la grande prova dimostrata in Mr Turner di Mike Leigh.
Miglior sceneggiatura: Russia. Andrey Zvyagintsev, dopo il Leone d’Oro vinto a Venezia nel 2003 per il suo film d’esordio Il ritorno, torna con successo con la sua nuova pellicola Leviathan. Particolare è stata l’assegnazione del Premio della giuria, consegnato ex-equo al più giovane e al più vecchio concorrente: rispettivamente, Xavier Dolan (Canada) per Mommy, e Jean-Luc Godard, anni 83 e maestro conclamato (Francia), per Adieu au langage.

Un’edizione mista, i premi distribuiti in quasi ogni zona del mondo: tre in Nordamerica, uno rispettivamente in Italia, in Russia, in Turchia e, ancora, in Francia e in Uk; si proclama, ancora una volta, la bellezza di un festival che unisce e celebra la creatività cinematografica e culturale dell’intero pianeta.

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