Lo scorso weekend si è chiusa la 17° edizione di Foiano Fotografia, il festival interamente dedicato alla fotografia che ha animato la cittadina di Foiano della Chiana con un mese di eventi, mostre, workshop, laboratori e iniziative collaterali. Il progetto era cominciato già dallo scorso aprile, con la raccolta fondi e la campagna di crowdfounding che ha portato all’apposizione dello striscione lungo le mura castellane: una mostra collettiva con oltre 500 fotografie, esposta durante l’estate e l’autunno, che ha anticipato la nuova edizione del festival.

L’ultima tappa del lungo percorso di Foiano Fotografia è stata il workshop con Edoardo Agresti e Annalisa Natali Murri, dedicato alla fotografia di viaggio e di matrimonio. Due giorni di studio e approfondimento sulla fotografia di reportage, sulle metodologie di storytelling, ripercorrendo lo stile e gli approcci di molti fotografi e delle loro filosofie di lavoro.

“Credo che quest’anno a Foiano sia stato un anno speciale, una delle edizioni più interessanti. – ha dichiarato Edoardo Agresti –  L’esperienza del workshop è stata positiva, i partecipanti sono rimasti contenti. Il problema principale, per una certa categoria di fotografi, credo che sia legato al fattore culturale. Alcuni pensano che si possa fare fotografia senza avere un background culturale, senza studiare, senza guardare o partecipare a mostre, workshop, leggere libri fotografici… credo che questo sia un problema forte e importante. Il nostro workshop verteva proprio su questo aspetto, abbiamo cercato di di stimolare le persone ad approfondire la cultura fotografica, in maniera tale che si abbia una consapevolezza maggiore sia nel momento in cui leggi delle fotografie, sia nel momento in cui scatti o editi delle fotografie. L’importante, dietro uno scatto, è che ci sia una storia da raccontare.”

Nel workshop del 26 e 27 novembre a Foiano sono state affrontate tematiche relative alla cultura fotografica, cercando di comprendere meglio ciò che sta dietro a uno scatto, a uno stile o a un modo di approcciarsi con il soggetto. Molti fotoamatori hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto con la visione di fotografi professionisti, e di chiedersi quale sia la strada giusta per intraprendere la professione fotografica, tra studio ed esperienza.

“Secondo me è difficile dare una risposta, ogni caso è diverso. – ha risposto Annalisa Natali Murri – Però è importante conoscere la cultura della fotografia, bisogna sapere cosa c’è stato fino a questo momento per riuscire a dare il proprio contributo. I geni esistono anche in fotografia, quelli che nascono con il dono, ma serve lo studio e la consapevolezza di cosa vuol dire fare fotografia, non ci si può improvvisare.”

“Essere fotografo significa raccontare e parlare con le immagini. – ha concluso Edoardo Agresti – Non è fotografo necessariamente chi vive di fotografia, ma la fotografia è un linguaggio; essere fotografo significa raccontare un mondo con le immagini, essere in grado di raccontare emozioni, situazioni. Quando arrivi a fare questo, puoi definirti fotografo, però devi avere la consapevolezza di stare raccontando qualcosa in una maniera interessante e comprensibile.”

workshop-foiano

Si chiude così un festival di indubbio valore, che ha proposto numerose mostre gratuite con fotografi internazionali di grande spessore. Grande soddisfazione da parte degli organizzatori, il Fotoclub Furio del Furia, che stanno tracciando il bilancio degli eventi del mese di novembre per gettare le basi per la prossima edizione.

“Siamo andati oltre le aspettative – ha dichiarato Marcello Fatucchi – partendo da zero, senza la certezza di mettere in piedi il festival, stiamo chiudendo il bilancio in pareggio, quindi è andata bene. Questo weekend si è tenuto un workshop molto interessante, che ha richiamato gente da tutta Italia. C’è stato chi è venuto appositamente da Bolzano, vuol dire che il fotografo è bravo, Foiano è un festival conosciuto, se proponiamo qualcosa la gente conosce la serietà con cui lavoriamo e la qualità del festival viene apprezzata anche da molti fotografi che vengono da fuori.”

“Quest’anno è stata una bellissima edizione – ha aggiunto Marco Sallese – la prima settimana è stata carica di eventi, l’affluenza è stata alta. Ci auguriamo possa passare più gente, soprattutto del luogo. Il messaggio che ci è stato restituito dai commenti dei visitatori e dei fotografi è quello di un festival di qualità, e questo ci riempie di orgoglio. Diventa uno stimolo per il prossimo anno, ci siamo già messi al lavoro per capire cosa fare nel 2017; ancora la questione è lontana e difficile, perché i problemi di quest’anno forse si ripresenteranno. Magari cambieremo alcuni aspetti, cercheremo di innovare, ma ci sarà una nuova edizione nel 2017.”

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Alessio Banini
Alessio Banini

Scrittore di narrativa e saggistica, ha conseguito una laurea magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università degli Studi di Siena. Nato nel 1983 in provincia di Siena, per La Valdichiana si occupa di folclore e storie della tradizione popolare. La sua grande aspirazione di aiutare le persone a pareggiare i tavoli con i suoi libri è stata spazzata via dall'avvento dell'editoria digitale

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