Si è concluso il corso di alta formazione in “RIGENERAZIONE URBANA E TERRITORI AGRARI” con la consegna degli attestati ai partecipanti e con la tavola rotonda, moderata dalla giornalista Valentina Chiancianesi, alla quale hanno partecipato Michele Angiolini, Sindaco di Montepulciano, Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza e Presidente della Fondazione Patrimonio Comune, Alfonso Pecoraro Scanio, ex Ministro dell’Agricoltura e Presidente della Fondazione UniVerde, e Alessandro Bianchi, Direttore della Scuola LaFeniceUrbana.

L’attività formativa, alla quale hanno partecipato 20 corsisti con formazione e con professionalità diverse dall’ambito tecnico-giuridico-psicologico e sociale, ha fornito interessanti spunti di riflessione, grazie agli elaborati finali prodotti dagli studenti, sulla rigenerazione urbana e  lo stretto connubio con i territori agrari per uno sviluppo locale sostenibile.

Dalle discussioni delle tesi e dalla tavola rotonda è emerso che ancora, sia tra i tecnici che tra le governance, non vi è la cultura della rigenerazione, il più delle volte intesa come una mera riqualificazione degli spazi. Rigenerare significa modificare le funzioni mantenendo, per esempio, i caratteri storici ed architettonici quali testimonianza del passato, con una progettazione dal basso e in chiave sostenibile, ne sono un esempio la trasformazione dell’ex macello comunale di Udine in un centro polifunzionale per attività sociali e culturali ma anche l’ex macello comunale di Montepulciano.

Dal corso e dall’evento finale è emerso anche lo stretto legame tra la rigenerazione urbana, i territori agrari -che in alcuni casi hanno necessità di essere rigenerati sia dal punto di vista delle qualità fisico-chimiche quanto nei loro modelli di conduzione- la qualità della vita, il cibo e lo sviluppo socio-economico; tutti temi che devono essere affrontati con un approccio multidisciplinare ed olistico.

Secondo i risultati del corso, la rigenerazione di un’area o di un territorio non può essere materia esclusiva di architetti ed ingegneri, ma uno studio che va oltre l’analisi urbanistica spaziando al contesto socio-economico-ambientale e ponendosi obiettivi di breve-medio-lungo periodo e  misurabili. Tra le criticità emerse, per lo sviluppo di progetti di rigenerazione, vi è la burocratizzazione e la complessità delle procedure e la non preparazione degli Enti Locali, che rischia di provocare inevitabilmente ritardi anche per l’attuazione delle misure previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

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