La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Siena-Chiusi: riaperta la viabilità ferroviaria

Dalle 14:00 di sabato 26 ottobre è stato riaperto il tratto ferroviario Siena-Chiusi, il cui servizio era stato sospeso lunedì 21 a causa degli ingenti danni causati dalle piogge. Per…

Dalle 14:00 di sabato 26 ottobre è stato riaperto il tratto ferroviario Siena-Chiusi, il cui servizio era stato sospeso lunedì 21 a causa degli ingenti danni causati dalle piogge. Per consentire ai tecnici di terminare i lavori, previsti fino a sabato 14 dicembre, tra Castelnuovo Berardenga e Asciano otto treni allungheranno i tempi di viaggio tra i 5 e i 10 minuti.

Il servizio sulla linea Siena-Grosseto resta sospeso. A causa degli ingenti danni subiti, ancora non è possibile stabilire una data alla riattivazione del servizio su questa linea.

Lungo il percorso della Siena-Grosseto sono tutt’ora attivi servizi di autobus sostitutivi, che proseguiranno con possibili variazioni di fermata e dei tempi di percorrenza.

siena-chiusi maltempo

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“Le ultime sette parole di Cristo” di Giovanni Scifoni a Spineto

“LE ULTIME SETTE PAROLE DI CRISTO” di e con GIOVANNI SCIFONI Continuano gli appuntamenti di Le Vie del Teatro, il progetto di teatro contemporaneo che – grazie all’omonima associazione – da…

“LE ULTIME SETTE PAROLE DI CRISTO”

di e con GIOVANNI SCIFONI

Continuano gli appuntamenti di Le Vie del Teatro, il progetto di teatro contemporaneo che – grazie all’omonima associazione – da settembre sta sperimentando una nuova forma di coesione sociale ricreando in modo alternativo la passione per la cultura e per il teatro nei territori della Val d’Orcia e della Valdichiana.
Dopo lo straordinario successo dello spettacolo inaugurale Conversation Pieces del regista e autore di cinema e teatro Marco Filiberti, animatore e direttore artistico di questa iniziativa nelle Terre di Siena, è la volta del secondo appuntamento che chiuderà la prima edizione della manifestazione. “Le ultime sette parole di Cristo”, testo scritto e interpretato da Giovanni Scifoni, andrà in scena il 31 ottobre, con replica l’1 novembre, a Sarteano nella chiesa della splendida e antica Abbazia di Spineto.

Le Vie del Teatro_Giovanni Scifoni 2

Lo spettacolo, che ha ottenuto un grande successo di pubblico tanto da diventare un piccolo “caso”, indaga il messaggio cristologico tra ironica leggerezza romanesca e profondità filosofiche e spirituali che affondano lontano le loro radici. Fede, ateismo, superstizione sono al centro dell’appassionato monologo, in cui un “cialtrone”, interpretato appunto da Giovanni Scifoni, attraversa con ironia i temi e i personaggi della spiritualità, scanditi dalle sette frasi evangeliche, che per sette volte sospendono il tempo e l’aria. Un testo colto e ironico che prende spunto dall’antica tradizione in uso durante la liturgia del Venerdì Santo, quando – come narrato nel Vangelo – le vetrate della cattedrale di Cadice venivano oscurate per creare il buio, l’eclissi, il vescovo saliva all’ambone e proclamava una delle ultime frasi pronunciate da Gesù prima di morire, poi si prostrava davanti al crocifisso e i fedeli meditavano con lui mentre qualcuno suonava uno strumento.

In “Le ultime sette parole di Cristo” Giovanni Scifoni incanta lo spettatore con storie, leggende, esperienze di vita e racconti, riuscendo a raccontare la grande mistica con delicatezza. La sua interpretazione appassionata, ironica e originale cattura lo spettatore al di là delle convinzioni personali, innescando la riflessione sulla nostra esistenza e sulla “gloria umana”. In scena accanto a Giovanni Scifoni i musicisti Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli evocano le antiche sonorità della tradizione cristiana.

“Mio padre, Pino e Beatrice, Luciano, don Fabio, il barbone logorroico di Narni, tante persone ho incontrato che non potevano fare a meno di parlare di Dio, gli scappava: appassionati, ossessionati, innamorati, esausti, nevrotizzati, felici. Tante ore, notti, ad ascoltare la loro versione delle cose: che faccia ha Dio, come si comporta, che tipo è Dio. Dio nessuno l’ha mai visto. Su richiesta dell’orchestra Roma-Tre, ho composto questa pièce per il concerto d’archi di F. J.Haydn Le ultime sette parole di Cristo, in occasione dell’anno commemorativo del compositore austriaco. Io scrivo il mio monologo raccontando storie e personaggi tratti dalla vita, gli incontri casuali, e soprattutto dal materiale che raccolgo da anni nel mio lavoro di ricerca, tra i testi sacri, gli scritti apocrifi, gli antichi sermoni sulle ultime sette parole di
Cristo, i detti e fatti dei padri del deserto, la mistica medievale, gli autori moderni. Dopo l’esperienza concertistica ho deciso di dare al lavoro una forma diversa, rinunciando all’orchestra e alla struttura “a concerto” per collaborare con Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli. L’evocazione sonora e timbrica del medioevo ha il potere immediato di far apparire quel gran carnevale di santi, di idioti, di cialtroni che ronzano nello spettacolo.”

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Dr. Martens: la storia dello stivaletto punk più famoso al mondo

Gli storici stivaletti con le cuciture gialle, simbolo della cultura punk, e attualmente adorate dai vip di tutto il mondo, dopo cento anni cambiano padrone. Di quali stivaletti sto parlando?…

Gli storici stivaletti con le cuciture gialle, simbolo della cultura punk, e attualmente adorate dai vip di tutto il mondo, dopo cento anni cambiano padrone. Di quali stivaletti sto parlando? Di quelli che sicuramente ognuno di noi ne avrà posseduto un paio o ne possiede tutt’oggi, e chi non ce l’ha mai avuti ne avrà sicuramente sentito parlare, loro sono i mitici stivaletti Dr. Martens.

È notizia di questi giorni che il fondo londinese Permina le ha comprate per 355milioni di euro. Ma facciamo un salto nel passato, circa al 1901, quando inizia la storia dello scarponcino dalla cuciture gialle, simbolo di molte generazioni e di molte correnti culturali. Benjamin Griggs e Septimimus Jones cominciano a produrre scarponi per i minatori e l’esercito britannico, questi accessori erano neri a dieci buchi con una suola chiodata e una cucitura sulla punta. La ditta che produceva queste scarpe era collocata a Northamptonshire, in Gran Bretagna, contea storicamente nota per le manifatture di scarpe, appunto.

Nel 1943 un medico tedesco, Klaus Maertens, si ruppe un piede mentre stava sciando sulle Alpi Bavaresi, e a seguito di questa caduta, non riusciva, e trovava scomodo camminare con scarpe le cui suole erano di cuoio classico e allora cominciò a pensare ad un innovativo tipo di suola. Quello che gli venne in mente era un tipo di suola ammortizzata da un cuscinetto d’aria e quindi ad uno scarpone costruito con una pelle più morbida. Il Dr. Maertens cominciò a realizzare questo tipo di scarpa in solitaria, rifacendosi ai modelli degli scarponi presenti sul mercato e realizzò così uno scarponcino marrone a 8 buchi. Il modello però non ricevette il successo sperato, ma nel 1947, il dottore incontrò a Monaco un suo vecchio compagno di università, Herbert Funck, che rimase molto colpito dal design degli scarponcini. A questo punto i due decisero di aprire insieme una nuova attività di produzione scarpe, utilizzando scarti di gomma della Luftwaffe, l’aviazione militare tedesca, per la suola, mentre per la tomaia venivano usate vecchie divise dismesse dell’esercito tedesco. Ottimo esempio di riciclo nel dopoguerra. Le scarpe risultavano essere molto comode e durevoli tanto da piacere anche alle casalinghe tedesche, fino ad arrivare all’80% delle vendite pervenute dalla clientela femminile. Nel 1952 i due amici decisero di aprire una nuova fabbrica a Monaco, la quale produceva oltre 200 diversi modelli e nel 1959 Martens e Funck decisero di rivolgersi ad un pubblico più ampio ed internazionale per vendere la licenza. Ed è proprio a questo punto che le storie dei due tedeschi e dei due inglesi si intrecciano.

Stivaletto Dr.Martens color ciliegia

Stivaletto Dr.Martens color ciliegia

Nel 1959 Griggs, che nel frattempo aveva avuto cospicue commissioni da parte dell’esercito inglese per la Guerra di Corea, notò l’annuncio di Maertens e Funck tra le pagine si Shoe & Leather News, una pubblicazione specialistica per gli addetti ai lavori del mercato calzaturiero londinese. Immediatamente il marchio inglese ne acquista in brevetto, optando per il nome Dr. Martens, anglicizzando il nome tedesco del dottore Maertens, e tralasciando il nome del dr. Funck perché troppo simile al gergale inglese fuck. La Griggs, inoltre, apportò alcune sostanziali modifiche, ne ridisegno la suola, arrotondò il tacco e aggiunse la fettuccia posteriore con il marchio Air Wair, e aggiunge la storica e riconoscibile cucitura gialla tra suola e tomaia, tratto distintivo di una vera Dr. Martens. Nel 1960 viene immesso sul mercato il primo modello, il 1460: classico anfibio a 8 buchi di colore rosso ciliegia. Queste diventano molto presto le scarpe di postini, operai e poliziotti, ma quest’ultimi dovevano annerire la cucitura gialla perché il loro regolamento non lo consentiva. Nel 1961 viene lanciato sul mercato il modello 1461: scarpa a 3 buchi, che verrà indossata soprattutto dagli impiegati delle poste, divenendo il simbolo del sindacato e successivamente della sinistra inglese.

Durante gli anni sessanta i mod, (“moderm jazz”), subcultura giovanile londinese e caratterizzata dal look curato ed innovativo, amanti della musica beat, rhythm and blues, si dividono in varie correnti, tra cui gli hard mod, che iniziarono a vestirsi in modo più comodo, utilizzando jeans e anfibi. Da questa corrente si svilupperanno gli skin, i testa rasata, che non basavano la loro identità su di una ideologia politica, ma su elementi legati alla musica e all’abbigliamento. Gli skin fecero loro le Doctors e le sdoganarono da scarpe per lavoratori, borghesi e benestanti a simbolo della loro sottocultura. Essi prestavano un’attenzione quasi maniacale per le Doctors, le lucidavano sempre e il loro modello preferito era quello da 10 buchi con la punta d’acciaio.

Nei tardi anni sessanta i punk, soliti usare le Converse All Stars, adottarono anch’essi le Doctors come calzatura e successivamente gli stivaletti diventano popolari anche tra le culture giovanili quali ska, new wave, grunge, fino a divenire un simbolo di appartenenza alla cultura underground. A partire dalla metà degli anni novanta, però, cala l’interesse dei giovani nei confronti di queste sottoculture e di conseguenza inizia anche il calo delle vendite delle Dr. Martens, fino alla decisione, arrivata nel 2003, di cessare la produzione nel Regno Unito spostandola in Cina e in Thailandia.

Stivaletto Dr. Martens colori fluo

Stivaletto Dr. Martens colori fluo

Nel 2007 la compagnia decide di tonare a produrre di nuovo una linea di calzature in Inghilterra e tornano prepotentemente, rilanciati sulle passerelle di moda come accessorio glamour da stilisti del calibro di Jean Paul Gaultier, Vivienne Westwood, Jimmy Choo e Yohji Yamamoto, nel 2008 inizia a realizzare nuove varianti dei modelli classici e di nuove linee. Nel 2012 il lancio di una campagna pubblicitaria virale “First and Forever”, stile rarefatto, atmosfere senza tempo, periferia della East London, palazzoni, vecchi juke box, bowling, risate, macchine d’epoca, è con questo che il brand vuole giocare sui ricordi e su quello che ha rappresentato lo stivaletto più conosciuto al mondo. Fino ad arrivare al 2013, storia di oggi, quando il fondo londinese Permira compra il marchio, l’acquisizione riguarda in particolare R.Griggs Group Limited, società di controllo del marchio Dr. Martens, l’acquisizione verrà completata secondo le attese nel gennaio 2014.

«L’autenticità del marchio – afferma David Suddens, ceo della Dr Martens – e i milioni di clienti che hanno usato le Docs come simbolo di espressione per oltre mezzo secolo, sono quanto rende Dr Martens unica. Dr Martens è un marchio iconico con una convinta base di fan seguaci. I fondi Permira hanno una vasta esperienza nel supportare i marchi globali, come dimostrato con Hugo Boss e Valentino, e siamo lieti di supportare il team gestionale in questa entusiasmante prossima fase di sviluppo societario». L’operazione ha visto Barclays impegnata come advisor finanziario, mentre Rothschild ha fatto da consulente per R Griggs.

Insomma una nuova fase storica sta per iniziare per le Dr.Martens, magari fatta di nuovi modelli con tratti e materiali diversi, oppure nuove linee di prodotti ma comunque sempre legate allo stile Doctors. Vedremo cosa avrà in serbo per noi la nuova acquirente di Dr. Martens!

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Salute e crisi, il rapporto dell’Ars sulla salute dei toscani

Salute e crisi, ecco un primo riassunto del rapporto dell’Ars: si mangia meno carne, e questo è un bene per la salute, ma anche meno frutta, pesce, latte. Le “abbuffate”…

Salute e crisi, ecco un primo riassunto del rapporto dell’Ars: si mangia meno carne, e questo è un bene per la salute, ma anche meno frutta, pesce, latte. Le “abbuffate” alcoliche aumentano soprattutto tra i disoccupati. Cresce il consumo di ansiolitici e antidepressivi. Stabile il fumo nella popolazione generale, ma in diminuzione tra i meno istruiti, si fuma soprattutto il trinciato e non le sigarette. Aumentano i sedentari tra i meno scolarizzati, e si fa meno sport. Un effetto benefico della crisi è il rallentamento del trend storico in aumento del sovrappeso, in Toscana come in Italia: questo potrebbe essere la diretta conseguenza della riduzione dei consumi alimentari. Con l’avvento della crisi si accentuano in Italia e in Toscana le differenze di classe sociale, con una prevalenza dell’obesità e del sovrappeso maggiore nei meno istruiti. I dati toscani su fumo, alcol, sedentarietà, uso di droghe sembrano indicare che la crisi incide maggiormente su alcuni gruppi della popolazione, spesso su quelli più fragili dal punto di vista socio-economico. Ma la crisi ha anche effetti benefici: per esempio, si va meno in auto, riducendo così sia l’inquinamento che il numero di incidenti.

La crisi economica mondiale iniziata nel 2008 interferisce con molte dimensioni del benessere, tra cui la salute. Per approfondire la relazione tra crisi economica e salute in Toscana, l’Ars (Agenzia Regionale di Sanità) ha prodotto il rapporto “Crisi economica, stato di salute e ricorso ai servizi in Toscana“: il rapporto verrà presentato al convegno “Gli effetti della crisi economica sulla salute della popolazione toscana. Come cambia il ricorso ai servizi?”, che si è tenuto il 24 ottobre dalle 9 alle 13.30 al Convitto della Calza, piazza della Calza 6, a Firenze.

L’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni ha presentato i risultati della ricerca dell’Ars nel corso di una conferenza stampa. Con lui, li hanno illustrati e commentati il direttore dell’Ars, Francesco Cipriani e il direttore dell’Irpet, Stefano Casini Benvenuti.

“Gli effetti della crisi – ha detto l’assessore Marroni – si registrano anche per quanto riguarda la domanda sanitaria. Per esempio, si sono ridotte (anche se in quantità minore rispetto alla media nazionale) le richieste di prestazioni specialistiche. Una riduzione che può essere anche letta in senso positivo, come maggior appropriatezza. Ma, ci dicono i ricercatori dell’Ars, altri effetti della crisi potrebbero essere avvertiti più avanti nel tempo. Questa ricerca, quindi, è per noi di grande utilità, perché ci consente di calibrare meglio i nostri servizi e i nostri interventi, in una fase, come questa, in cui stiamo riorganizzando il nostro sistema sanitario nel senso di una maggiore efficienza e rispondenza ai bisogni sanitari dei toscani”.

«Anche in Toscana, come nel resto del Paese – sottolinea il direttore Irpet Stefano Casini Benvenuti – la situazione dall’inizio della crisi è andata via via peggiorando: dal 2007 al 2013 il reddito delle famiglie si è ridotto del 14%. E sono peggiorati anche tutti gli indicatori occupazionali: tasso di disoccupazione generale al 9% e giovanile al 22%, in aumento anche il tasso di inattività tra le donne e tra i giovani ed il numero di coloro che non cercano lavoro, né studiano (NEET)».

Fino al 2010 gli ammortizzatori sociali ed il patrimonio accumulato dalle famiglie hanno attutito gli effetti negativi della crisi. Ma con il suo acuirsi, la situazione si è fatta più pesante: nel 2013 la caduta del Pil regionale sarà dell’1.3% e l’occupazione nel primo semestre si è ridotta di altre 22 mila unità. Nel 2012 e nel 2013 si registra anche una riduzione rilevante degli acquisti delle famiglie, anche di tipo alimentare: ne conseguono cambiamenti significativi anche negli stili di vita della popolazione.

L’Ars continua comunque a monitorare, insieme ad altri enti ed istituti regionali, l’impatto sociale e sanitario della crisi e l’efficacia delle politiche di contenimento messe in piedi dalla Regione Toscana.

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Valdichiana: dalla lotta all’evasione alle soglie di esenzione

La Valdichiana senese detta una linea di sviluppo sostenibile non solo da punto di vista ambientale ma anche da quello sociale, diventato improvvisamente elemento delicato dopo decenni di equilibrio e benessere…

La Valdichiana senese detta una linea di sviluppo sostenibile non solo da punto di vista ambientale ma anche da quello sociale, diventato improvvisamente elemento delicato dopo decenni di equilibrio e benessere diffuso. E lo fa impegnandosi ad applicare, nei bilanci dei nove Comuni che la compongono, le linee programmatiche con le parti sociali.

E’ il risultato di un accordo raggiunto dall’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, in rappresentanza delle Amministrazioni Comunali di Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena e Trequanda, con le organizzazioni sindacali confederali e dei pensionati di CGIL e CISL e con le associazioni di categoria del commercio.

Il “patto”, sottoscritto per l’Unione dal Presidente Andrea Rossi, dopo essere stato seguito nella sua concertazione con le parti sociali da Fabio Di Meo, Sindaco di Cetona, dovrà essere ritenuto prioritario dai nove Comuni all’atto della redazione dei rispettivi bilanci di previsione; ma è considerato anche il primo atto per il raggiungimento di ben più ambiziosi obiettivi di area.

Nel testo vengono indicati otto settori prioritari di intervento che sono la lotta all’evasione fiscale, la pressione fiscale, l’IMU, la TARES, i servizi comunali ai cittadini, la soglia reddituale di esenzione, i servizi associati e le Residenze Sociali Assistite.

Tutte le scelte che saranno compiute in questi campi dovranno uniformarsi ad un obiettivo che le parti indicano come primario e cioè il sostegno e l’incentivazione alla crescita economica contemperata con la difesa delle categorie sociali più disagiate.

“Il patto con le parti sociali precorre gli accordi che saranno raggiunti a livello comunale – dichiara Andrea Rossi, Presidente dell’Unione e Sindaco di Montepulciano – ma è un vero e proprio atto di indirizzo al quale i nove bilanci si uniformeranno per dare omogeneità all’amministrazione dell’area”. “In questo modo l’imposizione fiscale ed il welfare saranno omogenei in un’area omogenea, una sorta di banco di prova prima di perseguire un obiettivo più alto e cioè l’unificazione delle tariffe e dei servizi. Si va quindi ben oltre il cosiddetto campanilismo, le resistenze localistiche, ecc. – conclude Rossi – questo è un atto che valorizza il ruolo dei Comuni e da un segnale di forte compattezza, anche politica”.

“Adottando una semplificazione, direi che questo Patto nasce dalla presa di coscienza che nella tempesta della crisi siamo davvero tutti sulla stessa barca, Comuni e parti sociali. Non c’è benessere da distribuire, ma malessere da sconfiggere insieme” afferma il Sindaco di Cetona Fabio Di Meo. “Cosa fare è chiaro a tutti, bisogna lavorare concretamente per capire come. Qui si tratta di mettere le istituzioni accanto alle attività economiche e produttive per tutelare e garantire il lavoro di dipendenti e imprenditori, e accanto ai cittadini più bisognosi per assisterli nella loro indigenza. Su questo non poteva esserci contrattazione, ma solo unità di intenti, e così è stato”.

L’esame del documento consente di “leggere” un concreto impegno delle Amministrazioni nella lotta, per esempio, al lavoro nero e all’evasione dei tributi locali operando di concerto con le Istituzioni statali preposte a queste stesse attività. Nel campo della pressione fiscale e delle diverse imposte ricorre il tema dell’equità da perseguire introducendo soglie di esenzione e progressività dei gravami, nonché correzioni locali delle distorsioni dei carichi fiscali sulle famiglie e sulle attività economiche e commerciali, derivanti da normative statali spesso lacunose o addirittura tecnicamente del tutto sfasate.

Si esprime l’intenzione di ripensare il sistema complessivo dei servizi comunali: in primo luogo attraverso una ricognizione complessiva che parta da un concetto di “servizi” adeguato ai tempi, ovvero considerando tra essi sia quelli sociali in senso stretto che quelli più genericamente definibili “al cittadino”, vedi il sostegno all’associazionismo o i servizi culturali. In secondo luogo assumendo una visione d’area, territoriale, delle modalità organizzative, con due processi paralleli di centralizzazione gestionale, e di decentramento erogativo. Si gestisce in un solo luogo centrale, si eroga puntualmente su tutto il territorio, vicino al cittadino.

Ed è poi in materia di soglia di esenzione che il patto esprime uno dei passaggi più impegnativi quando si propone cioè di individuare un livello reddituale unico al di sotto del quale tutti i Comuni della Valdichiana si adoperino per garantire la gratuità dei servizi.

Il “patto” affronta poi il tema dell’associazione delle funzioni dei Comuni indicandola come una priorità assoluta, portatrice di risparmi economici e incrementi di efficienza, da perseguire andando al di là di ogni campanilismo e di ogni resistenza corporativa.

Infine, in materia di residenze assistite, si annuncia la ripresa di un lavoro di monitoraggio presso la Società della Salute sulle modalità dei servizi erogati, i loro costi e la strutturazione del personale per giungere ad una omogeneizzazione delle rette.

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Maltempo, ammontano a 100 milioni i danni stimati

E’ un quadro sempre più preoccupante quello che emerge dalla parziale stima dei danni che il territorio toscano ha subìto in seguito alle recenti alluvioni. Al momento l’ipotesi più attendibile…

E’ un quadro sempre più preoccupante quello che emerge dalla parziale stima dei danni che il territorio toscano ha subìto in seguito alle recenti alluvioni. Al momento l’ipotesi più attendibile supera i 100 milioni di danni su tutto il territorio regionale. Il quadro è emerso questa mattina presso la presidenza della Regione nel corso della riunione che l’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo, Anna Rita Bramerini, ha avuto con i rappresentanti di nove delle dieci province toscane.

“Il mio timore – aggiunge Anna Rita Bramerini – è che la stima attuale sia destinata ad aumentare ulteriormente, visto che ciò che emerge è un quadro preoccupante che interessa l’intero territorio toscano. Oggi pomeriggio mi recherò insieme al Presidente Rossi, con il ministro dell’ambiente Andrea Orlando in alcune zone della Mediavalle lucchese per una ricognizione della situazione”.

Le zone colpite riguardano tutta la Toscana ad accezione di Livorno, con numerose criticità che interessano la Mediavalle lucchese, la Garfagnana, Volterra, le provincie di Arezzo, Firenze, Siena e il bacino dell’Ombrone pistoiese.

“Ai danni stimati prima delle piogge del 21 – precisa l’assessore Bramerini – si sono infatti aggiunti quelli degli eventi di ieri. A questo punto abbiamo l’esigenza di avere una prima e il più possibile attendibile stima, che ho chiesto agli amministratori locali di presentare entro martedì. E’ nostra intenzione trasmettere a Roma una cifra coerente perchè ci auguriamo che la riunione del Consiglio dei Ministri della prossima settimana possa già decidere un primo stanziamento”.

Nel corso dell’incontro è stato deciso che saranno le Amministrazioni provinciali a fungere da raccolta dei dati provenienti dai Comuni e dai Geni civili, sia per quanto riguarda gli interventi da effettuare in somma urgenza e quelli di ripristino che per l’entità dei danni subiti dalle imprese e dai cittadini.E’ stato infine stabilito di mantenere contatti diretti e costanti tra la Regione e i territori colpiti.

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Baby parking: Chiusi a misura di bambino

Con l’inizio delle partite casalinghe della Emma Villas Chiusi prenderà il via anche il progetto Baby parking, sostenuto dall’amministrazione comunale e dalla società pallavolistica chiusina al fine di rendere Chiusi una città…

Con l’inizio delle partite casalinghe della Emma Villas Chiusi prenderà il via anche il progetto Baby parking, sostenuto dall’amministrazione comunale e dalla società pallavolistica chiusina al fine di rendere Chiusi una città sempre più a misura di bambino.

La filosofia è semplice, considerato il campionato interregionale della Emma Villas e quindi considerato il fatto che gli avversari di volta in volta saranno costretti a percorrere centinaia di chilometri per raggiungere la città di Chiusi, il Comune ha pensato in primo luogo di proporre soggiorni ed escursioni con agevolazioni economiche per far conoscere alle famiglie al seguito delle varie squadre la città di Chiusi e le sue ricchezze, grazie alla collaborazione tra il tour operator Emma Villas, l’assessorato al Sistema Chiusipromozione, l’Ufficio Turistico/Proloco, guide turistiche, strutture museali e ricettive e poi ha allestito presso il palazzetto dello sport, uno spazio completamente dedicato ai più piccoli dove potranno giocare indisturbati e al sicuro mentre i grandi si danno battaglia sotto rete.

Il nostro obiettivo – dichiara il primo cittadino Stefano Scaramelli – è quello di associare al nome della Città di Chiusi parole come gentilezza ed accoglienza, aspetti per noi importanti e che adesso saranno sempre riconfermati anche durante le partite della nostra squadra di pallavolo EmmaVillas grazie al progetto del baby-parking. È un progetto importante e di cui sono soddisfatto perché ai bambini, che rappresentano il nostro futuro, dobbiamo sempre avere un occhio di riguardo ed una attenzione particolare per tutte le loro esigenze anche e soprattutto di gioco.

Il progetto baby-parking sarà messo a battesimo domani (sabato 26 settembre) quando alle 18 i “leoni” di casa (come vuole logo e mascotte della squadra) affronteranno la Netoip Ancona che ben ha esordito conquistando a differenza dei chiusini i tre punti nella prima di campionato. I bambini che, potranno così giocare, mentre i genitori si guardano la partita saranno sempre tenuti d’occhio da personale qualificato ed appositamente formato per questo compito. I progetti per i più piccoli però a Chiusi non si fermano qua; oltre all’aspetto sportivo anche quello culturale ha in serbo tante iniziative dedicate ai più piccoli e legate da un lato al ciclo di incontri di “Libriamoci” e dall’altro al via dei corsi dell’Università Popolare.

Libriamoci (iniziativa culturale coordinata dall’assessorato al Sistema Chiusipromozione – Biblioteca comunale della città di Chiusi – in collaborazione con Regione Toscana, Redos e con il supporto di varie realtà territoriali tra le quali anche la Banca Valdichiana Credito Cooperativo Tosco Umbro) aprirà, lunedì e martedi prossimo (28 e 29 Ottobre), il proprio calendario con due appuntamenti dedicati ai giovanissimi che potranno iniziare ad assaporare tutta l’aria festaiola della notte delle streghe con la lettura ad alta voce di “Halloween che paura” alle ore 17,00 (Info Biblioteca – Casa della Cultura – 0578/223080) .

Per quanto riguarda invece l’Università Popolare della città di Chiusi alcuni corsi dedicati ai più piccoli, tra l’altro con iscrizioni ancora aperte, sono ad esempio, i corsi di pittura per bambini e di olodanza (insieme di giochi, danze ed esercizi adatti ai bambini tra i 4 e 7 anni).

(Info Ufficio Turistico/Proloco Chiusi 0578/227667)

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Bar della Chiana – Commenti alla nona giornata di Serie A

Bar della Chiana – Nona Giornata Bentornati al Bar della Chiana: il modo migliore per sopravvivere alla serie A del campionato italiano di calcio. Abbiamo seguito in esclusiva per voi tutte le partite di…

Bar della Chiana – Nona Giornata

Bentornati al Bar della Chiana: il modo migliore per sopravvivere alla serie A del campionato italiano di calcio. Abbiamo seguito in esclusiva per voi tutte le partite di calcio della nona giornata, e siamo pronti a raccontarvi tutte le emozioni di questo fantastico sport! O meglio, forse eravamo al bancone del bar a prenderci un grappino mentre andavano in onda le immagini di Novantesimo Minuto, ma vabbè, siamo pronti a cominciare!

Sampdoria – Atalanta 1-0
E insomma la nona giornata è comincia cola classica sfida tra’l rotto e lo strappato, alla fine ha vinto la Sampdoria con un gol di Mustafi ma solo perchè a quell’altri gliè passa subito la voglia. Infatti dopo si so’ trovi tutti a casa di Denis a guardà i varietà di Carlo Conti pe’ imparà un pochino di liscio.

Inter – Verona 4-2
Avevano tutti fretta di finì che poi c’era ‘sto patema dell’ora solare che un sapevano mica se mandà avanti o dirindietro l’orlogio. I difensori del Verona si so’ messi a truzzicà co’ st’orologi in mezzo ai calci d’angolo, e infatti c’hanno chiappo tre gol da Jonathan, Palacio e Rolando. O rimetteteli ora!

Mazzarri s'era scordo dell'ora solare

Mazzarri s’era scordo dell’ora solare

Napoli – Torino 2-0
Ma come si fa a giocà pel tocco, ci sà tutti ‘na lacca che un ci si ripiglia! E infatti anche in campo unnè che c’avevano tanta voglia di corre, parevano tutti co’ la lacca della desina della nonna. Gliè tocco tirà du’ rigori a Gonzo Higuain pe’ vince la partita e poi di rincorsa a letto.

Bologna – Livorno 1-0
Tutt’e due c’avevano da rifassi dall’ultima giornata in cui avevano busco, e infatti so’ partiti subito inguastiti. Al bologna gliè riuscito a segnà con Crespo con pallone a trainoni, poi si so’ messi a fa gli sciorni a centrocampo e hanno porto a casa i tre punti.

Catania – Sassuolo 0-0
Ma secondo noi ‘sta partita un l’hanno guarda manco quelli che ci giocavano, però ormai avevano pago i biglietti e c’era un fottio di cittini che c’avevano da finì il fantacalcio, quindi si so’ dati ‘na mossa. Queli del Sassuolo so’ arrivi lippelappe a fa gol co’ Zaza, ma poi niente. Un punto a tutt’e due.

Chievo – Fiorentina 1-2
Quelli della Fiorentina ormai so’ inguastiti, pigliano foco più delle caluvie della cendera. Infatti anche a ‘sto giro dopo ave’ preso il gol di Cesar hanno ribalto la partita co’na doppietta di Cuadrado, se aspettavi n’altro pochino ci ‘sta che ne facevano qualchedunartro! Ovvia teneteli un pò pe’startra volta!

Juventus – Genoa 2-0
A forza di perde le partite quelli della Juventus si so’ ricordi anche come si vinceva, e infatti unn’hanno sentito rombe, so’ iti subito da quelli del Genoa peggio delle volpi coi coniglioli. Prima ha segno Vidal su rigore e poi c’ha penso il solito Marroca Tevez a fà piglià lo spavento ai difensori.

Parma – Milan 3-2
Questi un si volevano mica fà troppi bicci, si so’ trovi tutti prima della partita a mangià il rigatino e qualche troiaio a casa di Balordelli. A Parolo però gliè preso il diaccio allo stomaco e s’è invelenito, infatti mentre quell’altri barullavano pel campino lui ha fatto ‘na doppietta e ha fatto vince il Parma.

A Parolo gliè preso il diaccio allo stomaco

A Parolo gliè preso il diaccio allo stomaco

Udinese – Roma 0-1
Quelli della Roma avevano paura di un vince senza Papa Totti, dice che c’aveva da fà le messe a Guazzino e unn’ha gioco. E infatti quelli dell’Udinese erano tutti ringalluzziti, so’ andati vicini a segnà un par di volte ma niente. Allora c’ha penso Bradley a tirà na cignata e la Roma ha chiappo anche sti tre punti.

Lazio – Cagliari 2-0
Bussa e bussa ce l’ha fatta alla fine quel bigonzo di Klose a segnà! A quell’altri ormai gli stava belle a piglià la lacca, gli garbava ma beve nella  zoccolata del cignale, immagina quanta voglia c’avevano di giocà! E infatti dopo Klose c’ha penso Candreva su rigore a portà i tre punti alla Lazio.

Ancora un v’è venuta a noia con tutte ‘ste pallonate? Allora mercoledì ci si rifà, che sti bischeri un ci vanno mica in ferie pei morti!

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Emma Villas Chiusi impegnata per sbloccarsi

La pallavolo targata Emma Villas Chiusi torna protagonista questo pomeriggio, sabato 26 ottobre, e lo fa nel proprio Pala-Coopersport di Poggio Gallina ed i supporters biancoblu si mobilitano. I dirigenti…

La pallavolo targata Emma Villas Chiusi torna protagonista questo pomeriggio, sabato 26 ottobre, e lo fa nel proprio Pala-Coopersport di Poggio Gallina ed i supporters biancoblu si mobilitano.

I dirigenti del sodalizio toscano hanno archiviato la sconfitta maturata nella prima uscita di campionato contro Grottazzolina e guardano avanti con serenità, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno l’avvio in salita serve d’aiuto per tenere i nervi saldi, ma è altresì bene anche ricordare che l’avversaria era una squadra molto ben attrezzata.

In questa seconda giornata del campionato di serie B2 maschile la rivale di turno è la Netoip.com Collemarino, compagine che ha avuto un ottimo debutto essendo reduce da una brillante vittoria interna con il Città di Castello.

L’impatto con il campionato ha giocato un brutto scherzo ai chiusini che però sono convinti di possedere tutti i mezzi per rifarsi immediatamente, lo pensa il tecnico Romano Giannini: «Sono molto fiducioso per questa seconda gara, i ragazzi stanno rispondendo ai solleciti dello staff tecnico per rimettersi subito in carreggiata. Affrontiamo un team che ha già tre punti e quindi arriverà con il morale altissimo ma avremo il pubblico dalla nostra e siamo convinti di far bene e vincere».

Di sicuro servirà il miglior apporto di tutti per muovere la classifica, a partire dal regista Simone Camardese per arrivare all’opposto Nicola Romani, diagonale di posto-due che sta crescendo progressivamente nell’intesa.

Quello marchigiano allenato da Claudio Capitani è un team che ha archiviato la passata stagione con una brillante promozione, e nel mercato estivo ha operato dei rinforzi mirati ma i punti di riferimento sono rimasti lo schiacciatore Davide Boncompagni ed il martello Andrea Catalani.

Caratteristiche simili, dunque, per le compagini matricole della categoria che puntano senza dubbio sull’entusiasmo per riuscire ad incamerare punti preziosi per la classifica.

Arbitri dell’incontro saranno Nicola Badolato e Francesca Ferri.

Possibile formazione Chiusi: Camardese in regia, Romani opposto, Di Marco e Santilli centrali, Bittoni e Grassano martelli-ricevitori, Pochini libero.

Probabile starting-six Collemarino: Castellana ad alzare in diagonale con Catalani, Bizzarri e Rossi al centro della rete, Boncompagni e Neri schiacciatrici ricevitrici, Marchetti libero.

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Le Terme di Chianciano

Nel nostro viaggio tra i luoghi d’interesse nel territorio della Valdichiana senese ci fermiamo oggi a Chianciano, che deve gran parte della sua fama alle acque termali, ancora oggi apprezzate…

Nel nostro viaggio tra i luoghi d’interesse nel territorio della Valdichiana senese ci fermiamo oggi a Chianciano, che deve gran parte della sua fama alle acque termali, ancora oggi apprezzate per le loro proprietà terapeutiche da centinaia di visitatori.

La storia delle Terme di Chianciano affonda le sue radici nell’epoca etrusca. Già gli antichi abitanti dell’Etruria e il Re Porsenna avevano infatti occupato la zona con dei centri abitati attorno a Chiusi e al monte Cetona. Anche i Romani conoscevano le proprietà benefiche delle acque minerali, che portarono alla costruzione di santuari dedicati alle divinità delle acque, tra cui il Tempio dei Fucoli. Le acque termali erano considerate magiche, dotate di poteri di guarigione, e per questo motivo furono oggetto di protezione da parte di tutte le civiltà che si sono succedute nella zona fino ai giorni nostra. Le Terme di Chianciano, anticamente chiamate “Fontes Clusinae”, erano dotate anche di una propria stazione sulla via Cassia, tra Arezzo e Chiusi, risalente all’Impero Romano.

L’importanza delle Terme di Chianciano non diminuisce neppure in epoca medievale, quando furono occupate dai Goti e dai Longobardi. Il nome di Chianciano appare chiaramente nel 1171 attraverso un atto di donazione, assieme ad “Acqua Santa e Sellena”, mentre un documento del 1287 conferma la presenza di cittadini che si occupano della manutenzione delle Terme di Chianciano. Nel 1349 la cittadina passa sotto la protezione di Siena, dopo molti anni di lotte con Montepulciano e Orvieto, e anche nei secoli successivi sono frequenti i richiami alle proprietà curative delle sue acque termali. La leggenda racconta che anche Sant’Agnese Segni operò diversi miracoli nelle Terme di Chianciano, tanto che il nome pagano del Bagno Grande di Sellene venne cambiato in “Acqua Santa”.

terme di chianciano

I veri e propri stabilimenti termali furono opera di una società privata che prese in concessione dal Comune di Chianciano l’utilizzo delle terme, guidata da Angelo Banti; le costruzioni avvennero negli anni ’20, attraverso stabilimenti di stile neoclassico, l’apertura di nuove fonti e di uno stabilimento per l’imbottigliamento. Alcune strutture furono abbattute dopo il piano regolatore del 1940, che fece ritornare le terme di proprietà del demanio; i progetti degli stabilimenti nella versione moderna, opera degli architetti Loreti e Marchi, hanno portato alla costruzione di parchi termali e del Salone delle Feste, oltre alla creazione dell’Istituto di Ricerche Biologiche e Chimiche, per effettuare ricerche sulle acque, sulle proprietà terapeutiche e sulla corretta applicazioni delle terapie.

In seguito a tali studi, le acque delle Terme di Chianciano sono state suddivise in cinque tipologie, che hanno diversi effetti benefici sugli organismi:

  • Acqua Santa e Acqua Fucoli: da bere appena sgorgate dalle fonti, per il benessere del fegato e dell’apparato gastrointestinale
  • Acqua Santissima: utilizzata per inalazioni e insufflazioni contro le patologie delle prime vie respiratorie
  • Acqua Sillene: utilizzata per i fanghi, i bagni termali e i prodotti di cosmetica
  • Acqua Sant’Elena: acqua oligominerale, per la cura delle malattie dei reni e dell’apparato gastrointestinale

Grazie alle proprietà terapeutiche delle sue acque termali, per tutto il XX secolo Chianciano ha goduto di una notevole attrattiva turistica. L’organizzazione del centro termale e di una direzione sanitaria di livello internazionale hanno portato a una continuità urbanistica e strutturale tra l’antico nucleo abitato e la moderna zona termale, rappresentata dal grande Viale della Libertà, costeggiato da alberghi, pensioni e ville.

 

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