franc cinelli_3Nome che tradisce le sue origini, bluesman, autore e polistrumentista, lui è Franc Cinelli, nato a Roma e cresciuto a Londra, da sempre diviso tra Inghilterra e Stati Uniti. Franc Cinelli si è esibito in concerto lo scorso sabato 12 luglio al Mattatoio n°5 di Montepulciano e noi lo abbiamo incontrato, prima dello spettacolo, per farci raccontare un po’ di lui e della sua musica.

La storia musicale di Franc è alimentata da un suono che deriva dal country di tradizione americana. Perché hai scelto di fare musica blues, folk e country?

“Il blues è il primo genere di musica che mi ha appassionato fin da quando ero bambino. All’età di 12/13 anni sono andato a vedere un concerto di Eric Clapton al Royal Albert Hall a Londra dove suonò solo pezzi blues e da lì si è aperta una porta importantissima nella mia vita, è cambiato un po’ tutto. Ho cominciato ad andare in cerca dei personaggi che fanno blues, personaggi tipo Robert Johnson, Muddy Waters e Freddie King. Questo perché questo tipo di musica ha bisogno di personaggi e di persone più grandi degli artisti pop a cui siamo abituati oggi, questi personaggi hanno tutti una propria storia e una vita. Mi è sembrato un genere di musica sincero e che mi ha attratto sempre tantissimo, la mia musica non è blues al cento per cento, è un blues a modo mio! Poi dal blues a diventare alt-country la strada è stata abbastanza dritta”.

Come nascono i tuoi brani?

“Da quello che osservo e da quello che mi succede nella vita. Nell’ ultimo disco, quello uscito nel 2013, ci sono molte storie di personaggi, personaggi veri che fanno parte della mia vita, ed è una cosa divertente scrivere con questi personaggi in mente.”

Mi vuoi parlare del tuo album uscito nel 2013?

“L’album uscito nel 2013 dal titolo “I have not yet begun to fight”, che tradotto significa “non ho ancora imparato a combattere”, ovviamente è in modo ironico – ride – Contiene dieci brani che ho scritto e ho prodotto io nella mia casa discografia londinese, con un’ottima distribuzione in Italia. Adesso sto facendo la strada dell’artista indipendente e di questi miei dieci brani sono molto contento. Il mio folk e le mie storielle stanno facendo i loro passi per arrivare al pubblico e la cosa difficile dell’artista è questa, andarsi a cercare il proprio pubblico. Il mio è un genere che deve andare a cercare il pubblico, non è un genere televisivo, quello della musica blues è un circolo molto chiuso, io dopo l’apertura del concerto di Ligabue a Londra ho cominciato a farmi conoscere e sto cominciando a raccogliere quello che ho seminato fino ad ora. È molto difficile perché è stata dura, ma io sono molto determinato!”.

franc cinelli_1Franc Cinelli, infatti, ha aperto due importanti concerti di Ligabue alla Royal Albert Hall di Londra, un grande onore per Franc che da sempre stima la musica di Ligabue e che ha fatto conoscere a tutti i suoi amici londinesi. Dal tuo album emerge il brano “Passerà”, brano cantato in italiano, perché hai deciso di inserire un brano in italiano? E riesci meglio a scrivere in italiano o in inglese?

“Scrivo in italiano, penso in italiano e poi canto in inglese. La critica ha definito “Passerà” una canzone scritta in inglese e tradotta in italiano, la musica italiana la conosco bene perché il mio cantante preferito è Lucio Dalla. Nel disco nuovo, però, non ci saranno brani in italiano”.

Ti senti più legato all’Italia o all’Inghilterra?

“Io dico sempre che all’Italia appartiene il mio cuore, mi sento sempre cento per cento italiano, però a Londra ci vivo e le sono molto affezionato perché ci ho passato quasi tutta la mia vita. Mi sento molto legato anche Montepulciano, tre/quattro dei brani contenenti nel mio disco li ho scritti qua, perchè è il posto dove mi rifugio dopo una tournée, diciamo che per me è un’oasi felice che non può far altro che ispirare uno scrittore. Un posto bellissimo e personaggi particolari che meriterebbero tutti di far parte delle mie canzoni”

Progetti futuri?

“A febbraio del prossimo anno uscirà il mio nuovo disco. Stiamo già registrando i pezzi a Londra. E’ interessante sperimentare e provare a suonare pezzi nuovi ad un pubblico che già mi conosce per vedere le reazioni e il primo impatto, perché con il primo impatto valuti tante cose, tra cui le scelte degli arrangiamenti, delle parole e delle sensazioni che hanno fatto nascere quel brano. Quando sono in Italia io chiedo di più al mio pubblico perché canto generalmente in inglese, e quindi voglio capire se il mio genere piace o no, e poi esistono tanti tipi di applausi che fanno capire se un brano piace o meno”.

Quella di Franc è una musica a cui piace raccontare le cose semplici della vita in maniera spensierata e allo stesso tempo piena di promesse e speranze, “…come il sole che tramonta sul deserto, ricca di candore fanciullesco…”, così parla la stampa inglese di lui.

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Valentina Chiancianesi

Sinalunga 1984. Laureata in Scienze della Comunicazione presso l'Università di Siena e specializzata in Comunicazione d'impresa, Maketing e Media presso l'Università per Stranieri di Perugia. Inizia a scrivere quasi per caso presso lo storico giornale senese, La Voce del Campo, passando per MyWord.it della Baldini&Castoldi Editori srl Milano, per poi arrivare a La Valdichiana dove dirige la parte editoriale. Vera amante della moda dona il tocco fashion a tutta la redazione.

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