Il giorno 13 giugno si è tenuto l’Osservatorio Regionale del Turismo organizzato dalla Regione Toscana. Come ogni anno l’Ente Bilaterale del Turismo Toscano (EBTT) presenta i dati sui fabbisogni formativi e professionali del settore turismo per anticipare le tendenze e rintracciare gli aspetti competitivi sui quali è necessario investire.

I dati presentati sono il frutto di indagini e report di attività svolte dall’Ente Bilaterale del Turismo Toscano che rappresenta le aziende ed i lavoratori del settore turismo della toscana ed offre loro servizi gratuiti tra i quali la formazione e l’incontro domanda ed offerta di lavoro. I dati che seguono sono relativi ai fabbisogni formativi del settore turismo per l’anno 2014 ed alle attività di incontro domanda ed offerta di lavoro nel settore turismo gennaio – maggio 2014.

Il turismo rappresenta ancora un settore in sviluppo e nel quale i dati, nonostante la crisi, non sono negativi. Solo sulla Provincia di Firenze, gli avviamenti totali registrati sono stati 52.233 ovvero il 28% del totale. EBTT, nell’anno 2013 ha realizzato 166 corsi per un totale di 2732 formati in tutta la Toscana. Al termine del corso, oltre ad intervistare tutti circa la customer satisfaction vengono sempre richieste le necessità formative. Inoltre, EBTT ha realizzato un’indagine per poter progettare i corsi per l’anno 2014. All’indagine hanno partecipato in 841 tra titolari e lavoratori. Relativamente alla formazione ed ai bisogni formativi che le aziende ed i lavoratori dichiarano di avere per l’anno 2014, dalle indagini svolte, i dati mostrano sinteticamente che: la formazione obbligatoria, sempre la più scelta negli ultimi anni è in calo anche perché sono ritenuti più rilevanti, corsi di formazione professionalizzante che aiutano maggiormente nella crescita competitiva delle aziende.

Si richiede maggiore qualificazione del personale dell’area amministrazione e contabilità pertanto corsi di alta formazione in questa area sono maggiormente richiesti. È invece poco scelta la formazione manageriale. I titolari partecipano in maniera inferiore rispetto ai lavoratori. Corsi per area bar, cucina e sala sono fondamentali perché è in quest’aree che si verificano il maggior numero delle assunzioni qualificate. Le aziende hanno scarsa conoscenza di tirocini e apprendistato.

I tirocini e le opportunità giovani si, comprese le possibilità di rimborso per le aziende, non sono conosciuti dalle aziende stesse. Anche l’apprendistato si conosce, come forma contrattuale ma, il campione dichiara che non conosce nel dettaglio gli sgravi, e non ne conosce opportunità e caratteristiche. L’aula didattica è il luogo prescelto per la formazione, si preferiscono corsi di media durata ma intensivi e fatti in orario di lavoro, poco richiesta invece la formazione on line. Relativamente al mercato del lavoro, i dati vengono reperiti dal programma Incontro di Ebtt che è accreditato alla Regione Toscana per svolgere i servizi al lavoro (www.turismolavoro.it) ed Ebit realizza un indagine presso le aziende versanti.

Il mercato del lavoro turistico in Toscana, secondo l’osservatorio dell’Ebtt vede un calo di offerte negli ultimi anni. I dati del primo gennaio – maggio 2014 vedono 206 aziende che hanno richiesto personale rivolgendosi all’Ebtt ed il 62% sono aziende alberghiere seguite dal 12% di ristoranti, 6% residence, 5% campeggi e 5% stabilimenti balneari.

Il Consigliere Delegato al Mercato del Lavoro EBTT Giampiero Poggiali presenta i dati dicendo:

“Le figure più ricercate sono quelle dell’area professionale “cucina” 28% e area professionale “sala bar” 28%, seguite da ricevimento 22% e piani 12%. 1173 sono i candidati che nell’ultimo periodo hanno sostenuto un colloquio presso gli sportelli Ebtt e l’84% di questi sono italiani (maggioranza donne 677 e uomini 496). 333 sono quelli inviati a colloquio dalle aziende e di questi 72 sono gli assunti. Nel 2013 il dato totale delle assunzioni, grazie al servizio Incontro di Ebtt è stato di 575 contratti di cui 265 attivati tramite colloqui effettuati durante le borse mercato lavoro organizzate da Ebtt per le aziende del settore turismo della costa”.

Tornando invece ai dati dei primi mesi del 2014 solo il 22% degli assunti ha un titolo di studio specifico per il settore turismo, il 62% ha un diploma e solo il 19% ha la laurea. La maggioranza dei contratti che sono stati stipulati, a seguito dei colloqui e delle assunzioni tramite Ebtt, sono contratti stagionali 25% seguiti da contratti a tempo determinato 22%, da contratti a chiamata 5% e 4% contratti di apprendistato. Nel 40% delle offerte di lavoro non viene invece specificata la tipologia del contratto proposto dalle aziende. Interessante il dato sull’età: il 28% degli assunti, tramite Ebtt, sono di età superiore ai 46 anni seguiti dal 25% che ha età compresa tra 36 e 40 anni, il 19% ha età compresa tra 19 e 29, 17% ha età compresa tra 30 e 35 anni ed infine l’11% ha età compresa tra i 41 e 45 anni.

Il Presidente dell’Ebtt, Federico Pieragnoli aggiunge:

“In Toscana si è registrata comunque una leggera ripresa nelle assunzione nei primi mesi del 2014 e si spera che, con tutte le misure attivate, tra cui anche garanzia giovani, si possa registrare un miglioramento continuo. La Regione Toscana infatti, già con il Progetto Giovani Sì e poi con Garanzia Giovani, ha investito sui giovani finanziando tirocini, start up di imprese, servizio civile, affitti. Con Garanzia Giovani la Regione Toscana ha potuto integrare i finanziamenti contando su circa 65 mila euro aggiuntivi, collocandosi tra i primi posti in Italia sia per investimenti, che per risultati e buone prassi”.

I recenti dati Istat, come le principali indagini svolte a livello nazionale negli ultimi anni, si sono concentrati sull’incessante aumento del tasso di disoccupazione, soprattutto degli under 25 e le misure di intervento sono principalmente a favore dei giovani. Giusto, anche perché nel resto della Unione Europea la disoccupazione giovanile sta invece calando.

“Ma è anche giusto dire – sentenzia il Presidente dell’Ebtt Federico Pieragnoli – che, come ente bilaterale riteniamo che il problema non siano solo i giovani ma anche coloro che escono dal mercato del lavoro, le donne e gli over 50 che hanno maggiori difficoltà ad essere reinseriti e pertanto dovrebbero essere attivate misure specifiche anche per loro. Lo snodo centrale resta quindi quello della produttività e qualità del lavoro oltre che quello della qualificazione degli operatori, elementi che congiuntamente affrontati con interventi sulla detassazione e misure di finanziamento, potrebbero permettere una ripresa reale”.

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