Dopo un anno e mezzo dal primo lockdown, Agnese Ciacci ha deciso di aprire il suo studio di design. Cosa c’è di sorprendente? Nulla, se non fosse che la giovane sarteanese è andata contro tutti i dubbi che assaltano i giovani di oggi, rispondendo con l’inaugurazione del suo “Eidon Studio” avvenuta a Sarteano sabato 24 luglio. Agnese ha studiato interior design allo IED per tre anni, ha conseguito un master da neanche un mese e ha deciso di iniziare il suo percorso lavorativo non in una realtà come quella di Firenze, ma nel suo paese di origine, ovvero Sarteano. Lo studio si occupa di interior design, sia interni per privati, sia per attività di grafica e di tutte le immagini coordinate ai brand (brochure, volantini, locandine e così via).

Avere ventitré anni e essere sicuri del proprio futuro è qualcosa di abbastanza raro e noi non possiamo fare altro che chiederle da dove deriva tutta questa determinazione.

Cosa ti ha motivata ad aprire un tuo studio durante il periodo che stiamo vivendo?

“Ho sempre voluto aprire un mio studio dove avere uno spazio per lavorare e nel momento in cui ho iniziato l’università questo mio progetto è diventato sempre più reale. Studiavo e nel frattempo davo vita a ciò che ora è il mio “Eidon Studio” senza rendermi conto di quello che mi stava accadendo intorno. Era già tutto deciso dal lavoro, al luogo, alle mura in cui sarebbe stato costruito, l’unico ostacolo era la laurea, quindi appena l’ho avuta in mano ho subito voluto iniziare a dargli vita.”

Come mai hai deciso di aprirlo a Sarteano?

“Non è stata difficile la scelta, anche perché le mura in cui adesso è situato il mio studio una volta davano vita alla sartoria di mia nonna. Non ho mai avuto dubbi su dove dovesse sorgere questo progetto e su dove dovessi muovere i miei primi passi da sola”

Avevi paura che il tuo paese potesse non reagire bene al tuo progetto?

“Ho sempre avuto paura di realizzarlo a Sarteano, ma devo dire che anche quando ho avuto la possibilità di rimanere a Firenze mi sono sempre tirata indietro. Il mio sogno era quello di Sarteano e il luogo faceva parte del sogno. Il mio obiettivo, oltre alla mia carriera, è quello di riuscire a fare comprendere alle persone di paesi come i nostri quante realtà lavorative sono nate in questi anni e quanto siano fondamentali. Volevo portare la mia realtà alle persone, al luogo in cui sono cresciuta e spero di riuscirci sempre di più giorno dopo giorno. Tanti mi hanno detto di essere matta a lasciare Firenze, io invece mi sono detta che se me ne fossi andata avrei lasciato morire ancora di più il mio paese. Noi giovani siamo il futuro e se ce ne andiamo senza neanche provarci, chi lo farà?

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Chiara Cacace

Diplomata alle Scienze Umane senza neanche essersene resa conto, ha necessitato di un anno sabbatico durante il quale ha scoperto che non può fare nulla per placare la sua volontà di scegliere sempre la via meno praticabile. Per questo aspira a fare parte del mondo dei giornalisti poiché scrivere è l’unica cosa giusta che pensa di sapere fare, ma neanche lei ci giurerebbe, quindi non illudetevi.

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