“Uno chef può essere paragonato ad uno profumiere? Sicuramente SI”. Questa affermazione potrebbe essere argomento di uno nuovo libro di cucina oppure il tema di una prossima linea di profumi, è invece sono le parole dei uno chef, Maurizio Corridori, direttore dell’ International Chef Academy di Siena, dove qualche giorno fa, lui e il suo staff, hanno organizzato un seminario che ha unito la cucina moderna ai profumi del maestro profumiere, Serge Lutens. Un gioco di sapori e odori che hanno inebriato e stuzzicato i sensi dei presenti, regalando loro delle piccole e ineguagliabili emozioni.

Tortino di mele con emulsione di olio alla vaniglia
Tortino di mele con emulsione di olio alla vaniglia

Per l’occasione abbiamo intervistato Maurizio Corridori che ci ha spiegato come è nata l’idea di accostare a fragranze, utilizzate per lo più in cosmetica, ai piatti della nostra cucina rivisitati in chiave moderna. Per cucina moderna è inteso tutto quello che di più particolare può essere accostato al cibo, proposte innovative, particolari, curiose e bizzarre. Non è altro che l’evoluzione, la particolarità e la ricerca dell’originalità, lasciando in disparte tutto quello che è abitudine e statico. E il seminario, “L’arte culinaria incontra i profumi di Serge Lutens”, ha voluto fare proprio questo, accostare i profumi e i sapori tipici della nostra cucina alla particolarità e l’originalità delle essenze. La spiegazione di come un’ essenza si può associare ad un piatto è stata curata da Gloria del Dottore, esperta intenditrice dei profumi di Serge Lutens.

“Il progetto – mi spiega Maurizio – è nato dal desiderio di riuscire ad accostare fragranze di profumi alla nostra cucina tipica con rivisitazioni e personalizzazioni che riescono ad esaltare da un lato l’importanza delle materie prime scelte per le diverse profumazioni, e dall’altro l’abilità nella ricerca dei sapori e delle profumazioni in grado di far fare all’immaginazione un viaggio indimenticabile ai nostri sensi: vista, olfatto e gusto”.

I profumi accostati ai piatti sono di Serge Lutens, noto maestro profumiere francese, geniale quanto schivo. Ha collaborato con le più famose maison di moda del mondo, e nonostante sia uno dei creatori più celebri e amati della bellezza rimane un personaggio misterioso. Generoso nel regalare visioni mistiche sotto forma di profumo, ma decisamente avaro quando si tratta di mettersi sotto i riflettori. Quando però esce allo scoperto riesce ad incantare attraverso la sua personale visione del profumo. Classe 1942, nel 1962 si trasferisce a Parigi dove viene assunto dalla rivista Vogue per creare make up ed acconciature. Nel 1967 Christian Dior commissiona a Lutens la realizzazione di una nuova linea di cosmetici, che il Vogue statunitense definirà “rivoluzionaria”.

D: “Perché la scelta di accostare la cucina proprio ai profumi di Serge Lutens?”
R:“L’idea –racconta Maurizio – è nata per l’immensa stima che ho nei confronti dell’Artista e per la grandissima professionalità nel creare prodotti che non si possono definire semplicemente “profumi”, ma bensì delle vere e proprie Opere d’arte”.

Serge Lutens
Serge Lutens

Ed è proprio questa la missione che nel 1980, Shiseido affida a Serge Lutens, trasformare la bellezza in arte. Gli anni ottanta consacrano definitivamente il genio di Lutens. Dal suo tocco, nel 1982 nasce Nombre Noir e poi Feminité du Bois. Sempre sotto il marchio Shiseido, negli anni novanta, crea a Parigi Les Salons du Palais Royal, un tempio del profumo, meta di pellegrinaggio di cultori e neofiti, e una collezione esclusiva di profumi senza tempo. Nel 2000 crea una collezione di profumi con il nome Serge Lutens Parfum et Beauté. In una sua recente intervista rilasciata a France 24, per la rubrica Mode, Serge Lutens dice: “L’aspetto più importante nel creare un profumo è che dietro ci sia una storia… Quando si crea un profumo non si pensa di crearlo per un uomo o una donna, ma sono le persone che scelgono il profumo… Sono io che devo servire il profumo… Se non creo un profumo seguendo una storia, allora significa che sto seguendo una logica di marketing, commerciale… Il profumo non è un prodotto, ma è un qualcosa di mistico… Un profumiere è geniale quando riesce a creare un profumo che soddisfi quello che le persone stanno cercando in quel momento…”

E questo vale anche per un cuoco, quando uno chef prepara un piatto non sa se lo cucinerà per un uomo o per una donna, ma sa che quel piatto è stato scelto per i suoi ingredienti e per il gusto che la persona vuole provare nel preciso momento in cui assaporerà quella portata.

Cinghiale in dolce forte
Cinghiale in dolce forte

“Creare un piatto è un’arte – mi dice Maurizio- una cosa che in quel momento rispecchia il tuo modo di comunicare al mondo, e dietro ad una preparazione c’è sempre una storia da raccontare”, ed io aggiungo come del resto è la preparazione di un profumo, ognuno ha la sua storia e le proprie particolarità.

D: Quindi a tuo avviso uno chef può essere assimilato a un profumiere?
R: “Certo sono due Artisti che vanno sempre alla ricerca dell’originalità da proporre al proprio pubblico, considerando di fondamentale importanza l’utilizzo delle materie prime nelle proprie preparazioni e interpretazioni, in modo da garantire qualità e professionalità che purtroppo, con il passare del tempo, vengono messe in secondo piano sempre di più”.

Il seminario è stato strutturato in modo che tutti i partecipanti hanno avuto la possibilità di abbinare i prodotti alle varie interpretazioni culinarie ed assistere ai passaggi e all’esecuzione delle varie ricette. Questo è solo il primo di una serie di seminari di cucina moderna, rivisitata con originalità, estro e gusto, badando sempre alla qualità, dello chef Maurizio Corridori. Il prossimo accosterà la cucina moderna a pregiati e ricercatissimi mieli.

“Provare per credere!”, è con queste parole che Maurizio Corridori conclude questa bella intervista, io ringrazio tutta l’International Chef Academy e Gloria del Dottore che mi hanno dato la possibilità di entrare in questo mondo di inebrianti emozioni e gusti unici.

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Valentina Chiancianesi

Sinalunga 1984. Laureata in Scienze della Comunicazione presso l'Università di Siena e specializzata in Comunicazione d'impresa, Maketing e Media presso l'Università per Stranieri di Perugia. Inizia a scrivere quasi per caso presso lo storico giornale senese, La Voce del Campo, passando per MyWord.it della Baldini&Castoldi Editori srl Milano, per poi arrivare a La Valdichiana dove dirige la parte editoriale. Vera amante della moda dona il tocco fashion a tutta la redazione.

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