Restaurati e riaperti al pubblico gli ex-lavatoi di Chiusi: l’opera architettonica, subito fuori Porta Lavinia, è stata al centro di un lungo processo di restauro e di rigenerazione urbana, culminata con l’inaugurazione avvenuta nella mattina di sabato 25 settembre, alla presenza di molti cittadini, progettisti e membri dell’amministrazione comunale.

Il recupero architettonico e culturali dei lavatoi del centro storico di Chiusi era iniziato nel mese di dicembre 2019: i lavori, oltre che per l’emergenza Covid-19, erano stati interrotti per il ritrovamento di antichi reperti archeologici risalenti ai primi insediamenti civili nella zona. La costruzione degli ex lavatoi risale infatti alle seconda metà dell’800 e la sua funzione è rimasta tale sino alla prima metà del 900. L’edificio di forma rettangolare in muratura di pietra con ricorsi di mattoni a faccia vista, presenta sui lati lunghi cinque arcate a tutto sesto ed una sui lati più corti, al suo interno trovavano posto quattro grandi vasche ed una quinta di dimensioni più ridotte con piani di lavoro ricavati da grossi blocchi di travertino. Le vasche servivano per le varie fasi di lavaggio, insaponatura, primo risciacquo, secondo risciacquo, la più piccola veniva invece usata per il lavaggio della biancheria delle persone affette da malattie infettive. Il riempimento delle vasche era assicurato dall’acqua che proveniva dalla fontana di Piazza XX Settembre, che sgorgava di continuo e tramite una canalizzazione che arrivava sino ai lavatoi.

Il progetto di recupero, curato dall’architetto Sonia Forzoni, si prefigge, anche a seguito di interventi realizzati nelle immediate vicinanze al manufatto, quali la sistemazione della viabilità e del parcheggio in prossimità di Porta Lavinia, di riqualificare l’intero comparto. Elemento guida dell’intervento progettuale è stato il completo rispetto degli elementi preesistenti: i muri interamente in pietra e filari di mattoni a faccia vista, fanno da cortina alla nuova struttura metallica a sostegno della nuova copertura che ricalca il compluvio originario. Il nuovo si sovrappone all’esistente consentendo di introdurre un linguaggio architettonico distinguibile ma che trova sempre riferimento nel passato del manufatto. Il solaio vetrato, permette di visionare i reperti archeologici che sono venuti alla luce durante le opere di sottofondazione e allo stesso tempo consente una migliore fruizione e utilizzo dell’edificio.

L’intervento di recupero è un dono alla città che riporta a nuova vita l’antico manufatto insieme ai ritrovati reperti archeologici. All’esterno delle vasche è stata realizzata una nuova pavimentazione drenante e installato un impianto elettrico; nel pratino antistante alla struttura sono stati piantati dei piccoli arbusti. Le vasche centrali, che dovevano inizialmente essere riempite di acqua, sono state coperte da una pedana vetrata in modo da lasciare visibili i reperti archeologici ritrovati durante i lavori di scavo.

Le spese a copertura dell’intervento sono sostenute dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) che ha stanziato 490 mila euro a cui si sono aggiunti ulteriori 70mila euro di risorse comunali, per ulteriori opere di miglioria.

“Il recupero dell’area dei lavatoi – è il commento dell’amministrazione comunale di Chiusi – è un’opera dall’importanza capitale per la nostra Città. I lavori hanno trasformato un’area colpita dalle incurie del tempo in un luogo elegante e aggregativo. Il progetto si è arricchito ed ha assunto anche una valenza archeologica dopo il ritrovamento dei reperti. A questo scopo, infatti, sono state modificate le tavole di lavoro originarie con l’approvazione di una variante che siamo soddisfatti abbia incontrato anche il favore della Soprintendenza, che ringraziamo per la collaborazione e la disponibilità. L’inaugurazione dell’area darà la possibilità ai lavatoi di diventare un primo punto informativo sulla Città e punto di riferimento per la vita culturale e sociale per mezzo dello svolgimento, tra le altre cose, di eventi e mostre”.

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