Settecento anni fa saliva al cielo Durante di Alighiero degli Alighieri, più conosciuto come Dante Alighieri o il Sommo Poeta, fiorentino, morto in esilio a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321. Poco prima di tale ricorrenza il dì 11 settembre 2021 nella Città di Chiusi, presso la tensostruttura comunale dell’antico complesso monastico «San Francesco» (Custodia fondata dai francescani quando Francesco d’Assisi era in vita come ha osservato Davide Zingaretti), in seno al progetto «Dante e Chiusi 700 anni dopo» si è celebrato il fiorentino autore della Comedia e di altre opere, alcune in latino altre in volgare, grazie a un simposio presentato da Daniela Masci (assessore alla Cultura del Comune della Città di Chiusi) e da Chiara Lanari (referente della Segreteria dell’Assessorato alla Cultura della Regione Toscana), coordinato da Laura Gherardi, in cui ciascuno dei relatori ha preso spunto da passi danteschi per parlare – oltre che di Dante – dei nostri luoghi, dei nostri personaggi (tra cui il lucumone etrusco Porsenna e Gratianus clusinus episcopus fondatore del diritto canonico nel secolo XII) e del nostro linguaggio, a tratti simile al “dolce stil novo”.

Le celebrazioni sono proseguite domenica 12 settembre nel teatro comunale Mascagni con uno spettacolo teatrale ispirato alla Divina Commedia, «Inferno srl», realizzato «in collaborazione con Fondazione Orizzonti d’Arte e I Macchiaioli» come si legge nel programma. Positivo il giudizio su quest’encomiabile iniziativa del Comune della Città di Chiusi e della Regione Toscana in collaborazione con altri enti tra cui il Gruppo Archeologico di Chiusi, deus ex machina della conferenza in tensostruttura in cui sono intervenuti i seguenti relatori: Maria Angela Turchetti, Charun damonio e l’immaginario mitologico dantesco, Francesco Reali, “Dante e Graziano. L’uno e l’altro foro”; Mario Marrocchi, “Rapporto tra la città di Chiusi e il fiume Chiana”; Roberto Sanchini, “Dante e la città perduta: Chiusi medievale”; Massimiliano Canuti, “Letteratura e dialetto: la lingua di Dante e quella di Chiusi”; Davide Zingaretti, “Dante, Chiusi, la Valdichiana e S. Francesco”; a seguire un contributo scientifico audio-video di Giuseppe Samo dal titolo “Una babele di angeli, uomini e macchine: Chiusi e Dante e le traduzioni (automatiche e non)”.

Non sono mancate e non mancheranno altre iniziative in Valdichiana e in Toscana. In questi giorni è altresì visitabile il museo-casa di Dante Alighieri in Firenze, a due passi dalla Badia Fiorentina fatta realizzare nella seconda metà del secolo X dalla madre di Ugo Marchese di Toscana, sede del vasto Marchesato – che comprendeva la Toscana, l’Emilia, l’alto Lazio, parte dell’Umbria e delle Marche – dalla fine del secolo X, in una delle zone più antiche e suggestive della bellissima capitale della medievale Repubblica di Firenze, amata da Dante ma da cui il Sommo Poeta fu costretto all’esilio.

Il simposio chiusino svoltosi il dì 11 settembre 2021, registrato, può essere recuperato qui sotto.

(articolo a cura di Francesco Reali)

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