I lupi hanno sempre più fame e non si placa la stage di ovini che nell’ultimo mese ha colpito gli allevatori della provincia di Siena, facendo registrare ingenti danni. L’ultimo episodio di questo genere riguarda un allevamento nei pressi dell’abitato di Piazze, nel comune di Cetona (Siena).
In piena notte, i lupi sono entrati nella stalla di proprietà di Vincenzo Pinzi, ed hanno ucciso due pecore ed un ariete. Il titolare dell’allevamento resosi conto che nei pressi del ricovero c’erano solamente due dei cinque capi che possedeva e vedendo gli animali impauriti si è reso conto che era accaduto qualcosa. È corso subito nel terreno dove le bestiole pascolano ma ormai era tardi: giacevano a terra sbranate dai lupi che però non hanno potuto finire il “banchetto”.

Tutto questo è spia di una fauna selvatica ormai totalmente fuori controllo nel senese, come sostiene da tempo con forza l’Unione Provinciale Agricoltori di Siena (Confagricoltura), il cui presidente Alessandro Cinughi de Pazzi  si dichiara molto critico verso chi si dovrebbe occupare di risolvere il problema:

«Sono stupefatto – sottolinea Cinughi – che nonostante abbia provveduto personalmente ad informare le autorità preposte, il problema venga sottovalutato e minimizzato, se non addirittura sembra che la situazione di disagio in cui vivono costantemente gli allevatori non esista nemmeno».

L’ultimo episodio di Piazze è successo a solo circa tre chilometri da Palazzone, la frazione di San Casciano dei Bagni, dove i predatori recentemente hanno attaccato (sterminandolo) l’allevamento dei Fratelli Mori e quello di Barbara Sebastiani. Ricordiamo che in circa un anno l’azienda agricola Mori ha perso cinquanta pecore uccise dai lupi e si è vista costretta a chiudere l’attività legata agli ovini (duecentomila euro di investimento). Mentre la Sebastiani è stata colpita in pieno giorno, con Claudio Nardi, responsabile dell’allevamento, che ha dovuto difendere le pecore minacciando i lupi con una pala.

«Il tutto – spiegava Mario Mori, tra i più danneggiati e ormai portavoce degli allevatori del senese – è stato denunciato alla Polizia Provinciale che è subito intervenuta verbalizzando l’accaduto e posizionando la solita foto trappola. Nessuno si rende conto dell’enorme danno e della esasperazione degli allevatori che dovranno utilizzare, per legittima difesa, gli unici mezzi che consentano di poter continuare il loro lavoro». «Ci stiamo organizzando – aggiunge Mori – per costituire un’Associazione di allevatori per combattere in qualche modo questa insopportabile piaga dei lupi, che ci sta mandando praticamente in rovina».

Non solo, il pericolo è che l’esasperazione porti ad agire fuori dalle regole, portando gli allevatori a farsi giustizia da soli contro gli ungulati che divorano e devastano di continuo i raccolti.

«Ho sempre messo in guardia che questo rischio ci possa essere – spiega Cinughi – e sono episodi che chiaramente deploriamo e con i quali non siamo assolutamente d’accordo. La nostra Associazione chiede a tutti i suoi associati di agire sempre attraverso le norme e le leggi, ma queste spesso non sono sufficienti. Da tempo chiediamo alle autorità preposte di trovare delle soluzioni seguendo anche i consigli suggeriti dalle stesse Associazioni ai vari tavoli di discussione. Oltre alla pericolosità dei noti predatori – sottolinea preoccupato Alessandro Cinughi de Pazzi – la loro fitta presenza sta a significare che la provincia di Siena è diventata un enorme parco naturale dove a farla da padrone sono gli animali selvatici che vivono ormai indisturbati, con danni all’agricoltura incalcolabili».

Servono nuovi e radicali provvedimenti a salvaguardia del reddito degli agricoltori, volti al contenimento delle specie che hanno raggiunto una densità sul territorio non più sostenibile. Il lupo è una specie protetta, per cui non può essere cacciato, ma qualche soluzione può e deve essere trovata. Una alternativa all’abbattimento potrebbe essere quella di catturare i lupi e portarli in zone più isolate, lontano dalle aziende agricole e dai centri abitati rendendo così difficile il raggiungimento delle zone abitate. Ma sicuramente non basta. Senza parlare di tutti i danni e problemi che arrecano anche gli ungulati, come cinghiali, daini e caprioli. Ormai una vera piaga per la provincia di Siena.

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