La Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) pubblicata sul sito della Sogin inserisce anche il territorio comunale di Trequanda tra i potenziali siti idonei allo smaltimento delle scorie nucleari.

La società pubblica incaricata dello smaltimento degli impianti nucleari italiani e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, la Sogin, ha pubblicato la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee, ovvero un elenco di 67 siti in tutta Italia tra cui selezionare quello che ospiterà in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività.

La proposta di Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) è stata validata da ISIN e dai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente. I criteri per l’elaborazione dei 67 siti che risultano idonei ad ospitare il Deposito nazionale (a cui sarà affiancato anche un Parco Tecnologico, ovvero un centro di ricerca sullo smantellamento delle installazioni nucleari e sulla gestione dei rifiuti radioattivi) sono stati formulati per individuare aree dove sia garantita l’integrità e la sicurezza nel tempo del Deposito Nazionale. I criteri sono suddivisi in:

  • 15 Criteri di Esclusione, per escludere le aree del territorio nazionale le cui caratteristiche non permettono di garantire piena rispondenza ai requisiti di sicurezza (tra cui le zone a elevato rischio vulcanico o sismico, le aree interessate da fagliazione del suolo o dissesto idreologico, le aree situate oltre i 700 m s.l.m. e sotto i 20 m s.l.m, quelle con pendenza maggiore del 10% e quelle che si trovano a meno di 5km dalla costa, la presenza di impianti di sfruttamento del sottosuolo)
  • 13 Criteri di Approfondimento, per valutare le aree individuate a seguito dell’applicazione dei criteri di esclusione. La loro applicazione può condurre all’esclusione di ulteriori porzioni di territorio all’interno delle aree potenzialmente idonee e a individuare siti di interesse (tra cui la presenza di habitat animali a rischio, di luoghi di interesse archeologico e storico, la disponibilità di vie di comunicazione primarie)

Al termine di questa fase di studio è stata quindi compilata la lista delle 67 località potenzialmente idonee su tutto il territorio nazionale, su cui effettuare la scelta finale per costruire il Deposito che dovrà ospitare circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività che provengono sia dalle centrali nucleari, sia dal mondo civile e da quello medico e ospedaliero.

La mappa con le 67 località potenziali

Nei prossimi mesi questi siti verranno ulteriormente studiati e analizzati, dal momento che si aprirà una fase di consultazione pubblica. Le prime reazioni non hanno tardato a farsi sentire, dal momento che tra i 67 siti opzionati c’è anche una porzione di circa 180 ettari del territorio comunale di Trequanda.

“Trequanda lavora da anni sui temi della sostenibilità ambientale, sulla valorizzazione dei prodotti tipici e del turismo rurale. – commenta il Sindaco Roberto Machetti – Siamo il primo Comune toscano iscritto nel registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, in un territorio pieno di attrattive e che valorizza il proprio patrimonio storico, ambientale e culturale, anche attraverso riconoscimenti internazionali. L’inserimento di Trequanda tra i possibili siti della Carta, quindi, è in controtendenza con le scelte operate dalle nostre amministrazioni e dai sentimenti delle nostra comunità.

È importante sottolineare che la Carta pubblicata sul sito ufficiale non indica il punto in cui costruire il Deposito nazionale, ma delinea i 67 luoghi in cui sono state valutate le migliori condizioni tecniche per costruirlo. Trequanda si trova nella “fascia media”, rispetto ad altre zone in Italia considerate più adatte ad ospitare tale deposito. La pubblicazione della Carta serve quindi a ravvisare la disponibilità da parte dei rispettivi luoghi a ospitare questa complessa struttura di valore nazionale, e il Comune di Trequanda ribadisce prontamente la contrarietà a tale prospettiva, così come le amministrazioni comunali delle aree confinanti.

“Si tratta di una proposta irricevibile e non negoziabile e che non riteniamo di non poter prendere nemmeno in considerazione in un territorio come il nostro patrimonio mondiale dell’umanità Unesco e ad alta vocazione turistica. Una notizia che abbiamo appreso solo questa mattina, improvvisa e inattesa”. Lo sottolineano all’unanimità i sindaci della Val d’Orcia (Castiglione d’Orcia, Pienza, Montalcino, San Quirico d’Orcia e Radicofani) e della Valdichiana (Trequanda, Sarteano, Chianciano Terme, Chiusi, Cetona, San Casciano dei Bagni, Montepulciano, Sinalunga e Torrita di Siena) “Ci adopereremo in tutte le sedi opportune, regionali e nazionali, che il confronto democratico consente, attraverso il coinvolgimento dei cittadini e delle nostre imprese, per dire no ad una proposta che ci vede nettamente contrari”.

La porzione di territorio di Trequanda individuata dalla Carta

Si è inoltre costituita una task-force composta da amministratori pubblici e tecnici per presentare la documentazione entro i 60 giorni previsti dal percorso di consultazione pubblica prima della scelta finale. Il pool composto dai sindaci e dai tecnici dei Comuni di Trequanda, Pienza e Montepulciano è incaricato di individuare gli errori di valutazione nel progetto della Sogin e presentare la documentazione con le osservazioni contro l’ipotesi del deposito nucleare.

“Tutto il territorio è contro tale ipotesi – commenta il Sindaco Machetti – Trequanda ha costituito un pool operativo con gli altri sindaci e i tecnici comunali, sia della Valdichiana che della Val d’Orcia: siamo al lavoro per presentare la documentazione necessaria e le osservazioni di tutta la comunità, comprese le associazioni e gli elementi della società civile, disponibili a dare una mano. Tutta la comunità sta lavorando su un obiettivo comune, superando le differenze in un momento così difficile, perché dobbiamo far capire il valore del nostro territorio, dei patrimoni Unesco e dei Paesaggi Rurali Storici, a chi evidentemente non li conosce abbastanza.”

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