La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: Umbria

Alla scoperta delle Terre del Perugino – Trekking del Perugino da Paciano a Panicale

Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“….


Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini.

Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.

Novità importante di tutto il progetto è il portale www.terredelperugino.it, già online, dove il turista può consultare gli orari degli uffici turistici e dei musei, le loro tariffe, ma soprattutto acquistare i biglietti, le visite guidate, i laboratori e i pacchetti.


Paciano, uno dei borghi più belli d’Italia, è la meta ideale per chi ama perdersi in vicoli e scorci caratteristici ma anche per chi ama passeggiare immergendosi nella natura. Proprio questo ambiente naturale è l’oggetto di questo bell’itinerario escursionistico che collega Paciano a Panicale.

Il percorso di trekking parte in salita poco dopo l’uscita dal paese di Paciano in direzione Panicale. La prima parte del sentiero è all’interno del bosco misto di querce, castagni e arbusti della macchia mediterranea. Una volta arrivati sul crinale si prosegue verso il Monte Pausillo attraversando un viale alberato di pini e si arriva all’area picnic del Pausillo dentro una pineta. Dopo una sosta obbligata nell’area, si torna indietro per proseguire verso la cima del Monte Petrarvella, raggiunta la quale si apre una vista spettacolare sul lago Trasimeno a Nord est. Dopo aver ammirato il pasaggio si scende verso il centro di Panicale.

Giunti nel borgo medievale si lasciano le bellezze naturali per ammirare il centro storico e la bellezza dell’affresco rinascimentale “Martirio di S. Sebastiano” opera del Perugino, situato nella chiesa omonima. Al termine, si riprende la via del ritorno verso Paciano percorrendo una strada asfaltata che offre incantevoli scorci sia del lago che delle campagne sottostanti.

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Città della Pieve
Tel. 0578 298840 – mail: info@cittadellapieve.org

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Alla scoperta delle Terre del Perugino – Paciano

Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“….


Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini.

Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.

Novità importante di tutto il progetto è il portale www.terredelperugino.it, già online, dove il turista può consultare gli orari degli uffici turistici e dei musei, le loro tariffe, ma soprattutto acquistare i biglietti, le visite guidate, i laboratori e i pacchetti.


Paciano, uno dei borghi più belli d’Italia, è la meta ideale per chi ama perdersi in vicoli e scorci caratteristici ma anche passeggiare immergendosi nella natura. Il borgo fondato nel XIV secolo presso il Monte Petrarvella, a 391 m sul livello del mare, si presenta come una terrazza naturale sul lago Trasimento che conserva la sua antica pianta a forma di trapezio, racchiusa da una cinta muraria turrita. Al paese si accede da tre porte: porta Perugina, porta Fiorentina e porta Rastrella.

Itinerario “Centro storico”. Questo tour, della durata di circa un’ora e mezza, consentirà di assaporare e vivere la storia di questo antico borgo. Si parte da Palazzo Baldeschi dove è allestito Trasimemo, una vera e propria banca dati multimediale della memoria, che racconta tramite oggetti e video i saperi e i mestieri dei paesi del Trasimeno. La visita prosegue, addentrandosi nel cuore del centro storico, con la chiesa di San Giuseppe. Conosciuta come chiesa “di dentro”, è l’edificio religioso più antico del paese e conserva al suo interno la Madonna della Misericordia dipinta alla fine del XV secolo dalla bottega del Bonfigli. Negli ambienti della Confraternita del SS.Mo Sacramento si potrà visitare il museo parrocchiale con l’interessante affresco della Crocifissione, realizzato da Francesco di Nicolò da Castel della Pieve e datato 1452. Ultima tappa sarà il Santuario della Madonna della Stella, emblema della storia religiosa di Paciano, costruito appena fuori le mura, in cui sono custoditi affreschi del XVI secolo.

La didattica

Laboratorio sulla ceramica – Dedicato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, è il laboratorio didattico sulla ceramica. Dopo aver visitato TrasiMemo i partecipanti del laboratorio saranno impegnati nella realizzazione di un oggetto in ceramica, sotto la guida di un’esperta artigiana. Manipolando l’argilla impareranno a modellare e a dare forma all’oggetto, stimolando la creatività e la concentrazione.

Laboratorio tessile – Dedicato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, è il laboratorio didattico sulla tessitura. Una volta raccolte le informazioni relative alle tecniche della lavorazione a telaio durante la visita di TrasiMemo, i ragazzi saranno coinvolti in un interessante lavoro di tessitura, utilizzando telai personalizzati e guidati da un’esperta tessitrice. Attraverso l’esperienza della tessitura i ragazzi verranno a conoscenza della tecnica di intreccio tra ordito e trama così da ottenere il punto base della tessitura e sperimentare, sulla tela, tecniche libere di disegno.

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Città della Pieve
Tel. 0578 298840 – mail: info@cittadellapieve.org

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Alla scoperta delle Terre del Perugino – Il centro storico di Panicale

Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“….


Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini.

Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.

Novità importante di tutto il progetto è il portale www.terredelperugino.it, già online, dove il turista può consultare gli orari degli uffici turistici e dei musei, le loro tariffe, ma soprattutto acquistare i biglietti, le visite guidate, i laboratori e i pacchetti.


Il centro storico e il Perugino

Panicale è stato designato come uno dei Borghi più belli d’Italia e ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, riconoscimenti meritati grazie al dialogo tra il paesaggio e il patrimonio storico-artistico. Il borgo merita una visita fatta senza fretta, fermandosi a gustare i colori, la luce e l’atmosfera, oltre che il patrimonio storico e artistico.

Prima tappa è il Martirio di san Sebastiano, un affresco di Pietro Vannucci, detto il Perugino, capolavoro indiscusso realizzato sulla parete di fondo dell’omonima chiesa nel 1505. Il santo, legato ad una colonna, è al centro di una piazza prospetticamente inquadrata e limitata nel fondo da cinque archi: una sorta di palcoscenico sul quale si svolge l’azione. Oltre le architetture si apre un dolcissimo paesaggio dipinto dal Maestro con la consueta attenzione alla resa dei colori naturali e della luce chiarissima. In alto appare l’Eterno benedicente circondato da angeli.

Nella stessa chiesa si conserva un affresco staccato raffigurante la Vergine col Bambino circondata da angeli musicanti e dalle figure inginocchiate della Maddalena e di sant’Agostino, titolare della chiesa da cui il dipinto proviene; quest’opera, tradizionalmente ritenuta del Perugino e poi di Giovanni Spagna, di recente è stata attribuita da Elvio Lunghi al giovane Raffaello.

Nell’ultimo altare di sinistra della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo si ammira la tavola dell‘Adorazione dei pastori eseguita nel 1519 da Giovan Battista Caporali, una delle sue poche opere ancora esistenti e una delle migliori, in cui la ripresa dei modelli del Perugino per le figure è accompagnata da una più drammatica interpretazione del paesaggio.

Nell’abside centrale, entro una ricca cornice dorata, è collocato un affresco staccato raffigurante l’Annunciazione, datato al XV secolo e riscoperto nel XVII, quando divenne oggetto di particolare devozione.

A Panicale esiste uno dei più piccoli teatri d’Italia, costruito alla metà del XIX secolo per accogliere 140 spettatori. Il Teatro Stabile dell’Umbria vi organizza ogni anno una stagione di prosa, cui si affianca il festival operistico “Pan Opera” in estate: concerti, premiazioni, incontri e matrimoni rendono vivo questo piccolo gioiello.

La visita del borgo sarebbe incompleta se non si entrasse nel Museo del Tulle intitolato ad Anita Belleschi Grifoni, che negli anni trenta avviò una scuola di ricamo ad ago su tela di tulle e diede notevole lustro a questa forma di artigianato artistico. La collezione è stata allestita all’interno dell’ex chiesa di Sant’Agostino risalente al XV-XVI secolo, al cui interno restano tracce di affreschi, il meglio conservato dei quali è una Vergine in trono dipinta sopra la porta d’accesso.

La Chiesa della Sbarra, costruita sul luogo in cui avveniva il controllo del dazio, risale al XVII secolo e fu costruita a spese del comune su una più antica edicola votiva dedicata alla Vergine. Nel complesso si trova il Museo dei Paramenti e degli Arredi Sacri provenienti dalle chiese locali.

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Panicale
Tel. 075 837433 – mail: panicale@sistemamuseo.it

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Alla scoperta delle Terre del Perugino – Panicale

Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“….


Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini.

Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.

Novità importante di tutto il progetto è il portale www.terredelperugino.it, già online, dove il turista può consultare gli orari degli uffici turistici e dei musei, le loro tariffe, ma soprattutto acquistare i biglietti, le visite guidate, i laboratori e i pacchetti.


L’antico borgo fortificato di Panicale sorge lungo le pendici del monte Petrarvella a 441 metri s.l.m. Un luogo particolarmente fortunato da cui è possibile ammirare il lago Trasimeno quasi nella sua interezza, come affacciandosi da una terrazza naturale da cui lo sguardo spazia tra le note località termali di Chianciano e Montepulciano, l’etrusca Cortona, i colli di Tuoro e Passignano, le tre isole Maggiore, Minore e Polvese.

Sembra che il nome Panicale possa derivare dal latino pan colis, il ‘luogo dove si coltiva panico‘, un cereale simile al miglio le cui spighe potrebbero essere quelle che affiancano la torre nello stemma comunale.

Nella prima piazza che il visitatore incontra, intitolata ad Umberto I, si trova l’Ufficio Informazioni Turistiche -Panicale Info Point- dove trovare materiali informativi, un bookshop e acquistare le varie tipologie di biglietti per la visita a musei e chiese del borgo: la chiesa di S.Sebastiano, il Teatro C.Caporali, il Museo del Tulle, il Museo della Sbarra. Novità dell’anno è il biglietto unico “Terre del Perugino” che, con soli 10 euro, permette l’ingresso agli spazi gestiti da Sistema Museo a Panicale, Città della Pieve, Piegaro e Paciano (www.terredelperugino.it).

Gli itinerari che proponiamo si snodano nel borgo conservatosi intatto e caratterizzato dalle mura che cingono l’abitato, una sorta di ellisse ai cui estremi si aprono le porte denominate Perugina e Fiorentina. Alcune torri e bastioni sono riconoscibili percorrendo il perimetro della cinta muraria sulla quale, nel corso dei secoli, sono state costruite abitazioni.

Piazza Umberto I, posta in basso e di dimensioni maggiori, mostra al centro la fontana, in origine una cisterna per la raccolta delle acque piovane, la cui vasca poligonale risale al XV secolo ed imita in forme semplificate la Fontana Maggiore di Perugia. Su uno dei lati è raffigurato a bassorilievo lo stemma del comune dianzi descritto e corredato dalla data 1473; la lastra accanto riporta invecce i grifi rampanti e lo scudo del comune perugino, in omaggio alla città del cui territorio Panicale fece parte.

Percorrendo pochi passi in salita si giunge sul sagrato della chiesa di San Michele, detta anche Collegiata, risalente al X-XI secolo. Rimaneggiata più volte, mostra nella facciata incompiuta due bei portali gemelli in pietra bianca e al centro la statua dell’Arcangelo. L’aspetto interno è frutto dell’intervento di rifacimento sei-settecentesco che ne ha determinato il carattere barocco.
Volgendo le spalle alla chiesa, affissa sulla facciata della casa dirimpetto, si legge la lapide dedicata al capitano di ventura Giacomo Paneri, che lì visse nel XIV secolo: “Boldrino / fierissimo condottiero / dalla vittoria sempre coronato / fausto agli amici / infausto ai nemici.

In cima al colle sorge il Palazzo del Podestà, un edificio gotico trecentesco in pietra arenaria dalla facciata asimmetrica con campanile a vela, l’elemento che da lontano identifica Panicale. Il palazzo e l’antistante piazzetta in epoca medievale costituivano il luogo del potere civile, mentre oggi questo è uno degli angoli più suggestivi da cui ammirare il dolce panorama pennellato dei verdi dei campi e dell’azzurro delle acque del lago.

Non appena si esce dalle mura gli spazi raccolti ed intimi lasciano il passo al sublime ed arioso paesaggio che incanta il visitatore così come incantò Pietro Vannucci, il divin pittore, che dipinse nella chiesa di San Sebastiano il Martirio del santo, di cui parleremo, insieme ad altre testimonianze pittoriche, nel prossimo articolo.

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Panicale
Tel. 075 837433 – mail: panicale@sistemamuseo.it

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Una Città della Pieve insolita

Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“….


Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini.

Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.

Novità importante di tutto il progetto è il portale www.terredelperugino.it, già online, dove il turista può consultare gli orari degli uffici turistici e dei musei, le loro tariffe, ma soprattutto acquistare i biglietti, le visite guidate, i laboratori e i pacchetti.


Quando i tour classici di Città della Pieve non bastano più a soddisfare la curiosità dei visitatori, l’Ufficio Turistico propone questo itinerario del tutto insolito e non prenotabile come gli altri, proprio per la sua natura insolita.

La città, infatti, oltre agli affreschi del Perugino e agli spazi del circuito museale, racchiude altri luoghi e altre bellezze che per vari motivi restano al di fuori dei percorsi canonici, perciò defilati, insoliti e talvolta sconosciuti ai più.

Itinerario Città della Pieve Insolita

Questo tour ha una durata di circa due ore ed è definito anche “il tour per i veri curiosi” perchè, appunto, va oltre i percorsi già battuti. L’itinerario tocca i luoghi meno noti della città combinati ogni volta in itinerari diversi, talvolta in modo casuale talvolta in percosi tematici. Il tour viene proposto in occasione degli eventi pievesi, pertanto si può partecipare a questa insolita visita solo in questi periodi.

Per rendere l’itinerario ancora più misterioso e accattivante, il percorso viene rivelato solo alle persone che ne chiedono informazione.

Quindi, per sapere quando sarà la prossima Insolita, non resta che seguire l’Ufficio Turistico di Città della Pieve sui suoi canali social, Facebook e Twitter, oppure consultare il sito www.terredelperugino.it

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Città della Pieve
Tel.0578 298840 – mail: info@cittadellapieve.org

Restando a Città della Pieve…

Alla scoperta delle Terre del Perugino

Gli Etruschi di Città della Pieve

Il Borgo di Città della Pieve e le sue viuzze

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Gli Etruschi di Città della Pieve

Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“….


Dalla stretta collaborazione tra le Amministrazioni Comunali di Città della Pieve, Panicale, Paciano e Piegaro e Sistema Museo, gestore dei loro servizi turistici e museali, è nato “Terre del Perugino“. Questo nuovo brand turistico è costituito dalla rete integrata dei musei e degli uffici turistici del territorio dei quattro comuni, decisi a proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini.

Filo conduttore di questa nuova offerta è Pietro Vannucci, detto il Perugino, da cui il nome del brand, il più celebre figlio di Città della Pieve, che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria ed ha lasciato numerose opere in tutta la zona.

Novità importante di tutto il progetto è il portale www.terredelperugino.it, già online, dove il turista può consultare gli orari degli uffici turistici e dei musei, le loro tariffe, ma soprattutto acquistare i biglietti, le visite guidate, i laboratori e i pacchetti.


Circa due anni fa, in località San Donnino nel comune di Città della Pieve, in un modo felicemente inaspettato, è emersa dalla nebbia del tempo, dopo 2400 anni, una tomba a camera etrusca inviolata.
La scoperta ha suscitato davvero molto interesse, tanto da essere inserita dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum tra le 5 scoperte più importanti del 2015 a livello internazionale.
La tomba, di età ellenistica, è stata scavata in un mese e ha restituito tre urne cinerarie di marmo alabastrino con il coperchio decorato con defunto sdraiato a banchetto e due sarcofagi monumentali, uno in arenaria e uno in travertino, più il corredo.

L’Ufficio Turistico insieme all’Associazione Archeologia Pulfnas, costituita dalle archeologhe che hanno portato avanti lo scavo, ha ideato un itinerario archeologico proprio inerente a questa scoperta e alla storia più antica di Città della Pieve.

Itinerario Città della Pieve e gli Etruschi

Il tour ha una durata di un’ora e mezza ed ha la particolarità di essere guidato dalle archeologhe che hanno partecipato alla scoperta.

Prima tappa della visita è Palazzo della Corgna, dove ad attendere i visitatori si trova un bell’obelisco etrusco in arenaria del V secolo a.C. Questo reperto può essere considerato il più antico ritrovamento che si conosca effettuato a Città della Pieve, poiché fu rinvenuto in un non precisato luogo del territorio comunale tra il ‘500 e il ‘600. Di questo reperto si sa molto poco, forse era situato in un santuario o forse in una tomba monumentale, e proprio le poche notizie lo rendono assai misterioso.

La posizione di Palazzo della Corgna al centro della città, insieme alla Cattedrale, permette un approfondimento sulle origini del borgo, collocabili tra il VII e l’VIII secolo d.C.

Il tour poi prosegue al Museo Civico-Diocesano di Santa Maria dei Servi dove sono conservati i reperti etruschi della tomba di San Donnino. Situati nella cripta della chiesa in un bellissimo ambiente voltato con mattoni a vista, si trovano le spoglie mortali dei cinque esponenti della famiglia Pulfna, originaria di Chiusi. In un contesto davvero speciale, i visitatori sono guidati alla scoperta di questa scoperta dalla voce delle archeologhe, che sicuramente faranno venir voglia di vivere un’avventura come la loro anche a chi ascolta!

La didattica

Dedicato agli alunni delle scuole primarie è il laboratorio didattico Gli Etruschi di Laris Pulfnas, in cui, insieme alla visita ai reperti, i bambini scopriranno la lingua etrusca e si cimenteranno nella scrittura su una tavoletta di cera d’api, proprio come facevano gli antichi.

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico di Città della Pieve
Tel.0578 298840 – mail: info@cittadellapieve.org

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L’Isola di Einstein: al Trasimeno la scienza è per tutti

Foto di Marco Giugliarelli L’abbiamo scoperta quasi per caso, l’Isola di Einstein, attraverso un contatto di Facebook che avrebbe tenuto uno spettacolo durante l’edizione di quest’anno. Nonostante quella del Trasimeno non…

Foto di Marco Giugliarelli

L’abbiamo scoperta quasi per caso, l’Isola di Einstein, attraverso un contatto di Facebook che avrebbe tenuto uno spettacolo durante l’edizione di quest’anno. Nonostante quella del Trasimeno non sia una zona di cui siamo soliti occuparci (essendo amministrativamente e geomorfologicamente separata dalla Valdichiana), è anche vero che i confini sono linee labili fatte apposta per essere scavalcate. Castiglione del Lago è un comune della cosiddetta Valdichiana umbra o romana, a poche decine di minuti di distanza dalla maggior parte dei comuni della Valdichiana toscana, meta di uscite domenicali e teatro di numerosi eventi culturali durante tutto l’anno.
Pur essendo stata diverse volte a Castiglione del Lago, non avevo mai avuto occasione di andare a visitare l’Isola Polvese, e questa è stata l’occasione perfetta per scoprire un angolo che definire magico sarebbe riduttivo. Si tratta della più grande delle tre isole che costellano il Lago Trasimeno, che dal 1995 è stata dichiarata parco scientifico. Una piccola oasi di pace, dove il prato lambisce le acque verdi del lago e il castello torreggia a pochi metri dai canneti. E’ proprio nei grandi prati dell’Isola che ogni anno si svolge il festival scientifico L’Isola di Einstein.

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Di cosa si tratta?
Gli organizzatori, la cooperativa Pisquadro e l’associazione Gurdulù, descrivono il loro festival come un evento unico in Europa:

“I protagonisti in scena sono esperimenti, fenomeni naturali e storie di scienza che divertono, incuriosiscono e appassionano. A presentarli sono abili artisti, divulgatori, scienziati e storytellers internazionali che sanno affascinare il pubblico e condividere la passione per la scoperta.”

Il festival dura tre giorni; l’ultima edizione ha ospitato 85 spettacoli tenuti da 50 ospiti provenienti da 8 Paesi. A dimostrazioe del suo essere pensato per un pubblico molto giovane, l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni, proprio per incentivare la partecipazione dei più piccoli.

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L’Isola di Einstein è giunta quest’anno alla sua quarta edizione. L’affluenza in costante crescita (addirittura quadruplicata nel corso degli anni) testimonia la qualità dell’iniziativa, unica nel suo genere. Si tratta di un festival di divulgazione scientifica: esperimenti, droni, matematica, giochi, storie… la passione per la scienza può passare attraverso diverse forme, e il numero di bambini incantati e sorridenti che scorazzavano per l’Isola, durante l’ultima edizione, era davvero rincuorante. Ogni angolo dell’Isola era stato adibito ad una funzione specifica: sotto un grande albero c’era una band che suonava utilizzando strumenti musicali ottenuti da materiali di riciclo (giocattoli, latte, ombrelli, megafoni e altri oggetti improbabili), più avanti un’area dove i visitatori potevano sfidarsi nella costruzione di torri di cassette di plastica, due alla volta contro la gravità. Sotto una grande rete i bambini potevano provare a pilotare un drone, e nello spiazzo principale potevano assistere a esperimenti scientifici, giochi matematici e racconti sulla storia della scienza. Con un po’ di imbarazzo, non nascondo di essermi emozionata molto per la presenza di un artista delle bolle di sapone. Ho un debole per le bolle di sapone, piccoli, bellissimi e coloratissimi equilibrismi tra fisica e chimica.

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Vi chiedete mai quali sono i segreti della natura che si nascondono dietro alle cose che usate? Vi capita mai di guardare il vostro smartphone e chiedervi qual’è la magia che si nasconde dietro il suo funzionamento, o dietro alla musica generata da una musicassetta? La scienza serve proprio a spiegare queste cose, a farcele capire e a permetterci di replicarle e migliorarle. Uso il termine magia perché è così che siamo soliti chiamare i fenomeni che non sappiamo spiegarci (che all’occorrenza diventano fenomeni paranormali, alieni, miracoli e altro), ma le scienze auree – matematica, fisica e chimica – sono in realtà in grado di spiegare quasi tutto… quasi, perché l’universo è ancora pieno di misteri enormi per noi, minuscoli esseri viventi che abitiamo questo minuscolo pianeta. Tanto per fare un esempio, nessuno ha ancora capito esattamente come fanno i gatti a fare le fusa, ma siamo fiduciosi: prima o poi troveremo la risposta.

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Quando ero al liceo, chiedevo al mio professore di matematica a cosa mi sarebbe servito quello che mi stava insegnando, nella vita di tutti i giorni. “Prof, mica devo risolvere le equazioni per fare la spesa!”. E invece sì.
Cosa?
Sì. Perché quello a cui serve davvero la matematica è imparare a ragionare. Logica. Più siamo bravi in matematica, più saremo gradi di compiere ragionamenti rapidi e complessi, e questa capacità non solo torna utilissima nella vita di tutti giorni, ma può essere determinante nella riuscita del nostro lavoro e dei nostri progetti. Provate a mettere, al posto di quei numeri incomprensibili, nomi di persone o qualsiasi altro tipo di dato. In un certo senso, la matematica spiana la strada a un futuro più facile. Idem per la fisica, la chimica… non è affatto sbagliato dire che più sappiamo più possiamo. Sembrano cose importanti da dare a un bambino, no?

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A fronte di tutto questo, dovrebbe essere quasi superfluo spiegare l’importanza dei festival scientifici per trasmettere ai nostri figli la bellezza della matematica e delle forze che muovono l’universo.
L’Isola di Einstein, come altri (pochi) festival in giro per il mondo, svolge l’importantissima funzione di mostrare ai bambini un pezzo di mondo – un pezzo fondamentale! – che visto dal banco di classe fa spesso paura. È importante che i nostri bambini vivano in un ambiente che stimoli la loro curiosità verso il mondo, che acuisca il loro pensiero e che ponga loro continuamente delle piccole sfide che, con un po’ di impegno, possono superare anche da soli, usando solo la propria testa.

È meraviglioso pensare che un gruppo di ragazzi sia riuscito a portare tutto questo qui, nel nostro territorio, e a trasformare quella che è già un’Isola bellissima in qualcosa di più grande. Non si tratta che di un (per adesso) piccolo festival a Castiglione del Lago, ma è di piccoli mattoncini che è fatta la strada per un futuro migliore per tutti.

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Da Gran Ducato di Toscana a Regione Appenninica. L’Italia da 20 a 12 regioni

Passare da 20 a 12 regioni, è questo il disegno di legge costituzionale presentata dal PD alla camera e al Senato e che porta la firma del deputato Roberto Morassut…

Passare da 20 a 12 regioni, è questo il disegno di legge costituzionale presentata dal PD alla camera e al Senato e che porta la firma del deputato Roberto Morassut e del senatore Raffaele Ranucci.

nuova-italia-color_OKPochissime le regioni che rimarranno uguali, nessun cambio di confine per la Lombardia, la Sicilia e la Sardegna rimarrebbero le uniche due regioni a statuto speciale e per il resto cancellazioni, annessioni e province che si spostano.

“La nostra è una proposta che affronta il tema della revisione dell’articolo 131 della Costituzione – ha spiegato il deputato Pd – non si toccano le attribuzioni e le competenze delle Regioni, se ne tocca solo il numero e la loro configurazione geografica”.

Con questa proposta di legge l’Umbria finirebbe in maniera integrale con la Toscana, alla quale verrebbe annessa anche la provincia di Viterbo, dando così vita ad una nuova regione che si andrebbe a chiamare Regione Appenninica e il cui capoluogo rimarrebbe Firenze.

“Le Regioni – hanno concluso i firmatari della proposta – sono nate negli anni Settanta per cercare di dare rappresentanza alle diverse identità italiane. Ma se in una prima fase hanno fatto bene e hanno aiutato la crescita del Paese, in un secondo momento sono diventate protagoniste di fenomeni non positivi della vita pubblica: 15 sono finite sotto inchiesta, 494 sono stati i consiglieri coinvolti, quasi 60 milioni di euro, tutti soldi pubblici, la cifra sulla quale i magistrati stanno ancora indagando. È per questo che ora bisogna cambiare”.

Così cambierebbe lo scenario geografico dell’Italia:

– Regione Alpina: comprende Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.
– Regione Lombardia: è uguale all’attuale Lombardia.
– Regione Triveneto: comprende il Trentino Alto-Adige, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.
– Regione Emilia Romagna: ingloba nell’attuale Emilia Romagna la provincia di Pesaro e Urbino.
– Regione Appenninica: praticamente l’antica Etruria. Toscana e Umbria, più la provincia di Viterbo.
– Regione di Roma Capitale: comprende la sola Provincia di Roma.
– Regione Adriatica: Abruzzo più gran parte delle Marche e metà Molise e un pezzo di Lazio. Cioè tutte le province abruzzesi più le province di Macerata, Ancona, Ascoli, Rieti e Isernia.
– Regione Tirrenica: Campania più sud Lazio, cioè le province di Latina e Frosinone.
– Regione del Levante: Puglia più metà Molise e metà Basilicata. Alle cinque province pugliesi si aggiungono quella di Matera e quella di Campobasso.
– Regione del Ponente: la Calabria più la provincia di Potenza.
– Regione Sicilia: uguale all’attuale.
– Regione Sardegna: uguale all’attuale.

Foto: Il Fatto Quotidiano.it

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Festival delle corrispondenze – a Magione la lettera è protagonista

Apre oggi 12 Settembre, e durerà fino a domenica 14, il Festival delle Corrispondenze di Monte del Lago, frazione di Magione. Lo scopo di questo Festival, giunto alla sua terza…

Apre oggi 12 Settembre, e durerà fino a domenica 14, il Festival delle Corrispondenze di Monte del Lago, frazione di Magione.

Lo scopo di questo Festival, giunto alla sua terza edizione, è quello di far riscoprire quanto è bello sedersi, pensare a qualcuno e scrivergli un pensiero. È infatti la lettera la protagonista assoluta, celebrata con eventi musicali, rappresentazioni teatrali, percorsi musicali, artistici e letterari all’interno del borgo, nelle ville e nei dintorni del paese. Non mancano poi i mercatini, i laboratori per adulti e per bambini, le mostre mercato di libri, le degustazioni di vino, olio e prodotti tipici.

Inoltre, in varie parti del paese si possono trovare angoli predisposti per la lettura e la scrittura, in modo che i visitatori abbiano la possibilità di scrivere le proprie lettere, che l’organizzazione provvederà poi a spedire ai destinatari.

Il Festival è un evento slow: questo significa che la priorità è quella di creare un contesto dove le persone possano vivere l’evento con calma e tranquillità, in un luogo bello e immerso nella natura, dove trovare spazi e occasioni per raccontare la propria esperienza con un’accoglienza che li faccia sentire ospiti graditi del luogo.

L’evento nasce nell’ambito del Premio Nazionale Vittoria Aganoor Pimpilj riservato a lettere e carteggi, che si tiene annualmente a Monte del Lago nel secondo fine settimana di settembre.

http://issuu.com/vjolaluarasi/docs/brochure_corrispondenze_esec/1

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PD senese: “La nuova stazione ferroviaria in Valdichiana è un’opera strategica”

Con queste parole Niccolò Guicciardini, segretario provinciale del PD senese; Donato Montibello, coordinamento rapporti istituzionali del PD e Andrea Biagianti, vicesegretario regionale, commentano l’accordo, raggiunto nei giorni scorsi, tra Toscana…

Con queste parole Niccolò Guicciardini, segretario provinciale del PD senese; Donato Montibello, coordinamento rapporti istituzionali del PD e Andrea Biagianti, vicesegretario regionale, commentano l’accordo, raggiunto nei giorni scorsi, tra Toscana e Umbria.

“L’intesa sottoscritta da Regione Toscana e Regione Umbria per realizzare una nuova stazione ferroviaria in Valdichiana sul tracciato Roma – Firenze è un passo in avanti importante per consentire a migliaia di cittadini della Toscana centromeridionale e dell’Umbria di poter usufruire dei treni ad alta velocità. Un passaggio che premia e dimostra la bontà della battaglia che ha lanciato il Sindaco di Chiusi Scaramelli e che ha trovato il sostegno del PD e di tutti i candidati Sindaci del centrosinistra alle ultime elezioni”. 

“La nuova stazione ferroviaria in Valdichiana – affermano i tre Democratici senesi – è un’opera strategica che potrebbe contribuire alla crescita del territorio tra Toscana e Umbria nell’ottica del progetto più ampio della cosiddetta ‘grande Metro italiana’ che possa collegare con l’alta velocità, in modo capillare, tutti i punti nevralgici del Paese. Inoltre, è un’opera fondamentale per tutta la provincia e per la città di Siena, in quanto si ridurrebbero sensibilmente i tempi di percorrenza da e per Roma. Il primo obiettivo, dunque, è riuscire a realizzare la stazione, per altro già prevista nel Piano dei Trasporti delle due Regioni. Il secondo obiettivo è quello di realizzarla a Chiusi, che rappresenta un centro strategico del triangolo bassa Toscana, alto Lazio e Umbria, oltre che per ragioni strutturali dell’attuale stazione che faciliterebbero gli interventi futuri, anche per il collegamento con l’autostrada A1”.

“Siamo impegnati per raggiungere questo obiettivo e il lavoro portato avanti dal sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli è stato molto importante. Il progetto presentato nei giorni scorsi al viceministro dei trasporti Riccardo Nencini rappresenta una buona base di partenza con evidenti vantaggi logistici e di tempi per la realizzazione di questa opera strategica per lo sviluppo dei territori a cavallo tra Toscana, Lazio e Umbria, ma, più in generale per tutta l’Italia centrale. Andiamo avanti cercando di attivare tutte le sinergie e le collaborazioni necessarie – concludono Guicciardini, Biagianti e Montibello – perché siamo convinti che la nuova stazione sull’asse Firenze – Roma possa essere un elemento di crescita determinante. L’attenzione del Pd per questa opera e per tutto l’adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria, a partire dall’adeguamento dello snodo di Granaiolo, sarà costante”.

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Toscana e Umbria, un patto per l’alta velocità in Valdichiana

Continuano i percorsi istituzionali per portare l’alta velocità in Valdichiana. Dopo i primi contatti tra gli assessori ai trasporti della Regione Umbria e della Regione Toscana, lo scorso 14 luglio…

Continuano i percorsi istituzionali per portare l’alta velocità in Valdichiana. Dopo i primi contatti tra gli assessori ai trasporti della Regione Umbria e della Regione Toscana, lo scorso 14 luglio è stato firmato un protocollo d’intesa tra le due regioni in modo da coordinare gli adempimenti per la promozione e la realizzazione di una stazione dell’alta velocità sulla linea Firenze-Roma.

Un altro passo avanti, quindi, per la realizzazione della stazione già denominata Media Etruria, che possa servire miglia di cittadini della Toscana centro-meridionale e dell’Umbria e facilitare l’accesso ai treni ad alta velocità. Prima della realizzazione della stazione è necessario uno studio di fattibilità dell’opera, ma la firma dello scorso lunedì dimostra la volontà politica e istituzionale di portare avanti il progetto. Sull’esempio della stazione Mediopadana, unico scalo viaggiatori intermedio tra le stazioni di Bologna e Milano, la nuova stazione Media Etruria dovrebbe intercettare almeno il 10% dei 180 treni che ogni giorno transitano sulla tratta ad alta velocità.

Il luogo ideale che dovrà ospitare la nuova stazione non è stato ancora individuato con certezza. Sono ancora in ballo le opzioni che coinvolgo la provincia di Perugia (Borghetto o Ponticelli), la provincia di Siena (Montallese o Chiusi) e quella di Arezzo (Terontola). Proprio il territorio tra Terontola e Cortona, punto di contatto tra le tre province che saranno servite dall’alta velocità, sembra il punto ideale per la costruzione della nuova stazione.

«Da oggi – commenta l’assessore regionale toscano ai trasporti, Vincenzo Ceccarelli – questa previsione fa parte dei Piani dei trasporti delle due regioni. A settembre conferiremo l’incarico per studiare la fattibilità di questa operazione i cui risultati dovranno essere prodotti entro gennaio 2015. Abbiamo inoltre chiesto al Governo di inserirla nel XII allegato alle infrastrutture, il documento in cui si fissano le priorità concordate tra Governo e Regioni. Quel che è certo è che di questa fermata potranno beneficiarne sia i cittadini umbri, che quelli di Arezzo e Siena, ma credo che potrà avere ripercussioni positive anche per i grossetani».

«Il protocollo di oggi – afferma l’assessore regionale umbro ai trasporti, Silvano Rometti – rappresenta un ulteriore passo avanti nell’attuazione delle scelte compiute con il Piano dei Trasporti delle due Regioni relativamente ad un migliore collegamento con l’alta velocità. In questo quadro la nuova stazione sulla direttrice Roma-Firenze, a servizio dell’Alto Lazio, dell’Umbria e della Bassa Toscana, costituisce una scelta strategica per la nostra regione. L’Umbria non può e non deve rimanere isolata dai collegamenti ferroviari che sono il futuro della mobilità, come più volte ribadito dalla stessa Unione Europea. Da tempo c’è stato un proficuo lavoro con il Governo, con le istituzioni interessate ed incontri pubblici per rendere concreta la realizzazione della nuova stazione Media Etruria di cui ora andranno meglio definiti progettazione, modalità e costi perché possa diventare un efficace snodo strategico del sistema dei trasporti, collegato alle principali vie di comunicazione nazionali e capace di intercettare un numero congruo di treni ad alta velocità sulla direttrice Roma-Milano. Ora è necessario entrare nel vivo della scelta, individuando il luogo più idoneo per la sua ubicazione, sulla base di valutazioni di carattere trasportistico, di accessibilità generale ed in relazione all’attuale rete stradale ed alle sue prospettive di potenziamento e sviluppo nell’ambito interessato, tra cui la E78»

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“L’improvvisazione teatrale è come il jazz”. Intervista a Renato Preziuso presidente di Voci e Progetti

Intervista a Renato Preziuso, performer teatrale e presidente di Voci e Progetti “L’improvvisazione teatrale è come il jazz, serve affiatamento e molta tecnica”. La storia di una compagnia teatrale di…

Intervista a Renato Preziuso, performer teatrale e presidente di Voci e Progetti

“L’improvvisazione teatrale è come il jazz, serve affiatamento e molta tecnica”.

La storia di una compagnia teatrale di Chianciano che ha riscosso successo nel capoluogo umbro, dove colleziona decine di allievi, sperimentando forme originali.

Voci e Progetti nasce a Chianciano da un gruppo di amici che si avvicinano al teatro e col tempo iniziano a sperimentare forme diverse. Come si mantiene alta la passione per venti anni?
Siamo nati quasi vent’anni fa, nel 1994, qualche anno dopo entriamo in contatto con il rutilante mondo dell’improvvisazione teatrale e scopriamo che è la forma che fa per noi. Coinvolgente, innovativo, libero e creativo, il teatro di improvvisazione ci ha affascinato dal primo momento. Negli ultimi anni la costante crescita quantitativa, ma soprattutto qualitativa, è andata di pari passo con la professionalizzazione della struttura. Certo, ci sono stati alti e bassi, ma la passione non è mai calata, anche perché le persone che sono dentro Voci e Progetti, i miei colleghi e i nostri allievi sono una fonte inesauribile di energia.

C’è ancora un po’ di pregiudizio da parte del pubblico che segue il teatro, rispetto all’improvvisazione?
Quando il pubblico scopre l’impro, come la chiamiamo, in genere ne rimane affascinata. Il problema è spiegare cosa facciamo a chi non ha mai assistito ai nostri spettacoli. Il rapporto poi con il teatro “istituzionale” è ancora complicato L’improvvisazione in Italia è vista come un sottogenere. Siamo “quelli simpatici che fanno le scenette”. In altre parti del mondo l’improvvisazione ‘è’ il teatro. Pensare che l’italianissima Commedia dell’Arte forse è la prima forma di teatro all’impronta. Sarebbe bello far capire quanto lavoro c’è dietro.

Faccio un parallelismo improprio. Il teatro di testo è come la musica classica. Conta l’interpretazione, ma c’è uno spartito. L’improvvisazione teatrale il jazz. Ci sono degli schemi, ma la performance è libera. Come si riconosce una buona improvvisazione teatrale da una stecca?
Sono d’accordo con il parallelismo. La buona improvvisazione si riconosce, come nel jazz, dall’affiatamento dei performer, dalla loro tecnica, dalla meraviglia che la creazione istantanea genera nel pubblico. Come nel jazz, ma estenderei a tutte le performances dal vivo, l’esecuzione può non essere impeccabile, ma deve essere piena di vita. La connessione tra chi è sul palco ed il pubblico in sala deve essere forte, fortissima e tutti si è parte di un evento unico.

Cos’è più difficile improvvisare per te?
Più che cosa è il come. Soffro le condizioni sfavorevoli. Lo spettacolo di improvvisazione, al contrario di quello che si può facilmente pensare, è delicato. Non si può fare ovunque e non si presta ad ogni occasione. Visto il grado di coinvolgimento, il pubblico deve venire in qualche modo predisposto a vedere lo spettacolo. Insomma l’improvvisazione non può essere “improvvisata”. Nell’improvvisazione le condizioni di lavoro e organizzative sono fondamentali.

Performance di Voci e Progetti

Performance di Voci e Progetti

Voci e progetti nasce a Chianciano, ma poi si sposta a Perugia, dove sta riscuotendo un successo enorme (puoi toccarti se vuoi). Come nasce questa scelta di Perugia?
Perugia è una città ricca di iniziative e di iniziative culturali. E’ candidata come capitale europea della cultura 2019. E’ una città universitaria con tanti giovani e begli spazi per le attività teatrali. Siamo sbarcati in questo contesto sei anni fa con uno spettacolo nel meraviglioso teatro Pavone. Poi ci siamo mossi in punta dei piedi, cercando di entrare in contatto e collaborazione con le realtà teatrali locali. Sarà perché la nostra specificità non ci rende competitor o perché noi per primi siamo aperti a contaminazioni e scambi, ma non abbiamo trovato particolari chiusure, anzi, siamo stati molto ben accolti. Collaboriamo stabilmente con tre teatri ed i rapporti con le istituzioni ed il tessuto sociale sono ottimi. E poi, per continuare il parallelismo, Perugia è la città del Jazz!

Sembra quasi una storia di fuga di cervelli, insisterete ancora con l’impro in Valdichiana?
Nel nostro caso non parlerei affatto di “cervelli”, ecco. Per il resto faremo improvvisazione ovunque ci sarà data la possibilità. Siamo parte di una rete nazionale di scuole e compagnie di che si chiama “Improteatro” che ha come scopo quello di promuovere l’improvvisazione teatrale in tutto lo stivale… quindi perché no? Poi a Chianciano abbiamo un gruppo di giovanissimi allievi molto appassionati che curiamo con particolare amore.

Fai mente locale sulla Valdichiana: come siamo messi a livello di offerta culturale? Mancano spazi?
Noi abbiamo sede a Chianciano Terme l’unico paese della zona senza uno spazio teatrale. La sala polivalente, che negli anni ha ospitato i nostri spettacoli, è chiusa da tre anni. Adesso c’è un progetto di ristrutturazione che pare possa essere avviato, ma senza certezze. Sedi per le associazioni neanche a parlarne. Sarebbe un discorso lungo e doloroso… Il risultato è che stanchi di investire energie senza un progetto condiviso, rimaniamo disponibili ad ogni tipo di collaborazione che ci venga richiesta, ma con il tempo abbiamo quasi interrotto l’attività performativa nella cittadina che ci ha visto nascere. Per noi è un peccato, ma non vogliamo mollare del tutto, anche perché il rapporto con il tessuto sociale e le altre associazioni del territorio è ottimo. Speriamo di trovare condizioni migliori nel futuro, per ora ci concentriamo sull’Umbria.

La tua storia personale è quella di uno che ha trasformato una passione in una professione. Quanta fatica costa?
Beh sì ci vuole molto impegno e costanza. Occorre metterci coraggio ed energia e non ci si può risparmiare. I miei compagni di viaggio, in particolare Mariadele Attanasio e Lorenzo Meacci,
rendono il clima e le cose che facciamo “speciali”. Certo, non è un lavoro comodo, ma è quello che ho scelto e quindi la fatica, quando si sente, passa in secondo piano. Ho avuto poi la fortuna di avere una moglie che mi a sostenuto nel fare questo passo, anche se non so se poi se ne è pentita visto che poi sono sempre in giro a tenere corsi in molte città d’Italia.

Voci e Progetti

Voci e Progetti

Girando così tanto, qual è lo stato dell’arte che vedi?
Il movimento dell’improvvisazione teatrale, pur avendo numeri che il teatro tradizionale ci potrebbe invidiare, sia dal punto di vista del pubblico che delle scuole, non ha mai avuto accesso a contributi pubblici. Abbiamo sempre lavorato basandoci sulle nostre sole forze. In quest’epoca soffriamo meno di altri perché meno dipendenti dal “sistema”.

Che differenza trovi tra il fare teatro in periferia, rispetto alle scene presenti nelle città?
Spesso nei piccoli centri si ha la fortuna di poter lavorare in teatri molto belli, magari piccoli, ma meravigliosi gioielli di architettura. In città accedere a questo tipo di spazi è pressoché impossibile. Altro discorso è il pubblico. In città, anche se l’offerta di spettacoli è sicuramente maggiore, è più facile trovare persone che si appassionano al nostro teatro.

Tornando allo spettacolo improvvisato, chi vi ha visto almeno una volta sa che l’impro ricerca una forte interazione con il pubblico. Spesso una storia parte proprio dagli input che vengono dalla platea, ti ricordi un suggerimento assurdo?
“Il paramecio viaggia in Ryanair”. Non mi ricordo che storia venne fuori ma fu assai divertente!

Hai mai pensato: troppo faticoso, prima o poi smetto?
No, è un lavoro che mi piace tantissimo e nel quale metto molto di me. Ho voglia di proseguire e di crescere ancora professionalmente. La domanda casomai è fino a quando riuscirò a continuare? La speranza è di riuscire a trasformare ciò che faccio adattandolo all’età!

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