La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: radicofani

Trekking in Valdichiana: sul Cammino di Ghino di Tacco, da Torrita a Radicofani

Il 23 e il 24 Dicembre torna l’appuntamento con il Cammino di Ghino di Tacco, due giorni in cammino per percorrere i 50 km circa che consentono di raggiungere la…

Il 23 e il 24 Dicembre torna l’appuntamento con il Cammino di Ghino di Tacco, due giorni in cammino per percorrere i 50 km circa che consentono di raggiungere la Rocca di Radicofani dal borgo di Torrita di Siena, ripercorrendo le mitiche gesta del Falco della Val d’Orcia.

Questo itinerario nasce tre anni fa, quando mi venne in mente l’idea di creare un percorso che ricordasse il personaggio più famoso nato nel mio paese, Ghino appunto, in una delle imprese più importanti della sua vita: la conquista della Rocca di Radicofani, avvenuta nella notte di Natale del 1297.
E così, assieme ad altri appassionati camminatori, ho creato un tracciato che unisce la Val di Chiana alla Val d’Orcia, la Via Lauretana alla Via Francigena. Si parte il 23 Dicembre per arrivare a Radicofani proprio nella notte della Santa Vigilia. Il percorso è da considerarsi di difficoltà medio/alta, visti i 30 km del primo giorno e i 20 km circa del secondo, con dei dislivelli in salita importanti nella prima tappa e veramente impegnativi nella seconda.

La partenza è dalle mura di Torrita, di fronte alla scalette della Madonna delle Nevi, in direzione Montefollonico. Potremo ammirare subito le bellezze naturalistiche del Sentiero del Vin Santo, che si abbandona proprio ai piedi del colle del meraviglioso borgo Bandiera Arancione per dirigersi a sud, in direzione Montepulciano. In pochi sanno che il tratto che unisce Montefollonico a Montepulciano fa parte di un cammino di più di 1000 km, lo Chemin d’Assise che, partendo da Vezelay, a sud di Parigi, arriva ad Assisi. Percorso ogni anno da tantissimi pellegrini, in maggioranza francesi, attraversa anche il paese di Cluny che, grazie alle vicende del suo Abate al cospetto di Ghino ricordate nella novella di Boccaccio, si riallaccia idealmente al nostro percorso.
Da Montepulciano il percorso si dirige deciso verso la Val d’Orcia, che si apre davanti agli occhi del camminatore con il Parco Naturale di Lucciolabella, ecosistema unico che ci ricorda di come fosse originariamente la bella Val d’Orcia facendo sfoggio di sé con biancane, calanchi e panorami unici al mondo. Il percorso del primo giorno si conclude nei pressi del fiume Orcia.

La seconda tappa parte timida, in pianura, seguendo il corso del fiume Orcia, con i suoi argini che ogni anno danno da lavorare a chi traccia il percorso a causa delle continue erosioni causate dai flussi di acqua, a volte anche molto importanti. La Rocca di Radicofani si erge davanti agli occhi dei camminatori ben distinguibile, ma ancora lontana e così in alto da poter quasi scoraggiare la prosecuzione dell’impresa. Guadi sul fiume, percorsi di campo e un po’ di asfalto conducono alla strada sterrata che diventa la vera scalata alla meta: 5 km finali che sviluppano la quasi totalità dei 500m di dislivello in salita del secondo giorno. Finalmente si arriva a Fonte Antese che ci indica il sentiero delle carceri che, bypassando il borgo, conduce deciso alla Rocca di Radicofani. Siamo quasi alla fine del cammino: il nostro premio per le fatiche di due giorni saranno le viste a perdita d’occhio sulla Val d’Orcia, con l’Amiata, il Cetona, il Bolsena, i Cimini e, con la fortuna di cielo terso, Siena.

Ricapitolando le tappe: il primo Giorno 30km per circa 8 ore di cammino da Torrita a Pianporcino; il secondo Giorno 20km per 6 ore di cammino da Pianporcino a Radicofani.
Il percorso è una tratta di sola andata, quindi per il rientro alla partenza della tappa è necessario organizzarsi con mezzi propri o, in caso di numero sufficiente (almeno 8 persone), potremo approntare una navetta (non inclusa nella quota di partecipazione).
Vista la non facilità del percorso si accetterà un numero esiguo di camminatori che devono essere abituati a camminare per lunghe tratte, trovarsi in un buono stato di forma, avere un adeguato abbigliamento e calzature da trekking, zaino con almeno due litri di acqua al giorno e pranzo al sacco.

Evento Facebook

Per le prenotazioni potete contattarmi tramite la mia pagina facebook. Per informazioni chiamatemi al numero 339 7959208. La quota per le singole escursioni è di 15€ a testa al giorno.
Percorso non libero ma condotto dalla Guida Ambientale Escursionistica con relativa copertura assicurativa ai sensi della legge 86/2016, che si riserverà di cambiare tratti del tragitto in caso di necessità e di dare il passo di camminata.

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A Radicofani torna il mitico Rally

Torna il Ronde della Val d’Orcia ormai classico appuntamento del Race Day Ronde Terra, manifestazione organizzata dalla Scuderia Balestrero con l’apporto della locale scuderia Radicofani Motorsport. La sesta edizione di…

Torna il Ronde della Val d’Orcia ormai classico appuntamento del Race Day Ronde Terra, manifestazione organizzata dalla Scuderia Balestrero con l’apporto della locale scuderia Radicofani Motorsport.

La sesta edizione di Ronde della Val d’Orcia sarà il secondo appuntamento della serie Race Day 2014/2015 e si disputerà il 25-26 ottobre con base logistica nel favoloso borgo di Radicofani, calcando il perfetto connubio tra turismo e sport visto che, specie per questa serie, ha sempre visto un numero importante di equipaggi italiani ed esteri.

La prova speciale oggetto della Ronde non ha bisogno di presentazioni essendo uno dei tratti più conosciuti dagli appassionati e non fin dai tempi in cui vi transitava il Rally mondiale di Sanremo negli anni ottanta e successivamente come prova nel Campionato rally italiano.

La lunghezza di 11.280 metri annovera la prova speciale tra le più lunghe della serie Race day, con punti altamente tecnici e spettacolari come i dossi prima dell’innesto di poche centinaia di asfalto sulla strada statale che lambisce il borgo di Radicofani per poi ributtarsi nell’ultimo tratto stretto ed in discesa.

Le iscrizioni sono state chiuse il 18 ottobre mentre le fasi iniziali sono previste venerdì 24 ottobre (dalle 21 alle 23,30) e sabato 25 ottobre (dalle 8 alle 12) con le verifiche sportive e consegna road book nella Zona Artigianale della Val di Paglia sulla strada provinciale 478. Sempre sabato (dalle ore 10 alle 13) è previsto lo shake down nel tratto finale (ultimi tre chilometri) della prova della gara e nel pomeriggio (dalle 13,30 alle 16,30) sono previste le ricognizioni del percorso.

La suggestiva piazza San Pietro di Radicofani ospiterà la sede della partenza e sabato 25 ottobre (alle 19,01) prenderà il via ufficialmente la gara con la partenza della prima vettura per poi proseguire, a distanza di un minuto, con tutti gli altri equipaggi ammessi alla gara con una coreografica passerella serale a cui seguirà il riordino notturno previsto nella zona artigianale della Val di Paglia.

La gara vera e propria inizierà domenica 26 ottobre con l’uscita dal lungo riordino notturno (alle 07.31) e ingresso nel parco assistenza dalla durata di 15 minuti e (alle ore 08.02) la partenza della prima vettura sul primo dei quattro passaggi previsti della prova speciale denominata appunto Radicofani di 11,28 chilometri, che poi sarà ripetuta più volte. L’arrivo conclusivo sarà a Radicofani nella piazza San Pietro alle 16.30, la premiazione alle ore 18,30 al teatro Costantini. La manifestazione avrà un chilometraggio globale di 223,50 chilometri di cui 45,12 cronometrati: una percentuale piuttosto alta rispetto agli standard utilizzati in altre manifestazioni simili.

La base logistica della gara sarà il palazzo comunale di radicofani che ospiterà direzione gara, segreteria, sala classifiche e sala stampa. La Ronde della Val d’Orcia sarà valevole, oltre che come secondo appuntamento del già citato Challenge Race Day Ronde Terra, per l’Open Rally e per il Trofeo Rally Lucca.

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La giornata “arancione” a Radicofani e Sarteano

RADICOFANI La giornata della Bandiera è l’occasione di una scoperta di Radicofani, grazie all’impegno di Fausto Cecconi, storico per passione, amministratore pubblico: sarà la “voce narrante” capace di svelare gli…

RADICOFANI

La giornata della Bandiera è l’occasione di una scoperta di Radicofani, grazie all’impegno di Fausto Cecconi, storico per passione, amministratore pubblico: sarà la “voce narrante” capace di svelare gli aspetti più belli e sconosciuti di questa realtà, grazie a un’intera giornata di escursioni. Tra l’altro, Cecconi è l’autore di un bellissimo servizio su Radicofani, appena pubblicato dalla prestigiosa rivista “Medioevo”.

L’appuntamento è per la mattina (ore 9,30) con il ritrovo all’ufficio turistico. La visita guidata richiede l’intera mattinata, e prevede questo itinerario: Posta, dogana e fontana medicee, quindi Borgo e fonte grande, giardino romantico-esoterico “Bosco Isabella”, crolli vulcanici. Nel pomeriggio (ore 15) ritrovo alla Porta romana per una altro tratto di escursione guidata. Questa volta è prevista una visita al Borgo maggiore con le sue attrazioni (porta Romana, piazza Ghino di Tacco, palazzo Luchini), fino al quartiere ebraico. Quindi, chiesa di San Pietro, chiesa di Sant’Agata e palazzo pretorio. Più tardi (ore 17,15) visita guidata ai ruderi di Castel Morro e alla fortezza. Per informazioni e prenotazioni è ancora a disposizione Fausto Cecconi (tel. 335- 5913268).

SARTEANO

Sarteano è protagonista, il prossimo fine settimana, sia della giornata delle Bandiere arancioni che del cartellone regionale “CoolT”. A questo proposito, sabato 11 ottobre (alle ore 17) la direttrice del locale museo, Alessandra Minetti, dedicherà un intervento all’attività del grande archeologo Guglielmo Maetzke a Sarteano, nel sessantesimo anniversario della scoperta – da lui effettuata – della necropoli delle Pianacce. Verranno ripercorsi i suoi intensi anni a Sarteano tra il 1951 e il 1954: questa è una delle località in cui lui per primo compì scavi controllati e sistematici dopo secoli di saccheggi. In alcuni casi, come alle Pianacce, è stato poi il Museo civico archeologico a proseguire mezzo secolo dopo la sua attività. E proprio il museo potrà essere visitato gratuitamente, l’indomani.

La giornata della Bandiera arancione si svolge domenica 12. In mattinata (dalle ore 10) mercatino eno-gastronomico di prodotti locali in Piazza XXIV Giugno. A seguire (ritrovo ore 10,15 all’ufficio turistico in corso Garibaldi 9) visita guidata del centro storico con ingresso gratuito al museo, al castello e alla tomba della Quadriga infernale. La stessa visita viene riproposta nel pomeriggio (ore 15-17,30). Quindi, al teatro degli Arrischianti (ore 17,30) spettacolo per bambini (ingresso: 3 euro, l’incasso verrà devoluto all’associazione Mani amiche). Il Comune offrirà ai partecipanti un “sacchetto della qualità” con materiale informativo e un prodotto distintivo della località. Per le attività prescelte è possibile effettuare la prenotazione fino alle ore 18 di venerdì 10 ottobre ai riferimenti indicati. Informazioni: 0578269204, 0578269212, turismo@comune.sarteano.si.it. Inoltre, sempre per domenica 12 ottobre, il Comune ha patrocinato per la “Giornata del nazionale del camminare”, una passeggiata alla riserva naturale di Pietraporciana (informazioni al 3494133103), organizzata da Sarteanoviva, assieme alla proloco, all’associazione sportiva “Serena Mancini” e all’Anpi di Sarteano.

“Per il nostro Comune – osserva il sindaco Francesco Landi – la cultura è sinonimo di promozione del territorio. Ci aiuta anche nella destagionalizzazione: per questo abbiamo sostenuto tante iniziative, come il Passkey art festival e con il Blog tour della scorsa settimana. Tutto il paese è coinvolto, in perfetta sintonia con il progetto Sarteanoliving. Per noi la cultura è in investimento”.

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Radicofani: Contignano vince il Palio del Bigonzo

Terza vittoria per Contignano nel Palio del Bigonzo di Radicofani Contignano ha mantenuto le promesse delle vigila trionfando di nuovo, all’imbrunire, al Palio del bigonzo. Questa contrada è invincibile: si…

Terza vittoria per Contignano nel Palio del Bigonzo di Radicofani

ContignanoContignano ha mantenuto le promesse delle vigila trionfando di nuovo, all’imbrunire, al Palio del bigonzo. Questa contrada è invincibile: si è aggiunta tre anni fa alle quattro contrade che hanno iniziato a correre la gara, e da allora non ha mai perso. Pochi metri dopo la partenza nonostante una penalizzazione che li ha messi in leggero ritardo, rispetto a Borgo Maggiore, i biancorossi del castello valdorciano erano già in testa. Si è trattata di una gara giostrata, che alla fine ha visto ha visto arrivare, come in fila indiana dietro a Contignano, Castelmorro, Borgo Maggiore, Bonmigliaccio e Borgo Castello. Lungo il percorso di 350 metri, in salita, due coppie di corridori si sono alternate nello sforzo di condurre in gran velocità un barellino in legno, contenente un antico bigoncio pesante 18 chili di creta. I vincitori rispondono al nome di Giacomo Costa, Alessandro De Luca, Francesco, Antonino e Michele Taormina. Ditero di loro, per Castelmorro, si sono piazzati con onore David Osamwonuyi, Federico Ciacci, Emiliano Giuliacci, Riccardo Nocchi.

La loro corsa è stata seguita dal folto pubblico, per la prima volta, in un grande schermo posto in piazza San Pietro, nei pressi dell’arrivo. Una novità che è il segno di una manifestazione cresciuta in pochissimo tempo (appena nove anni di vita). Altro indizio di un salto di qualità è arrivato dal bellissimo drappellone, dipinto da Cecilia Rigacci (coautrice del palio di Siena dell’agosto 2013). Un’opera che ha un alto valore simbolico, con quella figura di arciere che scocca la sua freccia verso un cielo stellato, ma anche tangibile: le piccole stelle sono di argento ricoperto in oro, le rifiniture in velluto, i simboli della Balzana agli angoli in metallo a rilievo, smaltato. Antichi valori si intrecciano, nel palio della Rigacci, con uno stile contemporaneo. Questo sembra anche il filo conduttore di una manifestazione che è solo apparentemente estemporanea, ma che si identifica con profonde radici. I nomi delle contrade sono quelli degli antichi insediamenti, in parte oggi distrutti, mentre il bigonzo simboleggia devozione per la Madonna delle vigne (che si festeggia l’8 settembre), che si riferisce a una copiosa produzione vinicola locale del passato.

Contrada vincitriceViene naturale, dunque, il riferimento al medioevo che permea l’iniziativa, a partire dai costumi di foggia duecentesca usati nel folto corteo che ha solcato le vie del centro storico, al mattino. A seguire, la santa messa alla chiesa di San Pietro (ore 11) e la presentazione (ore 12) del drappellone con la benedizione delle contrade. La contesa vera e propria è iniziata nel pomeriggio (ore 16,30) con la gara di tiro con l’arco, il cui risultato ha determinato le penalità in partenza, insieme ad altri fattori: ci sono state penalizzazioni per le contrade che non hanno schierato corridori residenti a Radicofani. La “griglia” ha visto al primo posto Borgo Maggiore e, a scalare, Contingano, Castelmorro, Borgo Castello e Bonmigliaccio. Dopo l’esibizione di sbandieratori e musici, e la verifica del peso dei bigonzi (riempiti di creta) la gara ha visto subito lo scatto perentorio di Contignano, che non ha dato scampo agli avversari.

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Radicofani: arriva Gigi D’Agostino a Contignano

Il dj più famoso d’Italia, Gigi D’Agostino, si esibirà alla piscina “Bobo 7” di Contignano nella serata di venerdì 22 agosto. In questo angolo di paradiso, nel cuore della Val…

Il dj più famoso d’Italia, Gigi D’Agostino, si esibirà alla piscina “Bobo 7” di Contignano nella serata di venerdì 22 agosto. In questo angolo di paradiso, nel cuore della Val d’Orcia, si può assistere al tramonto dalla terrazza con un degli affacci più belli della zona, o utilizzare la vasca fin dalle 8 del mattino, nell’attesa del famoso personaggio, idolo degli amanti delle discoteche.

 

A disposizione, accanto alla piscina, c’è un pub con la consueta offerta panini, bibite, birra. La musica è prevista dalle 23 fino alle 5 del mattino. Faranno da sparring partner alcuni dj locali:  Alex e Andrea Dave En, G Paul Menzies, Pippo. I gestori dell’ex impianto comunale, Nicola Crestini e Antonio Seggiani, hanno previsto un biglietto di ingresso di euro 15 con una consumazione in prevendita, oppure 20 euro direttamente al botteghino, nel giorno dello spettacolo.

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A Radicofani un convegno sugli ordini cavallereschi

Il 17 agosto,  al teatro comunale Costantino Costantini di Radicofani, si terrà un incontro sugli ordini cavallereschi Il teatro Costantino Costantini ospita, mercoledì 17 agosto a partire dalle ore 19,…

Il 17 agosto,  al teatro comunale Costantino Costantini di Radicofani, si terrà un incontro sugli ordini cavallereschi

Il teatro Costantino Costantini ospita, mercoledì 17 agosto a partire dalle ore 19, un incontro sui cavalieri Templari, Teutonici e Cavalieri di Malta a Radicofani e dintorni. Il convegno sarà moderato da Chiara Varisco e vedrà la partecipazione del sindaco Francesco Fabbrizzi, il vicesindaco Massimo Magrini, il parroco Elia Sartori e Alessio Varisco, autore di numerosi volumi sugli ordini dinastici e monastico-cavallereschi.

Si discuterà della presenza dei quattro ordini militari presenti sul territorio a partire dal Duecento: i Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, i Fratres Domus Hospitalis Sanctae Mariae Teutonicorum in Jerusalem, i Cavalieri di San Giovanni di Rodi e di Malta a Pianporcino ed in ultimo la Sacra Militia costituita da Sua Santità Papa PIO IV nel 1561 che affidò in perpetuum il gran magistero al “Dux Etruriae et Senarum”.

Sarà anche l’occasione per ricordare la “resistenza” di Radicofani – ultimo Comune senese a capitolare – alla conquista degli Spagnoli e di Cosimo I de’ Medici. L’incontro sarà preceduto dalla commemmorazione eucaristica in suffragio di San Rainaldo da Concorezzo, Arcivescovo di Ravenna che prosciolse i Templari nel 1312 e morì il 18 agosto 1321.

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Misericordia di Radicofani: nuova sede. La cerimonia il 25 luglio

Appuntamento venerdì alle ore 18, con il sindaco Fabbrizzi La Misericordia di Radicofani inaugura una sede ampia ed efficiente, lungo la strada provinciale, e un nuovo carro funebre. La cerimonia…

Appuntamento venerdì alle ore 18, con il sindaco Fabbrizzi

La Misericordia di Radicofani inaugura una sede ampia ed efficiente, lungo la strada provinciale, e un nuovo carro funebre. La cerimonia inizia alle 18 di venerdì 25 luglio con una messa alla chiesina della Madonna del Roccheto. Quindi, intorno alle 19, l’inaugurazione della sede, da parte del presidente della confraternita Alessandro Nutarelli e del sindaco di Radicofani Francesco Fabbrizzi.

Per la Misericordia si tratta di un bel traguardo. Ora può contare su ampi spazi, ricavati da una vecchia officina, che forniscono un ampio garage per i mezzi, sale di ritrovo e con servizi per i volontari, che sono particolarmetne numerosi: 25 quelli effettivi, rispetto a un centinaio di soci. Non poco, per una realtà di circa 800 abitanti. L’associazione ha compiuto un grande sforzo per ristrutturare l’edificio della sede, e per dotarsi di mezzi efficenti, a partire dal novo carro funebre.

Ma ciò che più conta è che la Misericordia sia un punto di riferimento per i servizi sanitari, ma anche per risolvere piccoli e grandi problemi delle fasce di popolazione che hanno più disagi, a partire dagli anziani. Attività come queste contribuiscono a elevare la qualità della vita di un piccolo comune. Lo dimostrano le due signore di Radicofani che, nei giorni scorsi, hanno raggiunto in buona salute i cento anni di età.

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La cacciata dei Salimbeni: a Radicofani la rievocazione storica in due giornate

Un pò di storia. Gli abitanti di Contignano cacciarono i feudatari Salimbeni il 7 luglio del 1409. Da allora il borgo rimase libero comune fino alla seconda metà del 1700,…

Un pò di storia. Gli abitanti di Contignano cacciarono i feudatari Salimbeni il 7 luglio del 1409. Da allora il borgo rimase libero comune fino alla seconda metà del 1700, all’epoca delle riforme di Pietro Leopoldo di Asburgo Lorena.

Si tratta di una data importante, quella di luglio, per non essere rievocata in grande stile, con una festa che si svilupperà su due giorni: sabato 5 e domenica 6. Ma non sarà la solita “festa medievale”. L’approccio è più rigoroso del consueto. Basti citare il convegno fissato per le 17 del 5 luglio con Fausto Cecconi, amministratore pubblico e storico locale, e il docente dell’università La Sapienza di Roma Massimo Fabbri.

In serata, oltre alla tradizionale cena con pietanze ricostruite sulla base di ricette dell’epoca (subito dopo la chiusura dei portoni del vecchio castello),  ci sarà uno spettacolo pirotecnico di impronta medievale: “Parole di fuoco”.

Il giorno seguente, domenica 6, è prevista la rievocazione della cacciata dei Salimbeni. Si tratta della sfilata delle tre contrade di Contignano che si sfideranno in una gara di tiro con l’arco. La sera verrà riproposta la cena e lo spettacolo entro le mura castellane. Il costo è di 22 euro per il menù completo, che verrà illustrato durante le due serate da un araldo, mentre i menestrelli allieteranno i commensali. Gradita la prenotazione, al numero 057852062.

Ma non è tutto. Domenica 6 luglio c’è un altro appuntamento a tema, alla fortezza di Radicofani, dove sarà possibile la visita in un contesto originale: ci saranno personaggi fantasy come orchi, elfi e soldati in giochi di ruolo dal vivo, per l’intera giornata.

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Radicofani: le celebrazioni per san Pietro sullo sfondo di Palazzo Luchini

Per un giorno, i giardini di Palazzo Luchini sono diventati un bene pubblico. Facevano parte integrante di uno storico albergo, che ha ospitato grandissimi nomi della cultura e della politica….

Per un giorno, i giardini di Palazzo Luchini sono diventati un bene pubblico. Facevano parte integrante di uno storico albergo, che ha ospitato grandissimi nomi della cultura e della politica. Domenica scorsa sono stati aperti alla contrada di Borgo Maggiore, che vi ha celebrato, con un pranzo all’ombra di alberi imponenti, la ricorrenza del patrono, san Pietro.

Dopo la messa e una processione fino alla piazza del teatro per la benedizione dell’icona del santo, il sindaco Francesco Fabbrizzi, amministratori comunali, ma anche semplici cittadini di Radicofani, oltre ai contradaioli, si sono ritrovati qui, per condividere a tavola amicizia e voglia di stare insieme, in un luogo straordinario. Per Radicofani è stato uno dei tanti momenti di aggregazione che rendono unico questo borgo arroccato ai piedi dell’antica fortezza, dando il senso di un’elevata qualità della vita. A questa, si aggiunge un luogo bellissimo, e palazzo Luchini ne è un esempio.

Il grande edificio è frutto di una trasformazione seicentesca, con l’accorpamento di numerose case private. Il palazzo nei primi anni dell’800 era abitato dalla ricca famiglia Brugi, la cui figlia Clementina sposò il medico Ranieri Luchini. I loro figli furono volontari garibaldini nel 1866. Uno dei due, Odoardo, deputato e senatore del regno, sposò Isabella Andreucci, figlia di Ferdinando senatore e ministro. Ebbero un’unica figlia, Matilde, pittrice dei Macchiaioli che sposò il cugino di primo grado, Garibaldi Luchini. 
Fu lei a realizzare il grande giardino romantico “Bosco Isabella” e a trasformare una parte del palazzo in una pensione di élite tra il 1922 ed il 1940. La Pensione Vertumno (dal nome di una divinità etrusca) ospitò una larga schiera di personaggi, tra i quali Romano Bilenchi, Mino Maccari, Ardengo Soffici, Giorgio De Chirico, Ottone Rosai, Curzio Malaparte, Giuseppe Bottai, Dino Grandi, Gabriele D’Annunzio, Alessandro Pavolini, Sisto di Borbone. 
Le camere degli ospiti avevano tutte nomi di fiori e di colori e si affacciavano sulla via centrale e sul giardino del palazzo ricco di piante esotiche come i gingko bilboa e autoctone, come i lecci. Matilde fece anche da maestra e mecenate al pittore futurista Gino Severini, che dimorò per due anni a Radicofani.

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Sarteano: “La Teutonica più importante della Francigena”

Si fa un gran parlare della Francigena (o meglio, Romea per chi andava verso Roma) ma in pochi ricordano un’altra via, quella che arrivava dal mondo tedesco e dai Balcani,…

Si fa un gran parlare della Francigena (o meglio, Romea per chi andava verso Roma) ma in pochi ricordano un’altra via, quella che arrivava dal mondo tedesco e dai Balcani, dunque un’arteria che è stata molto importante, forse anche più della strada più decantata. “De Strata Teutonica” o “von Romweg” (cioè la via per Roma) è il titolo degli atti del convegno che si è svolto su due giorni, a Monticchiello e all’abbazia di Spineto esattamente un anno fa (il 7 e l’8 giugno) appena presentato dal Centro studi romei proprio a Spineta, luogo non casuale: da qui passava una delle vie “traverse”, che collegavano Francigena e Teutonica.

In una pubblicazione di oltre 270 pagine, curata da Renato Stopani e Fabrizio Vanni, si susseguono le relazioni (se non veri e propri piccoli saggi) corredate di foto e cartine di dodici studiosi, che hanno affrontato il rapporto con un altro luogo inflazionato, la val d’Orcia, con un’area di strade, che stanno dietro al suo sviluppo economico. Quello che oggi definiremmo turismo, corredato dai commerci, fu l’elemento di crescita economica, molto più di artigianato o agricoltura.

Aspetto poco considerato, ma approfondito da Patrizia Turrini, è il rapporto tra Comune di Siena, l’ordine di Santa Maria dei Teutonici e la “domus” del priorato di San Niccolò in Monticchiello, cui si aggiunge la ricerca catastale sulla Commenda Saracini. Francesco Salvestrini ha invece studiato il legame dell’abbazia della Santissima Trinità di Spineta e l’ordine vallombrosano. Ma tutto il volume risponde a curiosità e risole tanti dubbi: basti citare lo studio sui simboli e i modelli raffigurativi nella val d’Orcia medievale (Fabrizio Vanni), il romitorio di Pienza (Giovanna Casali) o sulle origini di un nome infamante, quello di Castiglioncello del Trinoro (probabilmente dei ladroni, a cura di Enrico Gori). E, ancora, la viabilità e il culto dei santi in Toscana (Gianno Bergamaschi), la chiesa di Santa Maria ad Balnea a San Casciano dei Bagni (Laura Martini), le testimonianze artistiche del pellegrinaggio (Maria Mangiavacchi), le nebbie e le fascinazioni di una terra di frontiera (Luciano Bassini).

Dietro a questi studi c’è un particolare interesse da parte di alcune amministrazioni pubbliche, che hanno l’intento di riscoprire il valore del proprio territorio, al di là degli stereotipi antichi o contemporanei. Così, anche due Comuni come Radicofani e Sarteano, ai limiti rispetto alla Val d’Orcia e alla Toscana, intendono valorizzare strade che hanno fatto la gloria passata, e che possono rappresentare un recupero di prestigio e una nuova funzione, per un nuovo rilancio dell’area: più ricco di contenuti, meno superficiale o legato agli stereotipi.  

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Radicofani: Tanta folla per gli antichi mestieri

Rievocazioni, spettacoli e “sdigiuno” contadino. Tra le specialità i cazzagnoli. La partecipazione di un intero paese ne ha decretato il successo. C’era tutta Radicofani, lungo le vie del paese, per…

Rievocazioni, spettacoli e “sdigiuno” contadino. Tra le specialità i cazzagnoli. La partecipazione di un intero paese ne ha decretato il successo.

C’era tutta Radicofani, lungo le vie del paese, per celebrare gli antichi mestieri e riscoprire lo stile di vita della mezzadria. La festa ha coinvolto intere generazioni di cittadini, che hanno dismesso ruoli consueti per vestire gli abiti contadini, e utilizzare gli strumenti del passato.

DSC_3673Artigianato, enogastronomia, musica, ma anche la rievocazione della trebbiatura sono stati al centro di un ricco programma che si è snodato per tre giorni, dal 31 maggio al 2 giugno, richiamando una grande folla dai paesi vicini, ma anche pellegrini e turisti. Nello stand gastronomico hanno spopolato i cazzagnoli, variante locale dei pici. Poi, come di consueto, vecchi trattori e la storica trebbiatrice in funzione hanno attirato la curiosità e, per alcuni, ricordi lontani nel tempo. Musica e balli hanno accompagnato le serate, per una manifestazione che vive dello spontaneo coinvolgimento di tutti gli abitanti di Radicofani. C’è stata anche l’esibizione dell’associazione degli antichi mestieri di Equi terme, oltre alla possibilità di assistere alla conciatura di pelli, costruire archi e tirare qualche freccia a cura della compagnia arcieri cacciatori Prima. Per tre giorni le vie del borgo hanno mostrato antiche macchine agricole e il lavoro di fabbri, falegnami, calzolai, cantine, lavanderie, ricamatrici, armaioli, oltre a varie botteghe nello stile di un tempo, la ricostruzione di laboratori o l’intero di vecchi poderi.

Radicofani è capace di vivere intensamente le proprie radici e coltivare la propria identità in maniera collettiva: condizione per la qualità della vita degli abitanti. Questa iniziativa, non a caso, ha coinvolto sia le istituzioni che le associazioni: è stata realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Radicofani, dei volontari del centro Auser, delle contrade, dell’associazione Motorsport e delle attività commerciali. Ed è stata la prima occasione per partecipare a un evento pubblico da parte del giovane e neoeletto sindaco, Francesco Fabbrizzi, accanto agli altri giovani eletti in consiglio, tutti attivi nella rievocazione.

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Radicofani: Tre giorni di antichi mestieri e spettacoli

Tre giorni di antichi mestieri a Radicofani: rievocazioni, spettacoli e “sdigiuno” contadino. Tra le specialtà i cazzagnoli – Dal 31 maggio al 2 giugno, appuntamento da non perdere. Per tre…

Tre giorni di antichi mestieri a Radicofani: rievocazioni, spettacoli e “sdigiuno” contadino. Tra le specialtà i cazzagnoli – Dal 31 maggio al 2 giugno, appuntamento da non perdere.

Per tre giorni Radicofani cambia volto: torna ai tempi della mezzadria, festeggiando gli antichi mestieri. Artigianato, ma anche la rievocazione della trebbiatura sono al centro di un ricco programma che si snoda per tre giorni, dal 31 maggio al 2 giugno. Si comincia alle 19 di sabato con l’apertura degli stand gastronomici al coperto: oltre al menù della tradizione contadina, da non perdere la specialità locale: i cazzagnoli (una sorta di pici). Dopocena ecco il ballo Gianni e Patrizia. Domenica 1 giugno la festa parte presto (ore 10) con la sfilata della macchine agricole. Nel pomeriggio (ore 15,30) l’attesa trebbiatura con macchine d’epoca e l’accimatura del pagliaio. Chiude l’esibizione della “Leggera electric folk band”. Lunedì 2 giugno si apre in mattinata con lo “sdigiuno contadino”, mentre nel pomeriggio torna la trebbiatura con macchine d’epoca e l’accimatura del pagliaio. Si chiude (dalle ore 21) con il ballo accompagnato da Claudio e Luana.

Domenica e lunedì ci sarà anche l’esibizione dell’associazione degli antichi mestireri di Equi terme, oltre alla possibilità di assistere alla conciatura di pelli, alla costruzione di archi e alla promozione dell’arco a cura della compagnia arcieri cacciatori Prima. In ogni caso, nei tre giorni, dell’iniziativa oltre agli stand gastronomici, le vie del borgo saranno animate da antiche macchine agricole, fabbri, falegnami, calzolai, cantine, lavanderie, ricamatrici, armaioli e varie botteghe.

Radicofani, ancora un volta, si dimostra una realtà vitale, capace di vivere intensamente le proprie radici, e di coltivare la propria identità in maniera collettiva: condizione per la qualità della vita degli abitanti. Questa iniziativa, non a caso, ha coinvolto istituzioni e associazioni: è realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Radicofani, dei volontari del centro Auser, delle contrade, di Radicofani motorsport e delle attività commerciali. Tra l’altro, la festa degli antichi mestieri vedrà la prima partecipazione a un evento pubblico da parte del giovane e neoeletto sindaco, Francesco Fabbrizzi.

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Enrico Rossi, con “Viaggio in Toscana” fa tappa nei comuni amiatini.

Costituire un consorzio di imprese per sedersi ad un tavolo con Enel e chiedere la fornitura di energia ai costi praticati ai migliori clienti. E’ quanto il presidente della Regione…

Costituire un consorzio di imprese per sedersi ad un tavolo con Enel e chiedere la fornitura di energia ai costi praticati ai migliori clienti. E’ quanto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha proposto agli imprenditori amiatini e della Val d’Orcia al termine della mattinata di incontri che ha dato il via alla quattordicesima tappa del suo “Viaggio in Toscana”, il giro che sta compiendo per conoscere da vicino tutte le zone della regione.

“Intendo dare applicazione in tempi brevi – ha precisato Rossi – al protocollo d’intesa che ho sottoscritto con Enel che da queste zone trae grandi risorse, sfruttando la presenza della geotermia anche grazie alle concessioni che abbiamo rilasciato. Con il protocollo la società si impegna non soltanto a fornire calore alle attività produttive, come già sta facendo, ma anche ad erogare energia al prezzo praticato ai migliori clienti. E’ ciò che intendo chiedere ad Enel di fare. Per far questo è necessario presentarsi come consorzio. Lo proporrò ai sindaci e agli imprenditori maggiori, che chiamerò presto a Firenze per discuterne”.

In mattinata il presidente Rossi, accompagnato dal sindaco Massimo Magrini, aveva visitato la Stosa cucine a Radicofani, dove erano stati il fondatore Maurizio Sani e il figlio David, ad accompagnarlo nei reparti.

Sono partito da zero, ho iniziato in 300 metri quadri a Piancastagnaio – ha detto il fondatore – e oggi sono alla guida di un’azienda che occupa 50.000 metri quadri e 300 operai, esporta il 20% della sua produzione, lo scorso anno ha fatturato oltre 90 milioni di euro e nel 2014 conta di raggiungere i 100. Il mio segreto? Siamo una grande famiglia, ho un ottimo rapporto con gli operai e ho sempre pensato al bene dell’azienda”.

L’azienda ha introdotto l’automazione nei processi di assemblaggio nel 2012, in piena crisi, e produce oggi 35.000 cucine l’anno in 30 diversi modelli. Il suo prodotto di punta è la Beverly, una cucina venduta al pubblico a circa 7.000 euro. La Stosa è la quarta azienda italiana nel settore cucine e sta conducendo una politica di espansione, tanto che sta espandendo la rete dei punti vendita e ha stanziato per il marketing e la comunicazione 5 milioni per l’anno in corso.

L’atra azienda visitata dal presidente è la Pelletteria Garland di Piancastagnaio. Insieme al sindaco, Fabrizio Agnorelli, Rossi ha incontrato il fondatore, Daniele Cheli e il figlio Cristiano che gli hanno mostrato il nuovo stabilimento di Poggio Grande, teleriscaldato e che impiega colle a base di acqua e non di solventi chimici. Produce borse e altri manufatti di alta qualità per Celine, il marchio francese che serve anche Louis Vuitton. Anche in questo caso l’azienda ha in programma di espandersi, passando dagli attuali 100 a 150 addetti. In grando di produrre oltre 230 borse al giorno, lavora con metodo produttivo mutuato dalla Toyota, just in time senza magazzino, realizzando un fatturato di circa 6 milioni l’anno. Il suo prodotto più costoso è la borsa di coccodrillo, in grando di costare anche 20.000 euro, mentre ne bastano 5.000 per quella di pitone e ne servono oltre 1.000 per quelle in vitello.

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Convegno di studi su Ghino di Tacco e la Via Francigena

Un convegno di studi sulla Via Francigena e un documentario sulle gesta di Ghino di Tacco: tra Monticchiello e l’Abbazia di Spineto, lo scorso weekend, è andato in scena un…

Un convegno di studi sulla Via Francigena e un documentario sulle gesta di Ghino di Tacco: tra Monticchiello e l’Abbazia di Spineto, lo scorso weekend, è andato in scena un evento che ha unito la Valdichiana e la Valdorcia alla riscoperta delle radici comuni.

Il convegno, dal titolo “Tra due Romee. Storia, itinerari e cultura del pellegrinaggio in Valdorcia” si è tenuto a Monticchiello il 7 giugno e all’Abbazia di Spineto l’8 giugno.  Il convegno ha affrontato la centralità della Valdorcia nella viabilità medievale, grazie al ruolo di cerniera tra la via Francigena, ad ovest, e la via Teutonica o di Alemagna, ad est.

Nel corso delle iniziative culturali del convegno, grande attenzione è stata riservata anche alla figura di Ghino di Tacco. Il Centro Culturale “Gens Valia” ha collaborato alla produzione della puntata speciale del programma televisivo “Esplorando” dal titolo “Radicofani e la Via Francigena”, con la comparsa di Ghino di Tacco della Fratta di Sinalunga. Nel documentario, coprodotto con Alex Revelli Sorini di ARS, si parla delle gesta del cosiddetto Falco della Rocca di Radicofani, che nel 1297 conquistò la Valdorcia partendo dalla Valdichiana.

Ecco a voi il video in anteprima, disponibile online al seguente link:

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Per i telespettatori, questa è la programmazione della messa in onda:

Teletruria canale 10

venerdì 14 Giugno : ore 21.40
sabato 15 Giugno : ore 14.45
domenica 16 Giugno : ore 12.30

Toscana tv canale 18

domenica 30 Giugno : ore 13.15

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