La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

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“Visit Chiusi” e l’eredità degli Etruschi

La Valdichiana è stata una delle sedi più importanti della civiltà etrusca, e tutte le attuali cittadine di questo territorio sono chiamate a fare i conti con un passato così…

La Valdichiana è stata una delle sedi più importanti della civiltà etrusca, e tutte le attuali cittadine di questo territorio sono chiamate a fare i conti con un passato così importante, e per certi versi così ingombrante. A prescindere dalle vicissitudini del medioevo o del rinascimento, i borghi della Valdichiana mantengono forti tracce del passato etrusco e devono affrontare la difficile sfida della loro riscoperta e valorizzazione.

Chiusi è una delle città che maggiormente vive questa grande sfida. È stata una delle capitali della civiltà etrusca, uno dei cardini della dodecapoli e la sede di Porsenna, il lucumone che arrivò persino a sconfiggere Roma e ad assoggettarla al suo dominio. C’era un periodo, quindi, in cui Chiusi poteva vantarsi di essere uno dei centri più importanti di tutta la penisola. L’eredità degli etruschi può diventare una parte importante nella valorizzazione culturale e turistica della città e di tutto il territorio.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa di “Visit Chiusi” inaugurata sabato 15 ottobre presso la Sala Conferenze S.Francesco e la Casa della Cultura, grazie al coinvolgimento dell’amministrazione comunale, delle associazioni, delle imprese e di tutto coloro che sono interessati alle tematiche dell’arte, della cultura e del turismo nella città di Porsenna. Un evento aperto alla partecipazione dal basso e al contributo di tutti, per delineare le strategie di sviluppo per il futuro di Chiusi, che si concluderà il prossimo 12 novembre. L’evento è stato introdotto dalla presentazione dei dati sui flussi turistici e sull’indotto economico generato dal comparto della cultura; successivamente i partecipanti si sono suddivisi in sei tavoli di lavoro tematici (cultura e arte, beni culturali patrimonio e turismo, incoming e accoglienza, attività produttive, associazionismo, comunicazione media e marketing) e i contributi realizzati sono stati dibattuti in un’assemblea pubblica, in attesa di un’analisi da parte di esperti di settore e di un programma attuativo di media/lunga durata messo in campo dall’amministrazione comunale.

Il tema degli etruschi e della loro eredità è stato rapidamente messo al centro della discussione dei diversi tavoli di lavoro: il Museo Nazionale Etrusco fa infatti registrare circa 18mila ingressi annuali, in una città che tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere ha chiuso il 2015 con circa 63mila presenze. Una potenzialità turistica importante, quella fornita dai beni culturali e dal ricchissimo patrimonio archeologico della città, che oltre al museo può offrire esperienze uniche come la visita al Labirinto di Porsenna, alla Tomba della Scimmia o alla Tomba della Pellegrina. La crescita di eventi culturali come il Festival Orizzonti o il Lars Rock Fest si accompagna alla nascita di progetti come Experience Etruria, il  distretto turistico interregionale dell’Etruria e la candidatura a Capitale della Cultura 2018 assieme a Orvieto e Viterbo. Infine, non meno importante, l’inserimento dell’Etruria come linea di indirizzo nel Piano di Sviluppo Regionale della Toscana determina la volontà, anche da parte degli amministratori, di investire su progetti di lunga durata per la valorizzazione del patrimonio etrusco e una reale possibilità di crescita sul piano turistico e culturale.

Ho partecipato con interesse ai tavoli di lavoro di Visit Chiusi, sia perché ritengo fondamentale la partecipazione dal basso a progetti di questo tipo, sia perché la tematica risulta della massima importanza. Ritengo che gli etruschi possano diventare il punto di forza di Chiusi anche in ottica di promozione della destinazione turistica in chiave internazionale, sia attraverso i prodotti già presenti (dal Museo Nazionale Etrusco alle tombe), sia attraverso la creazione di nuove opportunità; ad esempio, lo sviluppo di un grande festival a tema etrusco che possa catalizzare l’attenzione di grandi volumi fuori dalla Valdichiana e dall’Italia.

La Tomba della Pellegrina

La Tomba della Pellegrina

Il Lago di Chiusi, i prodotti tipici locali, gli spettacoli culturali e i percorsi di sport e benessere possono essere elementi molto importanti, ma ritengo che debbano essere considerati a completamento di un’offerta che vede la valorizzazione storica, culturale e turistica degli etruschi al primo posto, sia dei progetti che degli investimenti. In un’ottica di competizione globale, l’eredità della civiltà etrusca è l’elemento identitario forte che caratterizza la città di Porsenna e che può renderla il punto di riferimento di un territorio molto vasto. In questo contesto, il progetto di Visit Chiusi sembra tracciare una linea nella giusta direzione, in sinergia con tutti i prodotti turistici che può offrire la Valdichiana nel suo complesso. Il futuro di Chiusi potrebbe passare proprio per il suo passato, grazie all’immenso patrimonio che ci ha lasciato la civiltà etrusca.

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Quercia delle Checche: gli aggiornamenti dal comitato

La Quercia delle Checche, uno dei simboli della Valdorcia e una delle querce più antiche di tutta Italia, ha vissuto momenti difficili nell’ultimo mese: dopo la ferita a uno dei…

La Quercia delle Checche, uno dei simboli della Valdorcia e una delle querce più antiche di tutta Italia, ha vissuto momenti difficili nell’ultimo mese: dopo la ferita a uno dei rami principali e le operazioni di salvataggio, ha assistito a un rave party durante lo scorso weekend ed è in attesa di strategie per la messa in sicurezza.

Attorno a questo maestoso albero si è formato un movimento affettivo per la tutela e la salvaguardia, riunito in un Comitato. Abbiamo intervistato Nicoletta Innocenti, una delle fondatrici del gruppo a sostegno della Quercia delle Checche e portavoce del comitato, che ci ha gentilmente aggiornato sulla situazione della pianta e sulle attività in corso. Nicoletta è un’imprenditrice locale, esperta in marketing territoriale e sviluppo sostenibile; ha lavorato per anni su progetti di sviluppo locale con la Comunità Europea, oltre ad aver svolto incarichi amministrativi per due mandati nel comune di San Casciano dei Bagni.

Nicoletta, puoi parlarci del comitato e dei suoi obiettivi?

“Abbiamo cominciato ad agire come gruppo informale il mese scorso per salvaguardare la Quercia delle Checche durante l’emergenza. Ci siamo costituiti formalmente la settimana scorsa, dopo la sollecitazione da parte di alcuni membri di trasformarci in un gruppo stabile per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e della Valdorcia in generale. Attualmente siamo impegnati su tutti i fronti per informare la popolazione, sollecitare le istituzioni e coordinare gli interventi per tutelare la Quercia delle Checche: abbiamo attivato una petizione, un blog, un gruppo su facebook. Non vogliamo disperdere questo affetto nato attorno alla pianta, ma vorremmo dare il nostro contributo per vigilare sulla Valdorcia, sul suo valore storico, botanico, sociale e antropologico. Affinchè questa valle non sia soltanto un paesaggio da cartolina, è necessario che non perda il rapporto identitario con le sue radici.

Come avete affrontato l’emergenza della pianta?

quercia blog

Il Blog del Comitato

“Lo scorso 15 agosto la Quercia delle Checche ha subito un gravissimo incidente spontaneo, uno dei rami principali stava infatti per staccarsi dal tronco. Ci sono passata davanti mentre tornavo a casa da Celle sul Rigo, paese di cui sono originaria, e ho notato il problema. Dopo i primi momenti di panico ho contattato il Sindaco e il Vicesindaco di Pienza, in cerca di aiuto, poi mi sono rivolta a un ex-assessore comunale all’ambiente, che casualmente era stato testimone oculare di quella che potrebbe essere stata una concausa al problema, ovvero alcune persone che hanno fatto “tree climbing” nei giorni precedenti sui rami della pianta. Il 18 agosto abbiamo creato il gruppo su facebook, abbiamo sollecitato le istituzioni a gestire l’emergenza e contattato la prefettura, la forestale e la regione. Ci siamo rivolti al Sindaco di Pienza, che ci ha detto che si stava occupando del problema; una delle principali difficoltà era costituita dal fatto che la competenza della Quercia delle Checche non è dell’amministrazione comunale bensì del privato che detiene la proprietà del terreno. Inoltre la pianta non è mai stata inserita dalla Regione Toscana nell’elenco delle piante monumentali, nonostante il censimento della forestale del 1998: un elenco che avrebbe permesso di trattare la Quercia delle Checche al pari di un monumento e garantire più controlli e monitoraggio. A quanto pare la Regione si è dimenticata di inserire la pianta nell’elenco, e neppure a Pienza si sono resi conto di questa assenza. Il proprietario, inoltre, già da molti anni aveva proposto la cessione gratuita della pianta e dell’area al Comune di Pienza, ma l’amministrazione a quanto pare ha sempre rifiutato.”

Quali sono stati gli interventi delle istituzioni per risolvere l’emergenza?

“Durante la prima fase c’è stata la massima disponibilità da parte di tutti i soggetti. Abbiamo partecipato a un incontro con il comitato assieme all’amministrazione comunale di Pienza e alla SIA, onlus degli arboricoltori. Abbiamo quindi organizzato una sorta di commissione, assieme alla rappresentanza della Regione Toscana; noi siamo stati il pungolo, affinchè alle chiacchiere potessero seguire rapidamente i fatti. Dopo una settimana sono partiti gli interventi, l’incarico di salvataggio è stato affidato dal proprietario del terreno alla SIA, che ha effettuato i lavori in maniera volontaria e gratuita. I volontari hanno tolto le parti secche, hanno sfoltito le parti più problematiche per il peso della pianta e hanno effettuato il taglio del ramo, perché ormai era troppo tardi per salvarlo. La proprietà si è dimostrata molto disponibile, ha accettato di lasciare la branca sul posto e di non segarla, in modo che possa essere utilizzata in futuro per altri scopi, magari per interventi educativi o come memoria storica.”

E nella seconda fase?

L’emergenza è risolta, ma sarebbero necessari altri interventi: sistemare l’area, ripulirla dalle parti tagliate, fare un rapporto sulla stabilità della pianta e sulla sua salute. E definire come fruire della Quercia delle Checche in futuro, perché il terreno compatto alla sua base sta provocando dei danni, per mancanza di accesso all’acqua. Sarebbe quindi necessario prevedere delle passerelle o altre sistemazioni per impedire ad automobili e trattori di parcheggiare nei pressi e organizzare nuovi modi di fruizione di una pianta dall’alto valore simbolico per tutto il territorio. Passata l’emergenza iniziale, però, l’amministrazione comunale di Pienza non ci ha dato più ascolto e hanno preferito fare il proprio percorso in autonomia, probabilmente non volevano troppa esposizione mediatica. Penso che quella del Comitato sia una bella esperienza di processo condiviso tra cittadini e istituzioni, che senso ha interromperla dopo che è finita la crisi iniziale? Potrebbe essere un esempio di relazione proattiva, non conflittuale, per la salvaguardia del bene comune. Il Comitato si è sempre mosso con delicatezza, non vuole prendersi il merito per la risoluzione dell’emergenza, ma sta predisponendo tutto il materiale necessario per la Regione Toscana affinchè sia ufficializzata la messa a vincolo della Quercia delle Checche come pianta monumentale.”

Che rapporti avete avuto con le altre istituzioni?

“La forestale è stata estremamente collaborativa. Molto cordiali e collaborativi anche la polizia provinciale e i carabinieri. Siamo stati supportati nelle nostre attività da molti circoli di Legambiente, da Terra Nostra Firenze, dal Presidente della commissione Italiana per l’Unesco Giovanni Puglisi. Abbiamo ricevuto sostegno anche dalla sovrintendenza di Siena e dal Presidente Enrico Rossi. Nessuno aveva il potere interdittivo, ma tutti ci hanno dato sostegno.”

Che cosa vi spinge a continuare, quindi?

quercia petizione

La petizione su Change

“A noi interessa tradurre in azioni concrete l’affetto nei confronti della Quercia delle Checche. La pianta deve essere al sicuro, sistemata, e deve essere fruita con rispetto. Ci interessa anche che la Valdorcia venga salvaguardata, poiché ha vinto il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità come paesaggio umanizzato, creato dal rapporto tra uomo e natura. Quando la gente si mobilita per cause giuste e nobili, in maniera compatta e non aggressiva, anche questo è un patrimonio da salvaguardare. Nel Comitato ci sono tanti professionisti, dalla botanica alla comunicazione, dalla storia all’ambiente: si tratta quindi di un gruppo che ha gli strumenti per fare bene, nello spirito positivo della democrazia partecipativa. Abbiamo raccolto tutto il materiale storico, fotografico e archivistico sulla Quercia delle Checche; vorremmo produrre una pubblicazione monografica che tenga conto di tutti gli aspetti sociali e culturali. E magari immaginare un percorso con le scuole, che possa educare i ragazzi a fruire di questa pianta, ad avere rispetto per la natura e per il nostro patrimonio.”

Per finire, un commento sul rave party?

“Alla Quercia delle Checche non è stato causato nessun danno. Dal secondo giorno c’è stato un presidio costante da parte delle forze dell’ordine, e noi del Comitato siamo andati a monitorare la situazione. Non mi piace la demonizzazione, se l’area viene lasciata pulita non ci sono problemi. Purtroppo però così non è stato, attualmente l’area è invasa dall’immondizia, fino al fiume. Noi ci siamo presi l’impegno di ripulire l’area adiacente alla pianta, ma il resto delle operazioni di bonifica dai rifiuti dovrà essere effettuato dagli enti competenti.”

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Legambiente promuove la nascita del distretto biologico in Valdichiana

Riceviamo e Pubblichiamo. In riferimento al Manifesto adottato da Legambiente in materia di agricoltura, si comunica che il Circolo locale di Legambiente sta promuovendo la nascita di un distretto biologico,…

Riceviamo e Pubblichiamo.

In riferimento al Manifesto adottato da Legambiente in materia di agricoltura, si comunica che il Circolo locale di Legambiente sta promuovendo la nascita di un distretto biologico, in collaborazione con i produttori locali, con le associazioni di categoria e con tutti i cittadini interessati alla sviluppo di una nuova, sana e consapevole modalità di interazione tra individuo e ambiente. Cita il documento “ ..Una nuova agricoltura rispetto al modello che ha dominato il Novecento: un’agricoltura già all’opera, praticata da molti agricoltori italiani ed europei, attenti ai processi naturali e alla complessità e specificità locale degli ecosistemi e capace di innovare, sperimentando nuove tecnologie e anche attingendo agli antichi saperi della cultura rurale”.

Siamo da sempre attenti alle tematiche relative all’ambiente e all’uso che di esso si fa, riteniamo fondamentale un processo di partecipazione dal basso e una sensibilizzazione sempre maggiore verso le tematiche relative ad una sana alimentazione, basata sulla filiera corta, sull’agricoltura biologica e biodinamica, sulla valorizzazione delle varietà, delle razze e dei prodotti tradizionali del territorio, su un maggiore rispetto degli agricoltori e del loro lavoro, sull’abbandono delle sostanze nocive alla salute e al suolo.

E vogliamo continuare ad essere attenti a questi aspetti della vita e del territorio che abitiamo attraverso la nascita del distretto biologico inteso come “un sistema volontario di azioni coordinate per la gestione sostenibile di un territorio dove agricoltori locali, cittadini, imprese, associazioni e istituzioni lavorano insieme per promuovere nuove economie, partendo dal modello biologico di produzione e consumo”. Questo nuovo sistema di relazioni, sarà anche in grado di attrarre fondi comunitari che nel periodo 2014/2020 andranno proprio in questa direzione.

Siamo, dunque, lieti di invitare tutti i cittadini, sensibili a queste tematiche alla tavola rotonda “Tutti insieme per la nascita partecipata del biodistretto della Valdichiana” che si terrà il 21 Aprile alle ore 16 in occasione della tradizionale festa di Pasquetta presso la casetta del Lago di Montepulciano. In tale occasione siamo felici di avere tra i nostri ospiti Giannozzo Pucci – Vice Presidente dell’Associazione Navdanya International –  per parlare di Lotta agli OGM, Biodistretto della Valdichiana e Cultura del Territorio. THINK GLOBAL, ACT LOCAL! Vi aspettiamo numerosi!

Info: cignolegambiente@yahoo.it

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