La Valdichiana

La Valdichiana

Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: m5s

Rifiutopoli: due mozioni contro l’ATO Toscana Sud

Un caso “Rifiutopoli” è alle porte per le province della Toscana del Sud? Questa è la pesante accusa lanciata lo scorso venerdì 23 gennaio dai gruppi congiunti del Movimento 5…

Un caso “Rifiutopoli” è alle porte per le province della Toscana del Sud? Questa è la pesante accusa lanciata lo scorso venerdì 23 gennaio dai gruppi congiunti del Movimento 5 Stelle delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, a cui si sono uniti anche i rappresentanti dei comuni della Val di Cornia. Praticamente, l’area territoriale coperta dall’ATO Toscana Sud.

Attraverso la presentazione di due mozioni, per contestare la procedura di aggiudicazione dell’affidamento del sistema rifiuti a Sei Toscana e la legittimità delle ATO, il movimento ha quindi contestato pubblicamente il sistema di gestione dei rifiuti, il suo costo per la cittadinanza e l’alto grado di oscurità nelle procedure di compilazione dei bandi. Adesso le mozioni saranno presentate, da parte degli attivisti del M5S, ai vari comuni dell’ATO, in modo da ampliare la discussione nei rispettivi consigli comunali.

Un passo indietro: ATO e SEI toscana

mappa-sei-toscana_0L’ATO Toscana Sud è l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani: si tratta di un ente con personalità giuridica di diritto pubblico, costituita ai sensi della L.R. 69/2011. Dal 1° gennaio 2012, l’ATO Toscana Sud svolge le funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sul servizio di gestione dei rifiuti urbani per le province di Arezzo, Siena e Grosseto. Le funzioni sono trasferite ai comuni, che le esercitano obbligatoriamente tramite l’ATO Toscana Sud.

SEI Toscana è invece il gestore del servizio integrato dei rifiuti urbani che opera nelle province dell’ATO Toscana Sud. In pratica, l’unico gestore autorizzato ad agire nell’Area Vasta delle province dell’ATO, che ha vinto un’apposita gara e ha cominciato le sue attività a partire dal 1° gennaio 2014. Il territorio coperto dal servizio di igiene urbana di SEI Toscana racchiude 103 comuni: 39 comuni aretini, 28 comuni grossetani e 36 comuni senesi. Come si può leggere anche nel sito istituzionale di SEI Toscana, “la compagine societaria è costituita da sei Soci gestori (che detengono il 59% delle quote societarie): Aisa, Casentino Servizi, Coseca, Csa, Csai, Sienambiente, e da cinque Soci industriali (41%): Cooplat, Crcm, Ecolat, Revet, Sta”.

La prima mozione

Proprio su questo rapporto si innesta la prima mozione presentata dai gruppi del Movimento 5 Stelle. La richiesta è infatti quella di sopprimere le ATO attraverso l’abrogazione del Titolo 3 capo 1 della L.R. 69/2011. La contestazione, stando agli avvocati del movimento, deriva dalla mancata conformità ai principi normativi statali: l’ATO viene vista come un “ente clone” delle precedenti Autorità d’Ambito, considerate inefficienti e costose. Nella pratica, contestano i promotori della mozione, laddove il Governo ha imposto il ritorno delle funzioni di gestione agli enti locali, la Regione Toscana è tornata ad affidare tale servizio a un altro ente con autonomia organizzativa, amministrativa e contabile, avente personalità giuridica di diritto pubblico. Così recita il comunicato del M5S:

“Nonostante dal 2007 al 2012 siano intervenute due leggi finanziarie e un decreto legge che hanno abrogato le Autorità d’Ambito definendole centri di spesa inutili e affidando la gestione dei rifiuti agli Enti locali, la Regione Toscana insista a voler mantenere in vita semplicemente cambiandogli nome un carrozzone inutile che fa lievitare il costo della gestione dei rifiuti e che, oltretutto, impedisce di distinguere i comuni virtuosi dagli altri”

La soluzione, per i promotori delle mozioni, potrebbe essere “una forma di cooperazione tra comuni, non una delega delle competenze a soggetti terzi”.

La seconda mozione

Il testo della seconda mozione riguarda invece la gara per l’assegnazione del servizio di gestione rifiuti a SEI Toscana: viene richiesto l’annullamento del contratto per irregolarità del bando. Gli avvocati del movimento contestano la gara d’appalto, perchè le condizioni di partecipazione “contenevano previsioni tali da generare un notevole disincentivo alla partecipazione per gli operatori del settore e pregiudicando le finalità di una gara pubblica, dato che è risultata vincitrice l’unica offerta presentata”. 

Uno dei principali motivi di conflitto è l’obbligo per l’aggiudicatario del bando di versare ai vecchi gestori gli oneri della TIA non riscossi, una cifra che di fatto ha disincentivato altri concorrenti. A questo viene aggiunta la richiesta di gestione di un termovalorizzatore con una capacità di trattamento pari a 40mila tonnellate all’anno. In pratica, “mentre nella fase di prequalifica vi erano tre grossi gruppi che avevano manifestato interesse, alla fine alla gara si è presentata solo Sei Toscana”. Ovvero un’associazione temporanea di imprese costituita dai precedenti gestori, che dopo aver vinto la gara si è trasformata nella società SEI Toscana.

Il M5S ha contestato anche le clausole e le modifiche al contratto tra ATO Toscana Sud e SEI Toscana, che sono andati ad alterare lo schema approvato dalla Giunta della Regione Toscana. “Circa 60 pagine aggiunte, che contengono l’obbligo del pagamento del servizio anche nel caso non venga fatto o venga effettuato male, voci di costo inserite a differenza dello schema di base approvato in Giunta Regionale”.

Rifiutopoli o campagna elettorale?

6toscanaLe mozioni presentate lo scorso 23 gennaio chiedono l’impegno ad almeno un terzo degli amministratori comunali dell’ATO Toscana Sud per una convocazione straordinaria dell’assemblea, con lo scopo di presentare un ordine del giorno per l’annullamento del bando di gara con SEI Toscana.

I testi integrali delle mozioni possono essere trovati nel sito web di Rifiutopoli. La questione, oltre alle consuete dinamiche politiche tra i vari partiti e i movimenti in costante campagna elettorale, presenta notevoli punti di interesse e di riflessione, che dovranno essere approfonditi dagli enti competenti.

Nel frattempo presso la Casa dell’Ambiente di Siena, il prossimo venerdì 6 febbraio, si svolgerà un convegno organizzato da SEI Toscana che vedrà la partecipazione di molte personalità importanti, tra cui Enrico Rossi, i presidenti dell’ATO e di SEI Toscana, sindaci e parlamentari, direttori e professori. Un convegno con tavole rotonde in cui verranno analizzati i diversi aspetti della pianificazione e della gestione dei rifiuti urbani, alla luce delle novità normative nel panorama europeo, italiano e toscano. Un minimo di riflessione su queste mozioni, soprattutto in un contesto del genere, ce lo aspettiamo tutti.

Nessun commento su Rifiutopoli: due mozioni contro l’ATO Toscana Sud

M5S, Gagnarli: “L’IMU agricola danneggerà migliaia di piccoli comuni”

Riceviamo e pubblichiamo questa dichiarazione della deputata del Movimento 5 Stelle, Chiara Gagnarli. “Calcolare l’IMU agricola solamente in base alla posizione altimetrica dei terreni non solo danneggerà migliaia di piccoli…

Riceviamo e pubblichiamo questa dichiarazione della deputata del Movimento 5 Stelle, Chiara Gagnarli.

“Calcolare l’IMU agricola solamente in base alla posizione altimetrica dei terreni non solo danneggerà migliaia di piccoli comuni collinari e pedemontani a vocazione agricola ma sarà un colpo di mano anche alla nostra Carta Costituzionale che dispone che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e non certo in base a parametri geografici”. Lo dichiara Chiara Gagnarli, deputata toscana del Movimento cinque stelle che aggiunge: “Il decreto diffuso in queste ore, oltretutto, arriva alla fine di un anno fiscale, anche difficile, in cui i bilanci comunali sono chiusi ed è prevedibile che molti comuni non riusciranno a mettersi in pari. La scadenza cade il 16 dicembre e ci sono poco più di 10 giorni di tempo per i commercialisti sarà una corsa a rischio errori. Non si tiene conto, inoltre, che diversi comuni italiani, tra cui molti centri toscani, si sviluppano anche in senso altimetrico e il rischio è che terreni molto vicini tra loro, ma appartenenti a comuni diversi, paghino tasse differenti”.

“Abbiamo cercato di scongiurare questo intervento durante la discussione del decreto sul Bonus Irpef della scorsa estate, proponendo di basare il calcolo dell’IMU in base al reddito agrario, ma tutti i nostri tentativi sono rimasti inascoltati. Questo – conclude Gagnarli (M5S) – sarà un grosso, ulteriore, danno al nostro Paese, per fare cassa andando ad attingere dalle tasche degli italiani già in difficoltà. Il Governo prenda tempo e faccia una doverosa marcia indietro, o quanto meno posticipi questo intervento al prossimo anno fiscale”.


Comunicato Stampa di Movimento 5 Stelle del 3 dicembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

Nessun commento su M5S, Gagnarli: “L’IMU agricola danneggerà migliaia di piccoli comuni”

M5S, danni olivicoltura: “Il Governo Renzi deve prevedere una apposita deroga”

Istituito nel 2004, il Fondo di Solidarietà Nazionale consente alle aziende agricole colpite da calamità di accedere ad interventi compensativi. Tra questi: contributi in conto capitale fino all’80% del danno…

Istituito nel 2004, il Fondo di Solidarietà Nazionale consente alle aziende agricole colpite da calamità di accedere ad interventi compensativi. Tra questi: contributi in conto capitale fino all’80% del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile (nelle zone svantaggiate estendibile fino al 90%), prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell’anno in cui si è verificato l’evento dannoso e per l’anno successivo, da erogare a tasso agevolato, proroga delle operazioni di credito agrario e agevolazioni previdenziali. Ma al Fondo di Solidarietà Nazionale possono accedere solo le aziende colpite da calamità che danneggino le strutture aziendali e le scorte e che non rientrano nelle garanzie del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale, varato entro novembre di ogni anno dal Ministero dell’Agricoltura. Per questo, i deputati M5S della Commissione Agricoltura hanno presentato un ordine del giorno, accolto dal Governo, per allargare gli interventi compensativi del Fondo anche agli agricoltori colpiti dalle patologie “mosca dell’olivo”, “cinipide del castagno” e “marciume delle castagne”.

Un settore così colpito non poteva non avere un minimo di supporto che è proprio quello che chiediamo al Governo Renzi. La speranza è che venga compresa la gravità della situazione e si dia attuazione al nostro ordine del giorno: il nostro fiato sul collo continuerà sino al termine della proceduradichiara la deputata M5S aretina Chiara Gagnarli, in Commissione Agricoltura alla CameraCon il Piano Assicurativo Agricolo Nazionale 2014, il Ministro Martina ha esteso ulteriormente l’utilizzo delle polizze agevolate per la difesa dai danni atmosferici e meteorologici e, in particolare, per una maggiore affermazione delle polizze multirischio e pluririschio a vantaggio delle monorischio. Le regole previste per il 2014 avrebbero dovuto provocare un ulteriore interesse dei produttori verso la stipula di polizze assicurative, dato che i produttori che non assicurano le colture riportate dal piano assicurativo contro i danni previsti dallo stesso, nel caso in cui dovessero verificarsi i danni, non potranno richiedere l’attivazione delle procedure di stato di calamitàspiega Gagnarli (M5S) – Tuttavia, sia perché le Compagnie non hanno trovato interesse a proporre polizze per le colture e le fitopatie inserite nel piano (vedi il cinipide del castagno), sia perché alcune di queste infestazioni non erano inserite nel Piano (la mosca, ad esempio,  negli ultimi tre, quattro anni non è mai stata inserita tra le infestazioni parassitarie assicurabili) – conclude la deputata toscana M5S della Commissione Agricolturaabbiamo ritenuto opportuno impegnare il Governo Renzi a valutare la possibilità di prevedere una apposita deroga, in modo tale da consentire l’accesso al Fondo di Solidarietà Nazionale anche a quegli agricoltori colpiti da queste patologie”.

Comunicato stampa di M5S del 3 dicembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

Nessun commento su M5S, danni olivicoltura: “Il Governo Renzi deve prevedere una apposita deroga”

Sinarita di Torquanda: RiFare Torrita risponde ai M5S sulla fusione di tre comuni

M5S Sinalunga: Dopo l’incontro sulla Fusione a Trequanda. “Ora Torrita e Trequanda hanno il dovere di sedersi al tavolo per parlarne” Si è svolto a Trequanda, venerdì 17 ottobre, l’incontro…

M5S Sinalunga: Dopo l’incontro sulla Fusione a Trequanda. “Ora Torrita e Trequanda hanno il dovere di sedersi al tavolo per parlarne”

Si è svolto a Trequanda, venerdì 17 ottobre, l’incontro organizzato dai 5 Stelle di Sinalunga per parlare ancora una volta di Fusione dei Comuni. La presentazione è stata curata dai consiglieri 5 stelle Gabriele Ciacci e Stefania Nero, coaudiuvati da Giulia Pellegrini. Alla presentazione è succeduto un interessante dibattito al quale hanno partecipato anche il Sindaco di Sinalunga Agnoletti e due consiglieri della sua maggioranza, dando piena disponibilità a parlare dell’argomento, iniziando anche a fornire idee di come far capire alla cittadinanza l’importanza di questo processo.

“Dopo l’apertura ricevuta dalla maggioranza sinalunghese – dichiara il partito pentastellato nella nota – è ora doveroso che i sindaci di Torrita di Siena e Trequanda si siedano per parlarne, senza utilizzare preconcetti autoritari, perchè i loro cittadini hanno il diritto, come gli stessi sinalunghesi, di essere informati sull’opportunità della fusione. Siamo certi che in un futuro non lontano questo processo sarà imposto direttamente dal governo centrale ed allora potrebbe essere molto più difficile farlo recepire ai cittadini nonché agli amministratori, per non parlare poi degli incentivi economici che si andrebbero a perdere. Siamo molto soddisfatti, perchè dopo mesi di tenace lavoro sull’argomento è stato fatto un ulteriore passo avanti”. ‪#‎FondiamociSinalungaTorritaTrequanda‬

Alla loro richiesta La Lista Civica “RiFARE TORRITA”, con i consiglieri Rodolfo Damigelli, Lorenzo Vestri e Maria Grazia Bruni, interviene nel dibattito che si è aperto a riguardo della fusione amministrativa delle amministrazioni comunali di Torrita di Siena, Sinalunga e Trequanda.

RIFARE TORRITA LOGO“Sinarita di Torquanda? Meglio un sereno fidanzamento che un pessimo matrimonio”. Pur considerando lodevole l’intento del M5S di creare risparmi ed investimenti sul territorio mediante la fusione dei tre enti, riteniamo il loro approccio alla delicata questione alquanto approssimativo ed eccessivamente ottimistico. Parliamo di numeri: la Legge di Stabilità, presentata dal Governo in carica da pochi giorni, prevede drastici tagli per svariati miliardi di euro ai trasferimenti dallo Stato alle Regioni e ai Comuni. Come non prevedere che, in un’ottica di tagli lineari così poderosi, non vi ricadano poi anche i “fantomatici” contributi per ben 12.745.192,66 euro che “Sinarita di Torquanda”, futuro terzo comune per popolazione della Provincia di Siena, dovrebbe, a detta degli amici del M5S, ricevere da Stato e Regione?

Inoltre, quando si parla di “sblocco del patto di stabilità per 8 milioni di euro” occorre avere l’onestà intellettuale di dire alla gente che si tratta non di sbloccare denaro esistente in cassa, perché nessuno dei tre comuni in oggetto ha questo denaro nella propria Tesoreria, sia ben chiaro! Si tratta piuttosto di dare la possibilità al nuovo ente di contrarre nuovi debiti per 8 milioni di euro, dei quali francamente non se ne intravede alcun bisogno, poiché i debiti dei comuni hanno il pessimo difetto di dover essere pagati con gli incassi dei tributi comunali, con tanto di onerosi interessi.

Tanto per fare un esempio concreto, i debiti in essere, frutto delle “allegre” gestioni amministrative del passato, solo nel 2013 sono costati al comune di Torrita di Siena la notevole cifra di euro 227.290,00 per interessi passivi. Se tanto ci da tanto, siamo convinti che “se Atene piange, Sparta non ride”.

Dal punto di vista meramente campanilistico, vogliamo ricordare che, in caso di fusione, è fin troppo evidente la probabilità che il comune capofila diverrebbe quello che allo stato attuale è maggiormente popoloso, il che costringerebbe Torrita e Trequanda a perdere la propria sovranità e la propria rappresentatività elettiva e popolare a favore di un comune, Sinalunga, che già annovera sul suo territorio una frazione ben più popolosa di molti altri liberi comuni della provincia, Bettolle, di circa ben 3.000 abitanti, la quale nel passato era a sua volta un libero comune, e la cui popolazione mai ha digerito il forzato accorpamento.

Per ultimo vogliamo ricordare che, nell’ottica della razionalizzazione dei servizi e del conseguente risparmio, i tre enti di cui sopra hanno già deliberato ognuno nella propria sede consiliare di avere un unico Segretario Comunale, la dottoressa Luana Della Giovampaola, una gestione comune dei servizi in materia di edilizia scolastica, il responsabile del Servizio Unico Associato Economico-Finanziario, il Rag. Rolando Sestini, la funzione di pianificazione urbanistica ed edilizia mediante il distacco per 18 ore settimanali a Sinalunga dell’Arch. Annalisa Cassioli, dipendente del Comune di Torrita di Siena. Inoltre, per quanto attiene alla gestione del servizio di Polizia Municipale, ricordiamo che già nel 2013 l’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese ha deliberato un futuro percorso di accorpamento di tale servizio in maniera unitaria per tutti e nove i comuni ricadenti sotto il territorio del suddetto ente.

Per tutti i motivi sopra esposti, la Lista Civica “RiFARE TORRITA” esprime il proprio parere negativo a quello che ci sembra avere i tutti presupposti per divenire un “pessimo matrimonio”, e rimane favorevole al proseguimento di un rapporto come quello che, ad oggi, sembra viaggiare sui binari di un “sereno fidanzamento”, dove si sta bene insieme, ma ognuno dorme a casa sua.”

Nessun commento su Sinarita di Torquanda: RiFare Torrita risponde ai M5S sulla fusione di tre comuni

Precisazioni del M5S sulle dichiarazioni del vice-sindaco Garosi

Riceviamo e pubblichiamo una note del MoVimento 5 Stelle di Montepulciano dove fa delle precisazioni riguardanti le dichiarazioni esposte dal vice-sindaco Garosi sulla situazione delle opere pubbliche a Montepulciano. “Tale…

Riceviamo e pubblichiamo una note del MoVimento 5 Stelle di Montepulciano dove fa delle precisazioni riguardanti le dichiarazioni esposte dal vice-sindaco Garosi sulla situazione delle opere pubbliche a Montepulciano.

“Tale articolo, a nostro avviso, risulta “incompleto. Come si evince dal verbale del consiglio comunale del 30/08/2014, infatti, è solo grazie alla mozione presentata dal M5S tramite il consigliere Michele Abram che il Sindaco e la Giunta sono venuti a conoscenza della possibilità di accedere ai fondi dell’8 per mille dedicati all’edilizia scolastica, ed è solo grazie allo stesso consigliere che è stato sottolineata la scarsità di tempo a disposizione per poter usufruire di questi fondi. Il termine ultimo per la presentazione della domanda sarebbe stato, infatti, il 30 settembre.

Vorremmo oltremodo sottolineare che la possibilità di fare confluire fondi a beneficio delle nostre scuole, spesso in stato di evidente degrado, ci è stata data grazie ad un emendamento presentato dal gruppo parlamentare del M5S all’interno della legge di stabilità 2014.

Riteniamo che sarebbe stato onesto dare il giusto peso anche a chi ha messo a conoscenza e a chi ha dato la possibilità, alla Giunta ed al Consiglio Comunale di Montepulciano, di accedere a questi fondi, invece di fare comunicati nei quali gli amministratori comunali hanno la pretesa di prendersi, iniquamente, tutto il merito di tale atto”.

Nessun commento su Precisazioni del M5S sulle dichiarazioni del vice-sindaco Garosi

Agricoltura: ecco le proposte pentastellate per migliorare il settore

Risoluzione del gruppo M5S in Commissione Agricoltura della Camera per orientare le scelte del ministero agricolo sul PSRN, il piano di sviluppo rurale nazionale che affiancherà i piani predisposti dalle…

Risoluzione del gruppo M5S in Commissione Agricoltura della Camera per orientare le scelte del ministero agricolo sul PSRN, il piano di sviluppo rurale nazionale che affiancherà i piani predisposti dalle Regioni. Tra le proposte pentastellate: misure di sostegno al reddito degli agricoltori, investimenti irrigui e miglioramento genetico del patrimonio zootecnico

«Una concreta occasione per rilanciare il settore agricolo affrontando problematiche strutturali irrisolte da anni». È questo l’obiettivo dei deputati M5S della Commissione agricoltura che chiedono formalmente al Governo di “progettare”  le misure del  piano di sviluppo rurale nazionale, meglio noto come PSRN, in modo da favorire il più possibile gli operatori del settore primario che più di tutti scontano la crisi economica in atto con un aumento costante dei costi di produzione e rese sempre più spesso compromesse dai cambiamenti climatici.

Oltre ai piani regionali (PSR), infatti, il regolamento UE n. 1305/2013 ha previsto la possibilità per ogni Stato membro, di predisporre un programma operativo di sviluppo rurale riferito al periodo 2014-2020, per fronteggiare una serie di problematiche di portata nazionale. Nella fattispecie, il Mipaaf si è concentrato sulle tematiche degli strumenti di gestione del rischio legato all’impresa agricola, oggi relegate alle sole assicurazioni agevolate, sugli investimenti di ammodernamento delle reti di adduzione e distribuzione irrigua con le relative opere di interconnessione e miglioramento strutturale delle reti deteriorate, sul miglioramento genetico del patrimonio zootecnico finalizzato all’aumento del patrimonio nazionale, nonché sulla salvaguardia della biodiversità animale.

Questa tipologia di investimenti – dichiara la deputata Chiara Gagnarli, firmataria della risoluzione – ha un’importanza strategica per la crescita di tutto il settore agroalimentare nazionale. Basta pensare al miglioramento del sostegno del reddito che si potrebbe generare con l’attivazione dei fondi di mutualizzazione mirati a coprire i risarcimenti per le perdite causate da avversità atmosferiche, fitopatie ed infestazioni parassitarie, poco appetibili per le compagnie assicurative. Bisogna però – ribadisce la deputata  – che la soglia per accedere al contributo comunitario a questi fondi, venga abbassata sotto il 30% così da renderla più appetibile agli agricoltori e consentire una maggior diffusione di questo strumento di sostegno.

Non meno importante – prosegue Gagnarli – sarà il finanziamento agli interventi irrigui, in particolare per sollecitare ad una efficiente raccolta e trasmissione dei dati in UE che non pregiudichi la possibilità di implementare, attraverso programmi di investimento mirati, il piano irriguo nazionale. Allo stesso tempo sarà fondamentale l’avvio di programmi di conservazione del patrimonio genetico delle nostre razze autoctone, iniziando dalla creazione di un elenco univoco e condiviso delle razze presenti nel nostro Paese e assicurando l’interscambio e la fruibilità delle informazioni tra i vari database esistenti da parte di tutti i consulenti delle imprese agricole.

Riteniamo che tutti questi impegni – conclude Gagnarli – assieme alla costituzione, in seno al Ministero dell’Agricoltura, di un gruppo di lavoro per la gestione della rete rurale nazionale, il coordinamento e l’eventuale assistenza tecnica alle autorità di gestione dei programmi regionali,  siano una concreta occasione per rilanciare il settore. Per questo chiediamo al Ministro Martina di esprimersi in merito alle nostre proposte – che ci aspettiamo prenda presto in considerazione, anche se non siamo colleghi di partito – e auspichiamo l’immediata discussione e votazione di questo provvedimento in Commissione.

Nessun commento su Agricoltura: ecco le proposte pentastellate per migliorare il settore

M5S Sinalunga: “Stiamo trascinando questo Comune al cambiamento”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dei M5S Sinalunga inerente al consiglio comunale del 28 agosto 2014. “Si è tenuto il 28 Agosto un consiglio comunale fiume di ben 7 ore…

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dei M5S Sinalunga inerente al consiglio comunale del 28 agosto 2014.

“Si è tenuto il 28 Agosto un consiglio comunale fiume di ben 7 ore a Sinalunga, nel quale il gruppo del Movimento 5 Stelle ha iniziato a dimostrare che sta facendo sul serio.

Già dal mattino nella conferenza dei capigruppo lo stupore del Sindaco e delle altre opposizioni nell’apprendere che i pentastellati avevano protocollato diversi emendamenti ai punti in Odg; a dimostrazione dell’immobilismo e lo scarso lavoro delle opposizioni negli ultimi anni.

Panico in aula per la maggioranza che immaginando le solite votazioni da parlamento bulgaro, sugli emendamenti ha dovuto chiedere una sospensione prima di votare contro l’esenzione della TARI a partiti politici e sindacati durante lo svolgimento di feste temporanee nascondendosi dietro la scusa del bilancio e mantenendo un privilegio ingiusto e dannoso per i commercianti; poi in tre si sono astenuti dal voto in un emendamento tecnico sull’integrazione ad un articolo del regolamento TARI a testimonianza della ragionevole correttezza dello stesso.

Fino ad arrivare alla mozione per l’istituzione della “consulta delle associazioni e del volontariato”, alla quale la maggioranza non ha potuto votare no; a dimostrazione che se si lavora su temi concreti il M5S è una risorsa per questo territorio.

Tra gli altri emendamenti proposti e bocciati dalla maggioranza, quella della modifica delle aliquote dell’addizionale irpef che innalzava a 10.000 euro il reddito sotto al quale non si paga, e quella che esentava dalla TARI i locali commerciali vuoti e senza utenze.

Il lavoro del Movimento guidato dai due consiglieri Gabriele Ciacci e Stefania Nero continua per creare un vero cambiamento”.

Nessun commento su M5S Sinalunga: “Stiamo trascinando questo Comune al cambiamento”

M5S sostiene Assobirra per contrastare la pressione fiscale del settore Birraio

Presentati una risoluzione ed una interrogazione parlamentare dai deputati 5 Stelle delle Commissioni Agricoltura e Finanze per provare a convincere il Governo a fare marcia indietro sull’ulteriore aumento dell’accisa previsto…

Presentati una risoluzione ed una interrogazione parlamentare dai deputati 5 Stelle delle Commissioni Agricoltura e Finanze per provare a convincere il Governo a fare marcia indietro sull’ulteriore aumento dell’accisa previsto per il 2015

Circa 500 birrifici in tutta Italia, ben otto aziende industriali e due malterie con 15 impianti produttivi distribuiti su tutto il territorio nazionale, dal Veneto alla Puglia. Una realtà quella della birra italiana costretta ad una super-tassazione per coprire risorse mancanti in altri settori. E da settore in crescita con un buon potenziale, rischia di ritrovarsi sommerso dalla pressione fiscale. Proprio con l’obiettivo di bloccare almeno la terza tranche dell’aumento delle accise, prevista per gennaio 2015 e deliberate con il decreto 104 nell’ottobre 2013, i deputati 5 Stelle della Commissione Finanze e della Commissione Agricoltura hanno depositato una risoluzione ed una interrogazione parlamentare a favore del settore birrario italiano. Per l’accisa una escalation degna del miglior Sceriffo di Nottingham: +93% negli ultimi 10 anni; + 30% negli ultimi 15 mesi gli aumenti dell’aliquota. Una carrellata di decreti legge, tra piccoli ritocchi e ripensamenti, che hanno reso il popolo più sobrio d’Europa in pratica quello più tartassato con un’aliquota pari a 2,7 euro per ettolitro e grado-plato che si prevede raggiunga i 3,04 euro dal nuovo anno.

“Tra le bevande alcoliche da pasto la birra è l’unica a scontare l’accisa in Italia e per di più con livelli di tassazione di gran lunga superiori rispetto a quelli mediamente previsti in altri Paesi europei – ricordano i deputati del M5S – Basti pensare che l’aliquota sulla birra in Italia è superiore al triplo di quella applicata in Germania e Spagna”.

Assobirra ha fatto presente al Governo, documentandolo per mezzo di un dossier del centro studi Ref ricerche, che ci sono almeno sette ottimi motivi per desistere dall’aumento: un gettito fiscale inferiore alle aspettative (116 milioni rispetto ai 177 previsti), crollo dei posti di lavoro pari a 2.400 unità tra filiera ed indotto di cui se ne potrebbero salvare 1.200 evitando la terza tranche d’aumento, perdita di potere concorrenziale verso i Paesi europei competitors, ricaduta maggiore sulle fasce più povere dei consumatori (visto che l’aumento della tassa si abbatte più sulle bottiglie da 66 cl le più consumate dalla massa) e l’effetto di aumento dei prezzi che si determinerà gioco forza se va in porto il terzo aumento.

“Sostentiamo con forza la battaglia di Assobirra in favore della filiera e del suo indotto – proseguono i Deputati 5 Stelle – L’aumento delle tasse strozza l’economia reale e non ottiene neanche i benefici di cassa sperati. Lo ha sostenuto anche la stessa Ragioneria generale dello Stato, nel parere reso alla Commissione bilancio della Camera dei Deputati in data 26 luglio 2013 e che noi oggi ribadiamo. Il settore della birra in Italia rappresenta una fetta importante dell’industria alimentare: oltre ai grandi marchi conta parecchi microbirrifici artigianali e sta creando concrete opportunità imprenditoriali, soprattutto per i giovani. Se questa è la medicina di Renzi e dei suoi Ministri per far ripartire il Paese – concludono i deputati M5S delle Commissioni Agricoltura e Finanze – l’unico invito che ci sentiamo di fargli e sorseggiare un’ottima birra della tradizione italiana per schiarirsi le idee”.

Nessun commento su M5S sostiene Assobirra per contrastare la pressione fiscale del settore Birraio

Asilo Nido Montepulciano: intervento congiunto di M5S, Chiezzi, Cappelli, NCD e Forza Italia

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviato dal M5S Montepulciano sulla vicenda dell’asilo nido “L’uccellino azzurro”, a cui hanno aderito anche esponenti di altre forze politiche locali: In data 7/7/14…

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviato dal M5S Montepulciano sulla vicenda dell’asilo nido “L’uccellino azzurro”, a cui hanno aderito anche esponenti di altre forze politiche locali:

In data 7/7/14 si è tenuto l’incontro organizzato dal M5S a cui hanno partecipato, oltre ad una delegazione dei genitori, i rappresentanti di Rifondazione Comunista (Piero Cappelli), Forza Italia (Roberto Caroti), NCD (Moira Ciuffetti), Lista Civica Daniele Chiezzi Per Montepulciano (Daniele Chiezzi) e i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle(Mauro Bianchi e Michele Abram).

Tutti i presenti hanno espresso solidarietà ai genitori convenendo sulla ferma opposizione alla chiusura della struttura dell’Uccellino Azzurro e concordando come gli asili nido rappresentino un servizio di primaria importanza per la collettività. Tali servizi non possono essere soggetti ad operazioni “politiche” come quella indicata dall’amministrazione comunale di Montepulciano.

I rappresentanti politici presenti hanno invitato i genitori a non cedere facilmente alla semplicistica proposta loro offerta, avendo il pieno diritto al mantenimento del servizio. In tale riunione è stata ribadita la possibilità di valutare alcune alternative già accennate nell’incontro tra il sindaco e i genitori, proposte che l’amministrazione in quella sede ha pressoché ignorato.

Le stesse forze politiche presenti si adopereranno nei prossimi giorni per approfondire qualsiasi alternativa alla prospettata “sospensione” dell’attività dell’asilo nido del capoluogo. L’impressione generalizzata è che la prospettata sospensione del servizio per la prossima annualità si trasformerebbe, di fatto, in una chiusura sostanzialmente irrevocabile. I medesimi soggetti invitano fin da adesso la popolazione a mobilitarsi contro simili ipotesi di tagli ai servizi sociali.

I consiglieri Daniele Chiezzi, Mauro Bianchi e Michele Abram, si sono impegnati a richiedere in via di urgenza un consiglio comunale “aperto” sulla predetta problematica.

MoVimento 5 Stelle Montepulciano
Lista Civica Daniele Chiezzi per Montepulciano
Piero Cappelli
Moira Ciuffetti NCD
Roberto Caroti Forza Italia

Nessun commento su Asilo Nido Montepulciano: intervento congiunto di M5S, Chiezzi, Cappelli, NCD e Forza Italia

Asilo nido di Montepulciano, tutti gli aggiornamenti

Continua il dibattito a Montepulciano sul destino dell’Asilo Nido comunale “L’uccellino azzurro”. Vi avevamo parlato pochi giorni fa di un primo incontro tra amministratori e genitori, e avevamo diffuso un…

Continua il dibattito a Montepulciano sul destino dell’Asilo Nido comunale “L’uccellino azzurro”. Vi avevamo parlato pochi giorni fa di un primo incontro tra amministratori e genitori, e avevamo diffuso un botta e risposta a distanza tra il sindaco Andrea Rossi, il Movimento 5 Stelle di Montepulciano e il Partito Democratico della cittadina poliziana. Era poi intervenuto il consigliere Daniele Chiezzi, che si era dichiarato assolutamente contrario alla chiusura dell’asilo nido nel capoluogo.

Lo scorso mercoledì si è tenuto un secondo incontro tra amministratori e genitori, per trovare una soluzione condivisa alla problematica del plesso del capoluogo. Lo spostamento di tutti i bambini nella struttura “Il Trenino” di Montepulciano Stazione, infatti, aveva sollevato non poche polemiche. La nuova proposta scaturita nel corso della discussione riguarda la stipulazione di una convenzione con l’asilo privato “Fausto Fumi” in modo da garantire ai bambini già iscritti all’asilo nido “L’uccellino azzurro” di proseguire la frequenza nella struttura del capoluogo, alle stette tariffe e gli stessi standard della struttura pubblica. I nuovi scritti, invece, saranno inseriti presso l’asilo nido di Montepulciano Stazione, come da progetto originario.

Alcuni genitori hanno valutato positivamente questa proposta, ma la prosecuzione della trattativa durerà qualche altro giorno, coinvolgendo la dirigenza dell’asilo Fumi per definire gli aspetti amministrativi e organizzativi. Altri genitori non hanno invece gradito la scelta, poichè il rischio è quello di perdere definitivamente gli iscritti in favore del settore privato. Erano state avanzate altre proposte, come quella di abbassare le rette per aumentare le iscrizioni, oppure di reperire dei fondi aggiuntivi attraverso dei bandi regionali, come accaduto nei comuni di Fauglia e di Scarlino. Tiziana Terrosi, assessore ai servizi sociali, ha però dichiarato di aver già effettuato tutti i tentativi possibili negli anni passati, e che la mancanza di nuove iscrizioni ha costretto gli amministratori a riorganizzare le strutture, senza perdere il servizio pubblico.

Il sindaco Andrea Rossi ha poi inviato un comunicato stampa in cui chiarisce che la decisione di riorganizzazione dell’asilo nido comunale non deve essere considerata una chiusura, bensì una sospensione dell’attività per l’anno educativo 2014-2015:

“La situazione in cui ci siamo venuti a trovare è dovuta esclusivamente alla mancanza di iscrizioni quindi, la sospensione dell’attività va vista solo nella logica di un’ottimizzazione della gestione delle strutture esistenti. Confermo che il progetto per il 2015-2016 sarà impostato sulla ripresa della struttura cittadina e stiamo valutando forme di gestione innovative, sempre più rivolte alle esigenze delle famiglie e a una gestione attenta delle risorse pubbliche. Ovviamente ci auguriamo che l’inversione di tendenza annunciata (e auspicata) per la situazione economica ci consenta di utilizzare tutte le strutture disponibili”.

“Fino a oggi l’offerta educativa complessiva di Montepulciano nella fascia di età 0-3 anni, tra strutture pubbliche e private, è stata di 108 posti – precisa Andrea Rossi – Con la riorganizzazione (Il trenino e Fumi) la comunità poliziana ha a disposizione 88 posti a fronte di una domanda che non supera quota 50. La disponibilità è ampiamente superiore alle attuali esigenze della comunità e che sono specchio evidente di una situazione di diffusa difficoltà economica che obbliga le famiglie a rinunciare anche a servizi così importanti. Ne dobbiamo prendere atto e assumere le decisioni conseguenti; non farlo vorrebbe dire abbracciare posizioni scriteriate per un Comune come Montepulciano che ha creato gli asili nido quando ancora nell’area Valdichiana nessun ente locale aveva in mente di istituirli, offrendo un servizio di qualità e chiedendo alle famiglie un impegno economico, adeguato ai redditi e sostenibile rispetto a quello richiesto nei Comuni limitrofi”.

Le reazioni alla riunione di mercoledì non si sono fatte attendere neppure dalle altre forze politiche. Mentre era in corso la riunione, in Piazza Grande è stato convocato un presidio a sostegno dei genitori e dell’asilo nido “L’uccellino azzurro”. Il consigliere Mauro Bianchi, portavoce del Movimento 5 Stelle nel consiglio comunale di Montepulciano, ha inoltre ribadito la sua opposizione e ha contestato il metodo decisionale scelto dagli amministratori:

“Riteniamo discutibile la scelta del sindaco Andrea Rossi di organizzare una riunione soltanto con i genitori dei bambini, al posto di una riunione pubblica con tutti i cittadini. La situazione doveva essere gestita assieme alla cittadinanza di Montepulciano, magari con una riunione ai Macelli, si tratta di un problema che interessa tutti. Ho provato ad assistere alla riunione ma sono stato scortesemente mandato fuori: politicamente parlando, è una scelta sbagliata, perchè gli asili nido e i servizi sociali sono un argomento che interessa tutti. Non ci opponiamo per questioni di retorica politica, le elezioni ci saranno tra cinque anni: la nostra è una battaglia per la politica, intesa come bene di tutti.”

Un ulteriore incontro con le famiglie è programmato per il prossimo mercoledì, in cui gli amministratori sperano di riuscire a trovare un accordo conclusivo alla vicenda, coinvolgendo sia i dirigenti dell’asilo “Fausto Fumi” che i genitori dei bambini iscritti all’asilo “L’Uccellino Azzurro”.

3 commenti su Asilo nido di Montepulciano, tutti gli aggiornamenti

Type on the field below and hit Enter/Return to search