La Valdichiana

La Valdichiana

Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: europa

Chianini nel mondo: la storia di Marta Scali tra Norvegia, Monaco e Olanda

Olanda, Novembre 2018. Fare le valigie e partire per un Paese con storia, cultura, usanze e costumi diversi dalle nostre, è una scelta di grande coraggio e un’esperienza di vita…

Olanda, Novembre 2018.

Fare le valigie e partire per un Paese con storia, cultura, usanze e costumi diversi dalle nostre, è una scelta di grande coraggio e un’esperienza di vita molto affascinante. Uscire dalla propria ‘zona di conforto’  per essere un ‘cittadino del mondo’, però, non è mai una scelta semplice, e chi ha il coraggio di farla, difficilmente se ne pente, indipendentemente che si tratti di un’esperienza bella o brutta, perché quello che è stato vissuto farà sempre parte di noi.

“Quando si fa un’esperienza all’estero, si ha la possibilità di conoscere persone che non dimenticheremo mai: ci sono quelle con cui si passa più tempo e che diventano parte del tua vita quotidiana, quelle che diventano la tua ‘famiglia’ quando la tua ‘vera famiglia’ è lontana chilometri e chilometri da te, e infine ci sono quelle persone che ti fanno crescere e che ti insegnano nuove cose, un po’ come dei fratelli o sorelle maggiori”.

Ti manca l’Italia?

“Se mi manca l’Italia?. Beh, un po’ sì, ma poi quando torno e rimango lì per più di una settimana inizia a mancarmi la mia casa…che in questo momento è l’Olanda. Casa è dove trovi le persone che ti fanno stare bene, dove riesci ad esprimere al meglio te stesso e ti senti fortunato a fare quello che più ti piace fare”.

Questo racconto di vita ci arriva in redazione direttamente dall’Olanda, Paese europeo, in cui Marta Scali ha trovato, da quattro anni a questa parte, la sua casa, dopo aver abitato in Norvegia e a Monaco di Baviera. Marta è partita con la sua valigia pieni di sogni e di speranze da Trequanda.

Chi è Marta Scali?

“Sono cresciuta in una grande e unica famiglia. Ho frequentato le scuole elementari e medie del paese e il Liceo Scientifico a Montepulciano. E poi una nuova scelta. Mi sono trasferita a Pisa per frequentare Ingegneria Biomedica all’Università degli Studi di Pisa, un nuovo indirizzo nella Facoltà di Ingegneria dove la tecnologia incontra la medicina. Dopo la mia Laurea breve ho continuato a studiare per la Laurea Magistrale. È stato un lungo cammino ma allo stesso tempo stimolante. Alla fine del quinto anno grazie alla borsa di studio Erasmus Placement ho avuto la possibilità di vivere in un’altra nazione a mia scelta per 6 mesi per lavorare al mio progetto di tesi Magistrale. La mia scelta della Nazione non è stata molto scontata. Ho scelto di partire per la Norvegia, in specifico Trondheim”

Di solito chi parte per fare la prima esperienza all’estero sceglie Paesi a noi ‘amici’ come la Germania, la Francia o l’Inghilterra, tu perché hai scelto proprio la Norvegia?

“Fin da piccola ho visto la Norvegia e i suoi fiordi come un posto irraggiungibile e non mi sarei mai immaginata di vivere là un giorno. Invece in un freddo gennaio del 2012 ho preso le mie valige cariche di golf, scarponi, sciarpe e cappelli e sono partita. Il primo impatto è stato migliore di quanto pensassi. I miei primi mesi sono stati caratterizzati da neve, ghiaccio, aurore boreali e tanto calore da parte di ogni persona che incontravo. Il mio inglese non era dei migliori quando sono arrivata, avevo il livello che tutti gli italiani mai usciti dall’Italia hanno, riuscivo a capire abbastanza bene quello che mi dicevano ma le mie risposte erano sempre molto limitate. Ho sofferto molto all’inizio perché non riuscivo ad esprimere me stessa al meglio. Nella mia testa avrei volute dire tante cose ma poi di tutto quello che avevo dentro usciva solo una minima parte. Poi una mattina mi sono svegliata e mi ero accorta di aver fatto un sogno in cui tutti parlavano inglese inclusa me. E da lì tutto è cambiato”.

Parlaci del progetto che ti ha portato in Norvegia.

“Il mio progetto di tesi si è svolto al SINTEF Medical Technology dove ho lavorato al design di un nuovo strumento per biopsia durante una procedura di broncoscopia (analisi e diagnosi di problemi ai polmoni). Mi è piaciuto molto lavorare a contatto con i medici interessati a nuove tecnologie e pieni di idee e voglia di miglioramento nelle procedure mediche. Finito il mio progetto in Norvegia sono tornata in Italia per laurearmi e subito dopo ho continuato a lavorare come ricercatrice al SINTEF Medical Technology  con un progetto di ricerca europeo Marie Curie. Questo progetto è durato per 8 mesi dopo di che sono tornata in Italia”.

Finita questa esperienza sei tornata in Italia, ma dopo poco tempo hai deciso di ripartire. Cos’è che ti ha fatto decidere di ripartire di nuovo?

“Mi sono trovata ad un bivio in cui non sapevo bene cosa fare, andare a lavorare in un’azienda o continuare nel mondo accademico. Ho iniziato a mandare cv in Italia ma non ho ricevuto molte risposte ed entusiasmo. Ho contattato università all’estero, inclusa l’Australia, ma nel frattempo ho ricevuto un’offerta di un dottorato a Monaco di Baviera e ho deciso di accettarlo. E sono ripartita. Valige in mano mi sono trasferita a Monaco di Baviera con un’altra lingua da imparare. In Germania parlare il tedesco è molto importante per il processo di integrazione. Mi sono trovata a condividere le mie esperienze lavorative e non con un gruppo alquanto internazionale, Iran, Spagna, Cina, Repubblica Ceca, Francia, Turchia, India, Messico…Quando ti ritrovi circondato da tutte queste nazionalità e culture diverse in un certo senso è un po’ come viaggiare senza spostarsi fisicamente. E poi capita che in un attimo sei invitato ad un matrimonio in Colombia e il giorno dopo sei a mangiare tapas a Madrid”.

E quella di Monaco di Baviera, che esperienza è stata?

“Purtroppo il tipo di dottorato e l’ambiente di lavoro non mi convincevano e non riuscivo a vedere niente di positivo nel rimanere nella mia condizione, l’unico motivo sarebbe stato quello di restare per le persone che avevo conosciuto al di fuori, persone veramente uniche che mi hanno aiutato in un momento difficile mi sentivo persa e senza una soluzione. Poi ho visto una nuova opportunità per un dottorato in Olanda con il gruppo di Minimally invasive Instrument all’Università Tecnologica di Delft e ho deciso di fare domanda. Sono stata presa per questo lavoro e ho lasciato il mio dottorato a Monaco di Baviera per iniziarne uno nuovo in Olanda. Ed è qui che mi trovo dal 2015. Lavoro nel Dipartimento di Biomechanical Engineering, nel Bio-inspired technology group. Nel nostro gruppo ci guardiamo intorno e prendiamo inspirazione dal mondo animale e vegetale per sviluppare nuovi strumenti medici per chirurgia minimamente invasive”.

Parlami meglio di questo progetto.

“Nel mio progetto, lavoriamo allo sviluppo di nuovi aghi, con diametro inferiori ad 1 mm, che possono curvare e penetrare all’interno del corpo per, per esempio, prendere un campione di tessuto o iniettare liquidi. L’inspirazione del mio progetto è arrivata da l’ovipositor di una vespa parassita. L’ovipositor è delle dimensioni di un capello umano (o anche più piccolo) che la vespa può inserire all’interno di un frutto o tronco di albero utilizzando un semplice meccanismo. Ora sono al quarto anno di dottorato e a Marzo 2019 anche questa avventura finirà. Al momento sto cercando attivamente un nuovo lavoro al di fuori dell’Accademia”

Al di là dei limitazioni linguistiche, come sono state con te le persone che hai conosciuto o incontrato durante queste esperienze?

“In Italia sappiamo che le persone del Nord Europa sono ‘fredde’, ma quello che noi non riusciamo a capire è che quello che per noi è ‘freddezza’ per loro è puro ‘rispetto dell’altro’, il nostro ‘vivi e lascia vivere’. Ed è proprio vero, io non mi sono mai sentita così libera di essere quello che voglio essere come adesso.  Il mio carattere è cambiato, è maturato grazie alle esperienze di vita in Paesi diversi che mi hanno fatto conoscere e comprendere che non esiste un solo modo di vedere le cose e che non si finisce mai di imparare. Nel mio primo anno fuori dall’Italia ho scoperto e imparato così tanto di me stessa e del mondo, che una volta tornata a casa, 6 mesi mi sono sembrati anni”.

Marta in Olanda ha trovato anche l’amore e del suo fidanzato parla così:

“Mi fa strano pensare che sono fidanzata con un ragazzo non italiano. Quello che ci rende forti è che ci complementiamo, un po’ come le nostre due culture. Anche se siamo cresciuti in modi differenti riusciamo a capirci e ad amarci per quello che siamo. In più il caso ha voluto che trovassi un ragazzo olandese che parla italiano! Mi ricordo ancora quando pensavo che la mia vita da grande sarebbe stata lavoro, casa e famiglia nei confini della Valdichiana. Direi che i miei piani sono cambiati un pochino. Questo mi fa sorridere, perché chissà dove sarò e cosa farò tra qui a 5 anni? Non nego che una parte di me dice che la mia vita prima o poi mi riporterà in Italia, ma al momento mi godo questa sensazione di libertà,  voglia di conoscere e scoprire il mondo perché come si dice ‘Non si finisce mai di imparare!’”

Hai detto che casa è ‘dove trovi le persone che ti fanno stare bene’, però dì la verità, c’è qualcosa che ti manca dell’Italia?

“Mi mancano le nostre colline e i nostri tramonti mozzafiato. Questo perchè sono 4 anni che vivo in Olanda, una nazione prevalentemente piatta. Mi manca il cibo, come penso un po’ a tutti gli italiani che vivono all’estero e soprattutto mi manca una bel piatto di tagliata e di pici al sugo! Mi manca l’estate Italiana con gli aperitivi, le serate passate semplicemente a parlare in piazza con le persone del paese, alzare gli occhi al cielo e vedere le stelle o meglio ancora le stelle cadenti.”

Ma a Marta, la cosa che le manca di più della sua Toscana, e che forse non ha mai veramente apprezzato ma che l’Olanda le ha fatto riscoprire, sono le semplici battute che si scambiano quando si incontra per strada qualcuno che si conosce, un amico, un conoscente o un semplice passante:

“C’è una cosa, in particolare, che mi fa sorridere e mi rende sempre un po’ nostalgica: quando incontro una nuova persona e mi presento mi viene sempre chiesto “Da dove vieni?” e appena rispondo “Italia” gli occhi di quella persona cambiano immediatamente espressione e mi sento dire “Wow, che bello! Italia da dove?”“Toscana” – “Oh, che posti meravigliosi. Sono geloso/a, e perché hai deciso di lasciare l’Italia?”. E da qui rinizia la mia storia”.

Marta, nonostante essere ‘cittadina del mondo’, è e rimarrà sempre italiana e sicuramente, questa esperienza le sarà servità per aprire un pò di più gli occhi e la mente, consegnandole gli strumenti per non giudicare senza prima conoscere. E questo le è stato possibile grazie alle diverse e differenti culture, da quella norvegese e a quella olandese, con cui è entrata in contatto, quelle culture che adesso Marta riconosce come ‘casa’.

Nessun commento su Chianini nel mondo: la storia di Marta Scali tra Norvegia, Monaco e Olanda

15 Settembre, giornata mondiale della democrazia

#DemocracyDay Oggi, 15 settembre 2014, si celebra per la settima volta la Giornata Mondiale della Democrazia, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’8 novembre 2007. Lo scopo di questa giornata…

#DemocracyDay

Oggi, 15 settembre 2014, si celebra per la settima volta la Giornata Mondiale della Democrazia, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’8 novembre 2007.

Lo scopo di questa giornata è quello di dare un’opportunità a tutti gli Stati membri dell’ONU di riflettere sullo stato della democrazia nel mondo, essendo questa uno dei valori fondanti delle Nazioni Unite. La democrazia garantisce la libertà di espressione di ciascun individuo, ed è un requisito indispensabile per ogni governo al fine di tutelare i diritti fondamentali dell’uomo e il rispetto della dignità umana. La difesa di questo valore ha portato negli anni alla definizione degli Obiettivi del Millennio.

International Day of Democracy logo

Il tema di quest’anno è ““Engaging Young People on Democracy” (coinvolgere i giovani nella democrazia). I giovani tra i 15 e i 25 anni rappresentano un quinto della popolazione mondiale, eppure le statistiche riportano un costante calo nella fiducia che questa fascia d’età prova nei confronti della politica e del sistema democratico. Tuttavia, i movimenti giovanili sono in crescita nei paesi dove il sistema sembra più fragile, e hanno connotati di forte innovazione e coinvolgimento grazie all’uso di strumenti di comunicazione potenti quali la rete e i social network. Questo modo non convenzionale di fare propaganda si sta rivelando inarrestabile, e si potrebbe rivelare il sistema perfetto per ribaltare gli equilibri e ristorare l’interesse e la partecipazione dei giovani nei processi democratici.

È dunque fondamentale non smettere mai di sottolineare il ruolo cruciale della democrazia, perchè essa è un elemento cruciale nella definizione del futuro delle nostre società, un tracciato che può determinare il percorso di sviluppo del mondo intero. Per questo oggi, in oltre 90 Paesi in tutto il mondo, verranno organizzate discussioni, convegni ed eventi per ricordare ai giovani di tutto il mondo che loro possono fare la differenza, che loro sono ciò che può spostare l’ago della bilancia; per ricordare ai leader politici che è loro preciso dovere coinvolgere, e non isolare, le menti più fresche e innovative.

Nel 1985, i Paesi che potevano dirsi democratici erano circa 60. I progressi che sono stati fatti sono molti, ma sono ancora tantissimi gli Stati che nel mondo ancora affrontano gravi dissesti sociali, a causa di un sistema di governo che non tutela i diritti di ciascun cittadino.

  “Per prendere il controllo sul proprio destino e tradurre i vostri sogni in un futuro migliore per tutti. Per contribuire a costruire società democratiche più forti e migliori. Per lavorare insieme, e diventare artefici di un futuro che non lascia nessuno indietro. Per aiutare a indirizzare il nostro mondo verso un futuro migliore”

Segretario Generale Ban Ki-moon

#DemocracyDay

Nessun commento su 15 Settembre, giornata mondiale della democrazia

“Per cambiare verso all’Europa servono riforme”. Intervista a Simona Bonafè

“Il cambiamento in Europa va di pari passo con le riforme che l’Italia deve, e dobbiamo, fare. Non possiamo permetterci di fare come coloro che rimangono immobili o difendono le caste!”….

“Il cambiamento in Europa va di pari passo con le riforme che l’Italia deve, e dobbiamo, fare. Non possiamo permetterci di fare come coloro che rimangono immobili o difendono le caste!”.

Sinoma Bonafè è ferma su questo punto, per migliorare l’Italia e il peso del nostro Paese in Europa servono le riforme. Il PD ha sempre sostenuto di voler cambiare verso all’Europa, ma questo è possibile solo mettendo in condizione il nostro Paese di essere più efficiente sia dal punto di vista istituzionale sia a livello economico, e in questo settore deve dimostrare di essere competitivo e di dare un’offerta al quel 70% di domanda di Italia che chiede tutto il mondo.

La Valdichiana ha incontrato Simona Bonafè per capire in quale direzione stiamo andando, se le riforme attuate dal Governo saranno sufficienti per cambiare verso al nostro Paese e all’Europa e come si può fare per incrementare l’identità europea degli italiani.

Le riforme che il Parlamento italiano sta cercando di attuare sono sufficienti per cambiare il peso dell’Italia in Europa?

“Noi, come Partito Democratico, ci siamo presentati in campagna elettorale per le europee dicendo che avremmo voluto cambiare verso all’Europa, perché l’Europa così com’è non ci piace. È chiaro che per essere credibili possiamo riuscire a cambiare l’Europa solo se siamo in grado di cambiare il nostro Paese. Il governo Renzi ha messo in campo un pacchetto di riforme molto ambizioso ma anche molto importante, che da un lato mira a rendere più moderno il nostro sistema istituzionale e più competitivo il nostro sistema economico, e dall’altro far acquistare all’Italia una maggiore credibilità e un maggior peso in Europa”.

Noi parliamo di Europa sempre sotto l’aspetto economico, ma nella pratica, quali sono gli strumenti che dovrebbero essere usati per migliorare l’identità europea. Cioè, come dobbiamo fare per sentirsi più europei che italiani?

“Bella domanda! – ride Simona – Io penso che la sfida che abbiamo davanti, oggi, è proprio quella di costruire l’Europa dei cittadini. Abbiamo costruito l’Europa economica, quella finanziaria dei banchieri e da oggi dobbiamo fare uno scatto diverso. Non possiamo pensare di mandare i ragazzi a studiare all’estero, fare l’Erasmus, che rappresenta ormai uno dei veicoli attraverso i quali si costruisce l’identità europea e poi dopo, questi stessi ragazzi non hanno opportunità di lavoro, di crescita e occupazione proprio in quel territorio che gli ha permesso di studiare.

L’Europa ha oggi 27milioni di disoccupati, un dato troppo alto. Ecco, l’identità europea si crea uscendo da questa politica dell’austerity che ha prodotto sostanzialmente crisi e disaffezione nei confronti dell’Europa stessa, e puntando di più sulla crescita. Cosa significa in soldoni? Significa fare come hanno fatto gli altri paesi, come gli Stati Uniti ad esempio, fare una bella politica di investimenti. Juncker, in questo senso, ha fatto un investimento specifico, che è quello di presentare un piano di 300miliardi di euro nei prossimi anni, ed io penso che sia da lì che noi dobbiamo costruire l’Europa del futuro. Ci deve essere un spazio di opportunità per tutti, perché se rimane solo un grande mercato, può anche servire, ma perde la sua funzione storica e la sua missione”.

Quindi per Simona Bonafè è utile e importante rivedere la politica dell’austerity, che in qualche modo sta rallentando l’Europa, e fare maggiori investimenti per aprire delle opportunità per tutti, rimettendo in moto il mercato globale.

Tre parole chiave per far cambiare verso a questa Europa.

Più lavoro! L’Europa deve dimostrare di essere solida, perché noi crediamo che il Patto di Stabilità è un patto che i Governi hanno firmato e che vada rispettato e non disatteso. L’altra parola chiave è solidarietà e qui ci metto dentro una politica dell’immigrazione che abbia un occhio verso chi fa i viaggi della speranza e spesso ci rimette la vita. In ultimo istruzione e formazione, perché penso che l’Europa del futuro la dobbiamo costruire e dobbiamo creare le condizioni perché Essa torni a investire in formazione, perché è da lì che passa lo sviluppo economico di ogni Paese e quindi anche dell’Italia”.

L’Italia non deve farsi dettare le regole dagli altri Paesi, deve essere Lei stessa a far cambiare verso all’Europa con le sue riforme, quei cambiamenti interni, utili, urgenti e necessari. Che guardino tra tutto anche ai giovani, costantemente ostacolati da iter burocratici lunghissimi, qualora decidano di investire in Italia, costantemente messi alla prova per far vedere le loro capacità e continuamente discriminati perché visti come una minaccia a quella casta sempre protetta e tutelata e che rende l’Italia immobile e vecchia.

E quindi ben venga l’investimento sul lavoro, sulla formazione e sull’istruzione, ma deve esistere anche una condivisione del sapere da parte di chi nel mondo del lavoro c’è già da tanto tempo ma pecca di innovazione, e da parte di chi, invece, aggiornato lo è, ma pecca di esperienza.

L’incontro con l’europarlamentare Simona Bonafè è avvenuto alla Festa del Pd di Torrita di Siena.

Nessun commento su “Per cambiare verso all’Europa servono riforme”. Intervista a Simona Bonafè

Epo: candidature aperte per l’Oscar al miglior inventore europeo 2015

Sono aperte dal 25 luglio le candidature per l’Oscar per il miglior inventore europeo promosse dall’Ufficio europeo per i brevetti di Monaco (Epo). Cinque le categorie per cui concorrere, tra cui…

Sono aperte dal 25 luglio le candidature per l’Oscar per il miglior inventore europeo promosse dall’Ufficio europeo per i brevetti di Monaco (Epo). Cinque le categorie per cui concorrere, tra cui pmi, industria e ricerca. Le altre riguardano il premio alla carriera e un riconoscimento per i paesi non-europei. La premiazione si terrà a Parigi l’11 giugno 2015.

L’iniziativa, lanciata nel 2006, intende premiare chi, con le sue invenzioni, fornisce un «contributo reale al progresso sociale e tecnologico e alla crescita economica in Europa». Il processo di selezione delle candidature verrà compiuto sia dagli esperti dell’Epo, che valutano piuttosto gli aspetti tecnico-legali, che su una selezione finale da parte di una giuria internazionale, che valuta invece gli aspetti socio-economici.

Una shortlist di 15 inventori verrà presentata nelle cinque categorie, e i vincitori resi noti alla cerimonia finale di Parigi. «Le innovazioni sono chiave per l’Europa, per assicurare un futuro economico di crescita e prosperità», ha commentato il presidente dell’Epo Benoit Battistelli, sottolineando che lo ‘European Inventor Award’ è il “tributo” che l’Ufficio europeo dei brevetti fa a chi rende possibile «quello che generalmente chiamiamo progresso».

Nessun commento su Epo: candidature aperte per l’Oscar al miglior inventore europeo 2015

Simona Bonafè (PD) a Torrita: “Vogliamo cambiare anche l’Europa”

“Noi vogliamo cambiare anche l’Europa”: la parlamentare europea del Pd Simona Bonafè alla chiusura della Festa dell’Unità a Torrita Una serata con la parlamentare europea del Partito democratico, Simona Bonafè….

“Noi vogliamo cambiare anche l’Europa”: la parlamentare europea del Pd Simona Bonafè alla chiusura della Festa dell’Unità a Torrita

Una serata con la parlamentare europea del Partito democratico, Simona Bonafè. Centinaia di persone non si sono volute perdere la serata conclusiva della Festa dell’Unità di Torrita di Siena, domenica 27 luglio, con l’ospite d’onore Bonafè che è stata anche protagonista di un dibattito tra attualità, obiettivi, speranze e sogni per il futuro. Tra attualità italiana e ultime notizie e commenti su quanto avviene in Europa, dove la Bonafè è parlamentare da sessanta giorni. Al suo fianco il sindaco di Torrita di Siena, Giacomo Grazi, il responsabile enti locali del Pd senese, Juri Bettollini. ed il segretario dell’unione comunale del Pd torritese Alessio Pieri.

Il primo cittadino torritese ha ricordato gli obiettivi raggiunti nei suoi primi sessanta giorni da sindaco e quanto intende fare nel prosieguo della legislatura, mentre Bettollini ha sottolineato l’impegno per il cambiamento impostato anche nel territorio senese.

“Il cambiamento in Europa va di pari passo con le riforme che dobbiamo fare in Italia, non come fanno coloro che rimangono immobili oppure difendono le caste”, ha affermato la Bonafè che ha parlato ai presenti delle novità che vuole introdurre in vari ambiti e settori il governo Renzi. La parlamentare ha poi parlato dell’esigenza di un’Europa diversa, “con minore austerità e più investimenti, proprio come ha fatto il presidente Obama negli Stati Uniti d’America per superare un momento non semplice. Un’Europa dove l’Italia non vada a farsi dettare le regole da altri. Siamo un grande Paese”. E parafrasando il pensiero di Oscar Farinetti ribadisce “Noi italiani non siamo neppure l’1% della popolazione mondiale, ma nel mondo c’è un 70% di domanda di Italia. Dobbiamo saper rispondere a questa richiesta. Noi abbiamo sempre detto che avremmo cambiato verso all’Europa ma non siamo credibili se prima non mettiamo l’Italia in condizione di essere più efficiente istituzionalmente e più competitiva economicamente”. Due passaggi, quindi, che sono legati indissolubilmente tra loro: Italia ed Europa insieme. “In Europa si decidono sempre più cose che riguardano il nostro Paese, così come per tutti gli altri Stati dell’Unione”, ha detto ancora la Bonafè.

bonafè graziMolti gli applausi per la parlamentare europea del Pd che alle scorse elezioni europee ha fatto incetta di voti anche nel territorio senese. “E lei non si è dimenticata di questa zona ed è tornata qui appena due mesi dopo le elezioni”, ha commentato Juri Bettollini. La serata si è chiusa con più di una fotografia scattata insieme ai volontari e alle volontarie della Festa, che hanno salutato calorosamente la parlamentare europea; poi un saluto nelle cucine e anche un ballo insieme al primo cittadino, Giacomo Grazi.

1 commento su Simona Bonafè (PD) a Torrita: “Vogliamo cambiare anche l’Europa”

CASAGGì Valdichiana pro Palestina: azione dei militanti

Tra martedì e mercoledì notte alcuni militanti di CASAGGì Valdichiana hanno fatto un’azione dimostrativa pro Palestina. Nel comunicato dei giovani della Comunità di destra identitaria si legge che: “Abbiamo affisso…

Tra martedì e mercoledì notte alcuni militanti di CASAGGì Valdichiana hanno fatto un’azione dimostrativa pro Palestina. Nel comunicato dei giovani della Comunità di destra identitaria si legge che:

“Abbiamo affisso una grande bandiera palestinese a Montepulciano assieme ad uno striscione con su scritto “PALESTINA LIBERA!” ed alcune bombe di cartone raffiguranti la bandiera di Israele. Un’azione volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’eccidio del popolo palestinese, che si trova nuovamente sotto i bombardamenti degli israeliani.

L’escalation di queste settimane è soltanto l’ultima di una lunga serie di eventi bellici che vedono contrapposto un popolo che lotta per la propria terra e per il diritto di autodeterminarsi ed una nazione tra le più ricche e meglio armate della Terra,che tenta di appagare le proprie mire espansionistiche con le bombe. Fa specie vedere come tutti i media allineati al pensiero unico parteggino apertamente per Israele. Quotidianamente vengono mandati in onda servizi TV e reportage che tentano costantemente di ribaltare la realtà, trasformando i palestinesi da vittime in pericolosi terroristi. Costoro combattono con armi antiquate contro un esercito che con l’ausilio di droni rade al suolo in poche ore complessi civili, spiagge e centri abitati,facendo una continua strage di innocenti.

In questa situazione la nostra posizione non può che essere al fianco del popolo palestinese! Vogliamo che la Comunità Internazionale, la cui maggioranza è attualmente schierata con gli israeliani, si adoperi per bloccare i bombardamenti su Gaza e si faccia promotrice di sanzioni contro coloro che stanno uccidendo civili inermi,incuranti di qualsiasi principio di tutela dei diritti dell’uomo”.

Nessun commento su CASAGGì Valdichiana pro Palestina: azione dei militanti

Twitteratura: Siena si racconta con l’hashtag #2019SI

Un brano, un dipinto, un’opera letta e riscritta per raccontare Siena su Twitter ed è subito Twitteratura, il gioco ideato dall’Associazione Culturale Twitteratura che con l’hashtag #2019SI diventa un vero…

Un brano, un dipinto, un’opera letta e riscritta per raccontare Siena su Twitter ed è subito Twitteratura, il gioco ideato dall’Associazione Culturale Twitteratura che con l’hashtag #2019SI diventa un vero e proprio laboratorio urbano del racconto.

Fino al prossimo 18 luglio, si può partecipare usando appunto l’hashtag #2019SI che Siena dedica alla sua candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019. I protagonisti sono i cittadini senesi, i turisti e tutti le persone presenti sul social. Ognuno può partecipare al gioco con il proprio account Twitter oppure adottando e interpretando un personaggio della storia di Siena. Il tutto interagendo con la comunità del social. E’ così che sono nati gli account di alcuni senesi e toscani famosi – da Federigo Tozzi a Mario Luzi, da Ambrogio Lorenzetti a Simone Martini, da Santa Caterina a Luciano Bianciardi – mentre altri prenderanno vita nei prossimi giorni.

twitteratura sienaGiocare è semplice. Ogni giorno su twletteratura.org viene pubblicato un breve testo che il giocatore può commentare su Twitter con l’hashtag #2019SI, confrontandosi con gli altri utenti. Inoltre grazie a Tweetbook si possono collezionare i tweet migliori e condividerli con la comunità.

Il laboratorio senese, guidato da Michela Eremita, propone un vero e proprio calendario di lettura e riscrittura consultabile su twletteratura.org. Quotidianamente appare il racconto o il commento di un brano o un dipinto di un autore, con l’invito agli utenti di Twitter di unirsi ai senesi per raccontare l’Italia e la sua vocazione europea, nel corso del semestre italiano di presidenza della Comunità Europea.

Su twitteratura.org si trovano tutte le informazioni e registrandosi sul sito si riceve la newsletter con gli aggiornamenti sullo sviluppo del gioco. Per creare un proprio personaggio è necessario scrivere a info@twletteratura.org indicando i tweetbook realizzati con l’hashtag #2019SI.

Inoltre, i luoghi citati nei testi con #2019SI saranno mappati grazie all’app di Litteratour e ricondivisi sul web per mostrare possibili itinerari letterari a Siena. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.2019si.eu

1 commento su Twitteratura: Siena si racconta con l’hashtag #2019SI

Bar della Chiana – Coppa dei Campioni

Bentornati al Bar della Chiana, che dopo esse riuscito a sopravvive alla fine della serie A, ancora un gliè passa la voglia di guardà ‘sti bischeri che si danno i…

Bentornati al Bar della Chiana, che dopo esse riuscito a sopravvive alla fine della serie A, ancora un gliè passa la voglia di guardà ‘sti bischeri che si danno i chiocchi nei campini. Che tanto so’ pieni di soldi pe’ ride! E allora dopo avè visto pe’ tutto l’anno quelli che boticavano e smusavano, tra Juventus, Roma, Fiorentina e quell’altri, che fai un la guardi anche la finale di Coppa dei Campioni?

E infatti c’è tocco guardà anche quella, ma mica perchè s’aveva voglia noi, solo che ci doveva essere il liscio ma è piovuto e un gliè riuscito a montà la su’ roba. E poi co’sta guazza se sguilli mentre balli sentirai che tonfi! Alora via, tutti dentro al baretto a rigurdà ‘sti chiappamigole che si danno nel muso pe’ chiappà sta coppa!

S’è comincio con un par di grappini e s’è messo a posto la televisione, a giocà pe’sta coppa dei campioni d’Europa ci so’ du’ squadre che vengono da Madrid,  ‘sti spagnoli un c’è verso di mandalli a casa, prima di rivedecci n’italiana si fa in tempo a piglià la pensione!

Real Madrid – Atletico Madrid 4-1

Appena l’arbitro ha fischio hanno comincio subito a chioccassi, un si so’ mica risentiti di niente! C’era l’Atletico che stava chiuso in difesa e il Real che cercava di dagli dalle fiancate, sembrava d’esse alle corse dei ciuchi. C’era quel bel citto di Cristiano Ronaldo che voleva saltalli tutti, anche quand’è finito il campo ha continuo a trottà fino al parcheggio, ma un gli riusciva a chiappà la porta. Poi c’ha penso quel ceppo di Casillas a fà du’ salti fori dalla porta, manco c’avesse il palletico, Godin è stato guitto a piglialla di testa e a buttalla in rete! E allora a quelli del Real Madrid gliè preso il cacaccio e un so’ stati più boni a fà niente.

Nell’intervallo c’ha penso Carlo Ancelotti a fagli ‘na canata, gl’ha dato un par di ceffoni e l’ha rimandi in campo. Allora hanno comincio tutti a corre per bene, perchè se un vincevano gli toccava d’andà a zappà i campi pe’ na settimana, e un c’avevano punta voglia. Quelli dell’Atletico n’altro pochino ci portavano anche l’apine davanti alla porta pe’chiudella, ma proprio all’ultimo minuto o unn’ha pareggio Sergio Ramos! Il poro Simeone ha tiro un par di madonne che si so’ sentite anche in Giappone, altro che coppa dei campioni d’Europa.

Allora so’ cominci i tempi supplementari, e già qualcuno ha comincio a sentissi male da quanto s’era sfatico a corre. Ha segno il vantaggio Bale, che poi ha bercio come ‘na buricca da quanti soldi c’ha chiappo (senza lilleri un si lallera). Quelli dell’Atletico parini ormai un ci capivano più niente e un gli riusciva manco a fà du metri da quant’erano stracchi, a forza di parassi dai bussi s’erano stracannati troppo! Nel finale ha segno anche Marcelo che ancora un s’è taglio quei capelli, ma un si vergogna? E poi anche un rigore di Cristiano Ronaldo, che doveva fassi vedè pe’ le su’ citte, un sia mai che lo malcipiano!

E insomma alla fine ha rivinto il Real Madrid che s’è chiappo la decima coppa dei campioni, Ancelotti l’hanno travento in aria e si so’ messi  a beve pe’tutta la sera. Anche quelli dell’Atletico Madrid gliè tocco beve pe’dimenticassi i chiocchi che hanno preso. E noi uguale, tanto che ci s’era, un ci s’ha mica paura di beve!

Ovvia è finita anche questa, ora basta, pe’un pochino si vole solo sentì parlà di bocce. E poi più che la coppa si vole ma il presciutto, che è più bono!

Nessun commento su Bar della Chiana – Coppa dei Campioni

Lo Stato dell’Arte: intervista a Sonia Mazzini

“Un festival europeo, che vuol rimanere popolare” intervista a Sonia Mazzini, Presidente della Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano. “Non abbiamo paura di portare l’educazione musicale negli asili nido o…

“Un festival europeo, che vuol rimanere popolare” intervista a Sonia Mazzini, Presidente della Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.

“Non abbiamo paura di portare l’educazione musicale negli asili nido o tra i banchi del mercato. Bisogna allenarsi costantemente alla cultura, è come andare in bici”.

Parlare di Cantiere Internazionale d’Arte obbliga partire dal manifesto di Henze, dove si teorizzava un’officina per giovani artisti, una contaminazione con il pubblico e una ricerca di nuove forme artistiche. Dove, soprattutto, non si viene pagati ma agli artisti deve bastare vitto e alloggio, naturalmente con la buona cucina toscana. E’ difficile rimanere fedeli a quel manifesto semplice e rivoluzionario?

La fedeltà al manifesto di Henze non è una scelta romantica, ma una necessità inderogabile. Essere all’altezza di una personalità come quella di Hans Werner Henze, tra i più gradi compositori e divulgatori culturali del Novecento, è un’incombenza che richiede impegno e dedizione: pur nei nostri limiti siamo fieri di perseguire la costruzione di una manifestazione come il Cantiere che non è un festival commerciale, ma un evento di animazione sociale dove gli artisti lavorano senza percepire compensi, in cambio soltanto di un’esperienza culturale e formativa. A Montepulciano, diceva Henze, siamo tutti insegnanti e al tempo stesso studenti.

Il successo del Cantiere è sotto gli occhi di tutti. Nella varietà degli spettacoli, nelle collaborazioni, come ci si perfeziona dopo trentanove anni?

Cerchiamo di essere aperti a qualsiasi collaborazione locale, nazionale ed internazionale che migliori le nostre competenze e la nostre sensibilità. Siamo convinti che solo dal confronto scaturisca il miglioramento: per questo collaboriamo con realtà culturali prestigiose come il Royal Northern College of Music di Manchester, con istituzioni ministeriali, regionali ed europee e con numerosi soggetti locali. Il perfezionamento però si ottiene anche promuovendo la didattica musicale, così da formare nuove generazioni sensibili e aperte ai diversi linguaggi culturali.

Sonia MazziniCantiere è un’istituzione sulla quale punta molto il Comune di Montepulciano e l’intera area Valdichiana. Quanto è cresciuta la rete di collaborazioni?

Siamo arrivati a gestire un Istituto di Musica e la stagione del Teatro Poliziano, così come abbiamo ampliato le nostre attività sul territorio. Sulla didattica musicale, ad esempio, siamo molto attivi a Cetona e Sarteano, dove abbiamo aperto sedi distaccate della nostra scuola musicale. In questi Comuni, così come a Pienza e a Torrita di Siena, portiamo avanti da anni i progetti di propedeutica musicale nelle scuole. Sempre a Torrita di Siena abbiamo organizzato le ultime due edizioni del Concorso Internazionale di canto lirico “Giulio Neri”, lanciando la competizione sul panorama nazionale. Abbiamo addirittura un corso di organo a Gioiella, in territorio umbro.

 

Qualche anticipazione per la prossima edizione?

Il prossimo ottobre ospiteremo l’Orchestra giovanile di Zurigo per una tournée che stiamo organizzando in diverse città toscane. E il prossimo 39° Cantiere Internazionale d’Arte, oltre ai consueti appuntamenti diffusi su tutti i Comuni aderenti alla Fondazione Cantiere, prevede uno spettacolo di teatro musicale itinerante che si muoverà su diverse piazza del territorio. Vorremmo allargare ulteriormente questa rete di cooperazione e siamo quindi disponibili a qualsiasi proposta che valorizzi la produzione culturale della Valdichiana, a partire dai i teatri dell’area.

Un territorio come il nostro senza cultura sarebbe quasi esclusivamente paesaggio e storia. Che non è poco, per fortuna, ma non sarebbe abbastanza. Produrre cultura evita di tenderci pura periferia, ci mantiene vivi e in salute, concorda?

La produzione culturale, in tutte le sue declinazioni, è l’unità di misura per la salute di una società. Siamo talmente convinti di questo che lavoriamo alacremente, ogni giorno, per animare la creatività locale, nazionale ed internazionale. Chi produce cultura ne diventa anche un consumatore consapevole: siamo quindi fortunati ad essere radicati in un territorio vivace, dove, oltre a noi, ci sono numerose altre realtà: scuole di musica e danza, compagnie teatrali, associazioni culturali di ogni natura. Stiamo forse scoprendo quanto sia bello e salutare essere vitali.

Accennavi ad alcuni progetti musicali nelle scuole primarie, addirittura negli asilo nido. Quanto è importante far crescere i bambini immersi nella musica?

Un bambino che segue i nostri progetti didattici è un bambino che apparentemente suona le claves (i legnetti), ma che in realtà sta imparando la coordinazione motoria, il senso ritmico, la socializzazione del lavoro di gruppo e mille altre virtù scientificamente dimostra dalle ricerche su cui si basano i nostri modelli pedagogici. Per non parlare dei bambini di 6 anni che vanno a scuola con violini e violoncelli: lì serve disciplina, attenzione, sensibilità intellettiva. Bastava vedere i nostri ragazzi che hanno recentemente messo in scena un’operina e un concerto per rendersi conto dei benefici.

Eppure l’Italia, paese di grandi talenti  musicali e tradizione artistica, affida l’insegnamento delle arti e non solo musicale, ad un ruolo di secondo piano, quasi accessorio.  Il ruolo pubblico quale dovrebbe essere?

In un paese come l’Italia, in una regione come la Toscana, conoscere le arti e i linguaggi culturali significa conoscere se stessi, il contesto dove si nasce e si cresce, la predisposizione all’apertura mentale che sarà sempre premiata, anche sul piano professionale. Per questo sarebbe necessario un investimento massiccio di risorse e di innovazione sulla scuola pubblica.

Anche la cultura deve fare sforzo di rendersi popolare?

Sicuramente sì. Noi stiamo provando ad aprire tutte le nostre produzioni ad una fruizione più possibile popolare, anche se non è sempre semplice perché talvolta la crescita culturale richiede uno sforzo che ognuno di noi deve fare. Del resto, se uno fa 5 km in bicicletta dopo un periodo di inattività si sentirà affaticato, ma alla lunga la muscolatura sarà più tonica. Proprio per rafforzare la muscolatura culturale del nostro territorio, noi cerchiamo di aprire concerti gratuite nelle piazze e nelle strade e di mantenere accessibili i prezzi dei biglietti: abbiamo persino portato affermati professionisti internazionali ad esibirsi tra i banchi del mercato di Montepulciano.

Tra poco elezioni europee. Non chiedo certo valutazioni politiche, ma il Cantiere lo scorso anno è stato l’unico festival culturale italiano riconosciuto a livello europeo. Un prestigio importante, un orgoglio per Montepulciano e per un’intera area che crede nel progetto. Dobbiamo forse toglierci qualche pregiudizio in più sull’Europa e imparare a sfruttare le possibilità che può aprire?

Abbiamo compreso l’importanza dell’Unione Europea lavorando al progetto che è stato finanziato nel 2013: siamo testimoni diretti delle risorse economiche, sociali e culturali che può offrire l’Europa, a patto che decidiamo noi cittadini di esserne protagonisti. Siamo stati invitati al Forum europeo della cultura di Bruxelles, stiamo collaborando con Siena2019 – Città candidata a capitale europea della cultura, ci stiamo confrontando con le istituzioni europee perché dobbiamo occupare tutti i possibili spazi di cittadinanza. E perché dobbiamo capire che l’Europa siamo noi.

Nessun commento su Lo Stato dell’Arte: intervista a Sonia Mazzini

Da Montepulciano all’Europa. Il tour di David Sassoli candidato PD alle europee

Il tour elettorale di David Sassoli, candidato Pd per il secondo mandato al parlamento europeo, ha fatto tappa a Montepulciano. Il giornalista fiorentino, in lista nel collegio della terza circoscrizione…

Il tour elettorale di David Sassoli, candidato Pd per il secondo mandato al parlamento europeo, ha fatto tappa a Montepulciano. Il giornalista fiorentino, in lista nel collegio della terza circoscrizione Toscana – Umbria – Marche e Lazio, ha incontrato i suoi elettori nel pomeriggio di sabato scorso durante una tavola rotonda a palazzo del Capitano, in una suggestiva piazza Grande invasa dai turisti. Al suo fianco il Sindaco Andrea Rossi, candidato del Centrosinistra per Montepulciano alle amministrative del prossimo 25 maggio.

Il dibattito si è aperto con un intervento di Stefano Biagiotti, candidato consigliere comunale e membro del Cda della Strada del Vino Nobile di Montepulciano. Ha presentato la Strada e chiesto a Sassoli di sostenere da Bruxelles una associazione che opera dal 1998 nel territorio come modello di collaborazione pubblico-privata per lo sviluppo sostenibile e la promozione turistica di Montepulciano. Ma non solo. Uno degli obbiettivi di Andrea Rossi, sottolineato anche nel programma politico 2014 – 2019, è quello di allargare la sfera di interesse promozionale del territorio anche ai comuni limitrofi che fanno parte dell’Unione dei Comuni della Valdichiana. È proprio il Sindaco a spiegare quella che è da sempre la sua visione e una realtà ormai consolidata negli anni, anche in quelli della crisi: quella di un’economia poliziana sana e vincente rappresentata da turismo, vino e cultura. “Un connubio trainante per il nostro territorio – ha detto – basti pensare che in questi settori sono impegati otre 10.000 addetti tra diretti e indotto”.

L’ultima statisca relativa al turismo nei nove comuni senesi della Valdichiana segna una ragguardevole cifra di presenze con Montepulciano alla testa con 200.000 presenze.

“Per questo sentiamo la necessità – continua Andrea Rossi – di creare un marchio territoriale, la condivisione di un progetto già sperimentato con successo a Montepulciano che deve innescare un processo virtuoso nel territorio della Valdichiana senese. E proprio la Strada del Vino Nobile può e deve diventare il soggetto promotore dotandosi appunto di un marchio territoriale di area”.

Insomma, la Strada dovrà rappresentare un utile strumento per distinguere e differenziare sul mercato locale, un paniere di prodotti, di servizi e di imprese plurisettoriali, ponendosi come garante della qualità e dei caratteri di eccellenza del territorio.

Sassoli raccoglie l’invito e spera, se sarà rieletto, di poter aiutare a far nascere il marchio territoriale della Valdichiana attraverso risorse provenienti da bandi europei. È stato anche molto onesto quando dall’alto della sua esperienza maturata in questi cinque anni di parlamento europeo, ha consigliato agli addetti ai lavori presenti in sala di:

“lavorare da subito ad una idea, una sola, e in due anni arrivare insieme a partecipare ad un bando europeo. Uno sforzo unico del territorio per una idea vincente, legata al turismo, o alla cultura, o all’agricoltura. In questo modo io penso realmente di potervi aiutare perchè ho sempre creduto nelle potenzialità di una determinata area geografica che si riconosce nell’eccezionalità di un processo storico, culturale ed economico rispetto ad ogni singolo comune, città o campanile come dir si voglia”.

Nessun commento su Da Montepulciano all’Europa. Il tour di David Sassoli candidato PD alle europee

Dall’Europa a Po’ Bandino, 218mila euro per la scuola primaria

Dall’Europa a Po’ Bandino: fondi europei per 218mila euro per l’efficientamento energetico della scuola primaria Fondi europei per 218mila euro per finanziare un nuovo investimento, per complessivi 250mila, che l’amministrazione…

Dall’Europa a Po’ Bandino: fondi europei per 218mila euro per l’efficientamento energetico della scuola primaria

Fondi europei per 218mila euro per finanziare un nuovo investimento, per complessivi 250mila, che l’amministrazione comunale di Città della Pieve ha in progetto per l’edificio della scuola primaria di Po’ Bandino. All’interno di una più ampia azione volta ad un diffuso risparmio energetico, il progetto è finalizzato al miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio scolastico, già dotato di solare termico e di impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.

Ulteriore risparmio è garantito con le nuove opere: “cappotto” per l’isolamento termico, montaggio di nuovi infissi con taglio termico e vetrocamera, istallazione di una pompa di calore e di un impianto di ventilazione controllata, montaggio di lampade a led. La pompa di calore aria/acqua sfrutterà l’energia elettrica prodotta con l’impianto fotovoltaico già esistente, anche per il riscaldamento dell’edifico. Aule più confortevoli con un sistema di ventilazione controllata, che aspira aria consumata utilizzandone il calore per riscaldare quella nuova da immettere negli ambienti.

Nessun commento su Dall’Europa a Po’ Bandino, 218mila euro per la scuola primaria

Elezione europee: il PD toscano sceglie i propri candidati

Elezioni europee al centro della direzione regionale del PD della Toscana, oggi a Firenze. Su proposta del segretario Dario Parrini la direzione ha approvato i nomi dei 4 candidati alle…

Elezioni europee al centro della direzione regionale del PD della Toscana, oggi a Firenze. Su proposta del segretario Dario Parrini la direzione ha approvato i nomi dei 4 candidati alle elezioni europee spettanti alla Toscana nella lista del PD del centroitalia (altre 7 candidature spettano al Lazio, 1 all’Umbria, 1 alle Marche più il capolista).

I nomi approvati oggi sono quelli di Annarita Bramerini, assessore regionale, Nicola Danti, consigliere regionale, Leonardo Domenici, eurodeputato uscente. La quarta candidatura è stata messa, come da accordi, a disposizione del Pd nazionale: si tratta di Ilaria Bonaccorsi, romana, storica medievista, editrice, giornalista di “Left”.

Le liste finali saranno approvate il 9 aprile dalla direzione nazionale del PD.

“Nelle candidature il Pd toscano ha rispettato l’impegno preso di esprimere due uomini e due donne, personalità al contempo rappresentative e autorevoli” ha sottolineato il segretario Parrini, secondo cui “queste elezioni possono rappresentare la riscossa dei progressisti, rovesciando gli attuali equilibri politici degli organismi europei con l’obiettivo di far eleggere Martin Schulz alla presidenza della Commissione. La nostra credibilità in Europa dipende da quello che sappiamo fare nei nostri paesi. Per questo sono fiducioso rispetto a quello che si sta muovendo nel nostro, non annunci ma fatti concreti, che possono parlare di noi oltre i nostri confini“.

“Ringrazio il partito e il segretario per avermi candidata.” ha detto Annarita Bramerini ” E’ una sfida importante per battere l’astensionismo e i partiti euroscettici a cui la Toscana dovra’ contribuire per cambiare l’Europa e le politiche dei partiti conservatori che l’hanno guidata in questi ultimi anni. Lavorero’ confrontandomi con i territori come ho fatto in questi anni nel governo regionale perche’, dalle crisi aziendali al patto di stabilita’, la campagna elettorale per le europee metta al centro i problemi ma anche le opportunita’ che interessano la nostra regione” .

“E’ un grande onore tentare questa sfida difficile ma molto importante.” sono queste le parole di Nicola Danti “la sfida del cambiamento deve passare anche dell’Europa. C’è bisogno di far rivivere e dare futuro al sogno europeo che ha fatto sì che oggi siamo una grande comunità di 500 milioni di abitanti. Per farlo serve la politica. Tenteremo in questa campagna elettorale di far capire che la sfida non è ‘meno Europa’ ma ‘più Europa’: un’Europa però diversa da quella che abbiamo conosciuto negli ultimi 10 anni. L’Europa ha bisogno di più Toscana e la Toscana di più Europa”.

“Sono grato a Dario Parrini e al PD toscano di aver riproposto la mia candidatura.” così ha detto Leonardo Domenici “ora dobbiamo affrontare una campagna elettorale non facile, dobbiamo dare un messaggio di cambiamento per questa Europa. Un’Europa che non è la nostra, un’Europa che deve diventare più trasparente, più democratica, più sociale e con una politica più autonoma per riformare i sistemi finanziari. In particolare, per quanto mi riguarda, mi impegnerò partendo dal lavoro fatto finora: dal nuovo regolamento per le agenzie di rating alla riforma del sistema bancario, dalla buona governance in materia fiscale alla tassa sulle transazioni finanziarie. Il successo delle forze progressiste e democratiche deve essere il punto di partenza per un Parlamento europeo che possa davvero modificare le politiche volute dai conservatori che hanno avuto il sopravvento in questi anni”.

Nessun commento su Elezione europee: il PD toscano sceglie i propri candidati

Type on the field below and hit Enter/Return to search