La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: bettolle

Il programma del 7° Frontiera Rock Festival

Il Frontiera Rock Festival è giunto alla sua settima edizione. Quattro giorni di musica, dal 30 aprile al 3 maggio, al Parco Villa Olda di Bettolle, dalle ore 20:00 con…

Il Frontiera Rock Festival è giunto alla sua settima edizione.
Quattro giorni di musica, dal 30 aprile al 3 maggio, al Parco Villa Olda di Bettolle, dalle ore 20:00
con Stand – Pizzeria – Spaghetteria, bar e tanta tanta birra.

INGRESSO GRATUITO

30 Aprile
SUONI DALLA PROVINCIA CHE GRIDA – feat. ROCKFACTORY SIENA

Sognolivido
Tra gli elementi più coinvolgenti del panorama “Siena Rock”, ci sono sicuramente i Sognolivido. Rigorosi scapigliati rock’n’roll, cominciano ad esibirsi nel gennaio 2013, inanellando una serie di riscontri positivi in città e fuori, raggiungendo un posto in finale presso il contest regionale “AlltheRock”. Sorretti da un seguito notevole, raccontano la loro città e le storie che la compongono, secondo i dettami dei sentimenti condivisi nel tempo presente.

Ghost Space
Impatto originalissimo tra rock ed elettronica, i Ghost Space sono l’elemento osmotico della scena musicale senese. I Ghost Space hanno partecipato alla settima edizione del CSA ( Centro Sviluppo Artisti) di Bologna e sono stati selezionati per andare a suonare a Londra durante lo showcase che si è tenuto il 16 ottobre 2014 al “The Bedford”. La band ha vinto Sanremo Rock 2013 e l’edizione 2014 dell’Heart Rock Festival.

1 Maggio
AL VEGLIARDO CHE LOTTA E LAVORA / AL VEGGENTE POETA CHE MUOR – PRIMOMAGGIO2015
#primomaggiovaldichiana

Surfin’ Monkeys
I Surfin’ Monkeys nascono in palestra, durante allenamenti di pugilato (tra un destro ed un montante), decidono di dare pugni anche dal punto di vista musicale. Ne nasce così un gruppo rock dalle note elettriche dure e pronunciate, accompagnate da un cantato stirato ma melodico. Attivi sulla scena live aretina dall’estate 2012, registrano una demo con 9 pezzi in inglese che ha permesso loro di calcare i palchi di Arezzo Wave Love Festival, Mengo Music Fest, Ne Pas Couvrir, Karemaski e molti altri.

Essenza 55
Capolista delle band “nostrane”, è il progetto sarteanese degli Essenza 55. I nostri mescolano strofe rap su basi funk/rock per arrivare a ritornelli rock, la voce rap di Garo (tastiera a tracolla) e zeppo (basso) si mischiano per spaccare piacevolmente i timpani alle prime file del palco. Lo show è ogni volta più ironico e coinvolgente. Uscito da poco il loro secondo lavoro, l’album IL MIO VELENO, 11 brani che hanno già conquistato chi se lo è ascoltato.

Progetto Panico
Tra le band undergound più traboccanti, lanciatissimi dall’onda d’interesse che il pubblico e la critica ha riservato loro, sono i Progetto Panico. Dopo l’esordio dell’EP “Livello o” e il successivo disco autoprodotto “Maciste in Paranoia”, la band spoletina viene notata dal batterista degli Zen Circus, Karim Qqru che insieme a Mattia Cominotto (Meganoidi) produce il secondo disco “Vivere Stanca”, per la Tirreno Dischi/ Superdoggy music. La band sta attualmente devastando i palchi dei principali club e festival italiani, e passa per il Frontiera Rock Festival, per aiutarci ad assecondare i terremoti.

2 Maggio
COMFORTABLY ROUGHNESS – 50 anni (e 50 sfumature) di Garage

BOB
Presentazione ufficiale del progetto BOB in apertura alla serata dedicata ai termini e alle sfumature del Garage Rock; sono tre autorevolissimi musicisti toscani, che in un periodo di pausa dal blasonato progetto progressive rock “Labirinto di Specchi”, orienta la radice più grezza, tenuta in sordina durante le sessions della prima band, in un canale assolutamente energico e devastante.

ZAGREB
Zagreb nasce nel Marzo 2014 tra Treviso e Padova dall’insieme di 4 musici attivi da molti anni nella scena underground locale. In pochi mesi nasce un’idea, si fissa un’attitudine, iniziano le registrazioni in studio del singolo “Ermetico”. Ruvidi e sporchi, riecheggia nel loro crossover tutta la lucidità delle sale prove in cantina, le masse sonore confuse spinte dai diffusori e l’energia rigenerativa del garage più deciso.

The Cannibals
Redentori del garage rock inglese, i Cannibals si sono formati a Londra nel 1976. In piena ondata punk, hanno falcato palchi di tutta Europa e condiviso festival e club con i Cramps, Bo Diddley, Johnny Thunders & the Heartbreakers, Wilco Johnson, The Fuzztones, e tantissimi altri simboli della scena punk – garage britannica. Nel loro nomadismo contemporaneo portano la Storia della musica al Frontiera Rock Festival.

3 Maggio
BLACK MIXTURE

E G O
EGO è un mosaico di storie composte e vissute da un quasi trentenne spalmate su ritmiche old school e condite da melodie soul/pop, senza troppi fronzoli retorici. Già ospite del Frontiera Rock Festival nel 2013, come frontman dei Soul Killa Beatz, Diego Nicchi, a.k.a. E G O, apre le danze della serata dedicata alla black music, con i suoi toni metropolitani impiantati nel contesto aretino. Con un linguaggio diverso da quello prospettabile ad Atlanta, ma con la stessa forza narrativa.

TOSCANA SUD
La Crew dei TS è composta da sei MCs della nostra provincia. Parlano della terra che abbiamo sotto i piedi e dei disagi che da essa derivano. Esempio estremo, assolutamente contemporaneo, dell’odierna caratura hip-hop. Rappresentano ciò che può diventare il genere in assoluto più black se impiantato in piena valdichiana. Sicuramente “spurio” ma assolutamente efficace.

SAMCRO
Come a chiudere con una struttura ad anello la forma ciclica della black music, ecco tornare al blues dei campi di cotone, alle pentatoniche minori e agli accordi di settima, considerando però tutto ciò che è avvenuto in mezzo. La forma-band del duo, chitarra e batteria, riporta le radici del blues passate attraverso il napalm dei distorsori e di nuove tecniche di resa acustica. Gli aretini SAMCRO hanno agito una trovata musicale così antica nelle tradizioni ma così nuova negli effetti.

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Il concetto socratico di “Frontiera Rock Festival”

100 anni fa l’Italia entrava in guerra. Dello spettro espanso dei primi colpi di mortaio sparati sul fronte orientale, da parte dei due finanzieri nascosti sul fronte orientale, a incidere…

100 anni fa l’Italia entrava in guerra. Dello spettro espanso dei primi colpi di mortaio sparati sul fronte orientale, da parte dei due finanzieri nascosti sul fronte orientale, a incidere l’inizio della Grande Guerra nel maggio tiepido del 1915, ancora oggi si percepisce il terrore. Dopo ogni crisi c’è una guerra risolutiva, uno snodo ininterrotto di cavi sparsi e polveriere inesplose, dopo l’arrivo del nemico. La difesa, l’unica guerra possibile è contro tutti quei cavalieri invisibili, quei fantasmi nascosti che spingono la mano lungo le feritoie delle fondine.

Ad oggi, non abbiamo bisogno di armi da fuoco. Ma accordi secchi e tesi a disarmare quei pochi che ancora imbracciano le armi per abbattere i fantasmi. La Grande Guerra è stata un Guerra Chimica; nel 1915 usarono la mescita di acidi, cloruri, nitrati, per superare i limiti dell’Altro, e lo fecero nel modo più commiserevole, turpe, indegno e sconveniente che si potesse fare. Usarono gli elementi per reazioni finalizzate alla belligeranza, usarono la ‘tossicità’ come solo dato di funzionalità.

FRF12Cento anni dopo, di quali guerre ci vediamo parte? Ci sono le stesse tensioni internazionali, le persone si uccidono per appartenenze, idee, credo diversi, si discrimina, si ghettizza, si odia. La guerra è anche, soprattutto, privata. Ogni giorno lottiamo, attraverso l’individualismo che ci ha imposto la società dei consumi, contro l’Altro, che va sempre più configurandosi come “Nemico”.

Si è indifferenti, disillusi, scontenti. Invece di considerare la nostra vita come parte di un insieme, di una collettività, tendiamo a ridurre tutto a legge della giungla, scambiando la passione con la competizione, la sicurezza con la violenza, l’Amore con la convenienza. La nostra generazione è sempre più sola. Abbandonata. I nostri coetanei girano il mondo; sono in Australia, Inghilterra, Sud America, Oriente, perché non vedono più motivo per continuare a lottare in questa wasteland.

Poi c’è chi rimane. Chi cerca di dare un colore al grigiore. Chi cerca di spezzare la catena della depressione. La musica è nata apposta. Il Rock’n’Roll è nato apposta.

Il fatto che esista ancora il Frontiera Rock Festival fa ben sperare. Siamo un segnale. Ancora c’è gente che rimane e, non trovando motivi per restare, se li crea, con i mezzi che trova. Il messaggio è chiaro: dobbiamo rovesciare quella guerra fatta di fosgene e irpite, e renderla funzionale alla Bellezza.

C’è ancora vita, in questo piccolo mondo antico.

Frontiera Rock Festival – dal 30 aprile al 3 maggio – Bettolle, parco Villa Olda

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Il Carnevale “fai da te” di Bettolle

Nella Domenica del 22 Febbraio Bettolle ha risvegliato gli animi giovanili della popolazione vestita in maschera per festeggiare il Carnevale. I travestimenti, sia di adulti che di bambini, che hanno…

Nella Domenica del 22 Febbraio Bettolle ha risvegliato gli animi giovanili della popolazione vestita in maschera per festeggiare il Carnevale. I travestimenti, sia di adulti che di bambini, che hanno allietato Piazza Garibaldi, purtroppo travolta dal forte vento di tramontana, sono stati numerosi e di grande rilevanza, pur non raggiungendo gli alti picchi dei Carnevali di fine anni ’90, quando la manifestazione bettolina coinvolgeva interamente il paese e anche le zone circostanti.

Dietro ogni maschera vi era impegno e tante ore di lavoro, e gli sforzi non sono stati vani : i risultati sono stati di una intrigante creatività, che ha positivamente impressionato il pubblico, il quale ha calorosamente accolto ogni forma espressiva dell’arte della travestimento.
Non solo singoli, ma anche gruppi hanno fatto il giro della piazza esibendo i loro lavori, tre quelli di notevole considerazione.

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I Transformers

Vi ricordate i giocattoli che la Hasbro mise in produzione nel 1984? Bene, allora sareste rimasti più che affascinati dal gruppo Transformers, macchine da guerra che nel tempo libero assumono anche funzione di semplici veicoli. L’ambientazione italica e contemporanea ha reso possibile che un corriere Bartolini si trasformasse in un pericoloso calciatore di nome Nicola Bizzi, oppure una macchina della polizia mutasse nella cuoca provetta e giurista in divenire Camilla Roghi.

Un veicolo vero e proprio, poi, è veramente entrato in piazza. Si tratta di un carro armato di dimensioni reali costruito interamente con del cartone e poi colorato per assumere effettivamente le fattezze di una delle più grandi macchine di distruzione mai realizzate. Il messaggio, però, non era di guerra, bensì di pace. Dal cannone del carro armato non escono bombe, ma un mazzo di fiori, a simboleggiare la pace che sovrasta la guerra.

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Gioconda Alterntiva – Nico Farsi

Per ultimi ad esibire la propria vena fantasiosa sono stati quelli de “Se i quadri fossero vivi.”. Prendendo spunto da una nota pagina facebook e dall’autore Caparezza (Mica Van Gogh la canzone di entrata), i ragazzi hanno impersonato ben 8 quadri tra i più famosi. La costumista Adua Panichi ha reso possibile che Alessandro Mozzini e Antonio Ugolini fossero rispettivamente “Il figlio dell’uomo” di Magritte e “Ragazza con l’orecchino di perla” di Jan Vermeer; mentre la sceneggiatrice Chiara Corsano ha realizzato tutte le cornici impreziosendo così l’idea. A capitanare la formazione l’autoritratto del fu Van Gogh, messo in opera da Andrea Ravagni.

Tra i più piccoli merito ad alcune bambine che strappano sorrisi mascherandosi da giocatori del Milan, portando a galla ricordi fastosi grazie alle maglie dei grandi dei tempi passati come ad esempio Manuel Rui Costa.

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La Geisha – Renzo Capitani

Infine un plauso anche per Renzo Capitani, che porta a Bettolle una vera aria d’oriente divenendo una geisha giapponese.

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Agrinsieme: manifestazione contro Imu agricola a Bettolle

Agrinsieme di Siena, Arezzo e Toscana, Confagricoltura e l’Alleanza delle Cooperative Italiane: tutti assieme a manifestare il 10 febbraio di fronte al Casello A1 Valdichiana, per protestare contro l’IMU sui…

Agrinsieme di Siena, Arezzo e Toscana, Confagricoltura e l’Alleanza delle Cooperative Italiane: tutti assieme a manifestare il 10 febbraio di fronte al Casello A1 Valdichiana, per protestare contro l’IMU sui terreni agricoli.

Una manifestazione pacifica, che ha visto Bettolle collegarsi a tante altre manifestazioni in tutta Italia, per fare pressione al Governo affinché vengano rivisti i parametri della tassa, o che possa essere addirittura abolita. Agricoltori, istituzioni locali, rappresentanti della politica: tutti uniti per chiedere delle modifiche sostanziali all’attuale normativa, per renderla più equa e sostenibile.

Ecco un breve riassunto della giornata, con link di approfondimento e foto della manifestazione.

La Cia Toscana ha invitato i suoi associati a non effettuare per adesso alcun versamento dell’imposta, nell’attesa di un eventuali provvedimenti correttivi sull’Imu agricola da parte del Parlamento. Compatta la protesta da parte di Luca Marcucci (Presidente Cia Siena) e Chiara Innocenti (Presidente Cia Arezzo), contro un’imposta che sta provocando un danno a tutta la comunità, non soltanto agli agricoltori. Anche il presidente di Confagricoltura Arezzo, Angiolino Mancini, si dice soddisfatto della riuscita della protesta e parla degli obiettivi di questa battaglia comune.

Alla giornata hanno partecipato numerosi sindaci della provincia di Siena e di Arezzo, oltre alle associazioni di categoria. Molto critico il vice segretario nazionale Lega Nord Toscana Francesco Giusti, che considera vergognosa quest’imposta, un pasticcio firmato dal governo Renzi. Il consigliere provinciale e sindaco di Sinalunga, Riccardo Agnoletti, ha criticato invece la classificazione ISTAT, auspicandosi un ravvedimento da parte del Governo a fronte di un’azione compatta di sindaci, parlamentari e rappresentanti locali.

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Bettolle: Contraddizioni, polemiche e gioia per il Palio della Rivalsa

È difficile spiegare le competizioni paesane a chi non è del paese in cui queste hanno luogo. Ancora più difficile è spiegare una gara complessa e densa di rimandi simbolici,…

È difficile spiegare le competizioni paesane a chi non è del paese in cui queste hanno luogo. Ancora più difficile è spiegare una gara complessa e densa di rimandi simbolici, quale è quella di Bettolle, così affastellata di componenti e complessità; così intrigata e degna dell’epica più rocambolesca.

Bene; anche ipotizzando che l’interlocutore abbia capito le dinamiche del palio della rivalsa di Bettolle e i movimenti dell’anima che agiscono dentro lo spirito del contradaiolo bettollino, anche supponendo che il forestiero abbia capito tutti i rimandi storici e simbolici della gara e la sua funzionalità, è – credo – impossibile riuscire a spiegare ad un imperito cosa sia successo domenica 22 giugno, durante il XIX palio della Rivalsa, in Piazza Garibaldi a Bettolle.

C’è stato un vincitore. Forse due. Anzi c’è chi dice che siano tre, le contrade vincitrici. Altri dicono che non ha vinto nessuno. C’è invece chi sostiene che ad essere sconfitto è ormai l’inaridito tecnicismo del regolamento, troppo macchinoso e privo di fondamenti, che non tiene conto dei possibili risvolti dubbiosi che, in una gara così complessa, sono inevitabili.
È uno stato kafkiano di contraddizioni e polemiche quello in cui il paese galleggia da un po’ di giorni. Gli elementi primordiali dell’essere umano emergono da questa situazione rocambolesca; la rabbia che porta persone così composte e contenute durante l’anno, a inveire e sfiorare risse nel giorno del palio, la delusione che porta a gesti di stizza e parole ahimè fin troppo poco pesate. Tutto questo è la bellezza del vitalismo che si respira in quei giorni.

Ci tengo a precisare che parlo sia da contradaiolo, sia da persona neutra, posta in una posizione rialzata di analisi esterna; quella di banditore, che dall’alto di una terrazza è chiamato ad annunciare le contrade e le varie fasi del corteo e della gara che si svolgono in piazza Garibaldi. Posizione a mio parere privilegiata per quanto riguarda l’osservazione, ma molto spesso scomoda nei momenti in cui le affermazioni che siamo portati a declamare vengono contestate o creano dissenso – anche molto spesso rumoroso – nelle folle che sostengono i propri colori.

Ma il bello è anche questo.

Dal “Diario delle cose avvenute in Siena” di Alessandro Sozzini; “Il giorno 8 marzo 1553, Ascanio della Corgna, arrivato con la fanteria al poggio di Bettolle, dove si ergeva un castello con oltre 40 capanne di abitazione, vi attaccò fuoco e bruciò tutto”. Dalle Ceneri una nuova vita si è sparsa sul territorio bettolino. Con la forza e la partecipazione popolare, con la coscienza del disastro avvenuto e con la spinta propulsiva della ricostruzione. Come un moderno Fossombroni la percezione chiara che la palude non sia un limite ma la necessità, l’urgenza di bonificare. La storia del nostro paese è caratterizzata dalla ricostruzione; prima, dopo il fuoco, che Ascanio della Corgna appiccò al fortilizio di Bettolle, e successivamente dopo l’acqua stagnante della palude valdichianense.
Non c’è vita se non dopo l’emersione dai putridi e mefitici acquitrini, e non c’è vita se non quella che attraversa il fuoco. E a salvare il paese dalle fiamme sono:

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Con l’eleganza e la compostezza di chi sa assaporare le vittorie. Raffinata ed ostinata, sobria e grintosa. La contrada che si estende a Nord Ovest del paese, punto cardinale dell’orientamento toscano; qui si fondono le provincie di Siena, Arezzo e Perugia, qui si incrociano le due vie di comunicazione più importanti del centro Italia. Il vitalismo dei suoi colori rappresenta il richiamo al dinamismo distinto del suo paesaggio; la fascia territoriale che Pietro Leopoldo predilesse durante la visita nei luoghi della bonifica da lui avviata. Accurata e signorile; come la Villa – la Villa di Montemaggiore – che pur nascondendosi alla vista domina tutto il bassopiano circostante, così la contrada che oggi popola questa landa. Vincente a distanza di anni, come un memento della propria sottaciuta e non ostentata potenza, come a dimostrare senza sbavature la propria presenza incombente, capace di smuovere le torri e spegnere tutti i fuochi. Barocca e inafferrabile, entra in piazza con i colori rosso e verde, la Contrada di Montemaggiore!

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Ed ora, con i colori rosso e nero, la contrada della vetta, la cima della dorsale collinare sulla quale poggia il paese vecchio, il popolo ruvido e rumoroso del centro storico che con la forza e la determinazione tipica dei padronati è divenuto il più temuto tra i candidati alla vittoria. Dal 1100 è stato feudo della famiglia Cacciaconti che lo rese il fortilizio di confine tra i più importanti e contesi della toscana durante il medioevo. Ancora oggi illuminata, come l’ordine dei Cavalieri di Santo Stefano che abitavano la Real Fattoria della famiglia de’Medici, fulcro, cuore pulsante della vita di Bettolle, sgomina e impone il proprio sigillo, con i colori rosso e nero, incalza per le strade del paese la contrada del Poggio!

 

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La contrada campione in carica. La dimostrazione palese che la Nobiltà è saper attendere, che la Nobiltà è saper aspettare il sole per il quale nessuna notte è mai così lunga da impedire l’alba. E come il sole presente e vivo il grande popolo Post Nobiliare di Bettolle, dall’estremità a sud del paese, a circondare il tasso di nobiltà e di eleganza della Villa Cassatum Bettollarum concessa con privilegio dall’Imperatore Enrico II all’Abate di Farneta nel 1014 e successivamente ristrutturata dagli eredi del Conte Walfredo, che l’aveva ricevuta dall’Imperatore Ottone IV nel 1209. La cassazione della gioia. Giallo come il colore del Sole e della ricchezza spirituale primariamente che materiale, e blu come il colore del suo sangue; entra in piazza la Nobile contrada del Casato!

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Ad Ovest di Bettolle, lungo le discese e le risalite delle campagne della bonifica; la perfezione della ricostruzione; la palude che si fa terreno fertile, il disordine che si fa territorio colonico, cenere che si fa fuoco in un ciclo di passione gialla come l’oro e nera come la fatica per conquistarlo. Contrada di ritrovamenti di importanti reperti etruschi, di ville leopoldine, di ricchezza nascosta ma efficace. Contrada bifronte come il dio Giano, rappresentato nel suo stemma; la nobile semplicità e la quieta grandezza. Una delle più vittoriose del paese, storica contrada da battere da diciotto anni in pole position, da diciotto anni primeggia, impone la propria presenza con l’invidiabile albo d’Oro. Come Gaio Giulio Cesare, ha dominato la sua Battaglia di Zela, sbaragliando gli eserciti di Mitridate, venne, vide e trionfò. Sempre agguerrita, con i colori giallo e neri entra in piazza la contrada Capitana delle Caselle!

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Ed ora la contrada imbattibile, sempre in prima linea, tra le più vittoriose della storia del palio della rivalsa. Atleti teste di serie, esempio di determinazione e gioia della competizione, direbbe Annah Arendt. Paladini della bettollitudine, dell’appartenenza e della partecipazione del paesano e del contradaiolo alla vita attiva della preparazione al palio. Nel ‘700 era solo l’estensione a sud-ovest del territorio bettolino intorno al Podere della Sugheraia di proprietà del Conte Gualfredi della Valle. Nel rigido inverno 1944, nell’Italia dilaniata dall’occupazione tedesca, un manipolo di soldati della Wehrmacht abbatté un antico pino per avere legna da ardere e quindi riscaldarsi. Da allora la Ceppa del pino è diventata l’eponimo della contrada più maestosamente vincente di Bettolle. Signore e Signori, con i colori Bianco e Blu, entra in piazza la contrada della Ceppa!

Foto: Serena Novembri e Marco Roghi

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Chiara in Chiana: la Valle del Gigante Bianco

Comincia l’avventura narrata dei miei viaggi in Valdichiana: un resoconto genuino di un’antropologa romana degli eventi e delle tradizioni di questo piccolo paradiso terrestre. Prima tappa, la Valle del Gigante…

Comincia l’avventura narrata dei miei viaggi in Valdichiana: un resoconto genuino di un’antropologa romana degli eventi e delle tradizioni di questo piccolo paradiso terrestre.

Prima tappa, la Valle del Gigante Bianco a Bettolle, arrivata quest’anno alla sua X edizione e dedicata alla razza chianina e alla Valdichiana stessa.

La giornata di domenica 1 giugno vede un arrivo un po’ sonnolento, ma baldanzoso, sciarpa al collo e zaino alla mano, in treno da Roma a Chiusi la mattina presto. Caffè veloce al bar della stazione, poi via di corsa in macchina verso Montepulciano stazione, luogo di permanenza notturna della sottoscritta.

Prima di giungere all’agognata fiera, ricevo un graditissimo invito mangereccio a casa dei genitori del mio collega poliziano. Un pranzo condito da pici al ragù, dessert fatto in casa e chiacchiere sul passato tradizionale chianino: dopo un interessante racconto delle tradizioni matrimoniali riguardo al “finto” matrimonio dei mezzadri (la sposa si sposava a casa del futuro marito, ma i parenti di lei rimanevano nella tenuta di famiglia e organizzavano un matrimonio “doppio” con finti sposi), il discorso si è inevitabilmente diretto sulla fiera che da lì a poco sarei andata a vedere. Destreggiandomi abilmente (spero) con un dialetto chianino abbastanza stretto, soprattutto nel caso della generazione più anziana, ho ascoltato con avidità tutto ciò che si è detto; in quanto antropologa, le mie orecchie erano attentissime e avide di sapere. Pronta a recarmi a una festa che non avevo mai visto, e che non sapevo quanto turistica fosse, l’attimo di autenticità vissuta all’interno di quella famiglia mi sembrava simboleggiare un ottimo auspicio per l’inizio della mia giornata.

Arrivando a Bettolle, intravedo la via diretta a Piazza Garibaldi, cuore della manifestazione: bancarelle e vecchierelli disposti ordinati ai lati della strada, intenti ad attirare, curare e celebrare questa giornata di festa. Una nota particolare va fatta alle Officine idro-meccaniche Calzolari, le quali avevano organizzato un’esposizione-vendita di trattori del secolo scorso, pezzi unici di pregevole fattura e passato (ancora perfettamente funzionanti!).

Mentre ammiravo queste macchine immaginando mezzadri e braccianti impegnati a occuparsi di questa o quella mansione cValle del Gigante Biancoontadina quotidiana, il mio sguardo viene improvvisamente attirato dalla strada, dal quale stava procedendo, con grazia e risolutezza, la sfilata celebrativa della razza chianina e del matrimonio tradizionale. Due magnifici esemplari bovini dal manto bianco splendente, addobbati con fiocchi rossi sul muso e sulle corna, procedevano tirando un carretto con sopra sposa e sposo, elegantemente vestiti per la rievocazione del matrimonio chianino tradizionale, che si sarebbe svolto di lì a poco nella piazza. Seguivano due esemplari bovini di razza maremmana, dalle corna vistosamente più lunghe e dal colore leggermente più sfumato nel panna. Un codazzo di persone chiudeva le fila della sfilata.

Grandi balli consacrano la fine della rievocazione del matrimonio tradizionale. Uomini, donne, bambini vestiti per l’occasione danno il via alle danze, seguiti da cori e canti tradizionali; meravigliosa la scenografia approntata per l’occasione. Un’immagine, in particolare, si è fermata nella mia mente: alcuni bambini vestiti per l’epoca che giocavano, felici e spensierati, rincorrendosi su e giù da un carretto in esposizione.

Con i miei colleghi della redazione perdiamo un po’ di tempo ad ammirare le costruzioni, fatte a mano in miniatura, di attrezzi e mobili per la casa, realizzate ed esposte in una sala adibita alla quale si accedeva dalla piazza principale. Ci rechiamo, poi, all’esposizione di fotografie di Furio del Furia, “fotoamatore evoluto”, che ci ha regalato opere come L’Iolanda scollacciata e L’Antoniettina col passerotto nel pugno.

Tornando nella piazza, arriviamo in tempo per ascoltare la gara di stornelli, antica pratica della zona caratterizzata da sfide verbali, solitamente lanciate in osteria, attraverso le quali due persone si ingiuriano in versi, per la precisione endecasillabi e settenari. Un modo che si usava per non ricorrere alla sfida fisica, e che tanto ricorda la pratica giovanile e moderna del dissing, tipico della musica rap, nel quale ci si offende e ci si ingiuria a vicenda attraverso i propri brani musicali.

Per esempio, un estratto da uno stornello chianino:

Fior che appBallo Valle del Gigante Biancoassisce, è inutil che ti tinga le ganasce,

è inutil che ti tinga le ganasce, il naso da befana un ti sparisce.

Fiorin di moccolo, e da piccino eri un un gran bel coccolo

e da piccino eri un gran bel coccolo, ora che sei grande sei un bel broccolo.

Per offrire una degna conclusione a questo resoconto, un cenno alla sera è d’obbligo: ad allietare la X edizione della Valle del Gigante Bianco sono venuti, infatti, i Nomadi, in concerto allo stadio di Bettolle, che abbiamo avuto il piacere di incontrare prima dello spettacolo, ultima tappa di quella che si è rivelata essere una giornata piacevole e istruttiva.

Alzandomi, la notte, le coperte fin sul viso e chiudendo gli occhi per la stanchezza, la prima cosa che mi è venuta in mente, un attimo prima di addormentarmi, è stata la consapevolezza di un popolo che ama la sua terra e le sue origini. Un vanto fa delle sue cose, e delle sue storie, e amore e passione esprime nel mostrarle e raccontarle.

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Confermata l’illegittimità del pedaggio Siena-Firenze e sulla Bettolle-Perugia

Il Consiglio di Stato ha respinto, nei giorni scorsi, l’appello proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e da Anas contro la sentenza del Tar del Lazio n. 2088 del…

Il Consiglio di Stato ha respinto, nei giorni scorsi, l’appello proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e da Anas contro la sentenza del Tar del Lazio n. 2088 del 2010, depositata nel 2011, che accoglieva il ricorso della Provincia di Siena e annullava, di fatto, il Dpcm del 25 giugno 2010 con il quale venivano individuati i raccordi autostradali Siena – Firenze e Bettolle – Perugia tra i tratti di strada da sottoporre a pedaggio.

Accolti tutti i motivi di ricorso della Provincia di Siena. Con la sentenza n. 1613, pubblicata il 7 aprile scorso, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Anas ritenendo infondati i motivi di ricorso. Il Consiglio di Stato ha accolto le argomentazioni della Provincia di Siena affermando la legittimazione attiva della Provincia di Siena in quanto ente esponenziale della collettività stanziata sul relativo territorio e sul quale si riverberano le conseguenze dell’introduzione di un condizionamento finanziario alla circolazione.

I giudici hanno inoltre accolto la tesi della Provincia per cui non si può considerare legittimo un prelievo svincolato dall’effettiva fruizione della rete stradale, affermando che il pedaggio:

“si configura quale prestazione commisurata alla richiesta di utilizzo di un tratto stradale e non quale imposizione fiscale, sicché è necessario […] predisporre un meccanismo che assicuri corrispondenza tra pagamento e fruizione” e che è dunque necessario che sussista una corrispettività tra il pedaggio e l’effettiva fruizione di tratti stradali gestiti da Anas”.

“La sentenza del Consiglio di Stato – commenta il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini – mette un punto fermo a tutta “la partita” sull’introduzione dei pedaggi sia sulla Siena – Firenze che sulla Bettolle – Perugia. Dal 2010 la Provincia di Siena si è battuta, in tutte le sedi, in difesa di cittadini e imprese e contro la decisione di Anas e del Governo di introdurre un vero e proprio balzello a carico dei contribuenti, costretti a dover pagare per percorrere una mulattiera più che una strada. In questi anni abbiamo promosso mobilitazioni, iniziative, scritto lettere al governo e ad Anas, facendoci ascoltare in audizioni parlamentari per ribadire l’illegittimità del Decreto della presidenza del consiglio dei ministri. Con questa sentenza si mette una pietra tombale sul Dpcm del 25 giugno 2010 con il quale venivano individuati i raccordi autostradali Siena – Firenze e Bettolle – Perugia tra i tratti di strada da sottoporre a pedaggio e si mette un argine giuridico rispetto ai tentativi che potrebbero essere intrapresi per il futuro. I giudici infatti hanno sottolineato l’illegittimità di un prelievo non commisurato all’effettiva fruizione della strada. Ancora oggi, nonostante gli ultimi interventi di manutenzione – dice ancora Bezzini – la Siena – Firenze ha bisogno di un piano di investimenti serio e di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su tutto il tracciato”.

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40enne travolto sul raccordo Perugia-Bettolle

Non c’è stato niente da fare per un quarantenne travolto da un’auto il 28 Gennaio scorso, verso le 21.15: l’uomo camminava lungo il raccordo Perugia-Bettolle e il fatto è avvenuto…

Non c’è stato niente da fare per un quarantenne travolto da un’auto il 28 Gennaio scorso, verso le 21.15: l’uomo camminava lungo il raccordo Perugia-Bettolle e il fatto è avvenuto all’altezza di Pietraia. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 di Castiglione del Lago, i carabinieri di Cortona e gli agenti della Polizia Stradale. Vano il tentativo degli operatori sanitari di tentare la rianimazione.

In seguito, hanno trovato conferma le ipotesi sulla identità dell’uomo: si tratterebbe di un paziente ospite di una residenza sanitaria che svolge attività di riabilitazione psichiatrica, con sede a Ferretto nel comune di Castiglione del Lago.

L’uomo si sarebbe allontanato da quella struttura indossando abiti estivi e durante le operazioni effettuate dai sanitari per la constatazione di morte, è emerso che indossava un paio di pantaloni a mezza gamba.

È anche confermato che il decesso è avvenuto all’istante, senza alcun possibilità di soccorso da parte del personale sanitario dell’Ospedale di Castiglione del Lago, rimasto sul luogo del tragico incidente per alcune ore per collaborare con i carabinieri.

Ha trovato conferma che il conducente del veicolo è rimasto sul posto, seppure in evidente stato di shock,  per ricostruire la dinamica dell’incidente, dopo che è stato lui stesso aveva chiamato i soccorsi. Non essendo disponibili al momento autoambulanze del comprensorio aretino, la centrale operativa dl 118 umbro ha disposto il soccorso con i sanitari di Castiglione del Lago.

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Arrestati i malviventi protagonisti dell’inseguimento in auto sulla Siena Bettolle

Sono stati arrestati nella notte a Treviglio (BG) con l’accusa di furto in abitazione in concorso pluriaggravato i tre malviventi, tutti di origine albanese e di età compresa tra i…

Sono stati arrestati nella notte a Treviglio (BG) con l’accusa di furto in abitazione in concorso pluriaggravato i tre malviventi, tutti di origine albanese e di età compresa tra i 20 e i 23 anni, che nella tarda serata di sabato sono stati inseguiti dai carabinieri di Siena per oltre 90 chilometri, da San Rocco a Pilli (SI) a Castiglion del Lago (PG) riuscendo alla fine a fuggire a piedi, dopo essere stati costretti ad abbandonare l’auto su cui stavano scappando percorrendo contromano la Siena-Bettolle. Nella vettura gli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri avevano trovato materiale da scasso e mazze da baseball nonchè varia refurtiva.

I tre, che cambiavano dimora ogni notte con l’aiuto di connazionali che ora rischiano l’accusa per favoreggiamento, sono stati sorpresi dai Carabinieri del nucleo operativo di Siena insieme ai militari locali dell’Arma, in casa di un connazionale. In loro possesso sono stati trovati anche 7mila euro in contanti, presumibilmente il ricavato della vendita di parte di refurtiva in un compro oro.

Le misure di custodia cautelare erano state emesse a loro carico dal pm Aldo Natalini l’8 novembre scorso per 23 furti aggravati in abitazioni e esercizi commerciali di Siena e provincia e di Ancona commessi tra il 9 febbraio e il 27 giugno 2013 ma le indagini, portate avanti anche con intercettazioni telefoniche, hanno accertato anche altri furti commessi dalla banda fino al momento dell’arresto.

La banda si spostava con auto di grossa cilindrata rubate durante i colpi. Nella tarda serata di sabato gli uomini della squadra del nucleo investigativo dei carabinieri di Siena erano riusciti ad arrestare un quarto componente della banda, anche lui albanese di 26 anni, che partito da Ancona, si era recato a Castiglione del Lago per agevolare la fuga degli altri tre componenti della banda. L’uomo si trova nel carcere senese di Santo Spirito, dove nella giornata di ieri è stato sottoposto a interrogatorio di garanzia.

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“Chianina in mischia”, il rugby è protagonista a Bettolle

Sabato 25 maggio a Bettolle, nell’ambito della manifestazione “La Valle del Gigante Bianco”, si è tenuta una giornata all’insegna del rugby e della sana alimentazione. La manifestazione organizzata dagli “Amici…

Sabato 25 maggio a Bettolle, nell’ambito della manifestazione “La Valle del Gigante Bianco”, si è tenuta una giornata all’insegna del rugby e della sana alimentazione. La manifestazione organizzata dagli “Amici della Chianina” per la valorizzazione della Razza Chianina e della Valdichiana, infatti, già dall’anno scorso ha mostrato interesse per il rugby: una realtà sportiva emergente anche nel nostro territorio, portatrice di valori positivi. Il primo torneo di Rugby, ospitato dalla manifestazione dello scorso anno, questa volta ha lasciato il posto a un’intera giornata dedicata al rugby e alla chianina.

Durante la mattina si è tenuto un convegno sul rapporto tra sport e nutrizione. Sono intervenuti Donato Vassalli, medico dello staff della Federazione Italiana Rugby e fiduciario provinciale CONI per il rugby; la dott.ssa Giulia Ferrara, medico nutrizionista dello staff della Federazione Italiana Pallanuoto; Ugo Massai, medico pediatra e allenatore della squadra di rugby Vikings; Marco Malandrino, presidente della squadra di rugby Vikings; e a fare gli onori di casa, l’Assessore allo sport del Comune di Sinalunga. Al termine del convegno si è tenuta una degustazione di prodotti tipici, offerta dall’associazione Amici della Chianina.

Il pomeriggio è stato interamente dedicato allo sport. Nonostante le difficoltà causate dall’acquazzone, l’a.s.d. Vinkings Chianciano Rugby è comunque riuscita a sistemare il campo di gioco e a predisporre tutto il necessario per il corretto svolgimento del torneo. Dapprima hanno gareggiato i ragazzini under8 e under10: per la prima volta tutte e sei le società di rugby della provincia di Siena hanno gareggiato assieme, coinvolgendo i giovani allievi e partecipando al terzo tempo, in una grande atmosfera di festa.

Alle ore 18 è cominciato il torneo vero e proprio: “Chianina in mischia”, giunto alla sua seconda edizione. Al triangolare di rugby hanno partecipato gli Arieti di Arezzo, i Vikings di Chianciano e il Siena 2000 e C.U.S.. Dopo le tre partite da 40 minuti ciascuna, ad aggiudicarsi il torneo seniores è stata la squadra degli Arieti di Arezzo.

I festeggiamenti, però, hanno coinvolto tutti gli atleti, come da tradizione del rugby. Il terzo tempo si è tenuto all’interno degli stand enogastronomici della Valle del Gigante Bianco, in cui sono stati offerti dei piatti tipici a tema come i pici al ragù di chianina e gli hamburger di chianina, una vasta gamma di prodotti dell’eccellenza gastronomica locale messi a disposizione dall’associazione Amici della Chianina.

(credits foto: Antonio Cinotti – Presidente C.U.S. Siena Rugby)

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