La Contrada Porta Gavina, che si estende attorno ad uno dei luoghi più ricchi di storia e suggestioni dell’intero centro storico di Torrita di Siena, la si trova uscendo dal borgo e percorrendo Via Roma, strada che fino ad alcuni decenni fa si prestava ad ospitare corse dei carretti e altri giochi popolari, in occasione della Madonna Assunta in Cielo, festività religiosa a cui è dedicato il punto di accesso al borgo. Secondo fonti storiografiche, la costruzione di questa porta risale al 1251, in seguito all’attacco sferrato dalle truppe poliziane al castello di Ciliano, che rese necessario ricevere più agevolmente, dai castelli circostanti fedeli a Siena, i rifornimenti di uomini e alimenti. Il nome di questa porta sembra da ricondurre al fatto che essa coincide con la parte delle mura situata più in basso e per questo può aver costituito un punto di raccolta delle acque, allo stesso modo in cui, per l’appunto, funzionava il Gavinone nella poco lontana Piazza del Campo.

La Contrada Porta Gavina, riconoscibile per i colori nero e rosso, custodisce all’interno della sede inaugurata nel 2014 in via della Lupa i dieci palii vinti fino ad adesso.

Il presidente Cesare Rosignoli ci ha portato a conoscere diversi aspetti di questa Contrada, così ricca di storia, e al contempo legata alla tradizione più recente del Palio dei Somari.
«Siamo una contrada relativamente piccola ma nonostante questo il nostro popolo in un tutto l’anno si incontra molto di rado e allora il Palio, con tutte le occasioni che lo precedono, costituisce un prezioso momento di aggregazione e di ritrovo che crea una particolare unione».

Racconti di Contrada
«In occasione della vittoria del Palio nel 2018, si ebbe a notare una strana coincidenza: il somaro che la sorte ci riservò si chiamava Lilli, proprio come il padre del nostro storico contradaiolo Moreno Meucci».

Non tutti sanno che…
«C’è una leggenda secondo cui, quando nel 1554 le truppe fiorentine e gli alleati tedeschi assediarono Torrita, nel castello abitava una donna di nome Nencia, tanto orgogliosa e fedele alla Repubblica di Siena, che come i nemici le intimarono di inneggiare al Duca di Firenze, costei si rifiutò, continuando a gridare “Lupa, Lupa”. Resistette a tal punto che i soldati le inchiodarono mani e piedi alla Porta Gavina, ed è in memoria di questo suo gesto eroico, che oggi quel tratto di borgo dove si racconta sia successa questa storia, è chiamato Via della Lupa».

(foto di Marco Mazzolai)

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