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La Valdichiana

Storie dal Territorio della Valdichiana

Categoria: Enogastronomia

Penne alla disperata

Lo sappiamo tutti, preparare la pasta è una scelta semplice e pratica, è un alimento che costa poco, è molto nutriente, e aiuta moltissimo la vita sociale, perché permette di…

Lo sappiamo tutti, preparare la pasta è una scelta semplice e pratica, è un alimento che costa poco, è molto nutriente, e aiuta moltissimo la vita sociale, perché permette di improvvisare pranzi e cene numerosi, praticamente un salvagente delle cene dell’ultimo minuto.
Dagli spaghetti, alle penne, passando poi per i ravioli e le lasagne, in Italia esistono mille e mille modi di fare la pasta. Oggi vi proponiamo una pasta corta, le penne, che cotte tradizionalmente al dente e condite con sughi semplici o elaborati rappresentano un piatto completo e appagante per tutti i palati.
La signora Margherita Vivarelli, della contrada di Gracciano di Montepulciano ce le prepone così: “Penne alla disperata”

INGREDIENTI PER 10 PERSONE

Per il sugo

1/2 kg di prezzemolo, basilico e 2 spicchi di aglio per il fondo
Olio di oliva e sale q.b.
Qualche fogliolina di aromi di stagione
1/2 kg di polpa di pomodoro
Peperoncino q.b.
20 gr. di origano q.b.
20 gr. di pasta di acciughe
200 ml. di panna liquida per schiarire il fondo
50 gr. di rigatino
Parmigiano o pecorino o ambedue q.b.

Preparazione

Tritare finemente il prezzemolo, aglio e basilico, mettere in un tegame a fondo pesante con poco olio e far andare a fuoco lento in modo che gli odori non si arrostiscano.
Quando avranno preso un bel colore, aggiungere la polpa di pomodoro, il sale e il peperoncino. Fare cuocere il tutto a fuoco basso, quando il pomodoro si sarà ritirato aggiungere l’origano e un filetto di acciuga (o una parte di essa).
Cuocere la pasta al dente e intanto schiarire il sugo con qualche cucchiaio di panna da cucina. In una padella, con poco olio, fare andare il rigatino tagliato a cubetti e mettere la pasta appena scolata, il sugo schiarito, il formaggio e girare con il mestolo velocemente. Servire ben calda.

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Sformatino di radicchio rosso e patate

Lo sformato è un piatto a base di verdure e può essere usato come un piatto di mezzo o come pietanza vera e propria. I suoi ingredienti di base sono:…

Lo sformato è un piatto a base di verdure e può essere usato come un piatto di mezzo o come pietanza vera e propria. I suoi ingredienti di base sono: la besciamella, le uova, formaggio grana e verdure, ma esistono sformati diversi, in cui al posto delle verdure viene messo il prosciutto cotto o qualsiasi altro ingrediente.
La sua cottura può avvenire al forno in uno stampo con il buco in mezzo o a bagnomaria in forno, in modo che resti particolarmente soffice e gonfio. La cottura può avvenire anche nei moderni forni a microonde, con il vantaggio di una rapida cottura, ma con lo svantaggio di un’umidità relativa per unità di volume molto più elevata.

Ma vediamo come la signora Vittoria Torelli della contrada San Donato di Montepulciano ce lo propone: “Sformatino di radicchio rosso e patate”.

Ingredienti per 6 persone

radicchio rosso e verde
2 patate piccole
½ litro di latte
1 cucchiaio di farina 00
1 etto di burro
1 uovo
2 cucchiai di parmigiano
profumo di noce moscata
pangrattato
sale
pepe

Preparazione
Cuocere le patate, passarle nello schiacciapatate e metterle da parte. Lessare il radicchio in abbondante acqua salata; strizzarlo bene e tritarlo molto finemente; passarlo in una padella con il burro, lasciarlo intiepidire, aggiungere l’uovo, il parmigiano, la noce moscata, la besciamella (preparata con il latte e la farina), il sale, il pepe e le patate preparate in precedenza. Amalgamare bene il tutto e versare in uno stampo precedentemente imburrato e spolverizzato di pangrattato. Infornare per 40 minuti; sformare su di un piatto di portata. È ottimo anche tiepido.

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“La nana di Talosa” vince “A tavola con il nobile”

L’undicesima edizione del concorso “A tavola con il nobile” è stata vinta dalla contrada di Talosa con “La nana di Talosa” elaborata dalla signora Marisa Beligni e abbinata ai Vino…

L’undicesima edizione del concorso “A tavola con il nobile” è stata vinta dalla contrada di Talosa con “La nana di Talosa” elaborata dalla signora Marisa Beligni e abbinata ai Vino Nobile di Poliziano, Le Bertille, Dei e Tricca; al secondo posto si è classificata la Contrada di Collazzi mentre la medaglia di bronzo è andata a quella di Poggiolo. Quest’anno protagonista delle ricette poliziane che hanno partecipato al contest, concluso domenica 18 agosto al Teatro Poliziano, è stata la “Nana” (anatra), cibo che rimanda alla tradizione contadina, piatto ricco della domenica e che ancora oggi rispecchia la tradizione presentandosi nelle tavole come arrosto per le grandi occasioni.
Il concorso enogastronomico ha visto sfidarsi ai fornelli le otto contrade del Bravìo delle Botti che domenica, 25 agosto, si sfideranno per le vie del paese per aggiudicarsi il panno dipinto dal pittore senese Francesco Del Casino.

Tale concorso, giunto alla sua undicesima edizione, è nato da un’idea del giornalista Tg2 Bruno Gambacorta insieme al Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Le ricette delle contrade sono state sottoposte al giudizio di una giuria composta da 16 giornalisti, suddivisi in 4 commissioni e provenienti da tutto il mondo. Bruno Gambacorta, nei panni di presidente di giuria, ha commentato così l’evento:

«Si parla sempre di più di filiera corta, di tipicità, di tradizione dei ricettari ecco A Tavola con il Nobile è il chiaro esempio di come oggi più che mai sia attuale il tema e allo stesso tempo permette di non disperdere questi saperi che vanno a comporre l’importante mosaico del turismo enogastronomico, fiore all’occhiello di tutto il nostro Paese».

Madrina della serata, e volto noto televisivo, è stata l’ex Miss Italia, Arianna David che ha commentato così il contest culinario:

“Ogni volta che torno in Toscana mi sento a casa e devo dire che in questi due giorni di manifestazione sono rimasta stregata nel vero senso della parola dall’ospitalità e dalla passione delle contrade”.

Ospite speciale anche Omar Pedrini, cantante e presentatore, che tra le note delle sue canzoni ha sottolineato la sua passione per il cibo e il vino:

“Io adoro il vino anche perché non si possono trovare persone banali intorno a questo grande prodotto italiano sono orgoglioso di tornare spesso a Montepulciano perché è una terra a cui sono legato affettivamente, nella quale posso dire di essere cresciuto”.

«Questo evento per il Consorzio e per Montepulciano – ha infine sottolineato il Presidente del Consorzio del Vino Nobile, Andrea Natalini – è un esempio di come fare “sistema” sia possibile e crei importanti strumenti di comunicazione e di visibilità per le varie realtà che operano nel nostro territorio e il vino è un grande strumento per esportarlo in tutto il mondo».

Tra le novità di questa edizione un “contest” parallelo che si è disputato nei mesi precedenti e che ha visto sfidarsi dieci food blogger in un menu pensato su tre portate in abbinamento a Rosso, Nobile e Vin Santo di Montepulciano. Due le vincitrici: per la giuria popolare (votante su facebook) la migliore abbinata è stata presentata da Noemi Morelli del blog “Tre code in affitto”. Per la giuria tecnica invece il primo premio è andato ad Aurelia Bartoletti di Profumi in Cucina.

Il Consorzio del Vino Nobile, in collaborazione con il Magistrato delle Contrade, ha inoltre promosso anche l’evento di venerdì 16 agosto “Cantina In Piazza”, svoltosi il Piazza Grande, dove i produttori di Vino Nobile hanno fatto degustare ai visitatori, agli appassionati ed ai turisti le migliori produzioni vitivinicole del territorio in abbinamento a prodotti tipici di queste terre. A guidare la degustazione e ad illustrare le caratteristiche delle diverse etichette e delle altre specialità locali, sono stati gli stessi produttori mentre lo spazio dei prodotti è stato gestito dal Magistrato delle Contrade di Montepulciano, al primo impegno in vista della “galoppata” che porterà al Bravìo delle Botti, in calendario quest’anno il 25 agosto. La serata è stata accompagnata dalla musica di Mirco Rubegni, stimato trombettista jazz. Questo evento ha fatto da prologo alla cerimonia di premiazione del contest “A tavola con il nobile”.

L’albo d’oro di A Tavola con il Nobile. Collazzi (tre volte), San Donato (due volte), Voltaia (due volte), Gracciano, Cagnano, Poggiolo e Coste.

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Capocollo di cinta senese con cipolla e mela

La Cinta senese è una razza di suino molto rustica e resistente che non necessita di particolari cure. La denominazione Cinta Senese è riservata esclusivamente alle carni di animali nati,…

La Cinta senese è una razza di suino molto rustica e resistente che non necessita di particolari cure. La denominazione Cinta Senese è riservata esclusivamente alle carni di animali nati, allevati e macellati in Toscana. Questo tipo di carne, nel marzo del 2012, ottiene il marchio DOP, denominazione di origine protetta.
La contrada di Talosa, antica contrada che si estende nella parte alta della città, all’interno della prima cerchia di mura che occupa una parte di Piazza Grande, propone per il contest “A tavola con il Nobile” la Cinta senese cucinata con cipolla e mela: “Capocollo di cinta senese con cipolla e mela”. Il capocollo viene ottenuto dalla lavorazione della porzione superiore del collo del maiale e da una parte della spalla, da qui il nome capocollo.

Ingredienti per 4 persone
1 kg di capocollo
2 coste di sedano
2 carote
2 cipolle
1 bicchiere di olio extra vergine
di oliva
Sale e pepe q.b.
Per il contorno:
1 kg di cipolle dell’orto di Mario
4 mele dell’orto di Dania
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di cacao amaro
mezzo bicchiere di olio extra
vergine di oliva

Preparazione
Rosolare il maialino di cinta senese nell’olio per 10 minuti. Affettare le verdure con ½ bicchiere di olio ed adagiare su questo letto il maialino ed infornarlo per 3 ore a fuoco lento.
Preparazione della salsa: mettere ½ bicchiere di olio in una padella larga, affettare le cipolle sottili, farle accaldellare ed aggiungere lo zucchero. Sbucciare le mele, togliere il torso, affettarle a fette sottili ad aggiungerle alle cipolle. Portare a cottura per 30 minuti. A cottura ultimata frullare il tutto e aggiungere 2 cucchiai di cacao amaro. Mettere nel passatutto le verdure del maialino, tagliare il capocollo a fette alte 2 cm, servirlo con la salsa di verdure ed il contorno di mele e cipolle.

Anche questa ricetta fa parte della raccolta curata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

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Zuppa del Farrocchio

La zuppa è un piatto di origini antichissime, etimologicamente il nome zuppa risale al gotico suppa, che significa fetta di pane inzuppata. La storia della zuppa è racchiusa proprio in…

La zuppa è un piatto di origini antichissime, etimologicamente il nome zuppa risale al gotico suppa, che significa fetta di pane inzuppata. La storia della zuppa è racchiusa proprio in questo nome che ci riporta al Medioevo, quando il pane aveva, nelle case dei ricchi e dei nobili, la funzione di piatto. Sul pane, che allora era una specie di focaccia di grano, venivano tagliate le carni, i pesci, i formaggi e tutte le pietanze del menù. Le zuppe a base di brodo, a dire il vero, arrivano molto dopo le cosiddette pulmenta: polente e zuppe di cereali poveri, come l’avena, il miglio, la segale, l’orzo. Questi, si lasciavano bollire per ore e ore sul fuoco, fino a farli diventare creme dense e granulose che saziavano la fame dei più poveri. La contrada di Voltaia, oggi ci propone una zuppa di farro con fagioli dall’occhio, chiamati così per la caratteristica macchiolina nera tonda, è piccolo, con buccia sottile e pasta cremosa: “Zuppa del Farrocchio”

Ingredienti PER 4 persone
150 gr. di farro
100 gr. di fagioli dall’occhio
50 gr. di piselli secchi
cipolla
sedano
carota
aglio
salvia
1/2 bicchiere di olio extravergine d’oliva
2 bicchieri di Vino Nobile di Montepulciano
formaggio pecorino grattugiato a piacere
brodo di carne a sufficienza
sale e pepe

Per la guarnizione della zuppa:

4 fette di pancetta fresca di cinta senese,
3/4 pomodorini a grappolo, 4 fette di pane abbruscato

Preparazione
Tagliare la pancetta di Cinta Senese a listelli e farla marinare nel Vino Nobile per almeno 1 ora.
In una casseruola soffriggere con l’olio extravergine d’oliva carota, cipolla, sedano, piselli secchi e unire quindi aglio
e salvia. Aggiungere i fagioli dall’occhio, precedentemente tenuti a bagno nell’acqua per una notte e il farro facendoli arrosolare e poi sfumare con il Vino Nobile.
Aggiungere il brodo di carne precedentemente preparato e lasciar bollire il tutto a fuoco basso per 1 ora circa. Qualche minuto prima di spegnere il fuoco salare a piacere. Lasciare riposare per qualche minuto poi aggiungere il pecorino grattugiato. Togliere la pancetta di cinta senese dalla marinatura e cuocerla in gratella fino a farla diventare croccante.
Preparare i pomodorini tagliandoli a cubetti. Versare la zuppa in una ciotola di coccio, aggiungere la pancetta croccante,
qualche cubetto di pomodorino e la fetta di pane abbruscato, una generosa mulinellata di pepe ed un filo di olio extravergine d’oliva.

Anche questa ricetta fa parte della raccolta curata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

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Ficaroli al Vino Nobile

“A Tavola con il Nobile” è una manifestazione che anno dopo anno, da sette anni a questa parte, permette alla storia enogastronomia del territorio di ricomporsi intorno al prodotto per…

“A Tavola con il Nobile” è una manifestazione che anno dopo anno, da sette anni a questa parte, permette alla storia enogastronomia del territorio di ricomporsi intorno al prodotto per eccellenza, il Vino Nobile di Montepulciano, divenendo per le contrade del Bravìo delle Botti un entusiasmante “tavolo” di scontro prima della fatidica gara. Quest’oggi vi vogliamo proporre la ricetta vincitrice nell’anno 2009 dalla sig.ra Vittorio Torelli della contrada di San Donato, una delle contrade più piccole e meno popolate di Montepulciano, “Ficaroli al Vino Nobile”, ovvero ravioli ai fichi al Vino Nobile.

Ingr edi enti per 8 persone
Per la sfoglia:
4 uova
800 gr di farina di grano duro
1 cucchiaio di olio extra vergine
d’oliva
mezzo cucchiaino di sale
Per il ripieno:
4 fichi
80 gr di pecorino
200 gr di ricotta
Olio, farina, cipolla
2 bacche di ginepro
mezzo bicchiere di Vino Nobile

Preparazione
Fare una fontana con la farina e rompervi le uova, aggiungete l’olio ed il sale, impastare velocemente e tirare la sfoglia. Amalgamare bene i fichi con la ricotta e pecorino e riempire i ficaroli fatti a forma quadrata o a mezza luna, dopo aver tagliato a sfoglia a giusta dimensione. Mettere l’acqua per la pasta; mentre bolle preparare il condimento in una padella larga facendo appassire qualche fettina di cipolla tagliata sottilissima nell’olio extra vergine d’oliva; aggiungere le bacche di ginepro, mezzo cucchiaio di farina e farla leggermente tostare, aggiungere una presa di pecorino grattugiato, quindi versare mezzo bicchiere di Vino Nobile.
Cuocere i ficaroli al dente, scolarli poco e saltarli in padella per 1 minuto. Servire ben caldi.

Con la collaborazione del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

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Il Luccio ripieno

Dopo primi e secondi piatti a base di carne, oggi proponiamo, anzi forse è più corretto dire, la contrada di Gracciano propone una ricetta a base di pesce, un pesce…

Dopo primi e secondi piatti a base di carne, oggi proponiamo, anzi forse è più corretto dire, la contrada di Gracciano propone una ricetta a base di pesce, un pesce appartenente alla famiglia delle Esocidae, grossi pesci predatori d’acqua dolce: “Il luccio ripieno”.
Del luccio è molto apprezzato il suo sapore deciso, anche se la sua carne risulta essere molto spinosa. Questo pesce è particolarmente cucinato in Germania e nell’Est Europeo, dove esistono numerose ricette. In Italia viene di solito cucinato in umido, ma anche fritto o al forno e accompagnato da capperi, peperoni e polenta. Ma andiamo a vedere come le donne di Gracciano ce lo propongono.

Ingredienti
1 luccio da 1,5 kg già pulito
2 salsicce spellate
100 gr. di pangrattato
Prezzemolo tritato
1 spicchio d’aglio
Buccia di mezzo limone
2 cucchiai di olio

Preparazione
Mescolare con le salsicce 100 gr di pan grattato, il prezzemolo tritato, uno spicchio d’aglio, la buccia del limone e due cucchiai d’olio. Impastare il tutto, riempire il luccio, cucire l’apertura con
ago e filo di cotone e cuocere in forno a 200°C.

Curiosità sul luccio: questo pesce si è affermato come simbolo araldico di famiglie nobili o città o corporazioni, per le quali indicava il privilegio di pesca.

Ricetta concessa dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.

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Filetto di Maiale con salse aromatiche

Quest’oggi vi proponiamo una ricetta che ci arriva direttamente dalla contrada di Cagnano di Montepulciano. Un secondo piatto adatto a tutte le stagioni e apprezzato da tutti i palati il…

Quest’oggi vi proponiamo una ricetta che ci arriva direttamente dalla contrada di Cagnano di Montepulciano. Un secondo piatto adatto a tutte le stagioni e apprezzato da tutti i palati il “Filetto di maiale al miele e salse aromatiche con aglione al cartoccio ed insalatina di Cagnano”. Il filetto di maiale è una delle carni più magre disponibili e, secondo la tabella di confronto dei produttori di carne di maiale nazionale, è quella con il più basso contenuto di grassi saturi, come i petti di pollo. Il filetto è parte del lombo e poiché vi è molto poco grasso può essere preparato in tantissimi modi. Ma andiamo a vedere come lo preparano le donne di Cagnano.

Ingredienti per 6 persone

1 kg di filetto
rosmarino
salvia
finocchio selvatico
aglio
pepe
sale
miele
6 spicchi di aglione
olio e sale

Insalata
radicchio verde da taglio
insalata di campo: cicoria,
radicchiella, tarassaco, graspignoli,
favoncello, silene, borraggine
olio extravergine d’oliva
sale q.b.

Preparazione
“Pillottare” il filetto con le erbe aromatiche, l’aglio, il sale e il pepe e lasciare riposare per 3-4 ore. Spennellare il filetto
con abbondante miele. Mettere in forno a 180° circa per 30 min. Nel frattempo avvolgere nella carta stagnola gli spicchi di aglione dopo averli spennellati d’olio e salati ed infornare. Tagliare finemente il radicchio, aggiungere sale od
olio. Sfornare il filetto e l’aglio. Tagliare a fette il filetto ed impiattare con l’insalata di radicchio, i fiori di borraggine ed uno spicchio d’aglione nel suo cartoccio aperto.

Anche questa ricetta fa parte della raccolta curata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

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Tagliatelle al cacao amaro con ragù finto di cinghiale

La signora Renata Dottori della Contrada Le Coste di Montepulciano, nelle passate edizioni del contest “A Tavola con il Nobile”, ha proposto una curiosa ricetta a base di cacao amaro,…

La signora Renata Dottori della Contrada Le Coste di Montepulciano, nelle passate edizioni del contest “A Tavola con il Nobile”, ha proposto una curiosa ricetta a base di cacao amaro, “Tagliatelle al cacao amaro con ragù finto di cinghiale”. Il cacao amaro contiene una buona quantità di sostanze antiossidanti in grado di combattere i dannosi radicali liberi e rallentare il processo di invecchiamento delle cellule. Le tagliatelle al cacao si preparano come delle normali tagliatelle, ma con l’aggiunta di poco cacao che conferisce un originale colore scuro.

Ingredienti per 6 persone Tagliatelle fatte a mano:
450 gr. di farina “0” fresca di mulino
3 uova fresche
60 gr. di cacao amaro mezzo bicchiere di acqua
Sale q.b.

Per sugo:
1 kg. di cinghiale
Olio extravergine di oliva
Odori misti freschi
Vino rosso campagnolo
100 gr. di pinoli
Sale e pepe q.b.

Preparazione:
Procedere ad impastare tutti gli ingredienti formando una fontana con la farina ed il cacao e, disponendovi al centro le uova ed il sale. Dopo aver ottenuto un impasto liscio ed omogeneo, lasciarlo riposare coperto con pellicola per almeno 30 minuti, in modo che la pasta si possa rilassare. Stendere la sfoglia delle tagliatelle ottenendo dei fogli spessi circa 0.5 mm e tagliarla.
Marinare il cinghiale nel composto di acqua, vino rosso, sale e pepe per 8 ore. Nel frattempo preparare il trito di odori, tagliare il cinghiale a piccoli pezzi, aggiustare di sale e pepe e metterlo nelle verdure in pari tempo.
Rosolarlo, sfumarlo con il vino rosso e portarlo a cottura con il brodo di carne. Ultimata la cottura togliere dalla pentola una parte e tagliarlo di nuovo a punta di coltello, amalgamando il tutto con un po’ di farina. Al momento di condire le tagliatelle tritare finemente i pinoli e spolverare abbondantemente il piatto.

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Collo d’ocio della trebbiatura

“I Collazzi”, in passato era considerata una contrada povera di Montepulciano. Situata sul versante del colle poliziano occupa uno dei quartieri più suggestivi di Montepulciano. Nel corso dei secoli nessuna…

“I Collazzi”, in passato era considerata una contrada povera di Montepulciano. Situata sul versante del colle poliziano occupa uno dei quartieri più suggestivi di Montepulciano. Nel corso dei secoli nessuna personalità illustre aveva vissuto al suo interno, né vi sono stati costruiti edifici maestosi, ma la sua vita è stata quella di tutti i giorni, della gente comune, una vita quindi reale e anche drammatica”.
Questo breve cenno storico per introdurre la ricetta di oggi ad opera proprio della contrada I Collazzi: “Collo d’ocio della trebbiatura”. Il protagonista di questo piatto è l’ocio, o oca, appunto, il quale, in passato, veniva allevato con cura tutto l’anno per poi essere cucinato soprattutto nel periodo della trebbiatura e ogni sua parte era utilizzata al meglio.

Ingredienti
5 colli d’ocio
800 gr circa di carne macinata di maiale e vitello
6 uova
100 gr circa di formaggio
aglio, prezzemolo, noce moscata

Per accompagnare…
Tortino di patate e composta di cipolle di Tropea

Ingredienti per il tortino
800 gr di patate
besciamella preparata con 1 litro di latte
400 gr di ricotta
6 uova
parmigiano e noce moscata q.b.

Ingredienti per la composta
1 kg. cipolle di Tropea
200 gr. di zucchero
aceto balsamico q.b.

Preparazione
Preparare il ripieno per il collo con gli ingredienti prima elencati, poi prendere la pelle esterna del collo e riempitela. Legare e cucire il tutto e far bollire nel brodo preparato con la parte interna del collo per circa un’ora e mezzo.
Per il tortino di patate usare invece patate lessate e schiacciate, mischiare con i tuorli, besciamella e ricotta aggiungendo in ultimo le chiare montate a neve.
Cuocere in forno a 180° per 45 minuti.

Per la composta di cipolle di Tropea: Passare le cipolle in padella con l’olio, aggiungere lo zucchero facendo cuocere per almeno mezz’ora. Lasciare raffreddare e successivamente aggiungere l’aceto balsamico.

Anche questa ricetta è stata tratta dalla raccolta cura dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.

 

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Salciccia ubriaca al Nobile con fagioli

Con questa nuova ricetta, la nostra rubrica di Enogastronomia comincia il viaggio nella tradizione culinaria delle otto contrade del Bravìo di Montepulciano. Una raccolta di ricette messe insieme dal Consorzio…

Con questa nuova ricetta, la nostra rubrica di Enogastronomia comincia il viaggio nella tradizione culinaria delle otto contrade del Bravìo di Montepulciano. Una raccolta di ricette messe insieme dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano attraverso un contest davvero originale dal titolo “A Tavola con il Nobile”, per promuovere la cucina della tradizione abbinata ai vini del territorio.
La prima ricetta che proponiamo “Salciccia ubriaca al Nobile con fagioli”  è stata presentata dalla Contrada del Poggiolo, contrada vincitrice del Bravìo 2012

Ingredienti

Carne di maiale
Sale
Pepe
Peperoncino
Aromi
Vino Nobile
Fagioli cannellini
Olio extravergine di oliva di Montepulciano

Preparazione
Scegliere con accuratezza la carne di maiale nella giusta quantità tra la parte magra e quella grassa, procedere alla macinatura. Una volta macinata distenderla su di un piano e condirla con sale, pepe e peperoncino; unire gli aromi (gelosamente custoditi dalla contrada) e bagnare con la giusta quantità di Vino Nobile di Montepulciano. Iniziare ad amalgamare bene l’impasto con le mani fin quando diventa di un’unica consistenza, il grasso si ammorbidisce e crea la giusta amalgama; se abbisogna aggiungere un po’ di Nobile. Una volta terminato l’impasto provvedere ad insaccare la “salciccia” nell’apposito budello e procedere con la legatura con il classico “spago”.
Le “salcicce” vanno bucate in modo che possano far uscire il loro succulento sapore e messe in padella con un po’ d’olio. Fate rosolare molto bene ed alla fine bagnate con un buon bicchiere di Vino Nobile. Una volta cotte aggiungete i fagioli cannellini, che erano già stati fatti lessare a parte, fate insaporire il tutto a fuoco molto lento girando accuratamente per evitare bruciature.

Ringraziamo il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano per averci messo a disposizione questa preziosa racconta di ricette.

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Crostini di fegatini

I crostini di fegatini rappresentano una delle ricette più famose della Valdichiana e della Toscana in generale. Esistono numerosi varianti, dalle più semplici alle più complesse, relative alla differenze territoriali…

I crostini di fegatini rappresentano una delle ricette più famose della Valdichiana e della Toscana in generale. Esistono numerosi varianti, dalle più semplici alle più complesse, relative alla differenze territoriali e a volte tra le stesse famiglie.

Semplici da preparare, adatti a ogni stagione, i crostini coi fegatini rappresentano un antipasto perfetto per un pranzo tipico toscano. Sono apprezzati sia nella versione secca che in quella umida, che prevede di bagnare il pane nel brodo prima di essere serviti.

Ingredienti per 4 persone:

  • 350 gr. di fegatini di pollo
  • 50 gr. di capperi sott’aceto
  • Mezza tazza di brodo
  • Mezzo bicchiere di Vinsanto
  • 1 cipolla rossa media
  • acciughe sott’olio (due o tre)
  • Olio extravergine d’oliva
  • burro

Tempo di cottura:

35 minuti circa

Preparazione:

Per prima cosa lavate i fegatini, privandoli del fiele. Sciacquateli e asciugateli bene.
Tritate finemente la cipolla e fatela imbiondire in un tegame con l’olio extravergine d’oliva. Se volete, potete profumare il soffritto con qualche foglia di salvia che lascerete nel tegame solo il tempo necessario per insaporire.
Dopodichè, dopo aver tolto la salvia se l’avete usata, aggiungete i fegatini tritati. Lasciateli scottare per qualche minuto, poi aggiungete mezzo bicchiere di vinsanto e fatelo evaporare.
Togliete i fegatini dal fuoco, tritate i capperi e le acciuge (dissalate e diliscate) e aggiungeteli al composto.
Versate il tutto in una ciotola e amalgamatelo con un pò di burro. Rimettete il composto in un tegame e lasciatelo cuocere per circa 15 minuti, aggiungendo piano il brodo caldo.
Tostate in forno del pane toscano fatto a fette, spalmateci sopa la crema ottenuta e servite.
Prima di spalmare la salsa di fegatini, alcuni preferiscono intingere leggermente i crostini nel brodo o direttamente nel vinsanto. A voi la scelta!

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