La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Categoria: Valdorcia

La Quercia delle Checche diventa Albero Monumentale della Toscana

Dopo mesi passati al centro di molte discussioni e polemiche, la Quercia delle Checche è stata messa sotto protezione dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nell’Elenco degli Alberi Monumentali della…

Dopo mesi passati al centro di molte discussioni e polemiche, la Quercia delle Checche è stata messa sotto protezione dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nell’Elenco degli Alberi Monumentali della Toscana.

L’albero si trova nel Comune di Pienza, in Val d’Orcia, e vanta un’altezza di 22 metri e una circonferenza di 4,5 metri, per un’età stimata di 350 anni. Da tempo è considerata un’attrazione per turisti e appassionati e la popolazione locale ha dimostrato più volte di averne a cuore le sorti, specialmente nei recenti casi di cronaca riguardanti il cedimento di un ramo e il rave abusivo svoltosi a poca distanza dalla pianta lo scorso settembre.
Durante l’autunno, infatti, sia il Comitato SOS Quercia delle Checche che Società Italiana di Arboricoltura si erano mobilitati per far fronte a questi avvenimenti che minacciavano l’integrità della pianta e dell’area in cui si trova.

Lo scorso anno, il Comitato SOS Quercia delle Checche aveva avanzato forti proteste riguardo il mancato inserimento dell’albero nell’elenco degli alberi monumentali regionale, proteste che oggi sembrano aver avuto l’effetto sperato: la richiesta di tutela, inviata alla Regione dal Comune di Pienza nel settembre 2014, oggi ha ricevuto il via libera.

La fama della Quercia come attrazione turistica, rende necessaria l’attuazione di provvedimenti per tutelare la salute della sua struttura e del terreno circostante, per la sicurezza delle persone e dell’ambiente stesso.

È stata inoltre lanciata la proposta di realizzare una pedana in legno e di una recinzione per proteggere l’albero e il terreno dal calpestìo delle persone, che potrebbe comprometterne la stabilità idrogeologica. Tali lavori, nel caso si decidesse di realizzarli, spetterebbero al Comune di competenza.

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15 edizione “Il primo olio e altro ancora…” a Montisi

Nel piccolissimo borgo medioevale di Montisi, dal 31 ottobre al 2 novembre, si svolgerà la 15 edizione di “IL PRIMO OLIO E ALTRO ANCORA”, nell’ambito della manifestazione “ANDAR PER FRANTOI…

Nel piccolissimo borgo medioevale di Montisi, dal 31 ottobre al 2 novembre, si svolgerà la 15 edizione di “IL PRIMO OLIO E ALTRO ANCORA”, nell’ambito della manifestazione “ANDAR PER FRANTOI E MERCATINI” a cura dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Si tratta di un fine settimana all’insegna della cultura gastronomica dove sarà possibile degustare l’olio di nuovissima spremitura, accompagnato da altri prodotti tipici di questa zona, tartufo bianco e Vino Doc Orcia. Questi prodotti, di assoluta eccellenza, verranno proposti sia per la degustazione, sia per la vendita, sarà, inoltre, possibile fare visite guidate ai frantoi del paese e fare mini corsi d’assaggio d’olio, vino, miele e formaggi nonché visite alle contrade della Giostra di Simone, al Museo della Compagnia, al Piccolo Teatrino della Grancia recentemente ristrutturato .

Oltre a tutto questo, mercatini e mostre dell’artigianato antiquariato, lungo tutto il borgo e spettacoli itineranti d’intrattenimento, faranno di Montisi un itinerario irrinunciabile per i turisti che nell’week end di Ognissanti vorranno andare alla ricerca di buoni sapori ed emozioni genuine.

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAAll’interno del cartellone, ci sarà spazio anche per il “Massischermo” di Poliziani-Storelli, che sabato 1 novembre alle 17  andrà in scena nel piccolo, bellissimo Teatro della Grancia. La regia è di Gabriele Valentini. Per la serata sarà disponibile il libro “L’anno che si vide il Mondiale al maxischermo e altri racconti” di Riccardo Lorenzetti, dal quale è tratto lo spettacolo.

L’organizzazione è a cura dell’Ammistrazione comunale di San Giovanni d’Asso e Associazione Pro Loco Giostra di Simone di Montisi. Di seguito, il programma completo della manifestaizone:

Venerdi 31 ottobre
Ore 14,30: Apertura degli stands e delle mostre lungo il borgo.
Ore 15,00: Frantoio La Romita: Visita al frantoio (gratuita su prenotazione)
Ore 18,00 Grancia – Sala delle Carrozze : Degustazione di vino “I VINI DOCG della “Provincia di Siena ” ” con divagazioni artistiche di Giuliano Ghiselli. (su prenotazione)
Dalle Ore 19,00 Cene tipiche a base di olio “novo” nei ristoranti e nelle contrade
Ore 21,15 Grancia -Sala delle Carrozze: “Ave Oleum”-Degustazione di OLIO. A cura della Associazione Italiana Conoscere l’olio d’Oliva(gratuita su prenotazione)

Sabato 01 novembre
Ore 10,30: Apertura degli stands e delle mostre lungo il borgo.
Ore 10,30: Frantoio La Romita: Visita al frantoio (gratuita su prenotazione)
Ore 11,30:Grancia -Sala delle Carrozze: “Ave Oleum”-Degustazione di OLIO. A cura della Associazione Italiana Conoscere l’olio d’Oliva(gratuita su prenotazione)
Dalle ore 12,30 Pranzi tipici a base di olio “novo” nei ristoranti e nelle contrade
Dalle ore 15,00 Lungo il borgo : Spettacolo itinerante con la Band “Masquerada”
Ore 17,00: Sala del Cinema SPARM: Spettacolo Teatrale “MASSISCHERMO” regia di Gabriele Valentini tratto dal libro di Riccardo Lorenzetti -ingresso libero
Ore 18,15 Sala delle Carrozze: Il Miele . Minicorso di degustazione guidata
A cura di un esperto dell’ Albo Nazionale analisi sensoriale del Miele (su prenotazione)
Ore 21,30 -Sala Cinema Sparm: Degustazione guidata di vino “ORCIA DOC” in abbinamento ai Formaggi. Con la partecipazione di Giuliano Ghiselli (su prenotazione)

Domenica 02 Novembre
Ore 11,00 : Apertura degli stands e delle mostre lungo il borgo.
Ore 11,00 : Frantoio La Romita: Visita al frantoio (gratuita su prenotazione)
Ore 11,30 Grancia – Sala delle Carrozze. Degustazione guidata di Champagne di Hautvillers,città gemellata con il comune di San Giovanni d’Asso. (su prenotazione)
Dalle ore 15,00 Lungo il borgo : Spettacolo itinerante della Junior Band “Gli sbandati” allievi della scuola di musica del Gruppo Bandistico della Società Filarmonica di Ciggiano (Ar).
Ore 16,30 Teatro della Grancia di Montisi: “Un paese…una Giostra” .La Giostra di Simone di Montisi.
Presentazione del video ufficiale della 44° edizione realizzata dall’Associazione Giostra di Simone
Ore 17,30 :Grancia -Sala delle Carrozze : “Ave Oleum”-Degustazione di OLIO . A cura della Associazione Italiana Conoscere l’olio d’Oliva(gratuita su prenotazione)

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Anche Fonteverde tra i tre resort termali per i menù a 4 mani

Giuseppe Argentino (chef executive di Grotta Giusti), Salvatore Quarto (chef executive di Fonteverde) e Umberto Toscano (chef executive di Bagni di Pisa) sono i protagonisti di un evento enogastronomico itinerante…

Giuseppe Argentino (chef executive di Grotta Giusti), Salvatore Quarto (chef executive di Fonteverde) e Umberto Toscano (chef executive di Bagni di Pisa) sono i protagonisti di un evento enogastronomico itinerante che prevede sei serate a tema, tra novembre e dicembre, dedicate alla degustazione delle eccellenze del territorio toscano.

A due a due gli chef si alterneranno nelle cucine dei tre resort termali toscani e metteranno in scena un menu ‘a 4 mani’ dove mixeranno il loro estro culinario – accumunato dalla cultura del mangiar sano, dall’utilizzo di ingredienti genuini, dall’attenzione ai dettagli e dalla creatività – focalizzandosi su alcuni prodotti della tradizione toscana: cinta senese, mucco pisano, tartufo, funghi porcini, pesce azzurro

Il calendario prevede:

7 novembre, Grotta Giusti: protagonisti il fungo porcino e i frutti di bosco dell’Abetone. Ai fornelli Giuseppe Argentino e Umberto Toscano che tra l’altro proporranno il fungo porcino: la crema, il gelato e fritto

14 Novembre, Fonteverde: protagonista la cinta senese e ai fornelli Salvatore Quarto e Giuseppe Argentino. Tra i piatti in menu: zuppa di ceci e farro con rigatino di cinta senese e costoletta di cinta senese con il suo juice di cottura speziato al cioccolato criollo

21 Novembre, Fonteverde: protagonisti le eccellenze di San Casciano dei Bagni. Ai fornelli Salvatore Quarto e Umberto toscano che, tra le portate, hanno previsto anche pecorini delle crete senesi e castagne dell’Amiata e ravioli fondenti all’uovo con tartufo di San Casciano

28 Novembre, Bagni di Pisa: protagonista il pesce azzurro. Ai fornelli Umberto Toscano e Giuseppe Argentino. Nel menu anche arrosto di filetto di palamita in crosta ai due sesami su salsa di olive nostraline e mantecato di ceci con timballo di a ici e polvere di pappa al pomodoro

5 dicembre, Bagni di Pisa: protagonista il mucco pisano e il tartufo di San Miniato. Ai fornelli Umberto Toscano e Salvatore Quarto. Tra i piatti proposti sandwich di salame di mucco e tartufo e guancia e tortelli di patate al ragù di mucco

12 Dicembre, Grotta Giusti: protagonisti il cinghiale e il pecorino scoppolato della Garfagnana. Ai fornelli Giuseppe Argentino e Salvatore Quarto. In menu anche un croccante di pecorino della garfagnana con caramello al vin santo e noci

Insomma, il benessere viene…anche mangiando! E per non perdersi questi appuntamenti Grotta Giusti, Fonteverde e Bagni di Pisa hanno approntato pacchetti ad hoc dove all’esperienza gourmet si alternano tante coccole relax.

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A Radicofani torna il mitico Rally

Torna il Ronde della Val d’Orcia ormai classico appuntamento del Race Day Ronde Terra, manifestazione organizzata dalla Scuderia Balestrero con l’apporto della locale scuderia Radicofani Motorsport. La sesta edizione di…

Torna il Ronde della Val d’Orcia ormai classico appuntamento del Race Day Ronde Terra, manifestazione organizzata dalla Scuderia Balestrero con l’apporto della locale scuderia Radicofani Motorsport.

La sesta edizione di Ronde della Val d’Orcia sarà il secondo appuntamento della serie Race Day 2014/2015 e si disputerà il 25-26 ottobre con base logistica nel favoloso borgo di Radicofani, calcando il perfetto connubio tra turismo e sport visto che, specie per questa serie, ha sempre visto un numero importante di equipaggi italiani ed esteri.

La prova speciale oggetto della Ronde non ha bisogno di presentazioni essendo uno dei tratti più conosciuti dagli appassionati e non fin dai tempi in cui vi transitava il Rally mondiale di Sanremo negli anni ottanta e successivamente come prova nel Campionato rally italiano.

La lunghezza di 11.280 metri annovera la prova speciale tra le più lunghe della serie Race day, con punti altamente tecnici e spettacolari come i dossi prima dell’innesto di poche centinaia di asfalto sulla strada statale che lambisce il borgo di Radicofani per poi ributtarsi nell’ultimo tratto stretto ed in discesa.

Le iscrizioni sono state chiuse il 18 ottobre mentre le fasi iniziali sono previste venerdì 24 ottobre (dalle 21 alle 23,30) e sabato 25 ottobre (dalle 8 alle 12) con le verifiche sportive e consegna road book nella Zona Artigianale della Val di Paglia sulla strada provinciale 478. Sempre sabato (dalle ore 10 alle 13) è previsto lo shake down nel tratto finale (ultimi tre chilometri) della prova della gara e nel pomeriggio (dalle 13,30 alle 16,30) sono previste le ricognizioni del percorso.

La suggestiva piazza San Pietro di Radicofani ospiterà la sede della partenza e sabato 25 ottobre (alle 19,01) prenderà il via ufficialmente la gara con la partenza della prima vettura per poi proseguire, a distanza di un minuto, con tutti gli altri equipaggi ammessi alla gara con una coreografica passerella serale a cui seguirà il riordino notturno previsto nella zona artigianale della Val di Paglia.

La gara vera e propria inizierà domenica 26 ottobre con l’uscita dal lungo riordino notturno (alle 07.31) e ingresso nel parco assistenza dalla durata di 15 minuti e (alle ore 08.02) la partenza della prima vettura sul primo dei quattro passaggi previsti della prova speciale denominata appunto Radicofani di 11,28 chilometri, che poi sarà ripetuta più volte. L’arrivo conclusivo sarà a Radicofani nella piazza San Pietro alle 16.30, la premiazione alle ore 18,30 al teatro Costantini. La manifestazione avrà un chilometraggio globale di 223,50 chilometri di cui 45,12 cronometrati: una percentuale piuttosto alta rispetto agli standard utilizzati in altre manifestazioni simili.

La base logistica della gara sarà il palazzo comunale di radicofani che ospiterà direzione gara, segreteria, sala classifiche e sala stampa. La Ronde della Val d’Orcia sarà valevole, oltre che come secondo appuntamento del già citato Challenge Race Day Ronde Terra, per l’Open Rally e per il Trofeo Rally Lucca.

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Gli arcieri tornano in fortezza a Radicofani

Dall’epoca di Ghino di Tacco non si vedevano tanti archi e frecce, da tutta Italia per la gara di domenica 19 ottobre a Radicofani. Gli arcieri tornano all’interno della fortezza…

Dall’epoca di Ghino di Tacco non si vedevano tanti archi e frecce, da tutta Italia per la gara di domenica 19 ottobre a Radicofani.

Gli arcieri tornano all’interno della fortezza di Radicofani, domenica 19 ottobre (dalle ore 9:00). Questo “déja vù”, per l’antico maniero, si deve a una gara di tiro con l’arco organizzata dal gruppo degli arcieri-cacciatori “Prima”.

IMG_52146614105443Gli organizzatori sono riusciti a creare un percorso con sagome in 3d distribuite in venti piazzole, con ”punti di tiro” da varie distanze. La gara, seguita da giudici nazionali, osserva il regolamento della Fidasc (la federazione nazionale delle armi sportive da caccia). Tutto il percorso si sviluppa all’interno della fortezza di Radicofani, avvicinando cosi lo sport alla cultura e alla storia locale. Sarà un po’ come rivivere le gesta di Ghino di Tacco, ovvero “il falco della Val d’Orcia”, partendo però dai suoi infallibili arcieri, non a caso soprannominati “falchetti”.

Il luogo dove si svolge l’iniziativa è di enorme suggestione. Sarà stato anche per questo che pochi link e alcune foto su Facebook sono stati sufficienti a inondare di richieste gli organizzatori, che hanno dovuto chiudere con tre settimane di anticipo le iscrizioni, per motivi di capienza della struttura. Saranno moltissimi, quindi, gli arcieri di tutte le età provenienti da varie regioni d’Italia come dai Comuni vicini presenti alla gara, con tanti accompagnatori al seguito.

Il raduno inizia di primo mattino con l’iscrizione e un’abbondante colazione. Gli arcieri si sfideranno fino alle ore 13. Quindi, pranzo al ristorante della fortezza e premiazioni. Si prospetta una bellissima giornata al insegna dello sport all’aria aperta e alla conoscenza di un luogo di invidiabile bellezza. Il ritorno degli arcieri in Fortezza, si realizza grazie al lavoro del gruppo dirigente degli Arcieri cacciatori Prima (sono tutti radicofanesi “doc”): Andrea Carta, Alvise Papini, Michele Perugini, Michelangelo Fatini, Lorenzo Tondi, Consuelo Sale, Andrea Sante, Massimiliano Solini. Ad essi si aggiunge la collaborazione dell’attuale gestore della fortezza, Paul Mazzuoli, oltre ovviamente al Comune di Radicofani.

Il sindaco Francesco Fabbrizzi dichiara “di apprezzare un uso vivo e intelligente delle fortezza come questo, che coniuga antiche tradizioni con una moderna pratica sportiva. Un ottimo esempio – aggiunge – su cosa fare per valorizzare il territorio, guardando al passato ma con gli occhi di oggi, facendo della fortezza una realtà viva”.

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Viabilità in Valdorcia: preoccupazione da parte dei Comuni

La Giunta dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Val d’Orcia esprime una forte preoccupazione per la situazione della viabilità nel sud della Provincia di Siena ed in particolare lungo la S.R. 2…

La Giunta dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Val d’Orcia esprime una forte preoccupazione per la situazione della viabilità nel sud della Provincia di Siena ed in particolare lungo la S.R. 2 Cassia dove la Provincia, constatato che sul piano viabile del viadotto sul fiume Paglia si è formato un avvallamento, imputabile a cause strutturali, ne ha disposto la chiusura.

Una situazione che si aggiunge ad un quadro sconfortante della situazione viaria: il crollo del ponte sull’Orcia che collega la Frazione di Gallina con Pienza, la riduzione con semaforo della viabilità sulla cassia ad una sola carreggiata in prossimità di San Quirico d’Orcia, la difficoltà per i mezzi pesanti della viabilità verso l’autostrada in prossimità di Chianciano.

La gravità di quest’ultima interruzione assume i connotati di una emergenza assoluta che deve trovare soluzione in tempi rapidissimi. Le aziende che operano nella zona della Val di Paglia, ricordiamo la presenza tra le altre della Stosa uno dei primi produttori italiani di cucine, rischiano di subire un danno enorme e i mezzi pesanti devono salire a Radicofani con il rischio del collasso anche di tale viabilità alternativa, che prevede l’attraversamento di ponti non progettati e strutturati per il passaggio frequente di mezzi pesanti.

La Cassia rappresenta una viabilità indispensabile anche a livello di collegamenti a lungo raggio e l’attuale situazione di degrado risulta inaccettabile: da questo nasce la forte preoccupazione dei Sindaci dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Val d’Orcia in un momento di grandi trasformazioni istituzionali e del riordino delle province, si rischia di non avere risposte dai soggetti che hanno l’onere di garantire la viabilità sul territorio.

C’è la necessità di risposte rapide ed efficaci prima che il sistema arrivi al definitivo collasso con danni per l’economia e i cittadini. In situazioni di questo tipo è difficile individuare le responsabilità dirette, ma è evidente che gli interventi di manutenzione ordinaria e una corretta progettualità per prevenire e limitare i danni derivanti dall’usura della viabilità nel suo complesso sono aspetti che non possono essere più trascurati.

I Sindaci dell’Unione dei Comuni richiedono che la Provincia di Siena e la Regione Toscana assumano il problema della viabilità della parte Sud della Cassia come priorità assoluta della programmazione degli interventi e che indichino da subito tempi e modalità di soluzione dell’emergenza immediata derivante dalla chiusura del viadotto sul fiume Paglia.

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Rave Party in Valdorcia: rifiuti ancora da smaltire

***AGGIORNAMENTI*** Dopo la verifica di venerdì pomeriggio, 19 settembre 2014, i rifiuti sono stati smaltiti e l’area risulta ripulita. Seguiranno ulteriori aggiornamenti. ____________________________________________________________________________________________________ A una settimana di distanza dal Rave Party…

***AGGIORNAMENTI***

Dopo la verifica di venerdì pomeriggio, 19 settembre 2014, i rifiuti sono stati smaltiti e l’area risulta ripulita. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

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A una settimana di distanza dal Rave Party in Valdorcia, a ridosso dalla famosa Quercia delle Checche, la situazione rifiuti non è ancora stata risolta. Il comitato S.O.S. Quercia delle Checche ha contribuito alla pulizia dell’area intorno alla pianta, nel pomeriggio di giovedì 18 settembre, e ha inviato la seguente documentazione fotografica sulla situazione attuale. Dalle foto possiamo notare un’area di circa 2 ettari comprendente rifiuti sparsi, batterie di automobili, plastica, lattine, rifiuti organici, bottiglie di vetro e tendoni. Quintali di rifiuti abbandonati dopo il Rave Party e tuttora privi di interventi di bonifica. Il rischio è che gli animali e gli agenti atmosferici possano disperdere i rifiuti, giungendo a inquinare anche il fiume Orcia.

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Il comitato S.O.S. Quercia delle Checche ha anche inviato la seguente lettera alla prefettura e alla questura di Siena:

“In relazione a quanto accaduto quest’ultimo fine settimana nell’area prospiciente la già tristemente nota Quercia delle Checche nel comune di Pienza, faccio evidentemente riferimento al rave party tenutosi in tale area, privo per quanto ci consta di qualsivoglia autorizzazione, mi vedo costretta a chiederle quanto segue:
1 – Può considerarsi accettabile che in un area a forte impatto ambientale oltreché mediatico, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, venga organizzato e tollerato un rave party?
2 – Ci risulta che ad un cittadino comune, che intenda organizzare una pacifica manifestazione per una giusta causa, vengano richieste svariate forme autorizzative.
E’ possibile consentire agli organizzatori di rave party (che peraltro lucrano su tali manifestazioni) ed ai loro partecipanti di eludere ogni forma di controllo e autorizzazione? Come tale atteggiamento da parte delle autorità preposte al controllo può essere reso comprensibile agli occhi della cittadinanza?
3 – Ci risulta che fossero presenti, oltreché svariate centinaia di persone (si parla di 500-600 partecipanti), 3 camion con grandi casse e amplificatori, 2 camion contenenti tensile structure ecc… Gli autisti di tali mezzi, che presumibilmente dovevano avere una relazione con l’organizzazione del rave, sono stati identificati? Ci risulta inoltre che siano stati identificazioni svariati partecipanti in uscita dalla “manifestazione”. Quale esito avrà tale identificazione?
4- Oggi alle 14.00 l’area, fino a giungere al fiume Orcia, risultava devastata da immondizia abbandonata ovunque, resti di cibo, bottiglie di vetro spaccate, lattine, bottiglie di plastica e un odore nauseabondo (erano visibili addirittura presenze di escrementi). Quanto tempo dovranno attendere i cittadini per vedere bonificata l’area? Chi si occuperà di tale bonifica? E’ legittimo che venga speso pubblico denaro per ripristinare un area rurale insulsamente devastata?
5 – Il danno subito dai cittadini dell’area che per 2 giorni, notte e giorno, hanno dovuto subire un gravissimo inquinamento acustico, il danno economico per le attività economiche ed agrituristiche, il danno d’immagine per l’intera Val d’Orcia chi provvederà a risarcirlo?
La ringrazio fin d’ora per la sua cortese risposta.
Distinti saluti”
Nicoletta Innocenti
portavoce Comitato S.O.S. QUERCIA DELLE CHECCHE

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Quercia delle Checche, le interrogazioni alle istituzioni

Proseguono le azioni da parte del Comitato “SOS Quercia delle Checche” per la salvaguardia della pianta monumentale, simbolo della Valdorcia. All’impegno dei cittadini e dei volontari, preoccupati per la sorte della…

Proseguono le azioni da parte del Comitato “SOS Quercia delle Checche” per la salvaguardia della pianta monumentale, simbolo della Valdorcia. All’impegno dei cittadini e dei volontari, preoccupati per la sorte della Quercia delle Checche, si sono aggiunti negli ultimi giorni alcuni rappresentanti politici e istituzionali, che hanno presentato delle interrogazioni alla giunta regionale e al ministro dei beni culturali.

Ecco l’interrogazione presentata dal deputato PD Michele Anzaldi al ministro Dario Franceschini:

Quercia delle Checche, patriarca verde da tutelare

“Maestosi e affascinanti: sono i grandi ‘Patriarchi verdi’, quegli alberi che si distinguono per età o per particolare valore storico. In ogni parte del Mondo vivono ancora alberi millenari e ultracentenari, testimoni solenni del tempo e della storia ai quali sono sopravvissuti, e per questo considerati veri e propri monumenti. Un esempio per tutti, in Europa, è la quercia di Guernica, piccola cittadina dei paesi baschi, resa celebre dalla maestosa e drammatica tela di Picasso. Oggi, chi si reca a visitare il Museo Guggenheim di Bilbao spesso prosegue il tour con una tappa nella cittadina basca per andare ad ammirare l’antica quercia sotto cui si riunivano i re castigliani ed i consiglieri dell’Assemblea basca.

In Italia, l’idea di iniziare l’attività di ricerca, individuazione e catalogazione degli alberi monumentali nacque negli anni ’80, grazie all’intuizione dell’allora Direttore generale delle foreste, Alfonso Alessandrini che incaricò il Corpo forestale dello Stato di effettuare una ricerca per censire quelle che lui definiva “cattedrali vive, architravi del bosco, puntelli del firmamento”. Il risultato fu sorprendente: l’Italia possedeva un patrimonio di monumenti verdi di circa 22.000 “alberi di notevole interesse”, di oltre 2.000 di “grande interesse” e di 150 di “eccezionale valore storico o monumentale”.

Ma, non è stato sufficiente, la mancanza di una legge nazionale aveva creato un’area di autonomia legiferativa da parte delle regioni, che di fatto rischiavano di indebolire la tutela degli alberi monumentali. Nel gennaio 2013 è stata finalmente approvata dal Parlamento la legge 10/2013 che ha colmato il vuoto legislativo nazionale. L’art. 7 della nuova legge riporta le “disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale” definendo i criteri di identificazione e rendendoli univoci ed omogenei su tutto il territorio nazionale
Oggi, almeno sulla carta, questi alberi sono riconosciuti un patrimonio da tutelare. Ma siamo ben lontani dal trasformarli in veicoli di comunicazione storica e culturale. Gestirli come veri e propri monumenti, come accade con la quercia di Guernica, farli diventare un’attrazione per i turisti, li proteggerebbe anche dall’abbandono e dagli atti vandalici. Ultimo, ma non unico è il caso della Quercia delle Checche, un maestoso albero di quasi 300 anni, censito tra i più vecchi d’Italia, posto nel cuore della Val d’Orcia, tra Pienza e Bagno Vignoni. Non una malattia e neanche il maltempo, ma lo stupido gesto dell’uomo ne ha messo a rischio la sopravvivenza. Sembra infatti che nelle notti intorno a ferragosto, un gruppo di persone abbia causato il distacco di un grande ramo che ora giace spezzato e senza vita. Ora, se non si interverrà rapidamente, si metterà a rischio la sopravvivenza di questo antico testimone.

Eppure, la Quercia delle Checche è situata in uno dei luoghi più affascinanti del nostro territorio, quella Val d’Orcia che ogni anno attira migliaia di turisti italiani e stranieri, con i suoi antichi villaggi e con il suo paesaggio incontaminato che tanto influenzò gli artisti del Rinascimento. Ma questa valle è stata anche testimone di importanti vicende storiche, come la nascita di quel Granducato di Toscana che per trecento anni fu uno degli stati più prosperi e moderni d’ Europa. Si potrebbe raccontare ai visitatori che quell’albero ha assistito alla nascita della prima strada ferrata pubblica, quella portentosa opera che collegava Pisa e Livorno con Siena e Firenze, la celebre ferrovia che prese il nome dal Granduca Leopoldo II e che terminava nella oggi famosa ex stazione Leopolda. Furono anni di fermento politico, artistico e civile e si potrebbe narrare, con licenza poetica o meglio storica, che forse, durante le battute di caccia, i notabili del luogo, e magari gli stessi Granduchi di Toscana, si fermassero a dibattere su Pietro Leopoldo d’Asburgo e la sua rivoluzionaria riforma della legislazione criminale, quel celebre Codice Leopoldino che portò la Toscana a diventare il primo stato nel mondo ad abolire la pena capitale, attuando le idee di Cesare Beccaria. Si potrebbe, appunto, ma nel frattempo non si fa nulla anzi si danneggia.

Per questo motivo con il Presidente della Commissione cultura al Senato, Andrea Marcucci, abbiamo scritto al Ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, per sapere come sia possibile che la quercia delle Checche, inserita nella lista degli alberi monumentali italiani, sia abbandonata a se stessa, senza alcun controllo, in balia della stupidità umana. Solo riconoscendole il suo ruolo storico e culturale potremo preservarla dall’oblio e proteggere la sua – nostra storia. Scrisse il poeta libanese Khalil Gibran: “Se un albero scrivesse l’autobiografia, non sarebbe diversa dalla storia di un popolo”.

Di seguito pubblichiamo invece l’interrogazione presentata dal consigliere di SEL, Mauro Romanelli, alla giunta della Regione Toscana:

La Regione coordini subito operazioni per tutela e messa in sicurezza di questo bellissimo albero monumentale

“Nella bellissima Val d’Orcia abita un albero molto particolare, la Quercia delle Checche, che, con i suoi 360 anni d’età e i suoi 22 metri d’altezza, oltre che a una chioma di più di 30 metri, riveste un valore storico, ornamentale e paesaggistico di incredibile rilevanza. Quest’albero negli ultimi mesi è passato purtroppo alla cronaca, sia per il cedimento in agosto di uno dei suoi grandi rami, sia per un recente rave party illegale che ha invaso l’area che lo ospita.

quercia 2Da tempo intorno a quest’albero si è riversato l’affetto e l’attenzione di molti cittadini riunitisi in comitato per chiedere che definitivamente la Quercia riceva un monitoraggio e una cura costanti, garantendo sì l’accesso delle persone che vogliono vederla, ma ponendo limiti e segnaletica adeguata. A tal proposito ho quindi presentato un’interrogazione alla Giunta Regionale nella quale chiediamo che la Regione Toscana inserisca finalmente la Quercia nel registro degli alberi monumentali, e che si attivino di concerto con il Comune di Pienza, il Comitato, il Corpo Forestale e il Ministero dell’Ambiente, tutti quegli interventi necessari di natura terapeutica, di cura colturale e gestionale.

Ricordato che la Quercia delle Checche è un albero monumentale situato su un terreno privato in Val d’Orcia, località Spedaletto, nel comune di Pienza, e trattasi di un albero di circa 360 anni d’età, alto 22 metri, con un tronco dal perimetro di circa 4,5 metri e una chioma di oltre 34 metri diametro; ricordato che nel mese di agosto del corrente anno, la monumentale Quercia delle Checche ha subito il cedimento di una delle sue grandi branche e che la vulnerabilità del sito è relativamente elevata, poiché l’albero vegeta al margine di una strada provinciale a discreta intensità di traffico ed è meta di visita da parte di moltissime persone; ricordato che nel mese di settembre nell’area che ospita la Quercia, si è tenuto un rave party non autorizzato e in generale si registrano spesso episodi di “tree climbing” (arrampicata sugli alberi), pericolosi per i rami dell’albero; ricordata la recente relazione a cura di “S.I.A. – Società Italiana di Arboricoltura Onlus”, a seguito del ricordato cedimento, secondo cui l’albero ha bisogno d’interventi urgenti, alcuni di natura terapeutica, altri di cura colturale e gestionale costante;

Considerato che la Quercia delle Checche riveste un valore storico, ornamentale e paesaggistico incommensurabile, tale da costituire una delle perle che caratterizzano il paesaggio della Val d’Orcia; interroga la Giunta Regionale per conoscere:
– Quali azioni intende intraprendere per contribuire alla tutela e alla messa in sicurezza della Quercia delle Checche,
– Se intende inserire l’albero nel Registro delle piante monumentali

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La situazione rifiuti dopo il Rave Party in Valdorcia

I tre giorni di rave party sulle rive del fiume Orcia, a poche centinaia di metri dalla famosa Quercia delle Checche, hanno lasciato degli strascichi. Almeno cinquecento ragazzi, giunti da…

I tre giorni di rave party sulle rive del fiume Orcia, a poche centinaia di metri dalla famosa Quercia delle Checche, hanno lasciato degli strascichi. Almeno cinquecento ragazzi, giunti da tutta Italia e anche da altri paesi europei, hanno letteralmente preso d’assalto un terreno in Valdorcia e hanno lasciato, alla loro partenza, un’allarmante situazione rifiuti.

Un nostro collaboratore ha documentato la situazione dei rifiuti dopo il rave party. All’interno di un parco artistico-naturale unico al mondo come quello della Valdorcia, abbiamo documentato decine di sacchi sparsi in mucchi in tutta l’area, resti di falò accanto a rotoballe secche, lattine e plastica, escrementi umani e animali. La spazzatura non si limita all’area del rave party ma si estende per più di un chilometro lungo il corso del fiume.

In attesa della bonifica dell’area, inseriamo le foto che documentano la situazione dei rifiuti, scattate nella giornata di lunedì 15 settembre:

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Radicofani: Contignano vince il Palio del Bigonzo

Terza vittoria per Contignano nel Palio del Bigonzo di Radicofani Contignano ha mantenuto le promesse delle vigila trionfando di nuovo, all’imbrunire, al Palio del bigonzo. Questa contrada è invincibile: si…

Terza vittoria per Contignano nel Palio del Bigonzo di Radicofani

ContignanoContignano ha mantenuto le promesse delle vigila trionfando di nuovo, all’imbrunire, al Palio del bigonzo. Questa contrada è invincibile: si è aggiunta tre anni fa alle quattro contrade che hanno iniziato a correre la gara, e da allora non ha mai perso. Pochi metri dopo la partenza nonostante una penalizzazione che li ha messi in leggero ritardo, rispetto a Borgo Maggiore, i biancorossi del castello valdorciano erano già in testa. Si è trattata di una gara giostrata, che alla fine ha visto ha visto arrivare, come in fila indiana dietro a Contignano, Castelmorro, Borgo Maggiore, Bonmigliaccio e Borgo Castello. Lungo il percorso di 350 metri, in salita, due coppie di corridori si sono alternate nello sforzo di condurre in gran velocità un barellino in legno, contenente un antico bigoncio pesante 18 chili di creta. I vincitori rispondono al nome di Giacomo Costa, Alessandro De Luca, Francesco, Antonino e Michele Taormina. Ditero di loro, per Castelmorro, si sono piazzati con onore David Osamwonuyi, Federico Ciacci, Emiliano Giuliacci, Riccardo Nocchi.

La loro corsa è stata seguita dal folto pubblico, per la prima volta, in un grande schermo posto in piazza San Pietro, nei pressi dell’arrivo. Una novità che è il segno di una manifestazione cresciuta in pochissimo tempo (appena nove anni di vita). Altro indizio di un salto di qualità è arrivato dal bellissimo drappellone, dipinto da Cecilia Rigacci (coautrice del palio di Siena dell’agosto 2013). Un’opera che ha un alto valore simbolico, con quella figura di arciere che scocca la sua freccia verso un cielo stellato, ma anche tangibile: le piccole stelle sono di argento ricoperto in oro, le rifiniture in velluto, i simboli della Balzana agli angoli in metallo a rilievo, smaltato. Antichi valori si intrecciano, nel palio della Rigacci, con uno stile contemporaneo. Questo sembra anche il filo conduttore di una manifestazione che è solo apparentemente estemporanea, ma che si identifica con profonde radici. I nomi delle contrade sono quelli degli antichi insediamenti, in parte oggi distrutti, mentre il bigonzo simboleggia devozione per la Madonna delle vigne (che si festeggia l’8 settembre), che si riferisce a una copiosa produzione vinicola locale del passato.

Contrada vincitriceViene naturale, dunque, il riferimento al medioevo che permea l’iniziativa, a partire dai costumi di foggia duecentesca usati nel folto corteo che ha solcato le vie del centro storico, al mattino. A seguire, la santa messa alla chiesa di San Pietro (ore 11) e la presentazione (ore 12) del drappellone con la benedizione delle contrade. La contesa vera e propria è iniziata nel pomeriggio (ore 16,30) con la gara di tiro con l’arco, il cui risultato ha determinato le penalità in partenza, insieme ad altri fattori: ci sono state penalizzazioni per le contrade che non hanno schierato corridori residenti a Radicofani. La “griglia” ha visto al primo posto Borgo Maggiore e, a scalare, Contingano, Castelmorro, Borgo Castello e Bonmigliaccio. Dopo l’esibizione di sbandieratori e musici, e la verifica del peso dei bigonzi (riempiti di creta) la gara ha visto subito lo scatto perentorio di Contignano, che non ha dato scampo agli avversari.

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