Il Consiglio Comunale di San Casciano dei Bagni, all’unanimità, ha approvato un piano relativo alla finanza locale.

Con questa approvazione gli amministratori hanno voluto dar voce all’insofferenza dovuta al continuo legiferarsi in materia finanziaria da parte dello Stato Centrale che a cascata va scapito di una programmazione indispensabile per le piccole realtà, impegnandosi a farsi promotori presso i propri rappresentanti istituzionali e presso gli enti gerarchicamente superiori di istanze volte al miglioramento di tale situazione.

Nella nota si legge:

“Le amministrazioni comunali sono state confinate ad essere meri strumenti di riscossione delle entrate invece di essere messe nelle condizioni di svolgere l’importante funzione di motore e propulsore dello sviluppo del territorio su cui insistono l’estensione del patto di stabilità ai comuni con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti ha costituito un ulteriore elemento di paralisi dell’attività delle amministrazioni che anche in presenza di disponibilità e copertura finanziaria hanno rallentato l’avvio di investimenti in opere pubbliche, attività che avrebbe invece prodotto il non secondario effetto di contribuire positivamente agli indicatori macroeconomici che misurano la produzione di ricchezza nazionale.

La maggiore pressione fiscale degli enti locali è finalizzata a sopperire a tagli ai trasferimenti, trasformando la finanza degli Enti Locali in un “bancomat” dal quale attingere risorse da parte dello Stato Centrale, senza verifiche preliminari sulle effettive capacità di prelievo, senza tenere conto delle peculiarità, difficoltà, insostenibilità di tali provvedimenti sui singoli territori.

Infine le incertezze su tempi, modalità, importi, esenzioni, relativi alla fiscalità locale dovuti alle norme nazionali generano nei cittadini e nelle imprese disorientamento e preoccupazione, aumentano la possibilità di errori e rendono, soprattutto, impossibile una programmazione finanziaria dei bilanci familiari e di impresa, all’interno di un contesto economico difficile e critico. Dopo le vicende dell’IMU 2013 per le abitazioni principali, con il susseguirsi di oltre 20 provvedimenti in pochissimi mesi, il 2014 sarà caratterizzato dall’improvvisa cancellazione delle esenzioni IMU sui terreni agricoli dei Comuni Montani, con un provvedimento emanato negli ultimi giorni dell’anno che vede gravare una iniqua tassa sugli orti e sui terreni marginali naturalmente improduttivi e per questo non “coltivati” da imprenditori agricoli professionali, lasciando la “decisione” su chi è obbligato a pagare sull’altimetria in cui è situata la porta della sede comunale e non sull’ubicazione altimetrica o sulla reale produttività economica dei terreni”.

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