Polvere di Cipria – Settima Parte

La riflessione di questa settimana ha voluto prendere due personaggi femminili, come due facce della stessa medaglia. Documentandomi, e leggendo un libro che mi era stato prestato in queste settimane, l’argomento delle donne e il loro rapporto con personaggi discutibili e controversi come i dittatori mi ha colpito particolarmente. E sono arrivata a considerare che, queste donne, si sono divise in due gruppi: il primo, quello delle succubi e delle remissive (forse anche per la marcatissima società patriarcale che stenta ancora adesso a essere superata); il secondo gruppo, invece, e forse è stato quello più temibile e dannoso, è costituito da donne-tigri (o dragon woman, come mi è capitato di leggere), ancora più avide di potere e sanguinarie peggio dei propri compagni, amanti, consorti dittatori. Certo, non si ha mai a che fare con personaggi normali, quando si parla di momenti storici delicati come le dittature, ma mi sono trovata a chiedermi più volte che cosa portasse queste donne, a sentirsi fisicamente e affettivamente attratte da personaggi come Stalin, Mussolini, Hitler, Mao, Ceausescu… E una risposta, ancora fatico a trovarla. Cominciamo dal primo personaggio.

Elena Ceausescu (1916 – 1989) – Doctor Horroris Causa

Il secondo gruppo succitato – quello delle donne-tigri – mi sembra trovi un’inquietante e calzante rappresentante in Elena Ceausescu, moglie del dittatore rumeno Nicolae Ceausescu, vera mente perversa del regime, che ha flagellato il paese dal 1967 al 1989. Era una donna che possedeva molta più sete di potere rispetto a suo marito, e una smania vera e propria di essere riconosciuta, onorata e venerata – nonché temuta da tutti: rumeni e non. Elena, da un punto di vista culturale, aveva a malapena finito le elementari, ed era pressoché analfabeta. Nonostante tutto, non appena suo marito divenne dittatore, si attribuì una laurea in chimica, millantando di aver frequentato scuole serali, dando un esame di abilitazione a cui nessuno poté assistere, attribuendosi pubblicazioni scientifiche di altri scienziati, costretti al silenzio. Arrivata fino alla carica di Vice Primo Ministro in Romania, Presidente del Comitato Scientifico del regime, la Ceausescu cercò sin da subito il riconoscimento a livello internazionale in quanto grande scienziata, facendosi attribuire lauree honoris causa dalle università più prestigiose al mondo. E se le università non erano particolarmente pregevoli, la moglie di Ceausescu, trovava da ridire – come quando le venne attribuita una laurea honoris causa dall’Università dell’Illinois e non da quella di Washington.

Come ogni donna aderente al regime comunista – un altro esempio, diametralmente opposto come personalità e sobrietà rispetto a Elena, può essere riscontrato in Nadezdha Allilueva Stalin, seconda moglie del dittatore russo – il suo ruolo non era quello di sfornare figli e stare a casa. Tutt’altro, era quello di aderire al Partito Comunista, lavorare per il partito, solitamente in uno degli uffici preposti (come Elena e Nadezdha), e servire la nobile causa, alla stregua dei compagni uomini. E se c’erano figli, avrebbero avuto un ruolo nel partito, ma comunque, venivano allevati non dalle madri, spesso tacciate di essere fredde e distaccate, ed eccessivamente severe, ma da tate e governanti. Elena Ceausescu servì il partito e il regime, e per il bene della nazione, arrivò a elaborare idee agghiaccianti a livello sociale: per risollevare le sorti del paese, vennero emanate una serie di leggi circa l’aborto e il divorzio, resi illegali. Ciascuna donna al di sotto dei quarant’anni doveva avere non meno di quattro figli – pena un’aspra tassazione – e abortire era proibito, così come la contraccezione venne considerata illegale. La conseguenza fu che migliaia di bambini vennero abbandonati – i più fortunati in orfanotrofi – dato che la famiglia non poteva permettersi di sfamarli, e molte donne morirono, nel tentativo di abortire illegalmente. Possibile che una donna così ignorante, che cercava di darsi una certa importanza e riconoscimento, nonché autonomia, volesse relegare le sue simili al ruolo di macchine sforna-prole? E non contenta, dall’alto della sua ampia conoscenza scientifica, decise che i bambini negli orfanotrofi, malnutriti e pieni di carenze alimentari, dovuto anche al fatto che il grosso delle risorse del paese venivano destinate all’estero, per ripagare gli ingenti debiti, dovessero ricevere trasfusioni di sangue. Sangue che veniva trasfuso in condizioni igieniche e sanitarie pessime, tanto che l’AIDS si diffuse a gran velocità. Elena Ceausescu, con furbizia, proibì gli esami del sangue, sostenendo che l’AIDS fosse una malattia propria dei debosciati occidentali e che in Romania non esistesse.

Nella sua adesione al comunismo, la sanguinaria, non aveva la sobrietà delle compagne russe – come la già citata Nadezdha, rigorosa, semplice, sobria e mai truccata e poco incline alla vita mondana: Elena Ceausescu, al contrario, amava i gioielli, il lusso, i vestiti e non era minimamente una donna schiva e modesta, attribuendosi roboanti titoli ed esigendo sperticate lodi verso la sua persona, nelle cerimonie pubbliche. In più, aveva una perversione verso i rapporti sessuali degli altri, figli compresi – presumibilmente, la si può definire un’inquietante voyeuse – e un’ossessione per la pornografia in genere. Non ultimo, fece in modo che all’incirca quaranta membri della famiglia, tra parenti stretti e lontani, avessero un ruolo nel regime.

Fortunatamente – e anche in maniera mediaticamente scioccante per l’epoca – queste assurdità ebbero fine nel 1989, quando i Ceausescu vennero catturati, sommariamente processati e giustiziati sotto gli occhi degli spettatori. E l’unica che protesta, urla e strepita fino all’ultimo, è proprio Elena, che cerca di essere riconosciuta come crudele autorità fino all’ultimo.

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Alessandra Leoni

Sempre divisa tra Milano (testa) e Parma (cuore). Classe 1989 e tanta voglia di scrivere. Laureata in Linguaggi dei Media presso l'Università del Sacro Cuore di Milano e specializzanda (!?) in Giornalismo e Cultura Editoriale presso l'Università di Parma. Avida lettrice di libri, sviluppa una certa dipendenza alla musica di ogni genere. È necessario prenderla a piccole dosi.

3 thoughts on “Polvere di Cipria – Speciale: Elena Ceausescu

  1. Queste asserzioni su Elena Ceausescu nata Petrescu dovrebbero essere comprovate. Non stento a credere a quelle salla sua posizione, a mio giudizio gravemente sbagliata,

  2. Lasciami dire che hai talento a scrivere. Però lo stai sprecando in cose che forse necessitano di più documentazioni di quelle in tuo possesso. Io quel regime come lo chiamate voi l’ho vissuto in prima persona All’epoca ero pure fiera di farne parte, ma poi si cresce si cambia l’aria si evolve a passo coi tempi e ora la penso diversamente perché più adatto a questi tempi. Cmq ciò che voglio consigliarti e di non fare affermazioni o assegnare epiteti personalizati a figure storiche se non hai vissuto nei loro tempi e elle loro zone, non solo si continua a distorcere la storia ma se non inserisci prove, delle tue affermazioni rischi di fare delle figuracce. Ceausescu se non lo sai e stato riabilitato e la prova è la sua pagina wiki. Elena ti confesso che non l’ho mai sentita fino ai miei 20anni fino a quando sono rimasta nel paese, era un chimico o no, faceva o no il suo lavoro, non lo so, ma non ha mai aperto bocca in materie politiche e ora su di lei si dice di ogni.. Ma perché?? Non aveva ne un ruolo secondario ne primario ne su niente di niente. Se qualcuno di voi utenti mi porterà qualche suo discorso politico di archivio o privato che sia, a conoscenza, forse ci crederò, ma anche no. Internet è una finestra sul mondo come disse Coelho, usatela, specie voi che siete giovani, prima di scrivere cose con tocchi troppo personali su epoche e luoghi dove non avete mai messo piede. In parole povere non si può dare della puttana ad una prostituta se non l’hai nemmeno mai conosciuta. Se vuoi delle vere storie scrivimi che te le racconto io, non per sentito dire ma per averle vissute.

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