The Day of The Doctor: la saga di Doctor Who compie cinquant’anni

Uno speciale annunciato, promosso e atteso per mesi. Il compleanno di Doctor Who, un personaggio che nelle sue varie rigenerazioni ha rappresentato gli ultimi cinquant’anni della fantascienza britannica, protagonista della serie tv sci-fi più longeva di sempre. Il 23 novembre 1963 andava in onda sulla BCC la prima puntata di questa fortunata serie, e il 23 novembre 2013 la rete ha festeggiato con uno speciale in simulcast, andato in onda simultaneamente in 75 paesi, stabilendo un record mondiale.

Le vicende dell’ultimo dei Time Lord, in viaggio per il tempo e per lo spazio, hanno appassionato più di una generazione; la serie televisiva ha ripreso nuova linfa dal 2005, con un rilancio e una programmazione più adatta agli attuali canoni narrativi, ma il fascino del vecchio Doctor Who è sempre attuale.

The Day of The Doctor, l’episodio speciale andato in onda per questa importante occasione, mette in relazione le ultime due rigenerazioni del Dottore, Matt Smith e David Tennant, e si inserisce nella linea narrativa che porterà all’ottava stagione del nuovo corso e all’arrivo di quella che potrebbe essere l’ultima rigenerazione di Doctor Who, ovvero l’attore Peter Capaldi. L’episodio speciale ruota attorno alla figura di John Hurt, che interpreta una precedente rigenerazione del Dottore, rinnegata dagli altri per via del genocidio commesso per mettere fine alla terribile guerra tra Time Lord e Dalek. Il Dottore rinnegato è il responsabile della scomparsa di Gallifrey, il suo mondo d’origine, e rappresenta la parte più tormentata del multiforme animo di Doctor Who.

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The Day of The Doctor si presenta come uno speciale televisivo tra luci e ombre, ma di fondamentale importanza per la longeva serie di fantascienza britannica.

Pro:

  • Il ritorno di David Tennant, uno dei Dottori più amati dai fan, e l’ottima prova di un mostro sacro come John Hurt;
  • L’inizio di quello che potrebbe essere l’ultimo ciclo narrativo di Doctor Who e il suo ritorno a casa, dopo più di cinquant’anni di viaggi;
  • Il ritmo incalzante e il sapiente utilizzo dei colpi di scena, uno dei punti di forza dello sceneggiatore Steven Moffat;
  • Una marea di easter egg e citazioni sparse nell’episodio, da rivedersi con calma;
  • Il chiarimento su alcuni punti oscuri del passato del Dottore e della guerra tra Time Lord e Dalek.
Doctor Who? Doctor Three!

Doctor Who? Doctor Three!

Contro:

  • La presenza di alcuni personaggi del passato, come il decimo Dottore e Bad Wolf, più che funzionale alla trama sembra un regalo ai fan;
  • Gran parte della tensione narrativa è data dall’intreccio confuso degli sbalzi temporali e non dalle sfide che devono affrontare i tre Dottori;
  • Il dottore rinnegato e la guerra a Gallifrey potevano forse essere sfruttati meglio, tralasciando i toni umoristici di gran parte dello speciale per toni più epici e drammatici;
  • Più che una celebrazione dei cinquant’anni di Doctor Who, sembra una celebrazione dello stile di Steven Moffat;
  • Il Dottore guerriero-rinnegato, che sia la nona rigenerazione oppure la otto e mezzo, rischia di essere un cameo isolato e non un punto fermo nel canone della storia.[divider]

Per concludere: imperdibile per tutti i fan della serie, a prescindere dal vostro dottore o dal vostro autore preferito. Un momento televisivo di fondamentale importanza, che consacra la serie di fantascienza più longeva e che permette ancor di più alle serie tv britanniche di raggiungere il livello di quelle statunitensi. Sconsigliato a chi non conosce Doctor Who, a cui consiglio di partire dalla stagione del 2005 e ripercorrere tutti gli ultimi avvenimenti.

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