Per l’appuntamento di questo mese della nostra rubrica “Chianini nel Mondo” abbiamo intervistato Lara Insero, insegnante, fondatrice e presidente dell’associazione Mera Dil ODV, attualmente impegnata nelle città di Jaipur e Lucknow in India.

Lara abita a Lucignano e insegna alle scuole elementari, dopo aver vissuto tre anni in India, ma la sua vita continua a essere interamente dedicata al volontariato. Attività alla quale si è dedicata da sempre e che grazie a VIP (associazione di volontariato e clown terapia) ha trovato un posto ancora più grande nel suo cuore, il quale è stato capace di trovare un battito diverso, più vivo, solo dopo avere mosso i primi passi in India. Da questo ritrovamento di vitalità nasce l’associazione Mera Dil, a oggi all’attivo con tre progetti in India e tanti altri sul territorio.

Insieme a Lara abbiamo raccontato la sua storia e quella di Mera Dil.

Ad oggi sei la fondatrice di Mera Dil ODV, una volontaria di VIP e un’insegnante, sia in India che qui in Valdichiana, ma qual è la storia che ti ha portata ad avvicinarti al volontariato?

“Il mondo del volontariato ha sempre fatto parte di me, sin da adolescente mi sono avvicinata a questa realtà, poi un giorno nel 2007 un mio amico mi ha parlato di VIP e della realtà della clown terapia. Mi sono subito sentita di doverne farne parte e così mi sono iscritta prima a un corso e poi sono entrata a fare parte di Viviamo In Positivo.

VIP mi ha cresciuta e mi ha dato tanto; lì ho avuto la conferma che chi va a fare il volontario, è vero che investe del tempo proprio, ma ciò che riceve è immenso, imparagonabile a ciò che si dona. Poi a VIP devo il mio primo viaggio in India, la mia riscoperta della vita.

Non sono stati solo un’associazione, sono una mia seconda famiglia che posso trovare ovunque. L’associazione infatti non si estende solo nel nostro territorio ma in tutta Italia e molti volontari sono sparsi per il mondo, quindi ovunque vado so che potrò trovare qualcuno pronto ad accogliermi che condivide i miei valori e la mia formazione.”

Grazie a VIP sei quindi arrivata in India, una decisione tua o del caso?

Nulla viene per caso, diciamo così. VIP infatti organizza ogni anno viaggi di volontariato ai quali ogni clown può fare domanda. Quell’anno per me era un anno particolare, ero reduce da molte esperienze negative, la mia vitalità si era spenta e non riuscivo a riaccenderla. A un certo punto mi è arrivata un’email dove presentavano tutte le attività all’estero di quell’anno. Mi sono subito detta “perché no?” e fra tutti i progetti ho scelto l’India, dove saremmo andati a lavorare in un orfanotrofio, nel villaggio di Lucknow. Quella missione di volontariato sembrava cadere a pennello per me e così mi sono candidata, mi hanno presa e sono partita.

Il primo viaggio è andato esattamente come me l’aspettavo, i bambini ma anche gli altri volontari mi hanno fatto ritrovare la voglia di vivere, di sorridere. Bambini di quattro anni che fondamentalmente non riuscivano a ricoprire i loro bisogni primari mi guardavano e sorridevano. Tutto questo ha svegliato in me quella vitalità e quella forza che avevo perso “se loro riuscivano a sorridere perché non dovevo farlo io?Mi avevano aiutata a rinascere e io dovevo ringraziarli. Come? Con la nascita di un’associazione: Mera Dil.”

Sei quindi tornata in Italia con in mente il progetto di Mera Dil, ma come nasce, come prende vita l’associazione che conosciamo oggi?

“Il percorso che ho affrontato per dare vita a Mera Dil non è sicuramente semplice, tutto è però partito dalla mancanza che sentivo di quei posti e dalla necessità di aiutare chi mi aveva a sua volta aiutato di cui ti parlavo prima. Qui non mi ritrovavo più in niente, né nelle persone, né negli atteggiamenti che queste avevano con me. La cattiveria, l’odio, la tristezza, la maleducazione collettiva trovata in Italia mi hanno fatto fare il primo passo verso Mera Dil, facendomi comprare il biglietto per il mio trasferimento in India nel 2015.

Questo diciamo è stato il primo ingrediente della costruzione dell’associazione, il secondo è stato la partecipazione attiva di tutte le persone che conoscevano le mie volontà e il mio progetto. Hanno tutti iniziato a chiedermi come potevano aiutare e io non potevo di certo permettermi di portare i beni materiali che mi davano da sola, senza nessuna garanzia. Così ho dato vita a Mera Dil, la cui traduzione è “cuore mio”, perché la volontà di fondare quest’associazione è nata da dentro il mio cuore, da dentro il cuore di tutti i volontari.

Il progetto principale che abbiamo sostenuto fin da subito è l’attività educativa dell’orfanotrofio a Lucknow dove mi ero recata nel mio primo viaggio. Abbiamo realizzato vari interventi di modernizzazione, abbiamo costruito bagni, docce, sistemi di filtraggio e di depurazione delle acque. Per sostenere il progetto abbiamo dato vita a delle adozioni a distanza, ma purtroppo, con il crescere dei bambini che ospitavamo non riusciamo più a sostenere tutte le spese.

Così nel 2018 mi sono trovata davanti a un bivio: o chiudere Mera Dil o tornare in Italia e cercare un lavoro tramite il quale potevamo continuare a sostenere tutti i progetti. Così sono tornata qui in Italia e ho trovato lavoro come insegnante, grazie al mio lavoro e alle continue adozioni, ma anche all’avvicinamento da parte di altri volontari, siamo riusciti a mantenere Mera Dil aperta.

Poi è arrivata la pandemia e io non sono più potuta andare in India, dove continuo a recarmi almeno una o due volte all’anno dal 2018. Abbiamo dovuto chiudere per quindici mesi l’orfanotrofio e la scuola, i bambini sono rimasti chiusi in casa.

Ma noi, come persone e come associazione, dobbiamo tutto a Ranjan, il ragazzo indiano che abita nella casa dell’associazione. È stato lui a portare cibo e mascherine per le strade con il suo motorino, rischiando anche la vita. I famosi “intoccabili” non avevano nulla, neanche una moneta per mangiare, però grazie al nostro e al suo impegno siamo riusciti a sfangarla. I bambini hanno ovviamente perso tanto e livello educativo, ma il lavoro di Mera Dil e di noi volontari svolto in passato gli ha permesso di tornare senza paura a scuola nel momento della riapertura.

Ora ci stiamo rimboccando le maniche con i nostri tre progetti vigenti, ma la soddisfazione di vedere il cambiamento anche psicologico di questi bambini vale la pena sempre. Vederli giocare, studiare, possedere un’educazione, seppur minima, è il cuore di Mera Dil, che ad oggi riesce a sostenere ben tre progetti grazie alle donazioni, ai volontari e alla scelta tanto sofferta fatta nel 2018.”

Eccoci quindi arrivati ad oggi, al 2022. Mera Dil è in piena attività, i bambini sono tornati nell’orfanotrofio e a scuola. Quali sono i progetti che avete all’attivo? 

Un progetto riguarda la città di Lucknow, quello di cui abbiamo parlato fino a ora. Supportiamo l’orfanotrofio con l’iscrizione di tutti i bambini a una scuola privata di basso livello, poiché quella governativa non fornisce neanche la minima educazione. Inoltre tramite le adozioni a distanza abbiamo rimesso a posto la struttura dell’orfanotrofio e garantiamo i pasti a tutti, anche attraverso la creazione di un orto e l’allevamento di alcuni animali.

Il secondo e terzo progetto sono invece localizzati nella città di Jaipur, dove nel gennaio 2017 abbiamo aperto una scuola pomeridiana. Dalle 14:30 alle 18:00 i bambini possono venire all’interno della scuola, dove un maestro insegna loro l’hindi, l’inglese e la matematica. La mattina quando è aperta vanno alla scuola statale e il pomeriggio vengono da noi. Nella scuola poi a seconda della disponibilità dei volontari vengono anche organizzate attività ricreative, dalla pittura, allo yoga, al semplice momento di ricreazione e di gioco.

Il terzo progetto nello specifico riguarda le baraccopoli della città, dove andiamo a consegnare cibo durante la settimana. Da qualche mese abbiamo preso in carico una piccola baraccopoli, circa 350 persone, dove abbiamo fornito a una signora tutto il necessario per cucinare. Noi la domenica mattina le portiamo tutti gli ingredienti, verdura, frutta, carne, pasta e poi lo distribuiamo, così da dare la possibilità di lavorare a questa signora.

In più diamo la possibilità a chi vuole fare attività di volontariato di partire con noi. Attraverso il pagamento di vitto e alloggio i volontari stanno nella casa in affitto o all’interno dell’orfanotrofio e possono partecipare a tutte le attività di volontariato. In più per avvicinarsi alla cultura indiana offriamo anche giri diciamo turistici del posto, per vivere e respirare tutte le sfaccettature dell’India.

Non è semplice come esperienza, ma è un’opportunità che ha dato tanto a molte persone. Basta sapersi aprire al prossimo, donarsi completamente alle difficoltà altrui, e anche nei momenti più crudi, più pesanti ci si ritrova sempre ripagati di ogni sforzo.”

Mera Dil periodicamente dà anche vita ad alcune attività qui nel territorio della Valdichiana. Quali sono e quale è il messaggio che portate con voi?

“Sì, organizziamo alcuni eventi non solo in Valdichiana, ma in tutta Italia. Le attività si basano sul discorso iniziale che facevo, quello che mi ha dato la spinta per aprire l’associazione  e per tornare in India. La necessità di restaurare il rapporto con il prossimo, l’educazione civile e sociale, che qui abbiamo perso completamente, è il fulcro di Mera Dil, ciò che sta alla base del rapporto tra i volontari e le persone con cui ci interfacciamo. Per questo organizziamo aperitivi, cene, mercatini solidali, tutte iniziative che hanno come volontà lo stare insieme, ritrovandosi a parlare di Mera Dil, di ciò che facciamo e dei nostri progetti. 

Donarsi agli altri rende felici e io l’ho scoperto attraverso un percorso lungo una vita e continuo a scoprirlo grazie ai bambini che mi aspettano in India, pronti ad abbracciarmi. Perché ora, tramite i frutti del nostro lavoro di educazione sanno che toccarsi non è solo significato di violenza, che dietro a una mano non c’è solo una punizione. È questa la chiave del nostro lavoro, fornire un’educazione, non solo scolastica, per migliore la vita di questi bambini e di conseguenza il mondo. È questo ciò che trasmettiamo durante i nostri incontri, la necessità di educare chi non può permetterselo, anche solo attraverso un abbraccio.

Se voleste partecipare a un evento vi basterà guardare la mia pagina Facebook dove pubblico continui aggiornamenti e locandine. Se invece voleste donare, partecipare al volontariato o adottare potete trovare tutto sul nostro sito. Io vi aspetto in India! 

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Chiara Cacace

Diplomata alle Scienze Umane senza neanche essersene resa conto, ha necessitato di un anno sabbatico durante il quale ha scoperto che non può fare nulla per placare la sua volontà di scegliere sempre la via meno praticabile. Per questo aspira a fare parte del mondo dei giornalisti poiché scrivere è l’unica cosa giusta che pensa di sapere fare, ma neanche lei ci giurerebbe, quindi non illudetevi.

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